Zuccone Campelli m 2161
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E' più di un mese che io e Lella non facciamo un'escursione insieme, da soli poi è dall'aprile scorso, quando siamo stati a La Palma. Ne avevamo bisogno.
Ci piace molto camminare con gli amici, condividerne fatica gioie ed emozioni, ma ogni tanto stare soli è bello. Lo so, siamo insieme tutti i giorni, più o meno da quarant'anni......ma stare in montagna è diverso. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda......stesso passo, stesso modo di sentire e vivere la montagna, e quando vogliamo un po di solitudine per mettere ordine ai nostri pensieri sappiamo prenderci quei cinquanta metri di distanza l'uno dall'altro.....
L'onere di scegliere la meta è lasciato a me......come sempre!
Ma come sempre, come solo le donne sanno fare, finisci per scegliere quello che loro vogliono!
Oggi non mi posso permettere di proporle Sanprimi, Bolettoni o cose di questo genere, allora propongo lo Zuccone: dislivello 1300 metri, niente di stratosferico, ma da Moggio il percorso è lungo......molto lungo. Ci sarebbe la funivia di Artavaggio per accorciare il percorso, ma l'idea non ci sfiora lontanamente!
La proposta è accettata con entusiasmo!
Arrivati a Moggio e scesi dall'auto annuso l'aria.....ok, le odiate ciaspole rimangono giù, oggi è giornata da ramponi e si va su leggeri!
Dopo mezz'ora Lella và in crisi......strano, sarà il mal d'Africa? Dice che ha nausea e per farla passare deve mangiare. Fretta non ce n'è.......mai avuta!
Mangia e dopo 10 minuti torna ad essere l'inesorabile diesel di sempre.
Al vecchio rifugio Casari inizia la neve; la pista è battuta e la scelta di non portare i "ciabattoni" si rivela indovinata, le mie spalle ringraziano!
Non incontriamo anima viva.......e delle motoslitte fortunatamente incrociamo solo qualche traccia nella conca della Casera Campelli, per il resto il silenzio assoluto.
Evitiamo di passare dal Rifugio Cazzaniga e puntiamo direttamente verso Baita "La Bocca".
Saliamo ora per dossi e cresta, la neve è stupenda, dura al punto giusto e nei brevi tratti sottili ed esposti tiene ottimamente; i ramponi li metteremo solo in discesa.
Superata la Bocchetta dei Camosci e il "panettone" successivo, ci fermiamo all'intaglio davanti alla cima, dove in assenza di neve una catena permette di scendere agevolmente ad esso per poi risalire gli ultimi metri fino alla croce. Essendo questa ovviamente sepolta e non avendo la picozza, decidiamo di fermarci qui, per non mettere a rischio i 2/3 della famiglia......la cima l'abbiamo fatta un'infinità di volte!
L'aria è frizzante e nonostante il sole la neve tiene bene anche nel ritorno. Scendere senza ciaspole ai piedi è un vero piacere.
Giunti alle cascine poco prima del paese il caldo abbraccio del tramonto ci accoglie e non ho ancora capito se perchè ce la siamo presa eccessivamente comoda o se l'escursione fosse veramente lunga........
Ma in fondo cosa c'importa?
Alla fine birra per me, cioccolata densa e calda per Lella (poverina, è astemia), grande soddisfazione per entrambi, poi a casa!
Ci piace molto camminare con gli amici, condividerne fatica gioie ed emozioni, ma ogni tanto stare soli è bello. Lo so, siamo insieme tutti i giorni, più o meno da quarant'anni......ma stare in montagna è diverso. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda......stesso passo, stesso modo di sentire e vivere la montagna, e quando vogliamo un po di solitudine per mettere ordine ai nostri pensieri sappiamo prenderci quei cinquanta metri di distanza l'uno dall'altro.....
L'onere di scegliere la meta è lasciato a me......come sempre!
Ma come sempre, come solo le donne sanno fare, finisci per scegliere quello che loro vogliono!
Oggi non mi posso permettere di proporle Sanprimi, Bolettoni o cose di questo genere, allora propongo lo Zuccone: dislivello 1300 metri, niente di stratosferico, ma da Moggio il percorso è lungo......molto lungo. Ci sarebbe la funivia di Artavaggio per accorciare il percorso, ma l'idea non ci sfiora lontanamente!
La proposta è accettata con entusiasmo!
Arrivati a Moggio e scesi dall'auto annuso l'aria.....ok, le odiate ciaspole rimangono giù, oggi è giornata da ramponi e si va su leggeri!
Dopo mezz'ora Lella và in crisi......strano, sarà il mal d'Africa? Dice che ha nausea e per farla passare deve mangiare. Fretta non ce n'è.......mai avuta!
Mangia e dopo 10 minuti torna ad essere l'inesorabile diesel di sempre.
Al vecchio rifugio Casari inizia la neve; la pista è battuta e la scelta di non portare i "ciabattoni" si rivela indovinata, le mie spalle ringraziano!
Non incontriamo anima viva.......e delle motoslitte fortunatamente incrociamo solo qualche traccia nella conca della Casera Campelli, per il resto il silenzio assoluto.
Evitiamo di passare dal Rifugio Cazzaniga e puntiamo direttamente verso Baita "La Bocca".
Saliamo ora per dossi e cresta, la neve è stupenda, dura al punto giusto e nei brevi tratti sottili ed esposti tiene ottimamente; i ramponi li metteremo solo in discesa.
Superata la Bocchetta dei Camosci e il "panettone" successivo, ci fermiamo all'intaglio davanti alla cima, dove in assenza di neve una catena permette di scendere agevolmente ad esso per poi risalire gli ultimi metri fino alla croce. Essendo questa ovviamente sepolta e non avendo la picozza, decidiamo di fermarci qui, per non mettere a rischio i 2/3 della famiglia......la cima l'abbiamo fatta un'infinità di volte!
L'aria è frizzante e nonostante il sole la neve tiene bene anche nel ritorno. Scendere senza ciaspole ai piedi è un vero piacere.
Giunti alle cascine poco prima del paese il caldo abbraccio del tramonto ci accoglie e non ho ancora capito se perchè ce la siamo presa eccessivamente comoda o se l'escursione fosse veramente lunga........
Ma in fondo cosa c'importa?
Alla fine birra per me, cioccolata densa e calda per Lella (poverina, è astemia), grande soddisfazione per entrambi, poi a casa!
Tourengänger:
grandemago,
Lella


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