Monte Barone m.2044: la vetta più panoramica del biellese!


Published by Alberto , 6 June 2013, 09h44. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 2 June 2013
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2:45
Height gain: 1036 m 3398 ft.
Route:Loc. Piane di Rivò m.985 - sentiero G1 - rifugio Ciota delle guardie forestali m.1233 (ore 0,40) - sentiero G8 - Le Scarpie - rifugio Monte Barone all'Alpe Ponasca m.1610 (ore 1,05) - Bocchetta di Ponasca m.1650 - Moc.onte Barone m.2044 (ore 0,55) RITORNO: Bocchetta di Ponasca - Rifugio Monte Barone - variante di discesa - Balma di Fray/ Spelonca m.1400 - Cappella Foscale m.1233 - Piane di Rivò. Acqua lungo il percorso sia a salire che scendere
Access to start point:Milano autostrada A8/26 - autostrada A26 (per Alessandria) - uscita Romagnano Sesia - prendere la direzione per Crevacuore - proseguire per Coggiola e per Viera - fermarsi in località Piane di Rivò lungo la strada (lato destro,in prossimità della strada sterrata con pannello indicatore sentieri). Oppure poco avanti nei pressi della chiesetta. Strada accessibile ai Pullman
Accommodation:rifugio Barone (quando aperto) - bivacco accanto al rifugio
Maps:IGM 1:25000 n. 30 III SE Coggiola IGC 1:50000 n. 9 Ivrea – Biella e Bassa Valle d’Aosta

Vista da Alberto: Decido di fare un escursione di un solo giorno al posto di pernottare e la scelgo semplicemente,guardando la carta stradale del Touring,scegliendo la zona del biellese che non ho mai frequentato. La carta,nonostante la scala elevata (1:225.000) riporta i nomi ben evidenziati delle cime importanti e fra queste,il Monte Barone.

Nonostante l'aver subito varie escoriazioni causate da un giovane automobilista,decido di provare ugualmente: a parte la botta subita dall'avambraccio nella caduta,il problema era il ginocchio.

Alla sera mi telefona Gabriele raccontandomi della bella gita trascorsa,scelta al posto,guarda caso,del Monte Barone chiedendomi cosa avevo in mente di fare per domenica perché lui sarebbe andato in Val d'Otro (almeno lì non si perde neppure se volesse he he he): rispondo che volevo provare a salire al Monte Barone.....sfiga vuole accetta.....ma non rifiuta mai nulla! Pensavo che era abbastanza provato per la precedente escursione e invece.....,averlo saputo così insofferente,gli avrei propinato il monte Bolettone,magari avrebbe rifiutato dato il poco dislivello he he he!

Alle 6,20 ritrovo a Gallarate: l'inizio del viaggio è sul lento.....una carrozza trainata da un mulo sarebbe andata più veloce ha ha ha.....autostrada a 3 corsie.....e pigia sull'acceleratore....altrimenti arriviamo tra una settimana!!!!!.....Gabri,chiacchera.....+ chiacchera + rallenta.....con l'auto ovviamente.....comunque dopo aver capito ecco che comincia a condurre con la doverosa velocità (altrimenti conviene prendere le strade di campagna he he he) e usciti a Romagnano Sesia accende il "baracchino" che da le indicazioni stradali (io seguo i cartelli....sarà per mancanza di fiducia) immettendoci su una strada nuova dove Gabri si allarma. Gli spiego,che di tanto in tanto può succedere che costruiscano strade nuove.....e il "baracchino" se aggiornato te la indica!

Comunque,senza sbagliare e seguendo le ben definite indicazioni stradali,si perviene alla località di partenza alle 7,30: alle 7,45 ci si incammina su un breve tratto di sterrata,poi si prende il sentiero G1 che sale ripido passando vicino ad una baita,superatala si va a prende la mulattiera ufficiale che proviene da destra. La si percorre attraversando radi boschi di aghifoglie e la panoramicità del tracciato è veramente notevole,pervenendo al rifugio Ciota delle guardie forestali (dal lato opposto vi è un locale con tavolo e panca sempre aperto): da qui si può scegliere dove andare,noi prendiamo il segnavia G8 seguendo la bella mulattiera,sempre all'ombra che si immette nella val Sessera.

