Pizzo Scalino, Colle quota 3195.


Published by Alberto C. Pro , 4 April 2019, 22h50.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:21 March 2019
Ski grading: PD+
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days
Height gain: 1523 m 4995 ft.
Height loss: 1523 m 4995 ft.
Route:1° giorno: parcheggio all'uscita dalla seconda galleria dopo Franscia; Alpe Prabello; Rifugio Ca' Runcasch. 2° giorno: Rifugio Ca' Runcasch; Lago di Campagneda; Vedretta dello Scalino; Colle quotato 3195; Passo di Campagneda; Rifugio Ca' Runcasch; parcheggio.
Access to start point:Da Lecco si percorre la SS36 fino allo svincolo di Fuentes; rimanendo sulla superstrada si prosegue in direzione di Sondrio sulla SS38. Prendere l'uscita di Sondrio e, entrati in città, alla prima rotatoria si svolta a sinistra per la Valmalenco. Superato il bivio per Caspoggio, si svolta a destra per Lanzada, per poi proseguire a sinistra per Franscia/Campo Moro. Dopo un lungo e tortuoso tratto, all'uscita dalla seconda galleria si trova il parcheggio per il Rifugio Ca' Runcasch.
Accommodation:Rifugio Ca' Runcasch.

Il Pizzo Scalino, per la sua legante forma piramidale che può vagamente ricordare il Cervino, è sicuramente un’icona della Valmalenco, anche se con i suoi “soli” 3323 metri di quota non regge il confronto con le cime, ben più prestigiose, della testata della valle: stiamo parlando del Pizzo Bernina (un 4000) e delle cime che fanno parte del Gruppo.
L’itinerario descritto lo affronta partendo dal Piano di Campegneda: il vasto altopiano disseminato di alpeggi, con numerosi laghetti e che termina con l’omonimo Passo che lo mette in collegamento con la Valle Poschiavina, per portarsi sul versante opposto occupato dalla vasta Vedretta dello Scalino. 


Dati complessivi.


LOCALITA' DI PARTENZA.  Lanzada: strada per i laghi di Campo Moro, parcheggio a quota 1964.

COMPAGNIAndrea.

DISLIVELLO COMPLESSIVO IN SALITA:     m 1523.

DISLIVELLO COMPLESSIVO IN DISCESA:  m 1523.

QUOTA MASSIMA:  m 3195, al colle fra la vetta del Pizzo Scalino e Cima di Val Fontana.

QUOTA MINIMA:  m 1964, il parcheggio lungo la strada per Campo Moro.

SVILUPPO COMPLESSIVO:  km 15,20.

TEMPO COMPLESSIVO DI MARCIA:  8 ore 10’.

ATTREZZATURA:  Per il punto raggiunto è sufficiente la normale attrezzatura da scialpinismo; sono stati necessari i rampant. Se si vuole raggiungere la vetta dello Scalino, invece, sono indispensabili ramponi e piccozza.

FREQUENTAZIONE: Incontrati diversi escursionisti, nonostante il periodo infrasettimanale. E al rifugio non eravamo i soli ospiti. Una simpatica coppia, con ciaspole, di Legnano ci ha allietato la cena.


 1° giorno, 21 marzo 2019

al Rifugio Ca’ Runcasch passando per l’Alpe Prabello

 
LOCALITA' DI PARTENZA.  Parcheggio a quota m 1964 sulla strada che da  Franscia sale a Campo Moro.

LOCALITA' DI ARRIVO.  Rifugio Ca’ Runcasch (m 2170), nei pressi dell’Alpe Campagneda.

DIFFICOLTÀ.  F (MS). Percorso privo di difficoltà tecniche. Si svolge lungo carrarecce innevate e, dopo Alpe Prabello, per ampi e dolci pendii. Andrea, in passato, l’ha fatto con l’attrezzatura da fondo-escursionismo.

SALITA:     m 408.

DISCESA:  m 200.

QUOTA MASSIMA:  m 2342, oltre Alpe Prabello.

QUOTA MINIMA:  m 1964, il parcheggio lungo la strada per Campo Moro.

SVILUPPO:  km 5,9.

TEMPO EFFETTIVO DI MARCIA:     2 ore.

