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Gamma 1, la fabbrica dei super poteri


Published by lebowski , 18 May 2017, 15h59.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:14 May 2017
Via ferrata grading: PD
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:30
Height gain: 700 m 2296 ft.
Height loss: 700 m 2296 ft.
Access to start point:Lecco, funivia piani d'Erna

 

Solo  ragni e astronauti camminano sulle pareti, gli altri arrampicano.
Tuttavia in alcuni casi la realtà dilata i suoi confini fino a modificare le sue stesse  leggi, compresa quella di gravità. Ognuno di noi ha pensieri sospesi, di quelli che si intricano come un gomitolo tra le zampe di un gatto. E' sempre più difficile nella vita moderna trovare un momento per meditare e riordinarli, ovviamente partendo dal presupposto che se ne senta il bisogno. Non è detto che il luogo migliore per questa pratica sia una stanza silenziosa seduti su di un comodo cuscino inalando il profumo di una candeletta di incenso fumante.Trovo che anche nella salita di una via ferrata ci siano momenti adatti a questa attività psichica.

Il vero catalizzatore di questa pulizia cerebrale risiede nella concentrazione, condizione indispensabile per la progressione sulle  verticalità di queste vie che portano sulle cime. La montagna ci viene ancora una volta in aiuto. Mentre su un sentiero si può camminare in modo spensierato, anche se mai distratto, sulle vie ferrate la nostra mente deve essere sempre attenta e pronta; per non sbagliare una sequenza di assicurazione con i  moschettoni, trovare l'appiglio migliore per mani e piedi o nell'importante dosaggio delle forze.
Allora perché non approfittare di questo stato di abbondanza adrenalinica per non esplorare noi stessi?
Il pensiero puro, per realizzarsi nella sua completezza, deve uscire dal nostro intimo. Solo la liberazione dell'idea la rende concreta e assimilabile. Decifrare il linguaggio della roccia seguendo la nostra via costituisce un valido presupposto perché ciò accada.

Attaccato a una scala sospesa nel vuoto con l'odore del ferro zincato che sale nelle narici o appiattito come un lichene sul fianco della montagna. In questi momenti di delicato equilibrio la mia mente ha vagato veramente libera. Nelle condizioni precarie, come in parete, il flusso dei pensieri è così intenso che può radiografarci l'anima. Alle spalle il lago, presenza costante con le sue sponde brulicanti di vita. Sulle rive la città con il suo carico di rumore, asfalto e competizione testosteronica. Una vera e propria fiera degli eccessi. Nell'arrampicata  invece conta l'essenzialità. Nello zaino trova posto solo ciò che è realmente utile, una sintesi degli orpelli fisici e non che ci portiamo dietro ogni volta che usciamo dalle nostre case.
Il viaggio mentale, oltre alla leggerezza, ha il grande privilegio della velocità. Il pensiero è un impulso che viaggia lungo le fibre nervose del corpo alla velocità massima di circa 248 km/h.
Ma questi sono dati utili solo a sofisti o ad ingegneri pignoli. Anche se è un'attività elettrica, quindi soggetta alla legge dell'elettromagnetismo, il pensiero è principalmente capacità di astrazione, creazione di collegamenti e associazioni di immagini a loro implicazioni concrete. In questo il nostro cervello è certamente superiore alla stessa velocità della luce, perché sa creare e distruggere mondi interi o galassie in un nanosecondo.

Un passo dopo l'altro, ha un unico ordine oggi: salire. 
Una trazione laterale alternata a una frontale, la punta dello scarpone a guadagnare ogni gradino naturale, le dita tese ad esplorare ogni più piccola fessura nella parete. Nella salita su roccia ogni gesto deve essere funzionale prima che estetico. Tuttavia se eseguito da chi ha sicurezza ed esperienza assomiglia ad una danza antica, ricca di sinuose movenze.
Negli intervalli, tra una battuta e l'altra con i compagni di ascensione, ho trovato naturale spingere la mente in luoghi lontanissimi e subito ritornare a pochi centimetri dai miei occhi. Domandarmi ad esempio con quante difficoltà uomini con grandi capacità hanno innestato queste catene, che ora mi regalano la possibilità di salire dove senza di esse non riuscirei. Oppure facendo un salto oceanico, chiedermi come due uomini senza capacità apparenti, tranne quella di avere capigliature improbabili, siano presidenti di nazioni al comando di potenze nucleari.

Qualcuno mi chiama, il genio del viaggio mi riporta istantaneamente attaccato alla parete.
La prima metà della ferrata è stata percorsa in un sostanziale silenzio, adeguato sottofondo per la riflessione. Nel secondo tratto della Gamma 1 le sperimentazioni sociali si sono ramificate e godo di capacità che non avrei in condizioni normali. Una sorta di super potere mi ha lasciato cogliere una forma di realtà amplificata, come mi avesse morso un ragno radioattivo o qualcosa di simile. Ho capito che è possibile salire in braille, solo con il tatto. Intuizione rivelata dalla simpatica compagna di ferrata che mi precedeva, impeccabile nel descrivere con tono chiarissimo e millimetrica precisione ogni suo movimento sulla parete. Talmente convincente che in alcuni momenti sono stato tentato di salire ad occhi chiusi.