Si giunge all'attraversamento del torrente dove poco a monte,vi hanno messo un ponte per agevolare il passaggio in caso di difficoltà con l'abbondare di acqua causata dallo scioglimento delle nevi o dalle piogge (che in questa zona pare abbondino). Nel frattempo già si vede la meta e il rifugio del CAI di Val Sessera (che tra l'altro la vetta la si riconosce bene,per chi capisce,anche con l'avvicinamento in auto.....) oramai in pieno sole,mentre a sinistra ecco il Monviso. Il ginocchio al momento non mi crea problemi da indurmi a fermarmi,così si prosegue a passo bradipesco ma continuo,mentre vi è uno che lamenta il fatto che non si fanno soste nonostante sia presto.....presto?????.....forza,ansima ma muovi le chiappe che prima si arriva in vetta,meno nubi si vedono all'orizzonte.....lamentarsi del mio andare,nonostante sia pure "disastrato" in un ginocchio è il colmo.....poi il Gabri ha davanti tutta la settimana per riposare he he he!

Mentre percorriamo la bella mulattiera sempre all'ombra ecco che sul versante opposto si nota il deposito attrezzi della Spelonga (pensavamo al momento il rifugio....che non si vede se non vi ci si passa) e il suono di un corno: procedendo ecco davanti a noi il tratto di mulattiera attrezzata e in un paio di punti i sostegni del tracciato sistemato a causa di una frana: il tratto attrezzato è di aiuto in caso di pioggia o ghiaccio dato che si svolge su roccia,che si risale con alcuni tornanti per poi proseguire con un traverso quasi in piano portandosi nella zona al sole. Si risale con alcuni tratti ripidi il sentiero,pervenendo alle ore 9.34 al rifugio dove sul lato opposto vi è una baracca adibita a bivacco (3 brande senza materassi,nessun riscaldamento): fin qui il tracciato è definibile T2.

Da qui ci si porta in direzione della piazzola di atterraggio dell'elicottero (destra) per poi risalire il ripido sentiero che conduce alla spalla dalla quale si prende a sinistra,risalendone il fianco della cresta,prima stando sul versante ben esposto al sole,poi nell'ultimo tratto passando a destra: ATTENZIONE!!! Nonostante vi sia qualcuno che vi sale quassù per festeggiare l'ultimo dell'anno,secondo le mie valutazioni,il tracciato è esposto al pericolo di scariche di valanghe,sia il tratto precedente il rifugio CAI che quello dopo quindi,valutare bene le condizioni nevose in tale zona,oltre al fatto che vi sarà poco sole e molto freddo. Giungiamo in vetta alle 10,36 dopo ben 2,40 ore di cammino e ci godiamo lo spettacolare panorama che si gode da quassù: la Pianura Padana, Monte Rosa, Castore e Polluce i monti della Val d'Ossola il monte Leone e lago Maggiore e lago d'Orta,il Monviso e la zona di confine tra il biellese e la valle d'Aosta,inoltre le cime principali della Valtellina confinati con la vicina Svizzera come il Bernina e quelle della Val Chiavenna,il Pizzo Stella e ad ovest per chi li riconosce,il monte Legnone,il Pizzo Tre Signori e altre cime appartenenti alla catena orobica le Grigne,il Resegone,il monte San Primo e parte delle vette del Canton Ticino come il monte Generoso.

In vetta comincia ad affluire un numero incredibile di escursionisti,nono solo,anche di sci alpinisti che hanno rinunciato ad avventurarsi in quota per causa levatacce.....e son qui,a godere,detto da un amico della zona,del raro spettacolo che sa offrire la più panoramica vetta del biellese: Gabriele ed io veniamo riconosciuti da Massimo e Barbara che aveva incontrato allo Spitzhorli, passiamo più di 2 ore,in vetta con uno dei quali si diletta a fare liquori e grappe di cui ci offre un assaggio di Bergamotto.....mazza che batosta alla mia capoccia!!!!! Buono sì.....ma martella,ma quanti gradi?....40 o su di lì.....a però....leggero!

Dopo aver avuto delucidazioni per come fare infusi senza retrogusto sgradevole,ci accingiamo a scendere verso il rifugio Barone,mentre il sentiero era percorso ancora da molti escursionisti che alle 13,00 stavano ancora salendo: al rifugio vi era un affollamento a cui non sono abituato da tempo,quindi dopo aver scambiato con CIP qualche parola, (ha detto che vuole organizzare qualcosa pure Lei....attendiamo con fiducia) si riparte per la visita al bivacco Spelonga,seguiti dall'amico conosciuto in vetta il quale ci spiega la costruzione di tale struttura.

