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Domodossola e Villadossola


Published by paoloski Pro , 22 June 2016, 09h33.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:19 June 2016
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Access to start point:Varese, autostrada A8 poi A26 in direzione Sempione, poi SS233 con uscita a Domodossola Sud, da qui seguire le indicazioni per il centro. A Domodossola si trovano diversi parcheggi, all'ingresso del santuario del Sacro Monte si trova un parcheggio interrato. Su www.sacromontecalvario.it si trovano tuttele notizie per le visite guidate tanto al Sacro Monte che a san Quirico.
Accommodation:Vari alberghi in Domodossola.

Tempo incerto, mal di schiena che si trascina...forse è il caso di prendersi una pausa. Di stare a casa però non se ne parla per cui decidiamo di andare a Domodossola per vedere la mostra di Fritz Osswald, ospitata fino al 2 Ottobre nella centralissima Casa De Rodis. A questo abbineremo la visita al Sacro Monte e a qualche chiesa romanica.
Partiamo con calma e poco dopo le 10 siamo a Domodossola, parcheggiamo appena fuori dal centro e ci avviamo a piedi in direzione della Piazza del Mercato. Saranno vent'anni almeno che non ci torniamo e siamo piacevolmente sorpresi dalla pedonalizzazione del centro storico: ce lo ricordavamo entrambi pieno di auto ed in uno stato di degrado notevole.
Prendiamo un caffè in uno dei bar della piazza e poi entriamo a Casa De Rodis, l'ingresso gratuito non può che far piacere insieme alle spiegazioni della curatrice della mostra che ci lascia poi comunque liberi di visitare per conto nostro e con tutta calma l'esposizione.
Pittore misconosciuto oggi quanto famoso in vita, Osswald è veramente una piacevole scoperta: quadri di montagna, perlopiù rappresentanti paesaggi innevati, uno dei soggetti che più si prestano a divenire stucchevoli, trattati invece con grande maestria tecnica e artistica
La ristrutturazione del palazzo poi è veramente ben fatta e l'ambiente accogliente.
Usciti da Casa De Rodis ci rechiamo a visitare la vicina parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio, oggi, fra l'altro, addobbata a festa, per i nostri gusti è fin troppo grande ed un po' fredda ma conserva un bel  portale romanico affiancato da affreschi, alcuni quadri interessanti ed un eccezionale altorilievo con le gesta di Carlomagno.
Usciti ci perdiamo per le vie del centro ammirando le tante belle case, piazza Fontana, il Palazzo Della Silva ben restaurato (anche se il museo che trova posto al suo interno con disappunto nostro e di molti turisti, oggi è chiuso), vi sono ancora diversi angoli rimasti intatti con sporti in legno e in pietra.
Appena fuori dal centro c'è la citta ottocentesca, attraversata dalla strada napoleonica diretta al Sempione, strada per la cui costruzione furono abbattuti diversi edifici fra cui, addirittura, il castello.
Ci avviamo verso il Sacro Monte ma prima facciamo una visita alla Madonna della Neve, piccola chiesa ricostruita nel '600 dopo aver subito danni notevoli per un'esondazione del torrente Borgna. All'interno, sull'altare, una bella Madonna tardogotica affiancata dai Santi Gervasio e Protasio e da una predella con Apostoli cinquecenteschi.
Saliamo al Calvario passando in successione le cappelle, non sono architettonicamente ricche, grandi e variate come quelle del Sacro Monte di Varese ma sono comunque piacevoli ed interessanti. La tipologia è più simile a quella del Sacro Monte di Ossuccio, come queste sono state costruite in un lungo periodo di tempo: da metà del '600 ai primi del '900. 
