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Alpe Crichella e Monte La Nava - Alto Lario


Published by atal , 15 May 2020, 19h30.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:14 May 2020
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Time: 7:30
Height gain: 1400 m 4592 ft.
Height loss: 1400 m 4592 ft.
Access to start point:Giunti a Livo, bisogna acquistare presso il municipio il biglietto per la strada agro-silvo-pastorale al costo attuale di 1 euro (distributore automatico accanto alla porta d'ingresso). Nel caso non sia in funzione e gli uffici comunali chiusi, si può chiamare il numero di telefono del comune (affisso alla porta). Dal municipio, si torna indietro di qualche metro e si imbocca la strada che sale, seguendo inizialmente l'indicazione per il Crotto Dangri. Ad un bivio (cartello con schema delle strade), si prende la diramazione che sale a sinistra. Poco dopo il termine del tratto asfaltato, dove la strada doppia una costa nei pressi delle case di Pieghedo (Piéghée, IGM 830 m), c'è l'ultimo possibile parcheggio (3-4 posti).

L'Alpe Crichella (1651 m) è un luogo abbandonato e solitario, al culmine di un dirupato versante che precipita sulla parte mediana della Val di Darengo con selvaggi canaloni separati da nervature rocciose. I ruderi occupano una morbida sella prativa che contrasta fortemente con l'ambiente sottostante.

Il vasto pascolo dell'alpe si estende verso l'alto, interrotto solo da due canali debolmente incisi nel versante, fino ad un pianoro dove troviamo un bàargh - così vengono chiamati da queste parti i recinti in pietra per gli animali - e quindi alla sommità tondeggiante del Monte La Nava (1955 m), balcone panoramico a cavallo tra due mondi: a Sud un susseguirsi di verdi ondulazioni che digradano verso il lago di Como - magnifico corridoio d'acqua e di luce di cui non si vede la fine - a Nord il paesaggio severo, prettamente alpino dall'alta Val di Darengo, che trova nella chiusura a canne d'organo della Cresta della Scatta il suo profilo più singolare.

Il percorso seguito raggiunge l'Alpe Crichella lungo quel poco che rimane del vecchio sentiero di carico. Uno smottamento (visibile già nelle foto del 1946) lo ha interrotto nel tratto iniziale ed ora è necessario aggirare dall'alto la zona franata. Come appreso da fonti locali, a Nord dello smottamento, il sentiero scendeva nella Val di Ciové, perdendo un centinaio di metri di dislivello, e risaliva quindi alla sella dove si trova l'alpe. Esisteva anche un percorso leggermente più alto ma era un sentiero secondario, di più difficile individuazione e più esposto (non seguito in quest'occasione).

Dall'Alpe Crichella salirò al Monte La Nava e quindi, con un traverso che passa da un caratteristico intaglio sul versante Est del Mot Redond (CNS Monte l'Usciolo 2146 m), raggiungerò il risalto del Pizùn (IGM 1945 m), per poi scendere la lunga dorsale erbosa di Sevione.


Avvertenze
Lungo l'intero percorso, dall'inizio alla fine, non si incontra segnaletica di alcun tipo. Non esistono dei manufatti (scalini, muri di sostegno...) pertanto l'esistenza dei sentieri, al di sopra delle ultime baite riattate, è garantita solo dal transito degli animali che frequentano ancora in gran numero questi versanti.
Le difficoltà sono comunque contenute e limitate all'unico tratto del percorso dove è lecito avere qualche dubbio: il traverso tra il Monte La Nava e il Pizùn.

Per la toponomastica in dialetto il riferimento è la mappa di Bruno Mazzoleni esposta al Crotto Dangri, che avevo fotografato nella precedente occasione. 


Il percorso
Da Piéghée si segue la strada fino alla sbarra al suo termine, la si supera e - ignorato il cartello di legno con l'indicazione per Faido - si passa davanti alle prime cascine e si attraversa il ponte sul torrente della Val Piana. Al primo bivio si prosegue a destra (E) e, al successivo, a sinistra (N) arrivando così al grande nucleo di Sevione (990 m). Se al secondo bivio si prosegue a destra (E), si passa prima da Ladòs (870 m) e quindi si arriva comunque a Sevione.