NOTE SUL PERCORSO.     Saliamo percorrendo la stradina (battuta dalle motoslitte) per l’Alpe Campagneda fino ad incontrare una grossa croce in legno. Un centinaio di metri oltre, sulla destra, si stacca il percorso che porta all’Alpe Prabello e al Rifugio Cristina (m 2080, 20 minuti dalla partenza). Seguiamo l’ampia traccia, prima con direzione sud-ovest, per poi piegare in direzione sud, e raggiungere l’Ape Prabello (m 2226) preceduta sua  dalla chiesetta, che ci appare sulla nostra destra (45 minuti dal bivio).  Dopo quattro chicchere con un gruppetto di pensionati-ciaspolatori milanesi  - con due splendidi cani  Bovari del bernese, attraversiamo l’Alpe in direzione ovest seguendo il tracciato dell’Alta Via (AV), che qui coincide con Sentiero Italia, fino a quota m 2330 circa dove, tralasciata la traccia che prosegue in direzione de Il Cornetto, pieghiamo in direzione nord in leggera discesa. Attraversato un torrente su un ponticello in legno, riprendiamo la dolce salita fino a scorgere, non troppo lontana, l’evidente traccia (una vera e propria pista) per il Passo di Campagneda. 
A questo punto (m 2342) decidiamo di porre termine al nostro giro di esplorazione: “tanto per non arrivare troppo presto al Rifugio”, e, tolte le pelli volgiamo gli sci verso l’Alpe di Campagneda e il Rifugio Ca’ Rucncasch (m 2170), che raggiungiamo in una dozzina di minuti.  

METEO.  Cielo sereno con qualche velatura; vento assente. Temperatura alla partenza 4°.

NEVE.  Crostosa, e ventata nella parte alta.

RIFUGIO.       *** Buono per il comfort in generale, cameretta a 4 posti con bagno interno.         
 
 

2° giorno, 22 marzo 2019

dal Rifugio Ca’ Runcasch al Pizzo Scalino (colle quota 3195)

 
LOCALITA' DI PARTENZA.  Rifugio Ca’ Runcasch (m 2170).

LOCALITA' DI ARRIVO.  Parcheggio a quota m 1964 sulla strada che da Franscia sale a Campo Moro.

DIFFICOLTÀPD+ (BS). Con le condizioni incontrate: buon innevamento e ghiacciaio ben chiuso,  l’escursione presenta poche difficoltà tecniche. Il pendio di salita è a tratti accidentato e con pendenza accentuata; L’orografia non obbliga i passaggi in modo significativo. In caso di scarsa visibilità richiede una certa attenzione. La discesa lungo la vedretta dello Scalino si svolge su pendio ripido, comunque la pendenza è contenuta entro 35°, ma ampio; solo un passaggio obbligato, ma piuttosto breve, al termine della vedretta.             

SALITA:     m 1115.

DISCESA:  m 1323.

QUOTA MASSIMA:  m 3195, al colletto fra la vetta del Pizzo Scalino e Cima di Val Fontana.

QUOTA MINIMA:  m 1964, il parcheggio lungo la strada per Campo Moro.

SVILUPPO:  km 15,20.

TEMPO EFFETTIVO DI MARCIA6 ore 10’.

TEMPO DI SALITA:  4 ore 25’.

TEMPO DI DISCESA:  1 ora 45’.

NOTE SUL PERCORSO. Dal Rifugio Ca’ Runcasch seguiamo l’ampia pista che porta al Passo di Campagneda fino in prossimità del Lago di Campagneda (m 2395, 50 minuti dal rifugio), dove deviamo  in direzione sud-est infilandoci in un avvallamento che, transitando nei pressi di un laghetto e poi in dolce pendenza, ci porta a ricongiungerci con il classico percorso che porta a Il Cornetto nei pressi di quota m  2575 (ore 1,5 dal rifugio). Con questo ampio giro abbiamo evitato il primo tratto della ripida salita: sarà stato conveniente?
A questo punto il pendio si fa ripido e il fondo compatto e rigelato nel corso della notte ci consiglia di montare i rampant. Effettuata l’operazione, riprendiamo la salita del ripido pendio puntando una specie di sella (m 2730 circa) a sinistra de Il Cornetto, che raggiungiamo con una serie di inversioni abbastanza ampie. Smontati i rampanti (non serviranno più), proseguiamo per un tratto in falso piano poi, con qualche inversione raggiungiamo il bordo della vedretta del Pizzo Scalino a quota (m 2930).  Davanti a noi, sul lato opposto della vedretta, ancora abbastanza lontano, pressoché alla nostra quota, si scorge il Colle di Val Fontana (m 3038); alla nostra destra la piramide del Pizzo Scalino (m 3323) e, scendendo con lo sguardo lungo la cresta est, il colle che lo separa dalla Cima di Val Fontana (m 3225).  
Non ci eravamo fissati una meta precisa per la partenza. Non abbiamo portato l’attrezzatura alpinisticanecessaria per affrontare la vetta; quindi, scartato il Colle di Val Fontana che ci sembra ben lontano, decidiamo di salire al più elevato, e più vicino, colletto a destra della Cima di Val Fontana. Il pendio ma si erto, ma oggi è facile: su questo versante la neve è ottima e il ghiaccio è ben chiuso, e in una quarantina di minuti siamo alla meta: il colle quotato m 3195 (evento eccezionale: la quota dell’altimetro barometrico dell’orologio e la quota gps coincidono). 
Non siamo in vetta, ma anche da qui il panorama è grandioso, verso il Bernina, il Disgrazia, il Pianale, su Campo Moro, sulla Valle di Poschiavio, … e l’elenco potrebbe continuare.
Vogliamo goderci tutta la discesa; così decidiamo di percorrere tutta la vedretta e portarci sotto il Passo di Campagneda, versante est, toccando quota m 2551, per poi risalire al Passo (m 2626) e quindi scendere lungo il Piano di Campagneda fino al Rifugio Ca’ Runcasch (m 2170) per recuperare il materiale “di casermaggio” lasciato in deposito. Dal Rifugio, lungo il tracciato della strada, in breve abbiamo raggiunto il parcheggio (m 1964). 
La discesa lungo la Vedretta è stata una delizia: la migliore della stagione.

