Baita bivacco Aldo e Sergio Gusmeroli m.1881 (SO): MEGACICLOPICA ciaspolata!


Published by Alberto , 11 February 2014, 11h32. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 1 February 2014
Snowshoe grading: WT3 - Demanding snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:45
Height gain: 680 m 2230 ft.
Route:Tartano m. 1210 - Fraccia m.1360 - baita con acqua situata prima di arrivare all'alpe Torrenzuolo m.1794 da qui seguire i pali,l' ex agriturismo rimane a sinistra e non si vede - baita Gerlo m.1830 - Baita bivacco Aldo e Sergio Gusmeroli m.1881 loc. Mont Còch km. 4,9
Access to start point:Milano - S.S. n° 36 dello Spluga - Lecco - Colico - S.S. n° 38 dello Stelvio - Morbegno - Campo Tartano - Tartano: in estate si può proseguire,prima di superare il cimitero, a sinistra, non segnalata vi è la strada (in parte con pendenza accentuata) che sale a Fraccia, asfaltata con buone possibilità di parcheggio in zona tornanti, poi per un breve tratto prosegue in bitume e per 500 metri sterrata, terminando al parcheggio di circa 7/8 posti
Accommodation:Baita bivacco Aldo e Sergio Gusmeroli sempre aperto: chi volesse pernottare,deve mandare mail di avviso a http://www.comeunagoccia.org/wordpress/baita-aldo-e-sergio
Maps:kompass Parco Orobie Valtellinesi

Riesco a far accettare una 2 giorni a mio cugino Lorenzo,poi con Mauro e Mimmo ci accordiamo se preferiscono fare solo un giorno salendo con noi o come meglio preferiscono,nel caso salendo il giorno dopo.

La Gusmeroli è prenotata da 10 persone ma stando al sito,solo di sabato....però attendere che scendano è lunga,quindi propongo a Lorenzo la Baita del Lago con un dislivello di m. 1200,al che non è poco per una "prima",ma dice che si adegua,anche se vero che si dorme lassù ma si deve arrivare e possibilmente,viste le previsioni nefaste,prendendo meno acqua possibile.

A Mauro e Mimmo non gli va l'idea di salire alla Baita del Lago,allora spiego a Mauro come deve fare per contattare eventualmente i responsabile del gruppo,magari rinunciavano alla Gusmeroli causa maltempo e infatti tra numeri errati e attese dell'ultimo minuto ecco che mi arriva un sms di Mauro che mi avvisa: la Gusmeroli è libera evvvaiiiii!

 

Piccolo problema: Mauro deve essere di rientro per le 15,00 quindi è inutile venire lassù e qui io non ci sono arrivato a proporgli di rinunciare al sabato per un uscita,ma di attendere domenica,avrei avvisato quando saremmo arrivati,così salivano il giorno dopo e avremmo passato una stupenda giornata....ma purtroppo non sempre si arriva a tutto e la cosa mi è dispiaciuta un po.

 

Avviso Gianluigi che la meta non è più la Baita del Lago ma la Gusmeroli,ovviamente avrei confermato appena mi sarebbe stato possibile una volta arrivati lassù: mica detto che ci saremmo arrivati! Dopo tutto non siamo dei super uomini,mi piace stare con i piedi per terra e ponderare bene il tutto,partendo dalla meteo (non basta guardare i simboli del sole o della nuvoletta) che include il vento,fattore molto importante,temperatura,rischio valanghe dato il periodo e infine valutare durante la settimana quante precipitazioni vi sono state,per essere pronti a scegliere una meta "ragionevole" da raggiungere: questo è ciò che fa un escursionista che non vuole prendere fregature ne per se ne per gli altri

.

Alle 6,30 parto con Lorenzo (causa malattia un suo collega non ha potuto essere presente) sotto una costante pioggia che non lascia scampo e raggiungiamo Tartano alle 8,30 dove la pioggia è meno incisiva: decido che è meglio parcheggiare nei pressi del cimitero,così possiamo cambiarci al coperto e alle ore 8,45 ci incamminiamo su per la stradetta che conduce a Fraccia. La strada è percorribile anche con l'auto tranquillamente nonostante ai lati vi parecchia neve e arrivati al bivio per l'abitato e il parcheggio ecco la sorpresa: il parcheggio non era stato pulito dalla neve immacolata che risultava essere di almeno 60 cm. a quota 1360 non sono pochi e non nascondo che mi è venuto un colpo.

 

La domanda: ma riusciremo ad arrivare lassù? Siamo solo in due,la neve è di quella pesante,Lorenzo non è allenato e non è detto che nonostante lo fossi io,il problema è superabile: non sono Superman!