Ebbene,a sentire come ha fatto a costruire il sentiero con tanto di gradini di roccia,portare l'acqua al bivacco tramite 1 km. di tubatura interrandola completamente per 50 cm. e lo spostare enormi macigni oltre alla costruzione della teleferica,senza mai l'uso dell'elicottero e molto altro ancora,documentato con tanto di foto,ha dell'incredibile e affascina,come un UOMO solo abbia voluto tutto ciò.....cose d'altri tempi,mai si poteva pensare che accadessero nel xx secolo!

C'è chi lo aiuta di tanto in tanto (la mano d'opera è sempre la benvenuta,quindi chi vuole provare un'esperienza UNICA....qui non ci si annoia) ad ogni modo consiglio di venire a fare un giro quassù per verificare di persona una tipologia di "passato" che è nato solo "oggi".

Il bivacco al suo interno è attrezzato di stufa a legna,una di quelle basse in ghisa con grande piano cottura.....ma con apertura di alimentazione di circa 10 cm. (quindi la legna deve avere dimensioni piccole) poi vi è anche la cucina a gas e la luce,mentre sopra il piccolo dormitorio.....veramente incredibile.....e il lavoro non è finito. Ci mostra le fotografie che documentano i lavori nei vari momenti e ovviamente anche quelle che lo ritraggono nelle ascensioni alpinistiche.

Nel frattempo vi giungono anche Massimo e Barbara,poi ancora altri escursionisti,incuriositi da questo luogo nato dalla grande volontà di spirito costruttivo che Ales ha saputo mettere in atto: vista l'affluenza non poteva mancare la battuta.....forse è il caso di allargare,scavando nella roccia......E' bello intrattenersi quassù,il tempo passa e la mia idea è di far visita ad altre due strutture e quindi ringraziamo per l'ospitalità e salutiamo,incamminandoci sul percorso che ci spiega Ales.

Ci si dirige verso la baracca degli attrezzi e subito si prende a scendere a sinistra su un sentiero poi,giunti ad un masso,invece di prendere a destra,si svolta a sinistra,tenendo in tale lato la pozza d'acqua che viene alimentata per mantenere in vita le rane che quassù ha portato Ales. Procedendo si notano alcuni tratti da poco allargati,si scende moderatamente fino ad incrociare la mulattiera principale oramai quasi alla Bocchetta Foscale: qui la segnaletica da quasi un ora fino all'altro bivacco e visto che Gabri rinuncia,si decide per prendere il sentiero diretto,mentre l'altro passa dal rifugio Ciota.

La mulattiera termina in una grande spianata dove vi è un ponte antico e il torrente che forma delle pozze dove ci si può rinfrescare: attraversato il ponte,si percorre la sterrata che in breve incrocia il sentiero G1 e poi la strada dove notiamo numerose auto parcheggiate.

Andare in montagna non vuol dire esclusivamente salire una cima,ma apprezzarne a 360° ciò che ci regala la natura che ci circonda,compreso quell'unicità che la "Spessola" sa offrire: molti uomini sono saliti e saliranno ancora sulle alte cime,ma quanti sono coloro che farebbero ciò che Ales ha fatto e farà?


 

Ciao a tutti e alla prossima!

 

