Monte Magnodeno, Cresta della Giumenta, Cima del Fo


Publiziert von cosy , 16. Mai 2013 um 22:05.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:25 April 2013
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Klettersteig Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Strecke:Erve, Monte Magnodeno, Cresta della Giumenta, Cima del Fo, Passo del Fo, Capanna Alpinisti Monzesi, Fonte San Carlo, Erve
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Como, Erba, Civate, galleria del Monte Barro, uscita per Bergamo, Calolziocorte, Erve

A quanto pare queste saranno le uniche ore di sole in un gramo periodo di nubi e pioggia, ma il tempo è così magnanimo da concederle proprio in un giorno non lavorativo, così decido di tentare qualcosa di impegnativo (per me) ma che mi permetta di tirarmi indietro se non me la sento: grazie ad un recente post in rete individuo la Cresta della Giumenta, anche se mi mette un po' di apprensione leggere che qualcuno la percorre con l'imbrago...però sento che è il giorno giusto, devo almeno tentare.
Dopo essermi persa in Brianza, cosa che mi succede sempre quando vengo da queste parti, raggiungo Calolziocorte e da qui salgo ad Erve lungo una strada stupenda scavata nel fianco della montagna, proseguo fino alla frazione Costalottiere dove posteggio l'auto e cerco di capire dove comincia il sentiero, che troverò grazie alle indicazioni di un signore gentile; entro subito nel bosco, tappezzato di fiori e pieno di cinguettii, e dopo qualche incertezza incontrando dei bivi non segnalati sbuco finalmente nei pressi di un capanno di caccia ed ho il primo colpo d'occhio sul Resegone.
La primavera è ovunque, ci sono fiori che non ho mai visto e bombi indaffarati che svolazzano sull'erica , la temperatura è ottima e le gambe fiacche, ma mi godo ogni passo, trallallero trallallà!
Mi fermo a fare qualche foto ad una casetta poco sotto la cima del Magnodeno, circondata da cespugli di erica e da un prato che si sta riempiendo di genziane, chiacchierando con la proprietaria vengo a sapere che il merito di tutto questo rigoglio è del padre, un tenace ottantenne che si prodiga in faticosi lavori di pulizia e di mantenimento
La vetta del Magnodeno è affollata, al bivacco stanno cucinando e c'è gente spaparanzata sui prati a godersi, finalmente, il sole; la giornata non è limpida ma la vista è magnifica sui laghi, Lecco, Monte Barro, Moregallo, Grigne... faccio qualche foto poi chiedo informazioni a chi sta apparecchiando la tavola fuori dal bivacco, dove vengo rassicurata sulla fattibilità del percorso senza imbrago, così parto tranquilla, scendo il primo facile pezzetto con catene e mi avvio a girovagare nel bel boschetto di betulle, finchè mi trovo all'attacco della cresta vera e propria, al cospetto di un cartello che ribadisce la necessità di usare un kit da ferrata, ma mi fido di quello che mi hanno detto al bivacco e comincio a risalire su un pratone, al termine del quale trovo le catene che mi  aiutano a discendere un tratto  ripido su roccia un po'  scivolosa; da qui in poi è un susseguirsi di crestine esposte e molto esposte, passaggi dove ci si arrampica aiutati da catene e insidiose discese comunque ben protette dalla presenza di corde fisse.Le mie paure riguardo alle vertigini si stanno molto ridimensionando e comincio ad essere molto contenta e veramente entusiasta del panorama e raggiungo la croce di vetta dove mi scialo al sole per un bel po' mangiando biscotti e studiando quello che dovrebbe essere il pezzo critico del percorso, la salita ad un ultimo torrione che dovrebbe essere la cima del Fo.Dall'alto vedo un gruppo di persone in discesa e li sto a studiare, vedo anche il sentierino che aggira questo rilievo permettendo di evitare le difficoltà maggiori . Ai piedi del torrione mi fermo a chiacchierare con tre escursionisti che sono indecisi sul percorso e poi sceglieranno il sentiero basso, uno di loro gentilissimo si offre di accompagnarmi se mi sento insicura, lo ringrazio ma non sono mai stata così decisa, ci salutiamo e qui comincia il bello: dopo un primo tratto di rocce facili mi trovo a dover risalire un canalino, tribolo un po' per capire dove mettere i piedi (imbranata!) ma  mi diverto tantissimo...uscita da qui trovo ancora dei passaggi ripidi con catene, ma ormai sembrano quasi banali. Mi fermo in cima, contenta, ce l'ho fatta e senza neanche tribolare troppo...più in basso vedo sedute  le tre persone incontrate prima, forse stanno aspettando per assicurarsi che non mi sia successo niente, e io che mi sono fermata a fare fotografie! Li saluto gridandogli uno scherzoso "sono viva!" e poi mi siedo a gustarmi la soddisfazione... a ripensarci mi piace l'idea di me stessa sulla cima che esulto "sono viva", è esattamente e pienamente la straripante sensazione che provavo , lo so che non ho fatto niente di straordinario, ma fino a due annni fa non riuscivo nemmeno ad affacciarmi ad un balcone!
Con un tranquillo sentierino su prato raggiungo il Passo del Fo, affollatissimo, scendo brevemente verso sinistra per raggiungere la sorgente, bel posto ricco di fiori, e tornata al passo intraprendo la discesa verso il Rifugio Alpinisti Monzesi, da dove mi dirigo verso la Sorgente San Carlo costeggiando il torrente  con splendidi scorci su pozze e cascatelle. Attraversato il ponte del Bruco, in poco tempo sono all'agriturismo Due Camosci, da dove una stradina in parte cementata mi riport ad Erve... devo attraversare il paese e purtroppo anche risalire  fino alla frazione dove ho lasciato l'auto, da ricordare per una prossima volta.
Pubblico questa escursione con un bel po' di ritardo, sono ancora più lenta a scrivere che a camminare!


Tourengänger: cosy

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