Le facoltà straordinarie derivate dalla concentrazione non coprono però tutte le difficoltà della via ferrata. Mi accorgo con molta sorpresa che le climbers di sesso femminile sono particolarmente preoccupate dall'attraversamento di un ponte tibetano.
Possibile? E dire che entrano con scioltezza in quei luoghi del dolore che prendono il nome di "Centro estetico", dove è risaputo che avvengano torture inenarrabili.
"Si arrampica con lo scheletro e con la testa, non con le braccia", diceva il mio istruttore tanti anni fa. Grazie ai nuovi poteri della concentrazione ci sono riuscito bene stavolta, nonostante gli oltre ottanta chilogrammi di zavorra che devo sollevare. Siamo sotto la croce di vetta, il giro di pacche sulle spalle di congratulazione con i compagni di salita resta sempre uno dei momenti più belli. La solita euforia dopo l'arrivo è alimentata da una imprevista prelibatezza. Scopro che la grappa al prugnolo è buonissima, credo che potrei diventarne dipendente. Non c'è un bar sulla cima, mi è stata offerta da un compagno di ferrata dall'aria un po' inglese, che fumava elegantemente la pipa sotto la croce di vetta. Inizio già a creare il sogno della prossima giornata in montagna, la salita è una fabbrica di super poteri. Non so descrivere questo istante. Perché cercare di ridurre in parole i sogni è come tagliare la pizza con la motosega. Possibile, ma senza ottimi risultati.



soundtrack: Gabor Szabo   "Dreams"

https://www.youtube.com/watch?v=gr0XWmEbiMQ 
 


 

 

Hike partners: lebowski


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Comments (11)


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Barbacan says: Ad maiora
Sent 18 May 2017, 16h01
Mi mancavano i tuoi poetici report, bentornato!!

lebowski says: RE:Ad maiora
Sent 18 May 2017, 19h29
Grazie Alberto, ogni tanto ci vuole una pausa per ricaricare le batterie no? Questa ferrata è una passeggiata rispetto alle tue arrampicate, ti guardo da lontano!

Angelo & Ele says: COMPLIMENTI VERI...
Sent 18 May 2017, 17h17
...al tuo modo di scrivere e di giocare in profondità con le emozioni e le parole.

Mi ritrovo al 100% nelle tue parole sulla possibile, ed auspicabile, relazione tra gesto motorio in parete, respirazione profonda e percezione del vero IO attraverso una naturale ed innata (ma ormai dimenticata..) attività meditativa attiva...

Un grandissimo ed elegantissimo climber-alpinista italiano diceva sempre una cosa verissima:

"Fammi vedere come arrampichi e ti dirò chi sei..."

Questo veritiero e introspettivo concetto vale per i giovani.. per gli anziani.. per chi non ha mai arrampicato.. per le persone con una grande sicurezza.. per i timidi.. per i furbi e disonesti.. per chi è sempre sincero.. per chi è un esteta.. e per chi è profondamente introspettivo.

Ciao e Buone Montagne a Te...

Angelo

lebowski says: RE:COMPLIMENTI VERI...
Sent 18 May 2017, 19h39
Ti ringrazio per l'apprezzamento, è una soddisfazione constatare di aver trasmesso qualcosa attraverso le parole. La ricerca del gesto perfetto, che trae molta influenza dalle arti marziali e altre discipline orientali, è un insieme di educazione fisica e mentale.
Applicarlo ad ogni nostra attività, come nell'arrampicare su una parete è un esercizio che migliora di molto la nostra percezione del mondo, dei nostri limiti e di come capire se li possiamo superare.
Con la fatica addosso diventiamo veramente noi stessi.

Ciao e buone salite

Luca

Angelo & Ele says: RE:COMPLIMENTI VERI...
Sent 18 May 2017, 21h14
Grazie a Te Luca.. e da questa tua risposta percepisco che probabilmente anche tu hai praticato o pratichi le stupende Arti Marziali, o sbaglio...?!

Io, taaaanti anni fà ho praticato con tanta passione ed entusiasmo lo stile SHAOLIN per ben 10 anni...

Ariciaooo....

lebowski says: RE:COMPLIMENTI VERI...
Sent 19 May 2017, 11h48
No, non ho praticato nessuna delle arti marziali, è uno dei miei rimpianti. La conoscenza del pensiero orientale, attraversando in diagonale zen, scrittura, arte ed estetica è una mia antica passione. Mi affascina il loro approccio alle gradi sfide della vita, che tende a rendere essenziali anche le situazioni più complesse.
Un mio insegnante ripeteva sempre di prendere il meglio da ogni cultura e adattarlo alla propria, creandone una più ricca. E' quello che cerco di mettere in pratica.
ciao

Angelo & Ele says: RE:COMPLIMENTI VERI...
Sent 19 May 2017, 12h04
Belle passioni, bravo Luca...

Oltre alla pratica dello Shaolin, per tanti anni (e un pò tuttora) ho avuto anche io la passione per le filosofie orientali (Taoismo in particolare)

Ciao e buon tutto...

Daniele66 says:
Sent 18 May 2017, 20h32
Resta sempre una gran bella salita e.....non x tutti Complimenti Daniele66

lebowski says: RE:
Sent 19 May 2017, 11h51
Vero. Le numerose scale penalizzano chi ha qualche problema di vertigine in effetti, costringendo spesso a staccarsi dalla parete.
Diventa una buona sfida a quel punto, per vincere la paura.

Ciao e grazie

Menek says:
Sent 18 May 2017, 22h20
Seguendo il tuo scritto per un attimo ho pensato che ogni ferrata sia fattibile, poi pensando a Kim & Donald il mondo mi è crollato addosso ed anche due passi di I° mi sembrano impossibili da affrontare...
Menek

lebowski says: RE:
Sent 19 May 2017, 11h55
E'' proprio perché ci sono Kim e Donald che bisogna togliersi il gusto di affrontare nuove sfide.
La differenza tra noi e loro è che ogni ferrata è fattibile, in funzione delle nostre capacità, invece i due "capelloni" pensano e agiscono senza avere le doti per farlo!

Ciao


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