Da Campra al Pizzo di Cadrèigh (2516 m), passando da Dötra (Valle di Blenio)


Publiziert von siso Pro , 26. Oktober 2009 um 11:40.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:25 Oktober 2009
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Scopi   CH-GR   Gruppo Pizzo Molare   Gruppo Pizzo del Sole 
Zeitbedarf: 9:00
Aufstieg: 1104 m
Abstieg: 1104 m
Strecke:Bolla del Corno (1412 m) – Sentiero naturalistico Lucomagno no. 4 – Ronco Fichetto (1582 m) – Calzanigo (1606 m) – Capanna Dötra (1749 m) – Pizzo di Cadrèigh (2510 m) – Passo del Lucomagno (1914 m) – Acquacalda (1758 m) – Bolla del Corno (1412 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, uscita Biasca – Valle di Blenio – Olivone – Bolla del Corno (ca. 500 m pri-ma del Centro Sci Nordico Campra)
Unterkunftmöglichkeiten:Capanna Dötra, Albergo Acquacalda; Campeggio ai Cembri, Acquacalda.
Kartennummer:C.N.S. No. 1252 – Ambrì-Piotta - 1:25000; C.N.S. No. 1253 – Olivone - 1:25000

In previsione di una ciaspolata tardo-autunnale con degli amici, decido di fare un sopralluogo per studiare un percorso ad anello nella bella regione di Dötra. Vista la splendida giornata e la temperatura mite, ci siamo fatti prendere la mano e, malgrado la neve, siamo saliti fino al Pizzo di Cadrèigh. Ne è uscito un anello di ben 21,8 km: improponibile ad un gruppo, ma avvincente e irripetibile.

Gli amici confederati direbbero: “Absolut geniale Tour im tessiner Herbst!

 

Grazie alla sua ricchezza naturalistica, Dötra fa parte dell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali degni di protezione (IFP)!

L'obiettivo dell'IFP è quello di garantire la protezione e la cura della varietà e della specificità paesaggistica svizzera.

Pur essendo un appassionato dello sci in tutte le sue forme (alpino, fondo e sciescursionismo) approvai senza remore la decisione, presa negli anni ottanta, di respingere un progetto turistico che prevedeva la costruzione di 15 chilometri di impianti di risalita, piste da sci e costruzioni che avrebbero ospitato fino a 5000 persone. Le associazioni ambientaliste hanno svolto un grande lavoro che ci ha preservato questa splendida regione: grazie!

 

Inizio dell’escursione: ore 8:30

Fine dell’escursione: ore 17:22

Temperatura alla partenza: 9°C

Temperatura al rientro: 7°C

 

Lasciata l’auto a Bolla di Corno (1412 m), circa 500 m prima del Centro Sci Nordico Campra, ci addentriamo nel bosco seguendo il segnavia “Sentiero Naturalistico Lucomagno”, no. 4. Dopo pochi minuti ci ritroviamo nella zona umida denominata Bollette, una bella radura con ponticelli costituiti di tronchi molto ben lavorati (intagli antisdrucciolo).

In questa zona ci sono i resti di una cava di quarzo che visitai qualche anno fa con la Società Mineralogica Ticinese. Su un pannello didattico si legge:

Il cristallo di rocca veniva estratto per molteplici usi già nel Neolitico e probabilmente un’intensa ricerca avvenne in epoca gallo-romana quando sulle rive del Lago Maggiore fiorì un artigianato di alta qualità. Possiamo pensare che i ricercatori raggiunsero anche la zona del Lucomagno, tenuto conto che il passo – ancorché selvaggio - era conosciuto già in quell’epoca.

Solo nel 1880 venne costruita una strada carrabile, mentre ai nostri giorni il passo è temporaneamente aperto anche in inverno”.

 

Passiamo davanti ad alcuni casolari di alpeggi, dai quali si gode uno splendido panorama sulle montagne innevate del Gruppo dell’Adula.

La trasformazione dei boschi di altitudine in alpeggi ha avuto luogo fra il 1000 e il 1200 d.C., quando l’area agricola delle quote inferiori non fu più sufficiente per sfamare una popolazione in crescita. Dai dissodamenti si ricavarono prati, pascoli e campi per la coltivazione della segale, quale cereale panificabile, e della canapa, quale fonte di fibre tessili.

 

Siamo in una pecceta. Il toponimo Gualdo di Dötra indica appunto un bosco di abeti rossi. La temperatura, molto gradevole, si abbassa solo in prossimità del Ri di Piera, che si supera grazie ad un nuovo ponticello di legno.

A circa 1600 m di quota raggiungiamo il maggengo Calzanigo. La temperatura è sempre più mite: si cammina tranquillamente in camicia, con le maniche rivoltate. Il paesaggio è incantevole; le varie tonalità del bosco e del pascolo legano perfettamente con il bianco delle cime innevate e del cielo azzurro, privo di nubi. La ricchezza naturalistica di Dötra è garantita anche dai contadini di Olivone, che gestiscono estensivamente prati magri e paludi, garantendone la conservazione. Essi rinunciano a concimazione e bonifiche, mantenendo vive superfici poco redditizie dal punto di vista agricolo, ma estremamente importanti da quello naturalistico.

