Trekking "Tra le sorgenti dei grandi fiumi"


Published by morgan , 1 June 2010, 16h14.

Region: World » Switzerland » Uri
Date of the hike: 2 August 2003
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD-
Waypoints:
Geo-Tags: CH-GR   Gruppo Piz Blas   CH-TI   Gruppo Pizzo del Sole   CH-UR   Gruppo Pizzo Rotondo   Gruppo Pizzo Centrale   Gruppo Scopi   CH-VS 
Time: 5 days
Height gain: 4020 m 13186 ft.
Height loss: 4350 m 14268 ft.

Impegnativo trekking alpinistico di 5 giorni sulle alpi attorno al Gottardo tra il Canton Ticino e il Canton Uri. E' stato organizzato dagli amici ticinesi di "Il Vagamondo", scuola d'alpinismo di Bellinzona in occasione dell'anno internazionale delle acque, tra le sorgenti dei grandi fiumi (Ticino, Reno, Rodano, Reuss, Brenno).
1°giorno. Parto da casa con Federico e Angelo e ci troviamo a Bellinzona con Aldo, la nostra guida, e con Gioy e Aldo. Partiamo col pulmino dell'oranizzazione e arriviamo al passo del Lucomagno e sul lago di Santa Maria comincia il nostro trekking. Partiamo sul sentiero della Val Termine che ben presto abbandoniamo per prendere la cresta che ci porta sullo Schenadui (2747). Scendiamo su una pietraia fino ai laghetti della Miniera, proseguiamo per il Lago di Dentro (2298) e arriviamo sul Lago di Cadagno 1921). Assistiamo al concerto dell' Orchestra dell'Insubria che si svolge sulle rive del lago. Dopo il concerto, riprendiamo la via salendo ai Laghetti di Taneda (2304) poi al Lago Scuro (2451), quindi arriviamo alla Capanna Cadlimo (2570) dove ceniamo e pernottiamo. Dislivelli: 1500m. salita, 850m. discesa.
2°giorno. Partiamo presto e fra pietraie e laghetti ragggiungiamo la vetta del Piz Borel (2952), scendiamo nella Unteralp e arriviamo alla Capanna Vermigel (2047). Lì ci raggiungono Lorenzo, Giulio, Geo e Danilo e con loro prendiamo il pulmino che ci porta a Goscenerealp. Lasciamo i mezzi e attraversiamo la diga e prendiamo il sentiero che costeggia il lago di Goschenerealp e poi sale decisamente alla Capanna Damma (2430) dove pernottiamo. Dislivelli: 1050m., salita, 950m. discesa.
3°giorno. Partiamo alla mattina alle 4 per fare la scalata allo Dammastock. Io, purtroppo, sono vittima di un virus intestinale che mi debilita e quindi, quando arriviamo all'attacco del ghiacciaio e bisogna calzare i ramponi, decido di rinunciare all'ascensione. Anche Danilo non se la sente e con lui torno alla capanna. Restiamo tutto il giorno al rifugio ad aspettare gli altri che seguiamo col binoccolo. La scalata risulta più impegnativa del previsto per via dei molti tiri di corda e i nostri compagni tornano al rifugio alle 7 di sera. Un altro pernottamento al rifugio non è possibile perchè non ci sono posti liberi per cui scendiamo a valle e prendiamo il pulmino a andiamo all'alberghetto del passo Furka che raggiungiamo alle 23.30. Dislivelli: 400m. salita, 1050m. discesa (per me e Danilo); 1600m. salita, 2250m. discesa (per gli altri).
4°giorno. Il programma prevedeva la salita al Gross Muttennhorn e al Gross Lekihorn, ma le fatiche del giorno prima ci inducono a rinunciare. Salutiamo Giulio e Lorenzo, che lasciano la compagnia e ci trasferiamo nella valle del Witenwasseren a Ober Chaseren (2003), da dove partiamo per arrivare alla
capanna Rotondo (2571) dove pernottiamo. Dislivello: 570m. salita.
5°giorno. Partiamo risalendo la morena, poi, calzati i ramponi saliamo sul ghiacciaio del Witenwasseren cercando la via di salita tra i crepacci. A un certo punto ci troviamo nella necessità di saltare un crepaccio e, uno alla volta, prendiamo la rincorsa e saltiamo. Purtoppo Danilo, nell'atterrare, appoggia male il piede e si storta una caviglia ma riesce comunque, a botta calda, a portarsi fino al passo Witenwasserenpass (2818) dove la caviglia è troppo gonfia per continuare. La guida, Aldo, chiama la Rega che, in breve tempo arriva in elicottero a prelevare l'infortunato. Proseguiamo in leggera discesa sul Gerengletscher che aggira il Pizzo Rotondo arrivando al Passo Rotondo (2764). Tolti i ramponi, cerchiamo la via della discesa in Val Bedretto, su una ripida e instabile pietraia. Scendiamo a zig-zag uno contro l'altro per evitare di essere colpiti dai massi fatti cadere dagli altri. Alla base della pietraia troviamo il sentiero che, in breve, ci conduce alla Capanna Piansecco (1982). Dopo una breve sosta, prendiamo il comodo sentiero che scende fino All'Acqua (1614) dove finisce il nostro trekking. Dislivelli: 500m. salita, 1500m. discesa.
Meteo: bello durante tutto il trekking, caldo anche in quota nell'estate più calda degli ultimi anni 
 


Hike partners: morgan


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