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Cima Laurasca con bivacco all'Alpe Scaredi.


Published by paoloski , 17 February 2014, 14h04.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 2 June 1986
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days
Height gain: 1150 m 3772 ft.
Height loss: 1150 m 3772 ft.
Access to start point:Domodossola, strada della Val Vigezzo fino a Malesco, da qui si entra in Val Loana e si segue la strada di fondovalle fin dove possibile.
Access to end point:Gita andata e ritorno.
Accommodation:Alpe Scaredi.

Per quest'anno il 2 giugno è ancora festa: dall'anno prossimo è previsto che la festività della proclamazione della Repubblica Italiana divenga un giorno lavorativo come gli altri.
Io e Giorgio decidiamo di approfittare di quest'ultima opportunità per andare in montagna facendo un bivacco.
La scelta cade sulla Cima della Laurasca con bivacco all'Alpe Scaredi.
Raggiungiamo Fondo li Gabbi e ci accorgiamo subito che l'inverno ha colpito duramente: la testata della valle è stata spazzata dalle valanghe, tutt'intorno vi sono cumuli di terra, neve ghiacciata ed alberi schiantati.
Cominciamo a risalire la testata della valle in direzione dell'Alpe Cortenuovo, la neve è decisamente molto più abbondante di quanto ci aspettassimo. Mi rendo conto che forse sarebbe stato saggio da parte mia portarmi un sacco a pelo più pesante...quello che ho è decisamente troppo leggero: nonostante si sia in giugno, qui siamo ancora in pieno inverno, Giorgio invece ha sopra lo zaino un autentico "materasso" imbottito!.
Arriviamo all'Alpe Scaredi: della baita in cui trascorreremo la notte spunta appena la parte superiore ma sul lato dell'ingresso c'è una sorta di corridoio che ci permette di entrare senza scavare troppo.
Il piano terreno è in condizioni miserevoli: qualche furbo ha lasciato la porta aperta per cui le pecore vi si sono riparate ed il pavimento è un autentico letamaio.
Il piano superiore per fortuna è in buone condizioni,il freddo ha gelato il letame che ricopre il piano terra cosicchè non dobbiamo respirarci l'olezzo che, con temperature più alte,salirebbe a deliziarci.
Stendiamo i materassini sull'impiantito di legno, vi posiamo sopra i sacchi e poi  usciamo a farci un giro.
La grande stalla è aperta, è veramente grande, decidiamo di consumare qui la nostra cena, io prevedendo una nottata "fresca" abbondo con i grassi, Giorgio si limita ad un po' di frutta, contento lui!
Ci godiamo il panorama ed il tramonto poi raggiungiamo i nostri giacigli.
La nostra presaenza ha evidentemente disturbato un pipistrello che ha scelto la baita come ricovero, inizia a svolazzare tutt'intorno poi, finalmente, decide di uscire e possiamo dormire. Almeno: Giorgio ci riesce, io sento un gran freddo per cui mi rimetto addosso tutto quanto mi ero tolto ed infilo anche i piedi dentro le ghette trasformate in un paio di babbucce! A questo punto la temperatura diviene accettabile e riesco a prendere sonno.
Il mattino dopo la giornata sembra favolosa, il cielo è terso e, nonostante un po' di foschia stazionante sulle pianure, il panorama eccezionale.
Facciamo colazione dentro lo stallone poi ci prepariamo ed iniziamo la salita, la neve è dura ma non ghiacciata per cui riusciamo a salire senza ramponi, Fatti un 150 metri Giorgio si ferma, dice di essere senza forze...secondo me ha solo fame: fra ieri sera e stamane non ha praticamente mangiato nulla, gli offro qualcosa ma decide di tornare indietro, ci vedremo alla baita.
Riprendo a salire, nel frattempo il cielo si è rapidamente coperto, inizia a tirare un vento freddo e la neve diviene presto molto dura. Raggiungo una fenditura che spezza la continuità del manto nevoso, una sorta di crepaccia terminale, e qui, in piano ed al riparo dal vento posso con tutta calma calzare i ramponi.
Riprendo a salire per la massima pendenza ed in breve eccomi in vetta alla Laurasca.
Il panorama è quello che conosco bene per essere salito qui già varie volte ma quello che oggi mi colpisce è l'enorme differenza di aspetto e temperatura fra il versante Nord da cui arrivo e la Val Pogallo ai miei piedi.
Mi sento un po' fuori posto ad essere qui, ramponi ai piedi, su una cima coperta d'erba ed una temperatura più che piacevole.
Non è il caso comunque di stare a toglierseli: fra breve dovrò ridiscendere dal versante Nord che nella parte alta è ancora in ombra.
Qualche foto, un ultimo sguardo circolare al panorama e ridiscendo a raggiungere Giorgio.

Gita classicissima che però, fatta in queste condizioni e con la variante del bivacco, ha assunto un aspetto più nuovo ed avventuroso.
Il T3+ è dovuto solo alla presenza della neve: senza di questa la salita alla Laurasca è un T3 molto scarso ed alla portata di tutti.

Hike partners: paoloski


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