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Bivacco Suretta (2753 m) e Ghiacciaio di Suretta Sud


Published by siso , 17 August 2013, 14h00.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:15 August 2013
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-GR   I 
Time: 7:00
Height gain: 907 m 2975 ft.
Route:Alpi di Suretta (1908 m) – Bivacco Suretta (2753 m) – Ghiacciaio di Suretta Sud – Lago Azzurro (2429 m) – Bergseeli (2311 m) – Passo dello Spluga (2113 m) – Montespluga (1908 m) – Alpi di Suretta (1908 m).
Access to start point:Semiautostrada A13, Tunnel del San Bernardino – Hinterrhein – Splügen – Passo dello Spluga – Montespluga – Alpi di Suretta (1908 m).
Accommodation:Bivacco Suretta, Monte Spluga.
Maps:C.N.S. No. 1255 – Splügenpass - 1:25000; Meridiani Montagne, Spluga – Mesolcina – 1:40000; C.N.S. No. 267 – S. Bernardino - 1:50000; Trekking in Valchiavenna – Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna.

Ferragosto nell’alta Valle Spluga in una giornata con condizioni meteorologiche solo discrete: nuvole, nebbia, elevata umidità relativa, sole, qualche raffica di vento.  

 

Inizio dell’escursione: ore 6:05

Fine dell’escursione: ore 13:05

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1023 hPa

Temperatura alla partenza: 5°C

Isoterma di 0°C, ore 9.00: 3900 m

Temperatura al rientro: 22°C

Quota minima del fronte del ghiacciaio: 2690 m

Alba: 6:20

Tramonto: 20:32

 

La sveglia suona alle 3:15. Arrivo a Monte Spluga, frazione di Madesimo (Val San Giacomo), alle 5:55, dopo aver affrontato decine e decine di tornanti tra Splügen e il versante meridionale del valico. Da Monte Spluga continuo ancora per 1 km esatto, quindi parcheggio su uno slargo ai bordi della pista sterrata che si sviluppa sul lato sinistro, subito dopo gli edifici delle Alpi di Suretta (1908 m)

È ancora quasi buio; dei cupi nuvoloni rendono l’atmosfera greve e poco invitante. Solo la fotocamera digitale riesce a rischiarare lo sfondo addolcendo un pochino lo scenario.

Il sentiero sale a sinistra prima del ponticello sul Torrente Suretta; purtroppo il segnavia è posizionato ad una quindicina di metri dalla sterrata ed è poco visibile. È un inizio tranquillo, con pendenza ancora modesta, sopportabilissima. Per la verità l’itinerario C 14 ben presto si rivela all’agrodolce; superati due rami del torrente, dai 2050 m di quota diventa decisamente aspro. È molto umido: si suda! Il Lago di Montespluga (1901 m) si allontana sempre più; Madesimo è ancora all’ombra. Dopo i 2400 m, alla base di un promontorio roccioso, il sentiero affronta un’insidiosa traversa. C’è anche un tratto esposto, l’unico di tutto il sentiero, a monte di un impressionante canalone roccioso. Per fortuna è assicurato da una catena che funge da corrimano. Superato il punto critico si perviene in breve ad un terrazzo, con laghetti e fiumiciattoli: da qui prende vita la Cascata del Suretta. Le pietre sono presenti in quantità inimmaginabile. Quello che sorprende, più del numero, è comunque l’enorme varietà dei costituenti di questa morena: ci sono sia rocce carbonatiche che silicee. Sono a meno di 300 m dal Pass da Suretta (2580 m), che non visito, perché non mi va di dover superare un avvallamento. Alla destra svetta la Punta Levis (2690 m). Sono passate le otto e Madesimo è ancora all’ombra; solo gli agglomerati di Motta e Motta di sopra sono illuminati dal sole.

Proseguo lungo la morena, in direzione Nord. Finalmente anche qui appare un’occhiata di sole, che mi rallegra e ravviva i colori dei macigni. Il Surettahorn (3027 m) con le diverse “Punte”(Punta Nera, Punta Rossa, Punta Adami) e le Cime Cadenti rimangono per contro avvolte dalla nebbia.

Il Bivacco Suretta, sito all’estremità di una collina morenica, appare alla sinistra del circo glaciale, una sessantina di metri più in alto. Risalgo il dosso, su tracce di sentiero e lembi di nevai fino a raggiungere lo spartano rifugio in lamiera verniciata di rosso dopo esattamente 2 h 30 min di cammino: Bivacco Suretta (2753 m) geschafft! 

