Tremorgio e Leit, capanne e laghi, da Rodi Fiesso


Publiziert von Angelo63 , 14. August 2015 um 18:46.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:11 August 2015
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Campolungo   Gruppo Poncione di Vespero 
Zeitbedarf: 6:15
Aufstieg: 1350 m
Abstieg: 450 m
Strecke:Rodi stazione funivia - Lago e Capanna Tremorgio - Alpe Campolungo - Passo Vanit - Capanna e Lago Leit - Alpe Campolungo - Capanna Tremorgio - ritorno a Rodi con funivia
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2 direzione Gottardo, all'uscita di uscita Quinto prendere a sinistra passando sopra l'autostrada; allo stop a sinistra. Proseguire in direzione sud dove il primo abitato che si incontra è quello di Fiesso. Poco oltre, sulla destra, sono visibili le indicazioni che segnalano la stazione della funivia dove è possibile parcheggiare gratuitamente.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Dalla capanna Tremorgio si raggiunge in 2 minuti la stazione a monte della funivia. Costo 15 franchi solo andata e 20 franchi per andata e ritorno. Altre info, qui: http://www.capannatremorgio.ch/teleferica.html

Uscita in solitaria per visitare 2 laghetti e le relative capanne in alta Val Leventina. Giornata ben soleggiata con l’apparire, nelle ore più calde, di qualche nuvola che ha piacevolmente “ombreggiato” il percorso.
Parcheggiata l’auto nei pressi della stazione a valle della funivia Rodi/Fiesso – Tremorgio decido di intraprendere la salita a piedi anziché usufruire dell’impianto di risalita.
Sono le 8.50 quando mi incammino. Ritorno sulla cantonale per imboccare, sotto al ponte dove scorre il riale emissario del lago Tremorgio, la strada che porta alle abitazioni di Fiesso Sopra. Dopo circa 300 metri abbandono il tratto asfaltato per iniziare a risalire il bosco su ampia mulattiera, sempre in ombra, costeggiata dapprima da noccioli e più avanti da larici e abeti. Su questo percorso si svolge annualmente una corsa in salita della lunghezza di 5,5 km per un dislivello di 910 metri.
L’umidità si fa sentire anche perché probabilmente nella notte, se non addirittura di primo mattino, qui ha piovuto.
Dopo circa un’ora di cammino il bosco si dirada leggermente e – in corrispondenza del passaggio delle Cassine di Venn e, poco oltre, di un traliccio che sostiene l’impianto – posso iniziare a stimare quanto manca ancora all’imbocco della conca dove dovrebbe essere posizionato il laghetto. Passate 2 ore dall’inizio dell’escursione inizio a sentire il vociare delle persone che hanno raggiunto la stazione a monte della funivia e nei pressi di un masso dove sono riportate le indicazioni di 300 mt (credo sia la distanza che resta da percorre nella corsa in salita) sosto 5 minuti per una banana e per un cambio di maglia; quella che indosso è infatti sudatissima.
Alle 11 raggiungo la conca del lago Tremorgio, di un bel colore blu che contrasta con i prati che vi digradano e le pareti rocciose che in alcuni tratti vi fanno da cornice. In 5 minuti raggiungo anche la capanna Tremorgio, al momento non ancora affollata.
Considerato che la parte più noiosa dell’itinerario dovrei avermela messa alle spalle, decido di proseguire in direzione della capanna Leit.
Seguo il sentiero sterrato che sale, dapprima in diagonale e poi per secchi tornanti più ripido, sotto la sovrastante Cima di Filo e man mano che mi alzo di quota posso ammirare, alla mia destra, il bel cratere dove è posizionato il lago Tremorgio; ho utilizzato impropriamente il termine cratere perché da qualche parte ho letto che, contrariamente a quanto si potrebbe ritenere, il lago non è di origine vulcanica.
Lungo il sentiero davanti a me, nell’ultimo tratto sale con moderata pendenza in diagonale, posso già riconoscere la sagoma affilata del Pizzo del Prévat ed alle 11.50 raggiungo la verdeggiante piana dell’Alpe di Campolungo.