 

Dopo poco più di un’ora di cammino raggiungiamo il villaggio di Dötra, accolti da cinque maiali che scorrazzano liberi tra le case.

                                               Good luck to everybody!

Sorseggiamo uno squisito caffè corretto grappa d’uva americana al Grotto Dötra, un piacevolissimo ritrovo. Lo chef Claudio, con i suoi manicaretti, attira numerosi amanti della montagna e della buona cucina.

 

Sono solo le dieci: perché non scalare una cima della Costa, già innevata? Lore appare entusiasta dell’idea. Optiamo per il Pizzo di Cadrèigh, che ho sempre raggiunto dalla Valle di Santa Maria, ma mai da questo lato.

Il sentiero, all’inizio ben segnalato, sale gradualmente in un ambiente spettacolare: magico autunno!

Dall’alto vediamo l’area naturalistica protetta riconosciuta come BirdLife International “Important Bird Area” (IBA). L’intera area si estende su 9'738.45 ettari ed è una delle sole 21 aree di questo tipo presenti in Svizzera. Siamo all’interno del perimetro del progetto “Parc Adula”. Qualche anno fa, durante un’escursione con la FICEDULA (Società pro avifauna della Svizzera italiana), la guida ci segnalò la presenza di quaglie (Coturnix coturnix), ben nascoste nella prateria, individuabili grazie al loro richiamo.

Ironia della sorte, pochi metri dopo incontriamo due cacciatori …

 

Superata una fontana in una zona umida e pianeggiante denominata “Pian Com”, inizia la neve. Dapprima è solo una spruzzatina, ma presto lo spessore aumenta e in alcune conche si sprofonda fino alle ginocchia. Il paesaggio ora è decisamente invernale e la pendenza aumenta drasticamente. Come se ciò non bastasse, non si vedono più i segnavia e le paline sono rare. La temperatura molto mite e le splendide condizioni meteorologiche ci inducono comunque a proseguire. Scegliamo, nel limite del possibile, un percorso sulle crestine, evitando le conche, dove la neve è alta. Passiamo in prossimità della Croce del Bosc (2305 m) e risaliamo ripidissimi pendii erbosi, in parte ricoperti di neve. Qui la salita è assai faticosa! I ripidi pendii sono intercalati da stretti pianori, simili a terrazze o, come sono apparsi agli occhi degli alpigiani di un tempo, a sedie, da cui il toponimo Cadrèigh.

 

Guadagnamo il pianoro sommitale con un po’ di fiatone e in pochi passi raggiungiamo l’omino di vetta, già presidiato da due escursionisti. Più volte mi sono chiesto perché la gente non deposita i propri zaini, le magliette ad asciugare, i bastoncini e quant’altro a qualche metro dalla vetta, lasciando la cima libera per chi vuole scattare delle foto “incontaminate”. Purtroppo, molti escursionisti non si rendono conto del fatto, oppure se ne infischiano alla grande.

Attendiamo qualche minuto in disparte, poi ci affrettiamo a scattare le rituali foto di vetta con forte stretta di mano.

 

 

La discesa verso il Passo di Gana Negra e il Passo del Lucomagno è ostacolata dalla presenza di neve, che nelle zone a scarsa pendenza è piuttosto elevata. Intanto, dai versanti del Pizzo del Corvo si staccano due slavine, che ci lasciano ammutoliti per il fragore, accentuato dal silenzio del luogo.

A partire dalla zona “I Traversoni”, a circa 2200 m di quota, la neve scompare, rendendo più agevole la discesa fino all’Ospizio di Santa Maria. Qui avremmo voluto prendere l’autopostale per rientrare a Campra. Purtroppo, la direzione degli efficientissimi mezzi pubblici ha soppresso le corse, persino di domenica!

Poco male, non ci sentiamo stanchi e non ci va di fare l’autostop. Ci incamminiamo ai bordi della strada o lungo sentieri poco distanti, ammirando lo splendido paesaggio del Lucomagno. In un paio di ore raggiungiamo la Bolla del Corno, poco prima dell’imbrunire.

 

Tempo di salita: 4 h 10 min (comprese le pause)

Tempo totale: 8 h 52 min

Tempi parziali

Bolla del Corno – Capanna Dötra: 1 h 10 min

Capanna Dötra – Pizzo di Cadrèigh: 2 h 40 min (neve)

Pizzo di Cadrèigh – Passo del Lucomagno: 2 h 15 min (neve)

Passo del Lucomagno – Acquacalda: 55 min

Acquacalda - Bolla del Corno: 1 h 5 min

Dislivello teorico: 1104 m

Sviluppo complessivo: 21,8 km

Difficoltà: T3,

Copertura della rete cellulare: discreta - buona su tutto il percorso
Partecipanti: Lore e siso


Tourengänger: siso

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