Non c’è nessuno. Apro il pesante doppio sportello e scrivo i saluti, nonché la massima sul libro di bivacco: “La nostra felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo ogni caduta” (Confucio).

La struttura, che appartiene al CAI sezione Vallespluga, installata nel 1983, dispone di 9 posti letto con coperte, cucina con bombola del gas, tavolo con panchine, cassetta di pronto soccorso e piazzola di atterraggio per l’elicottero. L’acqua può essere presa dal laghetto sottostante. Una targhetta informa che l’opera è stata realizzata dalla Ditta O.M.T. di Triaca Arnaldo, di Chiavenna. In confronto al Bivacco Val Loga, questo è decisamente più sobrio e anche meno curato.

La prima domenica di maggio il Bivacco Suretta è meta del Raduno scialpinistico organizzato dal CAI Strada Storta. L’evento vuole ricordare Gian Battista Castelnuovo e Franco Frigerio, travolti da una valanga più di 27 anni fa. Il 5 maggio 2013, con la partecipazione di 600 scialpinisti e racchettari, la manifestazione ha festeggiato la 27esima edizione. La prima domenica di maggio per molti scialpinisti lombardi è sacra: al grande ritrovo non si può mancare. È un po’ come la salita al Pizzo Lucendro per i ticinesi, all’apertura del Passo del San Gottardo.

Pregevole il panorama che il bivacco offre sulla Valle Spluga, sul Lago di Montespluga e sulla Vedretta di Suretta. Decido di raggiungerla per fotografarla e per vivere di persona, almeno per qualche minuto, questo piccolo ghiacciaio, che come tanti altri è agonizzante. Le misurazioni nivologiche del Servizio Glaciologico Lombardo del 7.6.2013 hanno rilevato tuttavia che l’inverno 2012-2013 è stato di addirittura il 46% più ricco di precipitazioni nevose rispetto alla media pluriennale 2003-2012. Nella parte alta del ghiacciaio si sono misurati 900 cm di neve, in confronto ai 600 dello scorso anno. Secondo i glaciologi, un ottimo innevamento sembra stia diventando utile soltanto a limitare le perdite più che per produrre bilanci a fine stagione realmente positivi.


                    Ghiacciaio di Suretta Sud e Bivacco Suretta (2753 m)

Raggiungo, senza dover calzare i ramponi, un gigantesco macigno giallognolo, adagiato su una zona pianeggiante del ghiacciaio, a circa 2740 m di quota. Si rimane colpiti dall’enorme quantità di detriti rocciosi, di tutte le dimensioni, che coprono questo lembo di ghiacciaio.  

Proseguo l’escursione ad anello scendendo verso il Lago Azzurro. È un tratto decisamente monotono e poco piacevole: sassi, sassi e ancora sassi. Occorre prestare la massima attenzione per non mettere il piede in qualche buca e per trovare un passaggio fra tanti massi. È un’ossessionante distesa di pietre, di angoscianti gande con qualche affioramento di roccia levigata che rende più piacevole il paesaggio. Impiego circa un’ora per raggiungere il Lago Azzurro (2429 m), un toponimo poco originale, per una meta apprezzata da molte famiglie in partenza dal Passo dello Spluga. Dalla sua estremità meridionale si eleva il Pizzo della Casa (2522 m), panoramica cima ben visibile da Monte Spluga.

Lascio il lago dalla sponda Nord; dopo 25 metri entro in territorio svizzero, all’imbocco di un canalone sassoso che in 400 m di percorso accidentato mi porta al Bergseeli (2311 m). Qui incontro i primi folti gruppi di escursionisti che festeggiano il ferragosto con il tradizionale pic-nic al lago. Poco più avanti lo sguardo si apre sulle serpentine della strada del Passo dello Spluga. A differenza del versante italiano, qui le barriere gardrail sono assai scarse.

Anche il sentiero presenta una lunga serie di serpentine che mi conducono al Passo dello Spluga (2113 m), posto a circa 90 m ad Est dal valico stradale.

Il toponimo “Spluga”, diffuso in molte parti dell’arco alpino, farebbe riferimento al termine latino “spelunca” ovvero grotta, a segnalare la presenza di caverne probabilmente abitate da fauna selvatica, in particolare orsi. Nei pressi dell’abitato di Montespluga c’è veramente una grotta che la gente chiama “truna de l’urs” (grotta, tana dell’orso).

Un segnavia indica che per Monte Spluga occorrono 35 min: pochi, a meno che si desideri scendere a gambe levate, senza osservare nulla. Di cose interessanti da vedere ce ne sono molte!