Anziché proseguire lungo l’alpe decido di seguire il sentiero, in direzione sud, che in 15 minuti mi consente di arrivare al Passo Vanit dove è di gran sollievo l’arietta che si sente; qui alcuni escursionisti si sono fermati per la sosta pranzo, mentre sull’altro versante della vallata credo di riconoscere l’abitato di Dalpe.
Non mi resta ora che procedere su sentiero a mezza costa che passa tra massi con i segnavia bianco rossi e con tutta la piana dell’Alpe di Campolungo alla mia destra.
Inizio ad essere un poco stanco quando provvidenzialmente mi appaiono le bandiere che segnalano la presenza della capanna Leit dove arrivo alle 12.40, dopo 2h45m di marcia, 1h5m di soste ed aver percorso 8,9 km.
Mi posiziono per il mio pranzo su uno dei grandi e lisci massi posti nelle vicinanze della capanna, con vista su Pizzo del Prévat, Passo di Campolungo e Pizzo Meda caratterizzati, come del resto la zona del Passo Vanit, dalla presenza di vasti depositi di dolomia saccaroide; il cielo si annuvola un po’ e l’ombra si alterna agli sprazzi di luminosità.
Terminato il pranzo risalgo leggermente oltre la capanna per raggiungere le rive del lago Leit e per fare qualche foto. Ritorno alla capanna dove gli ospiti che vi hanno sostato per il pranzo se ne andando e chiedo una birra; ahimè arriva non troppo fresca……. bastava forse tenerla immersa nell’acqua della fonte esterna…….
Riprendo il cammino alle 14 e, come la gran parte degli altri escursionisti che ho visto partire da qui, scendo in direzione dell’Alpe Campolungo. Il giro è leggermente più lungo ma decisamente più agevole; in poco tempo si raggiunge infatti la piana superiore dell’Alpe e si procede quindi su sentiero contornato da prati  che sono solcati dal corso d’acqua che scende dal lago Leit.
Passata la cascina di Campolungo dove pascolano le mucche, arrivo alle 14.40 all’Alpe di Campolungo e qui mi ricongiungo al percorso che avevo seguito durante la salita.
Il sole nel frattempo ha ripreso il sopravvento e dall’alto il blu del lago Tremorgio appare ancora più intenso e merita un bel po’ di fotografie. Scendo il sentiero sterrato che mi porta in meno di mezz’ora alla capanna Tremorgio che ora è affollatissima di persone di tutte le età; numerosi sono i genitori con bimbi piccini, c’è da comprenderli, con tutto questo caldo.
Mi fermo una decina di minuti per rinfrescarmi alla fresca fonte d’acqua ed osservando che sul fondo valle si affacciano un po’ di nuvole dall’aspetto poco rassicurante, mi convinco che forse è meglio scendere sfruttando il mezzo di trasporto meccanico.
Alle 15.15 mi reco al vicino impianto a monte della teleferica ed attendo un paio di corse (la portata della cabina è di max 8 persone) prima di poter scendere in poco più di cinque minuti; non c’è che dire: comodissimo!!!
Il costo di una corsa è pari a 15 franchi che diventano 20 se si opta per la formula andata e ritorno.
 
Escursione che seppur caratterizzata da un buon dislivello (per scelta mia) si svolge tutta su sentieri in ottimo stato e con buone segnalazioni. Ideale anche per chi, meno allenato ad affrontare dislivelli, vuole sfuggire dal caldo della pianura anche se si deve tener conto che giunti in cima con la funivia è forse meglio allontanarsi dall’affollamento che inevitabilmente si genera al primo punto di sosta; le alternative però non mancano.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 13,7;
Tempo marcia: 4h;
Tempo sosta: 2h20m;
Ascesa: mt. 1.350 circa;
Velocità media in marcia: 3,4 km/h;
Velocità media totale: 2,1 km/h.

Tourengänger: Angelo63


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Kommentare (2)


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Menek hat gesagt:
Gesendet am 14. August 2015 um 20:36
Bè ti sei smollato il caldo della pianura e hai goduto da bestia! bella Angelo...

Angelo63 hat gesagt: RE:
Gesendet am 14. August 2015 um 22:09
beh, come non ammetterlo, Domenico.....è stato proprio così :))
grazie e buone montagne a Te e al fido Olmo
ciao,
angelo


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