Il sentiero prosegue dal punto di arrivo della teleferica (un altro sentiero, che si prende pochi metri più in basso, traversa invece verso Campo Faido) e traversa inizialmente a Ovest per poi volgere a Est e raggiungere un altro cospicuo nucleo di baite (CNS Bargo 1010 m). Una traccia sale poggiando a Est e guadagna così il colmo della dorsale, in corrispondenza ai primi ruderi dell'Alpe del Dosso (CNS Dossi 1228 m). Si risale l'ampia dorsale erbosa, passando una grande quantità di baite, fino a portarsi al di sopra dello smottamento nel vallone a Est, laVal di Scénsc. Si attraversa quindi la testata del vallone in questione per raggiungere la dorsale che separa la Val di Scénsc dalla Val di Ciovè in prossimità di una roccia la cui forma ricorda un paio di orecchie (circa 1700 m).

Si scende lungo la dorsale fino ad incontrare un pianoro a circa 1650 m di quota, dove passava il vecchio sentiero, qui ben riconoscibile nella forma di un largo piano di calpestio che porta a traversare nel canale a Nord, la Val di Ciovè. Raggiunto il torrente che scorre sul fondo (circa 1550 m) - luogo suggestivo stretto tra alti versanti rocciosi - lo si attraversa e si risale il canale erboso, ripido ma privo di difficoltà, che esce sulla dorsale dell'Alpe Crichella, dove si contano almeno sei costruzioni azzerate, tutte di dimensioni piuttosto modeste, che appaiono già prive di copertura nelle foto del 1955.

Dopo una pausa mi dirigo verso il Monte La Nava, la cui cima da questa prospettiva è indistinguibile e che si presenta come un grande colmo erboso. Superati due canali, entrambi sedi di smottamenti, risalgo con percorso libero un monotono pendio prativo fino al grande bàargh poco sotto la cima, a Est di una giavina. Ancora una breve risalita su prati e e sono all'ometto di vetta del Monte La Nava (La Nàav, 1955 m), da cui è ben visibile - a Sud - la prossima tappa: il pianoro del Pizùn.

Non si vede alcun sentiero e tutto quello che so (da questa pagina del sito di Itineralp...) è che, lungo il traverso, si passa da un caratteristico intaglio. Intuisco che il passaggio serva per attraversare una delle nervature del versante Est del Mot Rodond. Mi incammino quindi in piano verso Sud, supero senza traccia una prima costa alle spalle di uno spuntone, quindi un canale dal fondo roccioso. Dopo una breve risalita su caratteristiche rocce a canne d'organo (elementare) raggiungo lo stretto intaglio (circa 2000 m). Da qui in avanti una traccia di animali traversa in leggera discesa fino al bàargh del Pizùn (1945 m), dove vengo accolto dal fischio di una marmotta e dalle fioritura delle prime soldanelle. Il paesaggio alpestre però finisce proprio qui: davanti a me si prospetta la lunga dorsale erbosa che digrada in direzione del lago, la stessa salita in parte al mattino, e che ora dovrò discendere integralmente per ritornare al punto di partenza di questo bel giro.

Un sentito ringraziamento a Corrado itineralp per le informazioni e i suggerimenti.

Hike partners: atal


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Comments (4)


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danicomo says:
Sent 16 May 2020, 09h49
Bravo…. hai fatto di necessità (Covid), virtù (Val Darengo)
Belle foto...

atal says: RE:
Sent 16 May 2020, 10h45
Grazie Daniele, sono posti molto belli. Peccato solo che per me siano così lontani...

Menek says:
Sent 17 May 2020, 16h23
Ancora una volta hai battutto posti scarsamente frequentati...bello.
Menek

atal says: RE:
Sent 17 May 2020, 18h57
Grazie Menek.
In effetti, essendo fuori zona, c’era il rischio di finire in mezzo a qualche assembramento ma, a parte qualche pecora di troppo e una coppia di coturnici, come sempre nascoste in un cespuglio, non ho notato individui sospetti...
A


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