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Piambello (m.1129) e Val de Corni (m.991) da ovest ad est


Published by Poncione , 22 February 2021, 22h22. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:18 February 2021
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:00
Height gain: 1100 m 3608 ft.
Height loss: 1100 m 3608 ft.

Altra esplorazione tra Valganna e Valceresio, ispirata da Antonios59, sulle basi di alcune precise informazioni riguardo una sorta di ampia "muraglia" - invisibile o quasi agli occhi - posta su una dorsale secondaria tra Cuasso al Monte e il Monte Piambello. Alla fine la salita alle due cime sarà soltanto l'antipasto e il dolce all'esplorazione vera e propria, rivelatasi a conti fatti più proficua del previsto.

Dal Lago di Ghirla (m.450) prendiamo il ripido sentiero della Val Carpanè, il quale in breve ci conduce all'ampia radura di Cà dul Predél (m.721), da cui con altro ripido strappo privo di sentiero si giunge al Bivio (m.812) sulla strada asfaltata sopra Boarezzo. Anzichè proseguire in verticale senza via obbligata prendiamo l'ampia mulattiera per il Sasso Bolle, che sale gradualmente sul fianco W del Piambello, ove troviamo ancora molta neve a partire da circa m.900. Superato l'ingresso secondario del ex-Villaggio TCI aggiriamo ulteriormente il bel costolone "invernale" seguendo la mezzacosta, risalendo poi a destra più decisi per ampia carrareccia, la quale con ampio aggiramento termina nel nulla proprio sotto la vetta del Piambello, che si risale solitamente tramite un ripido canale-valloncello (qualche ometto all'attacco) in faggeta.
Dalla vetta (m.1129) si segue ora la dorsale discendente verso il Monte Val de Corni, sino al bivio (cartelli) per la Batteria in caverna, che raggiungiamo in breve. Individuiamo, dopo aver consultato le carte, un'evidente e ripida dorsale rivolta all'Ospedale di Cuasso al Monte, che discendiamo tenendoci grossomodo al centro, aggirando alcuni affioramenti di porfido, sempre molto suggestivi in contrasto con l'erba secca e ingiallita. Zona evidentemente interessata da scorribande di cinghiali, tanto che dopo un pò mi ritrovo la prima zecca 2021 passeggiarmi sulla mano sinistra. ;) La dorsale, stretta tra due vallette, si spegne e raccorda ad un'altra alla sua sinistra, diretta con ogni probabilità al Piambello, in posizione più ravvicinata alla nostra: anche qui molto porfido. Continuiamo la discesa ed abbastanza in breve incontriamo i primi segni della "muraglia", molto rovinata nella parte alta e assai integra nella parte mediana e bassa: altezza di circa m.3 nei punti più alti, ma mediamente intorno ai m.2,20. Senza stare troppo a capire cosa servisse una tale opera su una dorsale montuosa si suppone che fosse un vecchio muro (a secco) di proprietà, probabilmente del vecchio monastero in località "Deserto", in seguito assorbita dall'intera area ospedaliera. La si può seguire stando sia a sinistra che a destra, finchè penetra nel bosco e vira completamente a sinistra prima d'incontrare il torrente San Giovanni, che superiamo risalendo un gruppo di case in prossimità della strada per Imborgnana. Tagliamo i tornanti scendendo nel bosco e giungendo al bivio per l'Alpe Tedesco (m.645).
La "muraglia" parte intorno ai m.670, sino ai m.810 di suddetta dorsale secondaria rivolta al Piambello, ed esistono due raccordi dalla strada militare per arrivarci assai più comodamente dal basso o dall'alto, pertanto anche per chi sale o scende in MTB da quest'ultima può tranquillamente deviare e visitarla.
Dal bivio seguiamo 200 metri l'asfalto per l'Alpe Tedesco incontrando il torrente Valpira, ma proseguendo ancora si incrocia un altro sentiero a destra, all'altezza di una grossa baita sorvegliata dai cani sul lato opposto della strada. Lo seguiamo inizialmente parallelo e pianeggiante, per poi gradualmente allargarsi ad ampia forestale che dopo una svolta in senso orario si biforca. Continuiamo in salita incontrando un'altra dorsale, subito ampia e panoramica, che incrocia una postazione di caccia e prosegue non particolarmente ripida in direzione della dorsale tra Monte Val de Corni - prossima meta - e Piambello. La risaliamo stando sul dorso (in alternativa si segue il sentiero poco sotto sul lato Valpira), gradevole e panoramica, finchè gradualmente va a rimboschirsi di fastidiose ginestre giungendo praticamente contro la dorsale maggiore. Qui, a sorpresa, riconosco a destra il sentiero della Valpira già percorso qualche anno fà, il quale si raccorda proprio in questo punto effettuando un bel traverso aereo alla testata della valle. Da qui si risale in cima alla dorsale con un sentiero quasi sempre evidente, ed ora più ripido, che ripercorre i miei passi d'allora tra erba gialla e ginestre.
Poniamo un ometto in loco per eventuali future esplorazioni, puntando infine la cima Nord del Monte Val de Corni (m.991), dalla quale seguendo un sentiero semi perduto ma ancora visibile sul lato Valganna aggiriamo comodamente la cima stessa con percorso in senso orario giungendo sotto il suggestivo gruppo di poderosi massi ammirati recentemente anche da Serzo. Con evidente pista forestale ci si congiunge per qualche metro al percorso della pista di sci da fondo del Piambello, per poi lasciarla a destra quando questa compie una risalita, pervenendo dapprima a un ampio spiazzo panoramico sopra Boarezzo ed in breve al borgo stesso (m.736), dal quale chiudiamo l'anello riportandoci a Cà dul Predél (m.721) e al Lago di Ghirla (m.450).

