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Cima di Piancabella (2671 m)


Published by Michea82 , 8 April 2021, 01h26. Text and phots by the participants

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike: 4 April 2021
Mountaineering grading: F
Snowshoe grading: WT4 - High-level snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Cima di Gana Bianca 
Time: 7:15
Height gain: 946 m 3103 ft.
Height loss: 946 m 3103 ft.
Route:7 km
Access to start point:Cusiè è raggiungibile in auto da Malvaglia, risalendo l'omonima valle, laterale della Valle di Blenio. Uscire dalla A2 a Biasca e seguire le indicazioni per il Lucomagno. A Malvaglia cercare le indicazioni per Cusiè, nella parte a nord del villaggio. È una strada molto lunga, in inverno ha una barriera per cui informarsi prima se è accessibile.
Accommodation: Capanna Quarnei

La Cima di Piancabella è bella, selvaggia, autentica. L'abbiamo raggiunta da Cusiè in Val Malvaglia, una valle laterale della Blenio, che ho scoperto solo recentemente e che mi ha sorpreso per la sua pregiatezza.

Commento di Deborah

Partenza sofferta, molto sofferta. Nel profondo della mia anima sentivo di non aver voglia di neve, di freddo, di faticare. Non ho mai fatto tante attività sulla neve come in questo inverno, dai tempi in cui frequentavo settimanalmente le piste, una ventina d’anni fa. Quindi, insomma, ne avevo abbastanza piene le scatole di caricarmi di abiti caldi, thermos, ciaspole, guanti e di prender freddo alle mani, ai piedi, alla faccia. In pianura l’aria di primavera si faceva sentire già da qualche settimana e mi chiedevo: ma con tutto questo verde, con tutta la natura che si risveglia, chi te lo fa fare di andare a cercare la neve? Prendi la bici, fatti un giro sul lago!


Eppure l’entusiasmo di Michea nella preparazione della gita è stato sufficiente almeno a farmi salire in macchina con tutto il materiale. Certo quando sono scesa dalla macchina sopra Cusiè, con la temperatura sotto zero, in una zona d’ombra… La tentazione di tornare a casa è stata molto forte! Ci ho provato a convincerlo a tornare al calduccio del letto, ma niente, lui è un alpinista serio, mica merenderos come me… Sente il richiamo della cima e io posso solo seguirlo.

La salita dall'Alpe di Sceru

Fisicamente mi sento bene, è solo il freddo che mi scoraggia, ma il sole ci raggiunge in breve tempo e mi dà la carica che mi manca, la spinta ad indossare scarponi e ciaspole e a partire per la lunga marcia che ci attende.


Devo ammettere che al sole sto bene, posso viaggiare leggera, senza guanti, senza giacca, senza paraorecchie. I miei fratellini mi hanno regalato un Garmin Instinct Solar ed è un’ottima occasione per testarlo, mi distrae dalla fatica, studio il battito, il dislivello, i vari strumenti, e presto quella sensazione di “chi me l’ha fatto fare” sparisce completamente. Mi sento in forma e arriviamo facilmente fino all’Alpe di Sceru attraversando i boschi, seguendo tracce a caso. Questa cosa mi piace molto del camminare nella neve: non avere l’obbligo di seguire un sentiero, improvvisare la strada, essere liberi di seguire l’istinto. 

L'Alpe di Sceru




Presso l'Alpe di Sceru la valle diviene più ampia, non ci sono più alberi e la vista può aprirsi sul paesaggio. Sono stata tantissime volte alla Capanna Quarnei eppure non sono mai salita fin quassù; penso proprio che ci vorrei tornare in estate! Cerco di analizzare e comprendere la neve intorno a noi: per esempio, la parete alla nostra destra, sotto il Pizzo di Sceru, è piena di slavine perché, osservo, viene maggiormente irradiata dalla luce solare. Quella alla nostra sinistra, invece, che è rivolta a nord, sembra molto più rassicurante ed è quella che dovremo affrontare, fortunatamente. Noi comunque restiamo al centro della valle, che presenta vari rilievi e richiede di valutare bene la direzione da prendere per non rischiare di fare inutili saliscendi.