METEO.  Cielo sereno. Vento assente, visibile qualche buffo di neve sulle creste nella prima mattina. Temperatura alla partenza -2°.                    

NEVE. Rigelo notturno. Lungo la salita per il versante ovest, crostosa e ventata sul versante ovest; ottima (quasi polvere) sulla vedretta. Ghiacciaio con buona copertura, crepacci chiusi. Primaverile sotto quota 2600.


La bella forma piramidale del Pizzo Scalino, che lo rende inconfondibile e ben visibile anche da lontano, ha stuzzicato la fantasia dei valligiano che lo hanno reso protagonista di alcune leggende.  “Ravanando” ne ho trovata una pubblicata nel volume  Lina Rini Lombardini: “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, che riporto.
Una delle più suggestive nostre leggende s'irradia attorno al Pizzo Scalino. Crea sulle sue ferrigne rupi un favoloso castello. Non uno di quei fugaci e splendidi castelli fatti di nubi che presto il vento lacera e sfalda e disperde, ma un castello di roccia. A mezzanotte mentre il mondo dorme; lo  Scalino vive un'avventura arcana; perde la sua cima, proietta mastio e torrioni, s'inghirlanda di merli, trafora di feritoie le bertesche, dischiude finestrelle ogivali che, all'ultimo tocco di mezzanotte, s'illuminano; e una gran folla appare, formicola dentro le sale.  Sono cavalieri e dame che, al raggio della luna, o sotto il coro delle stelle, escono sul ponte levatoio, e scorrono giù lievi, a passo d'Ombre, lungo il dirupo, fino a uno spiazzo nevoso; armati a giostra gli uomini; palpitanti, dame e damigelle, in attesa che tra loro venga prescelta la Regina del Torneo, la Regina dell'Amore.
Tribune e steccati, sorgono d'impeto; alle prime s'affacciano le dame, pallide d'amabile tremore; fra gli aguzzi denti dello steccato, i cavalieri, ormai in groppa a bianchi leardi pur essi fatti di nulla, si slanciano l'un contro  l’altro. Squilli di corni e di trombe, impennarsi di cavalli: lampi e cozzi di lance, rimbombi di mazze ferrate sugli elmi e sulle corazze. Allorquando, tra i gemiti dei feriti, s'alzano le grida dei vincitori, s'avanza dalla tribuna la Regina del Torneo, la Regina della Bellezza. Scintillano al lume dell'astro d'argento i ricami delle sue vesti e dell'alto berretto a cono da cui fluttua un velo niveo. Sorride la dama offrendo ai vincitori corone e plausi... Ma se già nel cielo, che ha visto fuggir tutte le stelle, balugina il riverbero della prima luce, dame e cavalieri risalgono verso il castello, e con esso sfumano e dileguano.
E' invece una notte buia? Imperversa  sullo Scalino e sulle imponenti montagne che gli fanno blocco intorno, con fischi e lampi e tuoni e folgori, l'uragano? Dalle porte del castello spalancate con gran fragore, escono solo uomini pronti a sanguinosa battaglia. Grida d'odio e di minaccia, rimbombo e cozzo d'armi, si mischiano all'urlo dei venti, all'accecante rotear del nevischio..., finché la oscurità notturna comincia a impallidire, e si placa, insieme alla furia degli uomini, la furia degli elementi.
Suggestiva per se stessa, la leggenda attrae e avvince anche perché introduce nelle due trasfigurazioni, di feste e di guerre, l'alternarsi di vicende liete e minacciose dei nostri castelli; ne condensa e rispecchia in certo qual modo la storia, specialmente del periodo feudale e dell'agitatissimo tempo dei Guelfi e Ghibellini.” 

Hike partners: Alberto C.


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Comments (3)


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Camoscio says:
Sent 5 April 2019, 08h08
Uno scalino dopo l'altro e ce l'avete fatta! Bravi! Bellissimo ambiente! :)

GIBI says:
Sent 5 April 2019, 08h44
Complimenti deve essere sempre una bella emozione salire questo " Scalino " ... prima o poi ... magari dalla Val Fontana ma ci arrivo su anche io !

ciao Giorgio

numbers says: Complimenti!!!
Sent 5 April 2019, 09h19
Bello davvero.

Mario


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