Pizzo Damino


Published by cai56 , 25 September 2017, 20h24. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:19 September 2017
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 1327 m 4353 ft.
Height loss: 1310 m 4297 ft.
Route:Parzialmente circolare 14,92 km
Access to start point:Da Milano a Prata Camportaccio lungo la statale 36; attraversando le strette strade del paese, dirigersi verso la visibile chiesa parrocchiale. Parcheggiare nei pochi spazi disponibili presso il cimitero.

Insistendo col proposito di seguire un ipotetico itinerario di traversata a bassa quota lungo il versante orientale della Valchiavenna, oggi si parte da Prata Camportaccio in direzione del capoluogo. Ben presto il sentiero compare ben delineato e segnalato: per cui urge trovare qualche diversivo per riempire la giornata, anche se la logica e la linearità della traccia ne soffriranno un po'. Tempo addietro avevo sentito parlare del progetto di completare un sentiero attrezzato privato (Edipower) verso l'alto fino ad arrivare nei pressi del parcheggio di Uschione: il progetto è rimasto tale, ma una breve deviazione panoramica vale la pena, se già ci si trova in zona [Per il momento - anche secondo l'ideatore della ipotetica ferrata - non sembra esserci un futuro per l'idea, stanti le difficoltà tecnico-alpinistiche ad uscire dal ballatoio che attualmente costituisce il termine del sentiero attrezzato. Personalmente non escluderei anche problemi economici!]. Arrivati ad Uschione è un bel giro arrivare fino al Pizzo Damino.


Dalla chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio si procede in salita seguendo la carrozzabile per Lòttano e utilizzando il più possibile la vecchia mulattiera selciata; presso la contrada Dona, in corrispondenza di un tornante, si incontra l'imbocco della vecchia strada per Chiavenna. Il sentiero parte subito in salita per poi procedere a saliscendi nel bosco affiancando la tenebrosa spaccatura di una caürga (cava di pietra ollare aperta in grotta o trincea) e affacciandosi sul limite di un baratro monolitico esposto sulla piana di Chiavenna. Oltrepassato un labirintico gruppo di massi di frana, si arriva ad incrociare il dismesso piano inclinato di servizio alla condotta idroelettrica della centrale di Prata Camportaccio (le acque provengono in galleria dall'invaso di Villa di Chiavenna, e in questi giorni è in corso il lavoro di spurgo dai detriti provenienti dalla disastrosa frana del Pizzo Cengalo). Facendo attenzione ai gradini parzialmente sbrecciati, si risale la scalinata fino al suo termine, che coincide con gli ingressi delle strutture tecniche in galleria; volgendo a sinistra si incontra subito la stradetta che porta al sentiero attrezzato: alcune rampe alterne destra/sinistra, ben gradinate in pietra o cemento, assistite da cavo teso, conducono fino ad un panoramicissimo ballatoio (accesso chiuso da cancello ad un camino d'ispezione). Alcune marcate tracce di passaggio lungo un'esposta cengia verso sinistra terminano - oltrepassato un semplice saltino roccioso - in un caotico bosco sparso di instabili blocchi di frana. Tornati quindi al termine del piano inclinato, ci si dirige lungo la pista sterrata che in breve confluisce nella strada asfaltata Prata - Uschione, nei pressi della palestra di roccia del Sasso Bianco. Si procede in salita lungamente, oltrepassando il bivio per Lòttano e arrivando al parcheggio di Uschione. Dalla sbarra che impedisce il transito ai non autorizzati, si continua verso il piccolo paese per alcune centinaia di metri; ad un nuovo bivio, si sale a destra, ma solo per una ventina di metri: alla fine del muro di sostegno della strada comincia il sentiero ben segnalato che dobbiamo seguire: retrovertendo, all'inizio pianeggiante, si inoltra in una selva di castagni che poi si dirada fra i massi di una paleofrana. [Attualmente, e da circa un anno, la G.A. Andrea Savonitto, gestore del ristoro "Circul" di Uschione, ha in corso un'intensa opera di attrezzatura di questi blocchi e delle pareti circostanti a scopo arrampicatorio, con difficoltà molto varie, per tutti.] Facendo attenzione, si noteranno sotto i massi più grossi scalette, terrazzini con panche e tavoli di pietra all'imbocco di pertugi chiusi da porticine: si tratta dei crotti, cavità naturali - ma adattate dall'uomo - dove viene sfruttato opportunamente il microclima fresco per la conservazione di salumi, formaggi e vino. Oltrepassati i crotti, il sentiero riparte in salita molto accentuata a tornanti serpeggianti fra gli spazi rimasti liberi fra i sassi, risale il luminoso bosco di pini silvestri e betulle, si accosta ai ruderi distanziati di tre baite (Prezot, Rovre e Laqua) e riprende con una nuova successione di tornantini ripidi. In breve si sbuca nella radura dell'Alpe Damino. Una fascia di vegetazione a felci precede un terrazzo sommitale su cui sembra appoggiatala cuspide rocciosa del Pizzo Damino. E' possibile raggiungere la croce commemorativa di vetta seguendo verso sinistra un'ampia cengia di piode e blocchi accatastati. Per proseguire - abbandonata la segnaletica ben visibile in direzione del Lago del Grillo - si sale ai prati alti dell'Alpe Damino: da qui è necessario traversare verso est lungo una debole traccia nell'erba alta (alcuni bolli di vernice sbiadita). Dopo un centinaio di metri si entra in un umido bosco di abeti e larici: il sentiero diventa ben tracciato e segnalato nel lungo traverso a saliscendi verso Pesceda, un gruppetto di tre baite ombreggiate da ippocastani. Ci si presenta un bivio: si tralascia la direzione a monte (di nuovo verso il Lago del Grillo) per cominciare a divallare rapidamente lungo i prati del "monte" (localmente inteso più o meno come maggengo). La discesa è spesso a picco - come usa da queste parti  - lungo scalinate di pietra per la linea di massima pendenza. In questo modo, dopo un secondo alpeggio, qualche baita isolata, l'attraversamento di un rivo e una nuova fascia di castagneto, ci si ritrova sulla strada asfaltata (proseguimento di quella abbandonata presso Uschione) che segna l'inizio della Traversata dei Monti (http://www.hikr.org/tour/post94251.html)
Dall'altro lato della strada il sentiero riprende e scende fra le abitazioni di Uschione: passando davanti al "Circul" e al campanile, si rintraccia la splendida mulattiera gradinata e acciottolata che, serpeggiando a lungo nella selva, scende fino al terrazzo panoramico Belvedere di Chiavenna. Tralasciando a destra il ramo di sentiero che scende in città passando per la località "Deserto", si intraprende la traversata verso sinistra che in breve va ad incontrare il piano inclinato risalito all'andata, da cui si segue il percorso già conosciuto.

Hike partners: cai56, chiaraa


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