capanna Vetta di Rhon (SO): 2 giornate da favola!


Published by Alberto , 23 January 2018, 13h59. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:13 January 2018
Snowshoe grading: WT3 - Demanding snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3:30
Height gain: 1144 m 3752 ft.
Route:San Bernardo m.1250 - Alpe Campo m.1684 - Mararescia m.1713 - Guado m.1959 - capanna Vetta di Rhon m.2172 (dati gps: km.6,400 ore 3,35 disl.+925 - alla Croce della Fine km.1,200 ore 1 disl.+213 - al ritorno tramite il sentiero km.5,400 ore 2,14): la struttura è raggiungibile sia dalla strada che da un sentiero che ne taglia una buona parte fino a sbucare al piccolo acquedotto situato sopra l'alpe Campo da dove si hanno due possibilità, o tramite il proseguimento con la strada superandone il cancello (ore 1,30) o tramite sentiero (ore 1,50). Per quanto riguarda la strada,è doveroso prestare attenzione in 2 o 3 punti dove solitamente scarica a causa del pendio e la mancanza di alberi (cosa che suggeriscono anche i locali). Consiglio di seguire interamente la strada evitando il sentiero segnalato dalle paline quando si tratta di salire con le ciaspole (le 2 ore e 30 di percorrenza sono basate sul sentiero che taglia parecchia strada ma in alcuni punti è ripido,stretto e non si vedono segnali a vernice sugli alberi).
Access to start point:Milano - S.S. 36 dello Spluga - Lecco - Colico - S.S. 38 dello Stelvio - Morbegno - Sondrio - Ponte in Valtellina (dove si ritirano le chiavi): da Ponte si prosegue in direzione Teglio,si seguono le indicazioni ben evidenti per san Bernardo/val Fontana o agriturismo Al Tiglio, superata a destra una fontana con chiesa,poco avanti sulla sinistra vi è il bivio per tale località dove si parcheggia proprio nei pressi dell'agriturismo dove finisce la strada asfaltata: la successiva tratta è solo per gli autorizzati.
Accommodation:Capanna Vetta di Rhon
Maps:carta compass Bernina-Sondrio/ carta naz.svizzera n° 278 monte Disgrazia

vista da Gonzo: impagabile visione della volte celesta

vista da Alberto:  Per questo fine settimana su richiesta di Andrea,si decide per la 2 giorni,un evento non di poco conto se si considera il fatto che gli amici tengono famiglia e quindi riuscire a organizzarla con i problemi che possono incorrere non è cosa facile,oltre a ciò,sempre sperando che la meteo sia favorevole.                                                                                             La scelta della struttura viene affidata al "Bradipo delle Alpi" e "capanatt" che ben ne conosce e collaudate (buona parte) sia in giornata che pernottandovi,in modo tale da essere certo della scelta giusta ovviamente non per tutti  dato che c'è sempre chi che ha da lamentare,cosa che non dovrebbe esistere nei frequentatori di montagne e rifugi.                                                                                                                                          A proposito di freddo: lo sapevate che un detto dice...anche i sordi sentono freddo? (aggiungerei anche il caldo) lo conoscete allora...e conoscete anche il detto: non c'è peggior sordo di chi non vuol capire?

Quindi,si parte alla volta della Valtellina,come sempre e giustamente,in un orario molto presto per poi ritirare le chiavi e procedere verso il luogo di partenza dal quale cominciamo a camminare alle ore 8,15: rispetto le altre volte,vi è meno neve alla partenza,dovuta dalla pioggia che si è abbattuta nel fine settimana precedente,abbassando notevolmente il manto nevoso. Il ghiaccio è insidioso,a quota 1400 si decide di mettere le ciaspole anche se fino a quota 1700 non vi era necessità dato il basso strato,più che altro per evitare di fare qualche scivolatina: superato il cancello in località Mararescia,si procede su neve crostosa ,si superano senza problemi i 2 punti dove il rischio di scarica è facile (aveva già scaricato come detto dal responsabile della struttura) e poi,intorno ai 1900 la neve si faceva soffice. Dal ponte del Guado si doveva battere la neve fresca scesa nel periodo dopo il 7 gennaio e quindi si faceva a turno a battere fino a quando Andrea è passato in testa ed è rimasto fino all'arrivo alla capanna che raggiungiamo alle ore 11,50: giornata in cui ben si vedeva che era carico di energia (oltre che di pesi) che lo spingeva oltre ogni immaginazione,cercando di stimolare il gruppo per una possibile cima situata nei paraggi. Cominciamo a preparare la struttura rendendola confortevole: serve scavare per arrivare alla legnaia,il comignolo è libero,l'acqua è ben visibile...come pure la temperatura interna del rifugio che il mio altimetro posizionato sul materasso del letto ne segnalava un massimo di ben 1,5° gradi sopra lo 0 termico (e sono le 12,43): boia ladra,è la temperatura più rigida che abbia mai trovato tra le strutture frequentate,mentre fuori si stava di un bene che si è appositamente scelto di pranzare al caldo tepore del sole,mentre l'interno si scaldava. Posso assicurare che nel caso di maltempo,si poteva mangiare all'interno senza problemi,bastava adattarsi un poco restando coperti: sicuramente nessuno sarebbe deceduto! Alle 13,00 pranziamo e alle 14,30 con Andrea che scalpitava,andiamo solo in 2 verso un cocuzzolo,raggiunto con i polmoni in mano e i suddetti sotto lo strato nevoso a causa della pendenza per raggiungere tale promontorio e la battuta nella neve un po,secondo le mie vedute,erta nonostante lo zig zag: giunti al termine,ecco una serie di motoslitte che giravano in zona,salendo ad un secondo promontorio chiamato Croce della Fine. Andrea si sente in forma,io sono un po sofferente ma decido di procedere e raggiungiamo la bocchetta di Rogneda non senza fatica dato che si scendeva di poco ma,seguendo la pista battuta dalle motoslitte,si è dovuto risalire un pendio erto: SPETTACOLARE!!!!!! Considerando che ora la salita è più dolce,si prosegue per la cima che raggiungiamo: il panorama è a dir poco stupendo e già mi balena l'idea di salirvi il giorno seguente per vedere il sole che illuminava il versante ovest. Tornati al rifugio nel breve tempo di 30 minuti (1 ora a salire) ci si prepara per la cena di cui sono il cuoco,grande responsabilità che ad ogni modo si fa volentieri se si apprezza senza pretese: in rifugio la temperatura era ben oltre alla normalità (+25°) dei 20° come credo in tutte le case è quella che solitamente più consueta: nonostante ciò vi era chi lamentava di avere freddo ai piedi (un paio di calzettoni in più oltre a quello che si indossa?).