Proviamo! Il mio motto è sempre questo: chi va piano va sano e lontano....e forse arriva visto che consuma meno "benzina". In questi casi come in altri capitati,quello che conta non è metterci meno tempo possibile,salendo con foga (del tipo maniacale per dimostrare cosa: di riuscire a metterci meno tempo e poi essere spompati dovendovi rinunciare?) ma prenderla con calma.

Tengo a precisare che nessuna coppia di battitori,avrebbe potuto salirvi in sole 2 ore...ne in 3 ne in 4....certo è che si poteva fare in giornata,questo lo garantisco (già provato il 29 gennaio) ma, PRIMA BISOGNA ARRIVARE poi vedere se si è nelle condizioni di poter scendere (a parole sono tutti bravi,ma sono i fatti che contano come sempre!)....ma non rientra nel nostro caso.

 

Per me quel che conta è dare un riparo a chi mi accompagna e far passare 2 giorni in un ambiente dove la tranquillità appaga le fatiche,quindi con passi DOVEROSAMENTE lenti (da Bradipo per l'appunto) si prosegue: il tracciato è appena accennato,le scariche di neve degli alberi ne hanno reso in alcuni punti la difficoltà nell'individuarne il proseguimento,per non parlare dell'altezza neve che arrivava all'inguine. Il problema era dovuto al formarsi dello zoccolo di neve che rendeva pesante l'alzare la ciaspola e portarla avanti,a occhio e croce si sollevavano circa 2/3 kg. di peso,dipendeva quanto spesso si battevano le ciaspole per far staccare la neve che vi rimaneva attaccata: quando si staccava lo zoccolo,sollevando la ciaspola,sembrava di volare tanto era leggera!

 

Lo zaino pesante dopo 1 ora di cammino manco più lo sentivo,ero tutt'uno. Cercavo di battere più neve possibile in modo tale che Lorenzo non si stancasse troppo,ma il cambio dava modo di riposare un poco ed era apprezzato: si cercava un obbiettivo,come i segnali o una pianta,per darci il cambio,sempre con un occhio attento sul primo e il secondo traverso dove possono esserci probabili distacchi di neve lungo un canale spoglio di piante (per chi ne capisce di montagna e che si guarda in torno per evitare i pericoli,quando lo vede gli è chiaro).

Vi sono ben 3 sentieri che raggiungono la Gusmeroli da Fraccia,io li ho percorsi tutti con la neve e di questi quello principale,segnalato è il più lungo,mentre gli altri sono molto più diretti,van bene per la discesa,infatti gli sci alpinisti sono fra quelli che maggiormente ne usufruiscono.

 

Finalmente si riesce a uscire alla prima radura,dove la pioggia,si alterna alla neve che prende il posto e comunque sia,anche questa volta ha piovuto in quota: infatti in questi 2 giorni il pericolo valanghe era assestato tra il 4 e il 5 marcato.

Arrivati alla prima baita seguiamo il leggerissimo avvallamento,sinonimo della vecchia battuta,ma l'affondare oltre la metà della coscia non era inevitabile: il cambio si cercava di darlo più spesso in modo da non arrivare al segnale "rosso" (sempre meglio evitare gli estremi) e inoltre cercare di rallentare il movimento,aiutandoci così a stancarci di meno.

 

Ad un certo punto decido di cambiare tattica: vedendo Lorenzo faticare nel battere con passo decisamente "corto" io adotterò un passo lento ma lungo in modo da avanzare non velocemente,ma in metri,così la fatica (in questo caso) era "usata" bene per abbreviare la distanza e mio cugino si era accorto he he he e pare che mi abbia lanciato qualche maledizione,infatti quando mi voltavo lo vedevo battere la neve residua dato che faticava mettere le sue ciaspole nelle mie impronte,caso strano ma vero oltre al fatto che tra me e lui la distanza si allungava.

Arrivati alla baita Gerlo decido che era meglio salire il pendio alle sue spalle (percorso usato per la discesa con gli sci) e Lorenzo batteva come un esperto,zigzagando e mai prendendo di petto la salita (mica tutti capiscono),poi passo avanti e mi dice che è arrivato oramai a vedere qualche santo,mentre sapevo che eravamo ben vicini,ma non dovevo farmi prendere dall'entusiasmo,quindi,sempre adagio adagio ecco spuntare alla mia destra una piccola porzione della croce situata nei pressi della struttura e poco dopo la Baita bivacco Aldo e Sergio Gusmeroli.

 

Avviso Lorenzo che appena la vede capisce che oramai è fatta: alle ore 14,30 siamo alla Gusmeroli,dopo ben 5 ore e 45 minuti. Mi permetto,visto che nel giro di un mese sono salito ben 4 volte in varie situazioni,che questa è stata una MEGA CICLOPICA CIASPOLATA, se si considera la tipologia di neve (una volta arrivati si è messo a piovere per un poco poi ha ripreso a nevicare) la quantità da battere non poca (chi è salito lassù lo sa bene),gli zaini pesanti e le ore di marcia in cui siamo stati in ballo per salire SOLO di 680 m.