Questa domenica, visto la meteo promettente,decido di fare un'escursione
e alla fine visto che il Bradipo non fa la 2 giorni vado con lui al Monte Barone 
nel Biellese che era la meta alternativa del sabato.
Partiamo da Gallarate attorno alle 6:20 e subito il Bradipo navigatore
vorrebbe andare verso Domodossola ma lo Scoiattolo eh eh tira dritto e  cosi
usciamo a Romagnano Sesia e poi da li ci dirigiamo verso Coggiola e giungiamo alla 
località Piane di Rivò dove inizia l'escursione.
Un bel sentiero G1 ci porta al Rifugio Ciota e poi preso 
il sentiero G8 entriamo nella bella Val Sessera e con sempre notevole vista
panoramica arriviamo al Rifugio Barone.  Il Bradipo vorrebbe entrare
ma niente da fare è chiuso. Dopo una rinfrescante bevuta saliamo verso la cresta 
e una volta raggiunta il panorama si amplia ancora di più.
Il Bradipo seppur reduce da infortunio "garellistico" che ha duramente messo alla prova
la sua leggendaria resistenza fisica procede sempre con passo eh eh...."bradipesco". 
Io mi accodo e Suni pure ! Noi abbiamo già dato ieri e oggi ci dobbiamo rilassare anche 
se il Bradipo non avendo l'harem al seguito riduce a zero le soste!!
Saliamo la facile cresta e siamo in vetta al Monte Barone alle 10:36 con meteo 
più che soddisfacente e panorama spaziale a 360°!!.
Foto, video, relax a gogo. Conosciamo alcuni escursionisti in vetta con cui parliamo di
montagna e insieme pranziamo in tutta calma gustando pure un ottimo " aperitivo" 
a base di Bergamotto. 
Intanto dopo un po arrivano anche Massimo e Barbara che avevo conosciuto allo
Spitzhorli e la vetta si affolla un po, pure con altri cani con cui Suni fa conoscenza. 
Oggi è una giornata di quelle al top 
perchè non è per nulla facile godere dell'ottimo panorama che il Monte Barone riserva visto
che spesso le nuvole qui arrivano numerose!!
Dopo una lunga e rilasssante sosta in vetta di 2 ore ripartiamo e torniamo al Rifugio.
Qui il Bradipo, buon manager contatta telefonicamente una sua contrattista ,
oggi assente giustificata(eh eh),e le propina un bel ripasso 
sull'orario più consono per la partenza delle escursioni in montagna!!!
Prendiamo poi il sentiero a dx che costeggiando il fianco della montagna ci porta 
alla Spelonca di Ales. Facciamo conoscenza con il simpatico Ales che ci illustra 
le ingegnose opere che ha fatto per costruire la Spelonca spostando pietre enormi!!
Davvero un uomo ingegnoso che ci ospita nelle Spelonca insieme ad altri escursionisti
e amici in clima allegro offrendoci il caffè!
Ales mi spiega e mi fa vedere la documentazione fotografica sui suoi incredibili
lavori e mi racconta anche delle sue avventure in montagna tra le più belle vette delle Alpi.
Il tempo scorre allegramente, Suni sonnecchia mentre il Bradipo si trova a suo agio 
nella Spelonca dove fa un caldo bestiale perchè la stufa va a manetta!!
Viene poi l'ora d salutare Ales e di scendere anche in compagnia di Massimo e Barbara
lungo il sentiero che Ales ci ha indicato e che ci fa risparmiare tempo e fatica stando più alto.
Arriviamo all'auto contenti e felici per la bella vetta oggi salita e la bella escursione in Val Sessera
e per la simpatica conoscenza con Ales e la sua Spelonca!

Hike partners: Alberto, Gabri


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Comments (7)


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andrea62 says:
Sent 6 June 2013, 10h11
Anch'io ho spesso scelto le mete, o almeno la zona, in base al tradizionale atlante del Touring scala 1:200.000 che riporta le cime principali. Peccato che l'estensione dei ghiacciai, particolare comunque non essenziale x una carta stradale, sia ancora quella di 50 anni fa.
Ciao
Andrea

Alberto says: RE:
Sent 6 June 2013, 10h47
Ciao Andrea,confermo: dovrebbero revisionare parecchi le loro carte stradali,ciao

ivanbutti says:
Sent 6 June 2013, 10h48
Bravi a tutti e due, ma in particolare al Bradipo, perchè dimostra come si deve comportare un buon manager che si tiene costantemente in contatto con chi è sotto contratto con lui, he he.
Ciao, Ivan

Alberto says: RE:
Sent 6 June 2013, 11h08
E' probabile che il manager verrà soppiantato: qualcun.....si è propost....per organizzare un escursione.
E' fatto d'obbligo che vi adattiate e accettiate la meta proposta....il Bradipo ovviamente si defilerà se la cosa non è "salutare"! Ciao

beppe says:
Sent 6 June 2013, 11h31
Bravi bella escursione
Ciao
Beppe

Sent 7 June 2013, 11h44
Bravi ! bel posto e fuori dalle zone abituali, bello conoscere posti completamente nuovi.
Ciao

Gabri says: RE:
Sent 10 June 2013, 10h39
Ciao Giorgio,
Bei posti e poi Ales e' un personaggio
unico e una visita alla sua Spelonca
e' interessante!
Gabri


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