Rifugio Bertacchi (2175 m) e Pass da Niemet (2295 m)


Publiziert von siso Pro , 26. Juli 2010 um 15:30.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:25 Juli 2010
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I   CH-GR 
Zeitbedarf: 4:15
Aufstieg: 410 m
Strecke:Parcheggio in località Suretta (1906 m) – Sella a quota 2106 m – Rifugio Bertacchi (2175 m) – Pass da Niemet (2295 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Semiautostrada A13, uscita Splügen – Passo dello Spluga – Monte Spluga – Suretta
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Bertacchi
Kartennummer:C.N.S. No. 1255 – Splügenpass - 1:25000; Meridiani Montagne, Spluga – Mesolcina – 1:40000; Kompass No. 92 – Chiavenna – Val Bregaglia – 1:50000; Trekking in Valchiavenna – Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna.

Escursione nell’alta Valle Spluga (detta anche Valle San Giacomo) in una giornata ventosa (ca. 40 km/h) e molto fredda, decisamente poco estiva.

 

Inizio dell’escursione: ore 8:00

Fine dell’escursione: ore 12:20

Temperatura alla partenza: 8,5°C

Temperatura al rientro: 9°C

 

Stimolato dalla bella pubblicazione “Meridiani Montagne: Spluga-Mesolcina”, Editoriale Domus, marzo 2010, decido di intraprendere una gita di perlustrazione a partire dal Lago di Monte Spluga.

Lascio l’auto in località Suretta, circa 650 m a nord della diga del lago. Una barriera impedisce il proseguimento ai non autorizzati. La temperatura rigida, ma soprattutto il vento freddo e le nuvole sulle cime più elevate scoraggerebbero chiunque. Non mi perdo d’animo e continuo sperando sempre in un miglioramento. Per la prima volta durante le escursioni del 2010 non produrrò nemmeno una goccia di sudore! Sarà una compensazione dei litri che, esattamente una settimana fa, ho perso nell’opprimente afa di Antalya; laggiù si sudava persino leggendo.

 

Seguo una comoda sterrata tracciata sul versante meridionale del Piz Spadolazzo (2722 m), che potrebbe costituire la meta odierna. Di tanto in tanto taglio i tornanti passando tra cespugli di rododendri, macigni e mucche al pascolo. A quota 2058 m raggiungo un bivio: a destra si scende verso il Lago degli Andossi, frequentato dai pescatori. Proseguo alla sinistra verso la sella a quota 2106 m. A nord noto dei muraglioni di sostegno, una strada sterrata e delle baracche poste su un cocuzzolo: probabilmente si tratta di una cava.

 

I segnavia indicano che da una parte si scende all’Alpe Macolini e Madesimo, dall’altra si prosegue verso il Rifugio Bertacchi e il Lago Emet. Abbandono la sterrata e seguo il sentiero C6 che attraversa, disegnando un arco e mantenendosi più o meno alla stessa quota, la testata della Valle dell'Acqua Grande. Ora lo sguardo permette di ammirare in basso la bella località turistica di Madesimo (1550 m) e sul versante opposto il Rifugio Bertacchi. Le cime, ricoperte di una spruzzata di neve fresca, sono parzialmente nascoste dalle nuvole.

 

Il sentiero deve superare per alcune decine di metri una “placconata” di rocce molto ripide. Delle catene passamano offrono sicurezza soprattutto in caso di neve o ghiaccio. Il punto chiave è pertanto facilmente superabile anche dalle famiglie con ragazzini.

A 2180 m di quota raggiungo la corona morenica che ha creato il Lago di Emet. Supero delle case tinteggiate di rosa, degli stagni e un brutto monumento costituito da un residuo bellico tricolore sormontato da una Madonna: un oltraggio al buon gusto. Trenta metri più in basso, il bel Lago di Emet ha la superficie increspata a causa delle folate di vento.

Di fianco al rifugio un piccolo rotore eolico trasforma energia meccanica in energia elettrica necessaria alla gestione della capanna. Suppongo che la resa energetica odierna sia particolarmente elevata.

 

Al Rifugio Bertacchi, del CAI, sezione di Milano, sono accolto da due simpatiche bambine. Esse attendono ansiose la mamma, scesa in città per recuperare un gattino. Una gentilissima ragazza di colore mi serve il caffè.

 

Il rifugio è dedicato al grande poeta della Valchiavenna, Giovanni Bertacchi (Chiavenna, 9 febbraio 1869Milano, 24 novembre 1942).


Fu docente di letteratura italiana presso l'Università di Padova dal 1916 al 1938, quando lasciò volontariamente l'insegnamento prendendo posizione contro il fascismo.

 

Sfoglio una guida alpinistica per leggere la descrizione dell’itinerario per raggiungere il Piz Spadolazzo (2722 m).

                             Lago di Emet (2144 m) e Rifugio Bertacchi (2175 m)


Intanto il vento non tende a placarsi. Indosso guanti e giacca a vento e mi avvio verso il Pass da Niemet (2295 m), posto sul confine tra Lombardia e Grigioni.

Al di là del Passo si scende verso Innerferrera (in romancio Calantgil, in italiano Ferrera di Dentro). Il passo funge pure da spartiacque tra Reno di Ferrera e Scalcoggia.

Il forte vento, il freddo e le nuvole in alto mi inducono a tornare sui miei passi: il Piz Spadolazzo può aspettare; sarà per un’altra volta!