Come detto in altre occasioni,il dislivello conta relativamente,bastano elevati quantitativi di neve e il tipo di consistenza che le cose cambiano a sfavore e per TUTTI,nessuno ne è escluso!

 

E se qualcuno avesse avuto pressa per fare ritorno a casa,poteva benissimo mangiare,riposando fino alle 16,00 ed essere alle 17,30 all'auto: ve lo assicura uno che di tempistiche se ne intende (non sarò bravo a salire per primo in cima e scendere velocemente per arrivare primo all'auto,ma in quanto a cose più importanti sono avanti....e di molto).

 

Noi appena arrivati non ci siamo messi comodi ad aspettare che la vegna bona,si deve preparare tutto il necessario prima che diventi buio o nevichi troppo,quindi Lorenzo provvede all'acqua,mentre io salgo con le ciaspole sul tetto per togliere la neve dal comignolo completamente sommerso,poi spalo la neve dal pannello solare e infine quella dalla legnaia. Finito di tagliare un po di legna per l'accensione della stufa,una volta partita,avviso Gianluigi che siamo arrivati e che se vogliono salire domenica,noi li attendiamo più che volentieri: la traccia c'è,la base portante pure,anche se troveranno neve fresca non è come battere quella che abbiamo trovato noi....questo è sicuro! Se fossimo saliti il giorno dopo sicuramente ci avremmo messo meno della metà del tempo di salita.

 

La temperatura iniziale è di -1°,verso le 16,00 mangiamo,poi verso le 19,30 quando ceniamo,si alza fino a toccare i +20° mentre più avanti il sonno si fa sentire,quindi verso le 22,00 si va a nanna,non prima di aver appurato che sta nevicando.

 

Il giorno seguente mi alzo alle 7,45: pulisco la stufa e la riaccendo,mentre fuori nevischia....e la nostra traccia è sommersa da 30 cm. di neve fresca e farinosa. La meteo segnalava abbondanti nevicate fino a quote inferiori ai 700 metri,ma noi lassù non abbiamo visto fiocchi grandi,però è stato sufficiente per coprire un po le nostre impronte.

Riprendiamo a riempire la pentola con la neve e poi ecco che spuntano gli amici: Roberto e Gianluigi,pimpanti e pronti a preparare un ottima polenta taragna,ben contenti di essere quassù anche con tempo "umido" e ci raccontano che la tentazione di salire con la frontale non è mancata visto che sapeva che la traccia oramai era ben visibile e confermano che si ben vedeva quanta neve abbiamo pestato. Poco dopo arriva un gruppo di giovani sci alpinisti locali che hanno seguito perfettamente la nostra traccia di salita (abbiamo lavorato bene probabilmente).

 

Anche oggi abbiamo pranzato più che bene: la polenta taragna era favolosa e quel tocco di pancetta la rendeva unica,poi le patate rosolate che ho preparato e le patate "al cartoccio" che gli amici ci hanno offerto,non poteva mancare il vino (per gli intenditori) qualche "goccio" di grappa e ovviamente per me,l'acqua di cui ne apprezzo le sua "neutralità" alcolica.

Gianluigi mi chiede che percorso pensavamo di fare per rientrare: ci spiega che ha perso la prolunga di una delle sue ciaspole ma dove di preciso non si sa,quindi decido che si scende per la stessa via,tanto in ore 1,30 siamo giù e alle 15,30 ci avviamo mentre nevica.

Lorenzo nota che è tutto un altro andare,si "galleggia" bene ma in alcuni tratti erti nel bosco prende a scivolare,nel mentre mi domandavo dove fosse il pezzo perduto da Gianluigi: sembra che non vi sia traccia,ma a un centinaio di metri dalla strada,nei pressi della teleferica,Lorenzo vede il pezzo,lo recuperiamo e lo appoggio al parabrezza.

Il fatto strano è che non erano arrivati prima di noi,probabilmente con il marasma di neve,qualche problemino lo creava,comunque lo avviso del ritrovo e sicuramente anche per Gianluigi la giornata si sarà conclusa al meglio visto che il pezzo è stato ritrovato.

 

Questa volta,nonostante avessi le ciaspole (meno male),l'abbondante neve pesante ha messo a dura prova la nostra resistenza fisica e avrebbe potuto mettere in ginocchio qualsiasi altra coppia di ciaspolatori....magari più veloci! A volte in pochi,si fa molta più strada di quando si è in tanti....arrivando alla meta nonostante la natura cerchi di impedirtelo!

 

 

Ciao a tutti e alla prossima!


Hike partners: Alberto, gianluigi


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