Io comunque la quota un po’ la soffro e sento aumentare la fatica a livello cardiaco. Michea pazientemente mi aspetta ma vedo che scalpita e si deve pure subire i miei continui metti-togli di giacca ad ogni cambio del vento. Comunque mi incoraggia dicendo che abbiamo un buon tempo, la neve tiene bene, abbiamo un buon passo e ad un certo punto mi dice: “Guarda là, la vedi la bocchetta?”. Che sensazione esaltante! Siamo più in alto di quella bocchetta sotto il Sasso di Luzzone (quota 2312), che poco fa era sopra di noi e sembrava così in alto! Ora è alle nostre spalle e decisamente più in basso di noi. Contemporaneamente però il terreno sotto i nostri piedi si fa sempre più ripido. Me l’aspettavo, sulle cartine invernali è marcato come “pendenze maggiori di 30°”. Sono gli ultimi 200m di dislivello. Il cuore mi scoppia nel petto ma nelle gambe c’è ancora forza. Abbiamo fatto diversi spuntini salendo: un pezzetto di cioccolato nero appena partiti, degli snack con sesamo e miele all’Alpe di Sceru, frutta secca e formaggio in un’altra pausa. L’energia non manca, l’entusiasmo nemmeno!

La vetta


Siamo quasi in cresta ed un maestoso rapace vola sopra di noi, ma non riusciamo a fotografarlo perché si allontana velocemente. La neve è un po’ più farinosa ma riesco comunque a far presa bene con le ciaspole, aiutandomi anche parecchio con i bastoni per distribuire il peso del corpo e avere maggiore sicurezza e stabilità. Raggiungere la cresta è un sollievo: fine delle difficoltà! La vetta finalmente è visibile: era rimasta nascosta per tutto il tragitto, almeno ai miei occhi inesperti… La vista spazia dal fondovalle con Biasca fino alle cime imponenti delle Alpi oltre i 4000m. Distinguo facilmente il Passo del Gottardo e grazie all’app Peak Finder identifico parecchie altre cime. La primavera laggiù non mi sembra più così invitante. Quassù si respira bene, aria pulita, leggerezza, libertà, conquista, solitudine, lontananza. Belle emozioni. Bello poterle condividere con una persona speciale. Mi rendo conto ora, mentre scrivo queste parole, che probabilmente non sono mai veramente consapevole della portata dell’impresa appena compiuta. Per molti di voi che leggete, questa sarebbe stata una passeggiata domenicale. Per me, nel mio piccolo, é stata una grande conquista! Cime come questa non osavo nemmeno sognarle, soltanto 6 mesi fa!


Ci concediamo un’ora abbondante di pausa in vetta. Quindi ci rifocilliamo, facciamo foto e video, firmiamo il libro di vetta e riposiamo, ci godiamo il sole e la quasi totale assenza di vento, in barba alle previsioni.

La vetta con l'omino e la Cima di Gana Rossa


La discesa


Poi arriva il temuto momento della discesa. Temuto perché a guardar giù da lassù, sembra tutto troppo ripido, verticale, inaccessibile. Michea propone una via diversa dalla salita ma non me la sento di affrontare l’ignoto: meglio un ripido conosciuto che un ripido ignoto, senza sapere che consistenza abbia la neve in una parete che volge più ad est rispetto a quella dalla quale siamo saliti, che invece è completamente a nord. Pian pianino, con cautela, discendiamo il tratto più pendente. Provo ad aiutarmi con la piccozza ma mi sembra più d’intralcio che altro. Quindi continuo a modo mio, anche se più lenta del mio impavido compagno d’avventura. Ad un certo punto mi ritrovo col sedere per terra e mi rendo conto che beh, tutto sommato, potrei anche farmela una scivolata… Divertentissimo! Ma anche qui, sempre attenta a non perdere il controllo e a non prendere troppa velocità.


