Monte Bisbino


Publiziert von cai56 , 19. Februar 2022 um 21:10. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:16 Februar 2022
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Monte Generoso   I   CH-TI 
Zeitbedarf: 4:45
Aufstieg: 992 m
Abstieg: 992 m
Strecke:Circolare 15,2 km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Milano a Cernobbio, dove si imbocca la strada per il Monte Bisbino; prima di uscire dal paese si svolta a sinistra verso Maslianico e si percorre la Via per la Svizzera fino al suo termine. Parcheggi lungo la strada a partire dal cimitero ed alcuni posti in corrispondenza del valico pedonale di Roggiana.

Un giro ad anello attorno al bacino del torrente Cosera, che nasce (o meglio si forma) nei pressi dell'Alpe Cavazza e percorre una boscosa valle secondaria a SSO del Monte Bisbino, fino a sfociare, dopo aver ricevuto le acque del torrente Colletta, col nome di torrente Greggio - per gran parte interrato - a Cernobbio.
L'ambiente è dei più vari, alternando aree antropizzate (rurali ed ex-militari) a vaste estensioni di fitti boschi: i numerosi sentieri sono stati sviluppati in senso turistico anche dotandoli di sculture ed attrazioni artistiche, le contrade in quota sono diventate gruppi di case di vacanza o piccole aziende zootecniche; per contro le aree a bosco, fra faggi e castagni, sono talora abbandonate con proliferazione del sottobosco ad unico vantaggio dei numerosi selvatici. Si tratta di una bella escursione, oggi vivacizzata alle quote superiori da una copiosa nevicata, che, nella prima parte, entra ed esce dal territorio svizzero, percorrendone anche per lungo tratto la panoramica linea di confine; la discesa dal Monte Bisbino, attraverso zone fittamente boscose, purtroppo non ha potuto rispettare il percorso pianificato: la copertura nevosa e l'assenza di segnaletica al di fuori dai percorsi principali hanno impedito il riconoscimento sul terreno dei tratti di sentiero meno frequentati.

Poco dopo la cappella della Madonnina di Roggiana, precisamente in corrispondenza dell'ex-valico veicolare inizia il sentiero della Scala di Ronda che, ben recuperato e complessivamente in buone condizioni, segue la lunghissima gradinata - a volte assai ripida - che fiancheggiava la rete di confine (una "ramina" di filo spinato intrecciato, che in origine portava anche campanelli regolarmente dislocati) fino al Pizzo Meda. Dopo la prima breve salita, il sentiero effettua un traverso a destra lungo recinzioni private, scende una scaletta di metallo ed attraversa il torrente Guasto tramite un ponticello di traversine di cemento: qui prende avvio la vera Scala. Si sale per circa 550 metri di dislivello praticamente per la linea di massima pendenza: nel primo tratto si notano vari antichi tagli nella ramina, poi un sentiero ufficiale ("Ul Terz") presidiato da una garitta (attualmente ricostruita dagli alpini di Maslianico), che consentiva l'accesso a proprietà boschive transfrontaliere. Ancora qualche centinaio di gradini - solo pochi elementi smossi dalle radici ed un breve franamento sdrucciolevole - e si raggiunge il "Sentèe del Viulin", anche questo un traverso, che mette in comunicazione Sagno (CH) con il belvedere della "Crus de l'Omm". Da qui in breve si raggiunge la garitta delle Guardie di Finanza del "Doss del Pizz", dove la linea di confine svolta bruscamente sotto il Pizzo Meda; seguendo la bella traccia lungo il crinale, si oltrepassa la cupola del Pizzo Meda nella faggeta lungo la direttiva della cresta SSW della Sella Cavazza. Qui, in località "I Crusett", troviamo tre croci lignee (testimonianza di un antico fatto di sangue), il cippo di confine n° 55 ed una seconda garitta delle guardie di confine; poco lontano un bivio: volgendo a nord si abbandona subito la più evidente traccia più larga (Sentiero Confinale) sul versante orientale che segue la linea di confine e si sale a sinistra lungo un sentiero ripido ed inizialmente molto sassoso. Ben presto la traccia diventa più comoda e, a saliscendi, scorre fino all'uscita dal bosco; seguendo le successive radure, si oltrepassano sulla sinistra l'arrivo di una carrareccia da Sagno e la rimodernata Cascina Merlo (o Alpe Colma Bella), poi si raggiunge il poggio panoramico di Prà Piano. Si ignora una seconda carrareccia da sinistra e si raggiunge il quadrivio di Sella Cavazza: volgendo a destra si raggiungono dopo poco in blanda salita le costruzioni dell'Alpe Cavazza; da lì si risale bruscamente il pendio tramite un sentiero a margine di una recente boscaglia (dove circa 15 anni fa si trovava ancora un tratto di ramina stesa nell'erba) fino ai ruderi di una casermetta. Qui si rientra in Italia e, lungo un costone con abeti si raggiunge la vetta del Monte Bisbino, dove ad un antico santuario si affiancano molte antenne e ripetitori. Tramite la scalinata di accesso si scende al parcheggio turistico ed immediatamente si prende a destra il sentiero per l'Alpe Boecc: passati accanto al Rifugio Capanna Falco si raggiungono le cascine attraverso il pendio di prati. Qui, come detto, la copertura nevosa ci impedisce di individuare il sentiero sulla destra che dovrebbe portare direttamente lungo il fondovalle ai Monti Pievenello, quindi seguiamo sulla sinistra la carrareccia di accesso fino ad un ampio tornante. Una vecchia indicazione degli "Amici del Bisbino" indirizza con qualche certezza (finalmente) ai Monti Duello: un bel sentiero percorre una dorsale nel bosco, scavato di frequente negli affioramenti di stratificazioni calcaree fino alle numerose baite rimodernate; in corrispondenza di una cappellina votiva si volge a destra andando a raggiungere la strada dei Monti Pievenello. Si segue questa pista che asseconda il fondo della valle del torrente Cosera, attraversandolo,  fino a raggiungere l'agglomerato di Piazzola: qui ignoriamo la deviazione a destra che risale alla Crus de l'Omm e proseguiamo lungo la carrozzabile che sale da Cernobbio. Con percorso monotono scendiamo fino a Gentrino (frazione di Cernobbio), manchiamo l'imbocco del sentiero che, attraverso la sorgente del Cosio e la Cava dei Pini, avrebbe vivacizzato il rientro, oltrepassiamo Olzino (altra frazione di Cernobbio) e, lungo Via Domodossola, recuperiamo la Via per la Svizzera che conduce a Maslianico: non resta che tornare a Roggiana.

Tourengänger: cai56, chiaraa
Communities: Hikr in italiano


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