Gran Rossa (2866 m)


Published by Arbutus , 24 June 2017, 19h46.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:17 June 2017
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 6:00
Height gain: 1100 m 3608 ft.
Height loss: 1100 m 3608 ft.
Route:Circa 12 km.
Access to start point:La strada per la valle di Champorcher si stacca dalla SS26 subito dopo il Forte di Bard; seguirla fino alla località Petit Mont Blanc (direzione Dondena), e poi imboscare la macchina dove si riesce (di domenica il posteggio può rasentare la difficoltà T6).
Access to end point:Idem.
Maps:http://geonavsct.partout.it/pub/geosentieri/

Escursione impegnativa di grande soddisfazione alla Gran Rossa, adrenalinica vicina di casa del ben noto Mont Glacier e molto meno frequentata. Consigliatissima agli amanti del ravanage.

Si può partire un po' ovunque dalla strada sterrata che collega Petit Mont Blanc a Dondena; io sono partito dall'attacco del sentierino non ufficiale per il Lago Muffé perché è lì che sono riuscito ad imboscare l'auto, dopo un grottesco episodio descritto in appendice. Partire da Dondena è teoricamente più logico ma la strada ha un fondo dissestato che richiede una media di un litro di carburante ogni 4 km.

Si arriva al sentiero 9c e lo si usa per raggiungere il Lac Raty. Si scavalca la dorsale ad ovest del lago e si raggiunge il Lac Giasset, perdendo quota. Chi parte da Dondena, invece, arriva direttamente al Lac Giasset da ovest. Fino qui, è tutto T2.

Si sale a naso verso il Colle Nord-Est della Gran Rossa, che è il più a destra dei due intagli che separano il Mont Glacier dalla Gran Rossa. Si sbuca sulla cresta appena ad est rispetto al Colle Nord-Est della Gran Rossa (dove si trova un ometto assai imponente). Fino qui siamo sul T3+.

Il primo tratto della cresta ovest della Gran Rossa è  T4; superando alcuni passaggi di I grado, si arriva in fretta ad un grande pianoro. Abbiamo finito di cominciare.

Inizia adesso l'ostico secondo tratto della cresta ovest, il cui superamento è d'uopo per il raggiungimento dell'ometto di vetta. Bisogna superare una serie di passaggi abbastanza esposti e, in un paio di punti, risulta opportuno perdere leggermente quota sul lato nord per limitare le difficoltà al II grado. Bel tempo, roccia asciutta, passo sicuro, calma piatta, e assenza di vertigini sono d'obbligo per superare questo tratto, che è un T5 pieno. Per maggiori informazioni, vedasi il testo di riferimento [1], disponibile anche tramite preview gratuita su Google Books; tale testo classifica la cresta come PD, peu difficile in francese e porcoddinci in toscano.

Dalla cima, il panorama è a dir poco maestoso, con Cervino e Monte Rosa che fanno da padroni e la pianura piemontese che fa capolino all'estremità della Vallée.

La cresta est è decisamente più facile (T4). Non l'ho traversata integralmente fino al Col Pisonet perché ho individuato un'interessante e abbordabile via di discesa sul lato sud che permette di raggiungere la panoramica cresta divisoria tra i bacini di Lac Raty e Lac Giasset. Siamo ancora intorno al T4 con un passaggino chiave (canalino ripido e leggermente franoso da fare in discesa) che sta in bilico tra T4+ e T5-.

Ho poi percorso integralmente la crestina fino al Col Giasset (T3+), dove ho ripreso il 9c in direzione est (T2 da qui in poi). Arrivato di nuovo al Lac Raty (nuotatina obbligatoria), ho imboccato il 9a per raggiungere la strada tra Petit Mont Blanc e Dondena nei pressi della località Chapy. Qua ho potuto usufruire di un passaggio da due gentilissimi escursionisti del Canavese per tornare alla macchina.

Appendice.

Al mattino, arrivato all'attacco del sentiero per il Rifugio Barbustel, mi trovo bloccato in un mini-ingorgo. Spengo il motore ed entro in modalità zen. Da una delle 4 auto che vedo bloccate davanti alla mia, esce un giovanotto che, con fare preoccupato, annuncia agli amici nelle altre 3 auto che non si può proseguire.
Al che chiedo se c'è una frana, un incidente, uno sbarco di alieni, o comunque un motivo per cui la strada è interrotta. "No," mi risponde il tipo, "ma finisce l'asfalto e la strada è sterrata." Piano piano, sono riuscito a farmi strada mentre loro prendevano le misure per fare inversione di marcia. Mantenendo la mia flemma zen, ho resistito la forte tentazione di invitarli ad accendere i fari perché, dove li volevo mandare io, non ci si vede senza.

Fonti bibliografiche.

[1] G. Berutto e L. Fornelli, Guide ai Monti d'Italia - Emilius - Rosa dei Banchi, CAI - TCI

Hike partners: Arbutus


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