Passato il pezzo più ripido posso rilassarmi e godermi la bella discesa nella Valle di Sceru, stavolta un po’ più a nord rispetto alla salita. Chiacchieriamo e a tratti riusciamo a scivolicchiare in modo controllato con le nostre ciaspole, la consistenza della neve ce lo permette e ci fa risparmiare parecchio tempo, e poi è divertente! Arriviamo all’Alpe di Sceru ma non nello stesso punto in cui eravamo passati salendo, quindi ora per scendere seguiamo il tracciato del sentiero ufficiale, cosa che non avevamo fatto al mattino. In un attimo siamo al parcheggio, stanchi, felici e soddisfatti. Questa valle ci ha regalato un’altra giornata stupenda!

Commento di Michea

Come detto in apertura ho trovato la Cima di Piancabella una bella montagna. Abbiamo scelto la via più semplice. L'itinerario è percorribile interamente con le ciaspole o gli sci. Nella parte finale (utlimi 200 metri) la pendenza è moderata, richiede concentrazione e consiglio di portare i ramponi, da usare in caso di neve gelata. Non ci sono passaggi esposti. La vetta presenta punti esposti se ci affaccia alla Valle di Blenio.
Il breve sviluppo consente di svolgere questa gita anche in mezza giornata. Noi siamo andati con calma.
Complimenti a Deborah per la motivazione e per la capacità di mettersi in gioco. Brava.

 


Hike partners: debbee, Michea82


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Comments (11)


Post a comment

GIBI says:
Sent 8 April 2021, 08h30
Montagne quelle di questa fantastica zona che io ho sempre e solo affrontato in periodo estivo e che con la neve assumono una rilevanza ben superiore !

Complimenti Michea a te per la bella scelta e a Deborah per la perseveranza nel seguirti nelle tue avventure !

Ciao Giorgio

Michea82 says: RE:
Sent 8 April 2021, 20h32
Ciao Giorgio grazie. Io sono curioso di vederle in estate perché le ho scoperte questo inverno

Sent 8 April 2021, 09h34
Aggiungo i miei complimenti a quelli del mio omonimo.
Zona che amo profondamente, ma anche io frequentata solo d'estate.
Grande giro, e belle foto

Michea82 says: RE:
Sent 8 April 2021, 20h33
Grazie Giorgio! Questa escursione la consiglio a tutti

siso says:
Sent 8 April 2021, 17h32
Bravissimi!
La Cima di Piancabella è bella di nome e di fatto. Quante volte ho sognato di raggiungerla con le pelli di foca...
Ciao,
siso.

Michea82 says: RE:
Sent 8 April 2021, 20h34
Ciao Siso grazie! Beh tu sicuramente la farai presto allora. Si presta anche alle pelli.

Fenice says:
Sent 8 April 2021, 19h16
Molto bella, me la segno come idea per una prossima uscita :)

Michea82 says: RE:
Sent 8 April 2021, 20h35
Ciao Stella se vai puoi mettereci anche la Gana Rossa che è lì vicino. Complimenti per le foto del Gerenpass io non ho ancora avuto occasione di andarci quest'anno

Fenice says: RE:
Sent 9 April 2021, 13h37
Grazie Michea.
Ieri stavo dando un'occhiata alla cartina e pensavo proprio ad un'accoppiata con la Gana Rossa :)

m323 says: Valle Malvaglia
Sent 9 April 2021, 16h38
Complimenti per l'uscita. La Valle Malvaglia è splendida sia in inverno che in estate! E questa estate vi ci porto volentieri :)
Saluti

Poncione says:
Sent 9 April 2021, 23h12
Bravissimi. Cime tutte fantastiche quelle tra Blenio e Malvaglia, da gustare una ad una. Mi avete fatto ricordare che ho qualcosa in sospeso da anni proprio lì vicino... spero di poterci tornare...
Ciao


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