Monte Nevoso 3358 m


Publiziert von cristina , 13. Juli 2018 um 09:47. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Trentino-Südtirol
Tour Datum: 8 Juli 2018
Wandern Schwierigkeit: T4- - Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Klettern Schwierigkeit: I (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 1 Tage
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Milano-Brennero uscita Bressannone. Percorrere la Val Pusteria fino a Brunico quindi seguire indicazioni per Valle Aurina, A Campo Tures continuare per Riva di Tures. Il Garni dove siamo stati rimane nella parte alta del paese.
Unterkunftmöglichkeiten:Garni Pizzeria Florian. Consigliatissimo. Prezzi ottimi. Trattamento eccellente. Non avendo posto in garni ci hanno dato un'appartementino nel residence Astrid che comporta 10 minuti di camminata per fare cena e colazione ma che ha il pregio di un bel posteggio cosa che al garnì scarseggia.

Giunti a Riva di Tures, dove non penso il termometro salga mai sopra i 25°, prendiamo possesso del bell’appartamentino al Residence Astrid. Per cena e colazione ci toccano una decina di minuti di cammino e un dislivello di 50 m D+, anche quelle bisogna guadagnarsele!

Domenica mattina, dopo una pantagruelica colazione, e costatato che il tempo anche oggi non sarà dei migliori, partiamo direttamente da Riva, per salire al Rifugio Roma. Sentiero meno ripido di quello invernale che parte da fondovalle (Sage).

Giunti al rifugio chiediamo info maggiori per Monte Nevoso e partiamo.

Prendiamo il sentiero 1A per il lago Maler. Attenzione perché noi, tratti in inganno da due ometti bollati di rosso, invece che arrivare al bivio per il lago e voltare a sx per risalire la morena, come ci sembrava logico, abbiamo deviato prima. Marco non convinto di quello che stiamo facendo, tiene d’occhio la morena alla nostra dx e poco dopo riesce ad adocchiare un bollo. Ci spostiamo e troviamo la traccia. Il percorso è sempre segnato con ometti e bolli rossi. A parte i punti dove troviamo neve o sulla pietraia, sono facili da individuare e seguire. Dopo un breve passaggio su placche, facilitato dai cavi, raggiungiamo ciò che resta della vedretta, grosso ometto, qui i bolli terminano. Rimangono solo gli ometti e qualche stecchetto di legno.

Con tempo buono si seguono facilmente, oggi, purtroppo, non sarà così.

Attraversiamo la vedretta su neve molle e con facili passaggi di I°, proseguiamo lungo l’ampia dorsale. Per un breve tratto perdiamo gli ometti, forse perché ci siamo spostati troppo a dx. Ritrovati, ora riusciamo a seguirli fino a circa 80 m sotto la cima dove, o non ci sono più o la nebbia li nasconde. Ci raggiunge un ragazzo, chiediamo se vuole andare avanti ma, non sembra intenzionato a farlo, anzi…per cui dopo aver controllato la situazione sia a sx sia a dx della cresta decidiamo di proseguire in cresta. Con passaggio da contorsionista Marco la raggiunge e dandomi una mano salgo anch’io. Uno un po’ cicciottello non so se passa da qui…risaliamo due brevi placche inclinate e troviamo una traccia di sentiero. Ci preoccupa un po’ rifare questo tratto in discesa, ci penseremo dopo…un pezzo di corda l’abbiamo eventualmente.

Abbiamo raggiunto la quota ma la croce ancora non si vede. Vediamo finalmente un’ombra. Gli ultimi metri sono ancora innevati ma la pedonata e ottima e raggiungiamo la croce tranquillamente. Il tizio che avevamo dietro ha rinunciato.

Scattiamo un paio di foto ricordo alla croce, panorama assente totalmente, mangiamo qualcosina e, prima di raffreddarci troppo, cominciamo a scendere.

Le placche le scendiamo senza problemi, per il passaggio da contorsionisti troviamo un punto migliore per scendere e fatto ciò non ci rimane che seguire gli ometti, cosa purtroppo non facile. In un paio di momenti li perdiamo e siamo costretti a tornare sui nostri passi, non avendo visibilità preferiamo non azzardare spostamenti a muzzo. Riattraversata la vedretta, più a sx rispetto la salita, ritroviamo i bolli. Man mano che scendiamo la visibilità aumenta, ma ora i bolli danno più sicurezza.

Un timido raggio di sole e qualche chiazza di cielo ci fanno deviare verso il lago Maler dove facciamo una breve sosta prima di tornare al rifugio per far festa ai nostri panini.

Torniamo a Riva scendendo dal percorso invernale. A Sage parte il classico sentiero che collega i paesi e che ci fa evitare la strada. Poco prima di giungere in paese, attraversiamo la strada e prendiamo una stradina inerbata che ci porta sulla strada asfaltata poco più in alto del Residence che raggiungiamo in discesa.

Bellissima salita, di soddisfazione, peccato la mancanza di panorama che sappiamo essere bellissimo ma, ci rifaremo domani!


Tourengänger: cristina, Marco27


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Kommentare (2)


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GIBI hat gesagt:
Gesendet am 13. Juli 2018 um 21:10
Ecco finalmente spiegata la metamorfosi di Marco ora un figurino in piena forma ... il tutto per poter affrontare e passare il passaggio in vetta da contorsionista !

cristina hat gesagt: RE:
Gesendet am 16. Juli 2018 um 09:15
Sull'elasticità dobbiamo lavorarci ancora un poco :-D


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