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Cima di Lago Spalmo Centrale e Orientale


Published by Andrea! , 6 April 2016, 17h58.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 2 April 2016
Ski grading: AD
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 1500 m 4920 ft.
Height loss: 1250 m 4100 ft.
Route:16,6 km a/r
Access to start point:Arnoga, lungo la strada che da Bormio porta a Livigno.
Access to end point:Rifugio Dosdè, Val Viola.

In questo weekend ci spingiamo in alta Valtellina, per la precisione in Val Viola Bormina: una valle laterale della Valdidentro, per intenderci, quella che da Bormio porta a Livigno.
La stradina ancora innevata ci costringe a lasciare la macchina ad Arnoga per poi affrontare un tratto di circa 6 chilometri con poco più di 200 metri di dislivello, per raggiungere il Rifugio Dosdè ed entrare nel "vivo" della Val Viola.

Scambiamo quattro chiacchere con il "famoso" rifugista e guida alpina per valutare la meta di giornata, indecisi se andare al Dosdè o alla Cima di Lago Spalmo. Partiti con l'idea di fare il primo, alla fine del pianoro dopo il rifugio decidiamo che di sviluppo oggi ne abbiamo fatto abbastanza e puntiamo alla più diretta Cima di Lago Spalmo.

Il bel catino dove si svolge la parte alta del percorso è proprio di fronte a noi, ben visibile e sembra molto invitante per una bella sciata. Superiamo i primi dossi facendo noi la traccia per poi collegarci a quella di un solitario che incontriamo mentre sta scendendo.

La situazione neve non è il massimo, il vento dei giorni scorsi ha portato un discreta quantità di sabbia africana, l'altro ieri ha piovuto anche a quote alte e il caldo generale pensa a fare il resto. Comunque sia saliamo su una crosticina che si rompe facilmente al nostro passaggio ma il peggio arriva negli ultimi 300 metri quando un formidabile zoccolo ci fa penare ogni passo in salita. A pause alterne ci fermiamo per tentare di limitare i danni con un po' di sciolina per le pelli e a rimuovere lo zoccolo bastardo ma tutto ciò non sembra essere efficace e quindi dobbiamo rassegnarci a tribolare ad ogni passo.

Arrivati faticosamente a pochi metri dalla vetta, decidiamo di salire a piedi per fare prima. Mentre aspetto i miei compagni l'occhio mi cade sulla vicina cima Orientale, poco più alta che sembra raggiungibile a piedi lungo la cresta.

Indosso i ramponi e prendo la picozza e parto per la seconda vetta mentre i soci, declinando l'invito a seguirmi, mi attendono al riparo dal fresco venticello. La cresta ha una prima parte più rocciosa in leggera discesa (con qualche breve passaggio un pochino esposto) per poi diventare più nevosa e in salita. Fortunatamente qui la neve è dura e non ci metto molto ad andare e tornare agli sci, dove ci sono i compagni che gentilmente mi hanno aspettato prima di scendere.

Fatti i vari preparativi partiamo per la discesa affrontando il primo pendio bello ripido, cosa che in salita era passata "in secondo piano", impegnati a litigare con lo zoccolo. La neve si presenta pesante ma morbida e si riesce a fare una discreta sciata. Più sotto il caldo ha sciolto la crosticina che avevamo trovato in salita e si riesce quindi a fare qualche bel curvone, sempre con neve pesante.

Raggiunta la piana non ci resta che spingere su neve sfondosa fino al rifugio, dove ci attende un'ottima accoglienza, un'atmosfera tranquilla (presenti noi e un altro gruppo di quattro ungheresi) e un'ottima cena.

Hike partners: Andrea!


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Comments (2)


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Daniele66 says:
Sent 6 April 2016, 21h17
Bella di prim'ordine peccato x il meteo Daniele66

Andrea! says: RE:
Sent 7 April 2016, 16h37
Tutto sommato il meteo non è stato così male, un po' nuvoloso ma buona visibilità.
Il bel pendio finale ... merita!!
A.


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