Lago di Carì, Capanna Gana Rossa e Pizzo Bareta


Publiziert von peter86 , 13. Oktober 2011 um 16:08.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:12 Oktober 2011
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Molare 
Zeitbedarf: 5:15
Aufstieg: 900 m
Abstieg: 900 m
Strecke:Carì (1630 m) - Brusada (1959 m) - Lago di Carì (2256 m) - Rifugio Gana Rossa (2270 m) - Pizzo Bareta (2450 m) - Alpe di Vignone (1970 m) - Carì (1630 m)
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Milano autostrada per Chiasso, Bellinzona, San Gottardo, uscire a Faido. Da qui seguire per Carì

Uscire dall’autostrada del San Gottardo a Faido e seguire le chiare indicazioni per Carì.
Lasciamo l’auto in un grosso parcheggio sterrato dopo il campo da tennis e, seguendo i cartelli gialli, imbocchiamo il Sentiero del Montanaro.
E’ un bel sentiero che sale dolcemente in un meraviglioso bosco di abeti, seguendo più o meno la direzione della seggiovia, ma tenendosi abbastanza lontano da essa, in modo da non esserne minimamente disturbato. Ogni cento metri circa un cartello ci fa vedere la foto di un animale tipico della zona, dandoci anche qualche nozione su impronte, escrementi e uova di tali animali.
Raggiunta la stazione intermedia di Brusada (0 h 55) si esce dal bosco e si sale ora seguendo la pista da sci. E’ questo il tratto meno piacevole dell’escursione, in quanto si svolge in ambiente deturpato dagli impianti di risalita. Il panorama sul Pizzo del Forno e sul Pizzo Campo Tencia è comunque bello!
Raggiunto il Lago di Carì (1 h 50) ci appostiamo su una panchina che ci permette di ammirare lo specchio d’acqua proprio sotto di noi, sovrastato dal Pizzo d’Era, e in lontananza le vette innevate del San Gottardo.
Raggiunta poi la casermetta di arrivo della seggiovia (che finalmente ci lasciamo alle spalle, e non vedremo più, se non in lontananza) seguiamo le indicazioni per la Capanna Gana Rossa.
Per raggiungere la capanna si deve percorrere un lungo traverso, con diversi saliscendi, che permette di godersi il panorama sulla bassa Val Leventina, con l’abitato di Carì proprio sotto di noi, sul gruppo del Pizzo Campo Tencia, e sul Pizzo Molare.
In questo tratto il sentiero non è evidentissimo, bisogna quindi prestare attenzione ai segnavia, che sono comunque frequenti. Inoltre troviamo diversi rimasugli della neve caduta nel weekend, che ci rallentano parecchio.
Dopo un ultimo, breve, strappetto, si raggiunge la bella capanna (2 h 50), piccola ma accogliente.

Da qui decido di salire sul Pizzo Bareta per godermi anche il panorama sulla Val Blenio.
Devo dapprima raggiungere la Sella di Or Languosa (2359 mt), che già di per sé è un ottimo punto panoramico.
In questo tratto non c'è sentiero, devo quindi risalire i prati tenendo come punto di riferimento i tralicci dell’alta tensione.
La sella si raggiunge comunque senza difficoltà. Da qui, dopo aver ammirato da vicino l’aspra Cima di Gana Rossa, alla mia sinistra, punto invece alla cima alla mia destra.
Percorro un breve tratto in cresta, poi risalgo un ripido canalino in parte sassoso e in parte erboso.
Arrivato in cima al canalino percorro un ultimo tratto ripido in mezzo a massi non sempre molto stabili, tenendomi sul lato destro della cresta, che a sinistra è più esposta.
La cima è contrassegnata da un grosso ometto di pietra (3 h 15).
In realtà sulle carte come Pizzo Bareta è indicata tutta la cresta, formata da più cime. Quella che ho raggiunto è la cima quotata a 2450 mt.
Il panorama è superbo, la neve caduta pochi giorni fa crea intorno a me una corona di montagne bianche quasi a 360°!
Si vede tutta l’alta Val Blenio, da Olivone fino al Passo del Lucomagno, con il Lago di Santa Maria e tutte le cime più alte del Canton Ticino: Adula, Piz Terri, Piz Medel e Piz Rondadura dal lato bleniese, Campo Tencia e Basodino dal lato leventinese.
In lontananza anche i soliti, immancabili, giganti: Lauteraarhorn e Finsteraarhorn!
La discesa al Rifugio avviene per lo stesso percorso dell’andata, che a scendere è più insidioso che a salire. In molti tratti devo aiutarmi con le mani, sempre prestando la massima attenzione alla stabilità dei massi su cui poggio i piedi!
Per fortuna  il percorso è largo e mai esposto.
In breve arrivo alla sella e poi alla Capanna (3 h 40), dove riempio la borraccia alla sorgente e mi siedo al fresco all’interno della capanna, a prendere fiato e a mangiare qualcosa.
Per tornare a Carì seguiamo il sentiero che scende dapprima ripidamente fino al pianoro della Segna, poi dolcemente, attraverso i prati, fino all’Alpe Vignone (4 h 20).
Da qui un bellissimo sentiero nel bosco porta al villaggio di Carì di dentro, da cui, seguendo la stradina sterrata, si torna in breve a Carì e al parcheggio (5 h 15).
 
Nel complesso l’escursione è molto bella, solo l’ultima parte di salita al lago è un po’ rovinata dagli invadenti impianti di risalita.
Si cammina sempre in ambienti molto aperti e panoramici, o in un fresco e luminoso bosco di abeti. Per chi avesse poco allenamento, anche il semplice anello Carì – Lago – Capanna Gana Rossa, senza la salita alla cima, può essere un’ottima escursione, di livello T2.
Certo, il panorama dalla vetta, è di quelli veramente imperdibili!
Il percorso, a parte il tratto dal rifugio al Pizzo, è sempre ben indicato da cartelli e segnavia.

Tourengänger: peter86, laura1961


Galerie


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