Le prime tre cappelle sorgono nella parte bassa, vicino al Collegio Rosminiano, poi ci si alza lungo un percorso a rizzata affiancato da ampi spazi boscati. Fra la sesta e la settima cappella c'è un notevole iato che sale fra prati e boschi infine si arriva alla zona sommitale dove si trovano le ultime cappelle, il santuario ed il convento, più su ancora i resti dell'antico castello di Mattarella. La zona è veramente tranquilla e le cappelle e le statue sono di buona fattura anche se alcune avrebbero urgente bisogno di restauri. Dopo la visita al santuario, che ospita le ultime tre scene della Passione, saliamo alla quindicesima, quella della Resurrezione, e quindi ai resti del castello. Da una terrazza si ha una magnifica vista su Domodossola e sulle montagne intorno. È ora di pranzo per cui ci rechiamo al Circolo ACLI Santa Croce che si trova poco distante dal santuario.
Cucina ottima, posto piacevole con tavoli sia all'aperto che all'interno e prezzi decisamente accettabili.
Al momento di pagare chiedo notizie sulle modlità di visita alla chiesa romanica di San Quirico che sorge poco sotto il Calvario. I gentilissimi gestori mi indirizzano a due altri avventori del ristorante che risultano essere Umberto De Petri eLuca Paciello, autore e fotografo del libro "Chiese e oratori dell'Ossola" e che non solo hanno le chiavi di San Quirico ma si offrono di accompagnarci e farci visitare la chiesa.
Detto fatto: scendiamo in auto con loro e possiamo così approfittare di un'autentica visita guidata con notizie sulla storia del sito ed una illustrazione veramente esauriente degli affreschi al suo interno. Infine veniamo anche riaccompagnati in centro Domodossola dove si trova la nostra auto!
Ripresa l'auto ci spostiamo a Villadossola, che non conosciamo assolutamente. Parcheggiamo fuori dal centro abitato e ci dirigiamo verso la parrocchiale di San Bartolomeo, considerata il più bell'esempio di architettura romanica della valle, caratterizzata da una magnifica torre campanaria di sette piani risalente al XII secolo.
Purtroppo la chiesa è chiusa e dobbiamo limitarci ad ammirare l'esterno, la costruzione mostra chiaramente le aggiunte e le trasformazioni del 1610 che comportarono l'allungamento della navata centrale, l'aggiunta delle navate laterali e lo spostamento in avanti della facciata. Nelle pareti si può vedere come siano stati riutilizzati i materiali della chiesa primitiva. Notevoli sono il timpano ed il rosone del vecchio ingresso. 
Ci avviamo verso il centro della cittadina che si rivela essere un autentico insieme di "gioielli" architettonici degli anni '60 e '70 del secolo scorso. Studiando una cartina ci dirigiamo verso la chiesa di Santa Maria Assunta in località Piaggio, un tempo forse discosta dall'abitato ma ormai conglobata in esso. La chiesa è piccola ma singolare: è caratterizzata da due absidiole e risulta essere sopraelevata su un analogo edificio dalle stesse caratteristiche. In tempi remoti infatti il vicino torrente la sommerse e la nuova chiesa fu costruita al di sopra della vacchia. È aperta...entriamo: una navata quasi quadrata affiancata da un'aggiunta seicentesca, quello che ci colpisce immediatamente sono però le due absidiole: in una vi sono degli affreschi del XIV secolo, una serie di Santi con degli incredibili occhi scuri, nell'altra absidiola vi è l'altare con una statua della Madonna sopra una notevole predella con una suggestiva Natività. La porta della cripta è chiusa per cui non è possibile ammirare gli affreschi che vi si trovano.
Ora non ci resta che dirigerci a quel che resta della chiesa di San Maurizio, il campanile è già visibile da qui visto che sorge su un'altura. Vi accediamo risalendo una ripida scalinata, della chiesa, orientata, non rimane che il bel campanile del XII secolo e pochi muri perimetrali, sulla parete Est una moderna crocefissione si armonizza bene con la struttura che appare comunque in uno stato di abbandono miserevole, con erba e rifiuti tutt'intorno.
Vista l'ora decidiamo di tornare, passiamo per i giardini lungo il torrente, ripassiamo da San Bartolomeo e raggiungiamo l'auto.

Hike partners: paoloski, annna


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Comments (1)


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Menek says:
Sent 22 June 2016, 11h01
Una bella panoramica di foto!


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