Avanti così. ;)

NB. Tolto qualche comodo tratto T1-T2 su asfalto e carrarecce/mulattiere i fuori sentiero si aggirano mediamente tra T3 e T4.

Visto da Antonios59
Altra bellissimo giro esplorativo con Emiliano. La salita dal Lago di Ghirla è cosa nota: terreno d'avventura di Emiliano da lunga data, che lui conosce in ogni sua piega. Ma la nostra attenzione stavolta si concentrava su quella costa che scende a sud est dal costone sud del Piambello, ed esattamente quella che scende parallela e a est della Val Tassera. La notizia era arrivata da Peter mentre cercava di trovare i territori di svernamento dei cervi, nella speranza di raccogliere qualche palco perso nella muta di fine inverno. L' indicazione era molto precisa e con un Emiliano grande ravanatore siamo riusciti a centrare al primo tentativo il sito direttamente dall'alto. La risalita del costone a NW di Case Piazza m.653 altrettanto bella, come i grandi massi in discesa a nord del Val dei Corni.

Hike partners: Poncione, antonios59


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Comments (8)


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Serzo says:
Sent 22 February 2021, 23h15
Interessante. Mai porsi limiti di esplorazione, "con un Emiliano grande ravanatore"!!! Ciao, Sergio

Poncione says: RE:
Sent 23 February 2021, 22h18
Ciao Sergio, anche questa singolare curiosità sui monti di casa andava soddisfatta. ;)

martynred says:
Sent 23 February 2021, 06h51
Che bel giro esplorativo Emiliano!
Ciao :*
Martina

Poncione says: RE:
Sent 23 February 2021, 22h19
Ciao Martina, speriamo di trovare altre cose interessanti sopra casa... c'è sempre da conoscere e scoprire anche a quote modeste.

veget says:
Sent 23 February 2021, 09h29
Grandi esploratori.....
Le vostre ricerche, vi portano a scoprire zone "finora" sconosciute ,
interessanti e "selvaggette"
Bravi!
Buona Continuazione
Ciao
Eugenio

Poncione says: RE:
Sent 23 February 2021, 22h19
Grazie Eugenio. A presto.

Cele says:
Sent 23 February 2021, 14h31
A vedere gli alberi, si direbbe che fino a 50-100 anni fa la zona era completamente disboscata, quindi forse era la delimitazione di un pascolo... Anche se con un'altezza fino ai 3 metri viene da chiedersi se allevavano elefanti :))

Poncione says: RE:
Sent 23 February 2021, 22h22
Diciamo che tutte queste zone del varesotto in cui c'è porfido è stato, ed è tuttora, a lungo terreno di cave e miniere, pertanto i boschi son sempre rimasti indietro, senza contare i frequenti incendi, di cui soprattutto la zona di Cuasso al Monte è ben nota.
Ciao


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