Un medaglione di pietra ricorda l’inaugurazione della Via Spluga, avvenuta nel 2001. Qui siamo al punto più elevato di questo sentiero escursionistico-culturale che unisce Thusis a Chiavenna: il tempo previsto per percorrere l’intera via è di 4 giorni.

A mezzogiorno in punto mi avvio sulla storica mulattiera che ha permesso a corporazioni di somieri di trasportare lungo la catena alpina merci provenienti da tutti i continenti. Dopo poche decine di metri la via lambisce una ganda, ossia un ammasso di pietre cadute da una frana. In questo tratto la mulattiera è lastricata, ciò significa che non poteva essere percorsa dai carri, ma solamente da muli e cavalli. Curiosa e insolita la visione di due strade appaiate, una posta tre metri più a valle. Una frana distrusse parzialmente quella più in basso, per cui se ne costruì una nuova un po’ più in alto. A 500 m di distanza si vede già l’ultima Casa cantoniera costruita in territorio italiano. Il termine cantoniera è dovuto al fatto che ospitava i cantonieri, ossia gli operai addetti alla manutenzione della strada. Contrariamente all’abitudine, questa non è stata verniciata di rosso.

Un piccolo campanile è stato eretto sul tetto. La campana veniva suonata quando c’era la bufera per permettere ai viandanti di orientarsi e di trovare un riparo, concesso gratuitamente ai meno abbienti.

Dalla Casa Cantoniera (2063 m) il sentiero scende alla destra del Torrente Liro, tra pascoli, biotopi e una ricca flora. Su una delle prime case del villaggio è affissa una lapide dedicata a Giovanni Bertacchi (Chiavenna, 9 febbraio 1869  Milano, 24 novembre 1942), il grande poeta della Valchiavenna. Fu docente di letteratura italiana presso l’Università di Padova dal 1916 al 1938, quando lasciò volontariamente l’insegnamento prendendo posizione contro il fascismo.

Dalla parte bassa del paese affronto l’ultimo chilometro di cammino, ai margini della SS36, che mi permette di chiudere l’anello del Suretta.

 

Escursione nel Gruppo del Suretta, il gruppo montuoso ad Est del Passo dello Spluga, che corrisponde all’inizio delle Alpi Orientali. Oltre alle tediose sassaie, l’anello mi ha offerto dei pregevoli ambienti quali pascoli alti, rocce montonate, morene, torrentelli, bolle d’acqua, laghetti, cascate, nevai, nonché il piccolo ma interessante Ghiacciaio di Suretta Sud.

 

Tempo totale: 7 h

Salita: 2 h 30 min

Tempi parziali

Alpi di Suretta (1908 m) – Bivacco Suretta (2753 m): 2 h 30 min

Bivacco Suretta (2748 m) – Ghiacciaio di Suretta Sud (2770 m): 20 min

Ghiacciaio di Suretta Sud (2800 m) – Passo dello Spluga (2113 m): 2 h 20 min

Passo dello Spluga (2113 m) – Monte Spluga (1908 m): 50 min

Monte Spluga (1908 m) – Alpi di Suretta (1908 m): 15 min

Dislivello in salita: 907 m

Sviluppo complessivo: 11,2 km

Difficoltà: T3

Coordinate Bivacco Suretta: 747.570 / 151.900

Copertura della rete cellulare: buona

Libro di bivacco: sì

Hike partners: siso


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Comments (4)


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gbal says:
Sent 18 August 2013, 18h26
Complimenti Siso per la bella descrizione. I miei personali complimenti per l'alzataccia per me impensabile. Non hai pensato di fare una puntatina alla Punta Adami?
P.S.: Giusto una curiosità di chi non conosce la mia....

siso says: RE:
Sent 18 August 2013, 21h11
Ciao Giulio, la tentazione di salire su qualche "punta" c'era, ma da solo, senza conoscere il posto e con la nebbia, ho preferito starmene tranquillo e considerare la gita quale perlustrazione della zona.
Quanto alla levataccia, normalmente mi riesce solo durante le vacanze...

Daniele66 says: Suretta
Sent 18 August 2013, 20h21
Ogni tanto una capatina in ITALIA non fa mai male complimenti bella zona Daniele66

siso says: RE:Suretta
Sent 18 August 2013, 21h14
Ciao Daniele,
è una bella zona sia per gli aspetti naturalistici sia per quelli storici, come quasi tutti i passi alpini.
Buona settimana!
siso


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