 

Comunque vien l'ora di andare a dormire...a qualcuno sì e a qualcuno no: ore 22,00,il mio altimetro posizionato sul materasso (quindi più in basso del normale e molto lontano dalla stufa,segnalava ben 23° gradi),infatti sentivo di respirare aria calda la quale mi ha rovinato il sonno (i tappi servono ben poco all'insonnia dovuta al troppo caldo...tra l'altro non è salutare se vi è un'esagerazione di caldo). Quando sono a fare la 2 giorni in solitaria,la gestione della stufa è decisamente più "coscienziosa" e la temperatura cerco di non farla salire oltre i 20° dato che non amo particolarmente il troppo caldo (preferisco indossare un maglione) e vi assicuro che avere tale temperatura a quota superiore i 2000 metri è già una gran cosa anche se vanno più che bene i 18° gradi: chissà perché a nessuno gli viene in mente di usare i propri indumenti per apportare più calore al proprio corpo se ha delle problematiche fisiche personali nel soffrire il "freddo" senza coinvolgere e stravolgere la salute altrui.

 

 

Dopo la notte insonne ascoltando senza volere il russare nonostante i tappi,mi son sorbito anche qualche idea sul come rendere ulteriormente confortevole la notte in rifugio...a turni,mettere continuamente ciocchi di legna...ideona! Perché disturbarsi così tanto sprecando legna e un buon sonno? Organizziamo 2 giorni alle terme di Bormio e abbiamo risolto una marea di inconvenienti: pesi sulle spalle,sbattimento e lavori socialmente utili ma evitabili,freddo e chi più ne ha ne metta! Notte stellata e mattina soleggiata: alle ore 7,00 il termometro segnava +10° e vi posso assicurare che è una temperatura OTTIMA a quella altezza (ho provato alzarmi a tale ora e trovare +5° e non vi sono stati problemi): colazione e ci si prepara in 3 per un altra escursione alla meta fatta il giorno prima a cui Roberto deve rinunciare causa la rottura di un componente della ciaspola,quindi la raggiungiamo in 2 mentre Andrea è al calduccio della capanna mettendo in ordine le stoviglie,poi alle 12,30 partenza per fare rientro,mentre a 15 minuti di cammino ecco che incontriamo Giovanni e Mariarita che han scelto di salire quassù per vedere un posto nuovo,sapendo che qualcuno ha battuto la pista anche se han fatto il sentiero,poco ciaspolabile ma molto più ramponabile e faticoso rispetto la lunga strada con moderata pendenza.

Ringrazio Roberto,Stefano e Andrea per aver avuto fiducia nella mia proposta inerente alla capanna: mi spiace che la temperatura di 25° non sia abbastanza sufficiente,nel caso posso proporre una delle tante strutture che conosco ma gestite dove è più facile trovare all'arrivo una temperatura già gradevole: considerando che la quota rende le strutture troppo fredde mi prometto di trovare rifugi al di sotto dei 1400 metri di altezza per coloro che trovano i 25° gradi troppo poco consoli a rendere ospitale il rifugio. Al di sopra ci andrò solo io...a me piace la temperatura che non superi i 20°!


 

Alla prossima!


Hike partners: Alberto, gonzo


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Comments (2)


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Francesco says:
Sent 24 January 2018, 17h30
...Bella e confortevole la capanna, l'ho vista solamente dall'esterno,magari ci faccio un pensiero per una due giorni,le vette non mancano-
..Ciao Bradipo-

Alberto says: RE:
Sent 30 January 2018, 10h03
Ciao Francesco: è una scelta di cui non ci si può pentire...


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