Verso le 11:15 incrocio una lunga colonna di escursionisti: si tratta del CAI, sezione di Milano: la cima che hanno in programma è il Pizzo d’Emet (3209 m) o Piz Timun. È la seconda vetta più alta della valle dopo il Piz Tambò. Il tempo tende a migliorare: forse ce la faranno.

 

Tempo di salita: 1 h 30 min fino al Rifugio Bertacchi

Tempo totale: 4 h 20 min

Tempi parziali

Suretta – Rifugio Bertacchi: 1:30 h

Rifugio Bertacchi – Pass da Niemet: 30 min

Dislivello teorico: 410 m

Sviluppo complessivo: 10,0 km

Difficoltà: T2

Copertura della rete cellulare: buona


Tourengänger: siso


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Kommentare (8)


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giorgio59m hat gesagt: Grazie
Gesendet am 26. Juli 2010 um 17:43
Caro Siso, ho letto la tua simpatica escursione, eravamo molto vicini e anche noi in balia del vento. Siamo saliti al Pizzo della Casa sopra Monte Spluga, spero domani di poterla inserire.
Ho rivisto nelle tue foto e nel tuo report sempre ricchissimo ... la nostra uscita dello scorso anno allo Spadolazzo, un evento particolare per noi da festeggiare.
Grazie di avermi ricordato quei bei momenti.
:-)

siso Pro hat gesagt: RE:Grazie
Gesendet am 26. Juli 2010 um 20:54
Grazie a te Giorgio per la segnalazione e per il primo rapporto in Hikr sul Pizzo della Casa. Lo leggerò con molta attenzione. Guardando il tuo rapporto sul Pizzo Spadolazzo dell'anno scorso (clima invernale anche esattamente un anno fa) ho notato seguendo l'Ufo che sulla cresta orientale avete fatto molte deviazioni, nonché giri completi. È forse dovuto all'aggiramento di spuntoni di roccia oppure ad altri motivi? Occorre assicurarsi con una corda, oppure è fattibile tranquillamente, senza pericoli oggettivi?
Cordiali saluti!
siso

giorgio59m hat gesagt: RE:Grazie
Gesendet am 27. Juli 2010 um 09:39
Per quanto riguarda lo Spadolazzo, ho riguardato la traccia GPS, a parte qualche giro strano (qualche punto fuori posto dovuto a qualche fermata), il tracciato è coerente.
Noi abbiamo perso la traccia segnata (causa nebbia) da quando si trova il cippo di confine (20min dal passo Niemet) al laghetto a Q2450 (sotto la cresta SE) che segna la vera e dura salita (quasi 300mt di dislivello su pietraia).
Ottimo riferimento sono i laghetti che incontri ed il cippo confinale.
La salita è sempre tranquilla, faticosa ma mai esposta.
Se decidi di prodeguire sulla fresta N (verso il passo di Lago Nero o oltre fino al passo Suretta), la cresta è piuttosto stretta e bisogna avere passo sicuro, ma viste le tue escursioni ... NON c'e' alcun problema per te.
(ma poi uno che è salito al Gannaretsch questi problemi proprio ....).
Ti sconsiglio la discesa al Lago Nero dal Passo perchè verticale, poco segnalata e piena ancora di neve (l'ho vista domenica ...)
Lascia a casa corde e altro.
Un saluto
Giorgio
PS: se hai bisogno di qualche informazione ci sono ancora fino a domani, poi sono in ferie ... al mare

siso Pro hat gesagt: RE:Grazie
Gesendet am 27. Juli 2010 um 11:23
Grazie mille per le dritte e auguri per rilassanti sguazzate!

Ciao,
siso

clotilde hat gesagt:
Gesendet am 26. Juli 2010 um 18:28
Ritenetevi fortunati, il giorno prima, cioè sabato 24
anch'io ero da quelle parti per andare al Bivacco Suretta,
Pioggia,grandine ,vento e nuvole basse ci hanno costretto ad un dietrofront (temperatura esterna 4°)
Siamo andati in Val Bregaglia all'Alpe Malinone,un pochino meglio ma comunque sempre ventoso e nuvoloso.
Ciao Tilde, Giuseppe ed Angelo

siso Pro hat gesagt: RE:Alpe Malinone
Gesendet am 26. Juli 2010 um 21:03
Ciao Tilde,
non conosco l'Alpe Malinone, spero di poter vedere le tue foto in Hikr.
È proprio vero che anche in piena estate, quando si va in montagna occorre sempre portare cuffia, guanti e giacca a vento.
Saluti a tutti e tre,
siso

clotilde hat gesagt:
Gesendet am 27. Juli 2010 um 16:11
Guanti,cappello,giacche a vento sempre con noi anche in piena estate.
Purtroppo niente foto, mi piace guardare quelle degli altri ma io sono un pò pigra.
LAlpe Malinone si trova a confine con la Svizzera,si parte da Dogana, vicino alle cascate dell'Acqua Fraggia,niente di particolare è un sentiero pieno di alpeggi, da quota 700 e si arriva a 1900.
Posto molto bello con panorama sul Cengalo,Badile e Gruppo dello Sciora,poi da li si può andare al Passo del Turbine ed altri posti.
Ciao Tilde

.



siso Pro hat gesagt: RE:Alpe Malinone
Gesendet am 27. Juli 2010 um 17:06
Grazie Tilde per le informazioni!
Alla prossima
siso


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