Hildesheimer Hütte (2899 m) - DAV


Published by siso Pro , 19 September 2015, 21h35.

Region: World » Austria » Zentrale Ostalpen » Stubaier Alpen
Date of the hike: 8 September 2015
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: A 
Time: 3:00
Height gain: 274 m 899 ft.
Height loss: 574 m 1883 ft.
Route:Mutterberg (1730 m) – Eisgrat (2850 m) – Schaufeljochbahn (3165 m) – Jochdohle (3149 m) – Gaiskarferner – Hildesheimer Hütte (2900 m).
Access to start point:Dalla Svizzera: Feldkirch – Passo dell’Arlberg – Autostrada A14 – Autostrada A12 – Inn-sbruck – Stubaiertal – Mutterberg (1730 m).
Accommodation:Hildesheimer Hütte.
Maps:Extra Tourenkarte Stubaital, Kompass. 1:35000; Wanderkarte Stubai, Alpenwelt Verlag Bruneck– 1:40000.

Escursione alla capanna posta sul crinale tra la Ötztal e la Stubaital in uno spettacolare ambiente di ghiacciai: Daunkogelferner, Schaufelferner, Bildstockferner, Gaiskarferner, Pfaffenferner, Sulzenauferner, Triebenkarlasferner, …

Grazie agli impianti di risalita dello Stubai, questa capanna è raggiungibile anche dall’alto, percorrendo un ghiacciaio, una morena e un crinale roccioso con funi metalliche di sicurezza.

 

Inizio dell’escursione: ore 9:40

Fine dell’escursione: ore 12:30

Temperatura alla partenza: 6°C

Pressione atmosferica ore 9.00: 1023 hPa

Isoterma di 0°C a 1900 m

Sorgere del sole: 6.22

Tramonto del sole: 19.27

 

Ore 8.45: risalgo pian pianino la panoramica strada della Valle dello Stubai, gustandomi delle bucoliche visioni; fienili, staccionate di legno, vacche al pascolo, greggi di pecore, fattorie ricoperte da decine di cassette di gerani o petunie. Più che fattorie sembrano degli alberghi. All’improvviso, là in alto, appare il Sulzenauferner con lo Zuckerhütl e il Wilder Pfaff: non posso fare a meno di fermare l’auto e di scattare foto a questa meraviglia della natura. L’anno scorso il Wilder Pfaff mi aveva regalato forse la più bella escursione con gli sci da sempre. Il più rinomato “Pan di Zucchero” costituisce un’attrazione fatale: chi non desidererebbe raggiungerlo? Mi auguro di ritornarci in primavera, quando le condizioni per lo scialpinismo saranno ideali.

Una volta arrivato alla località Mutterberg (1730 m), mi presento allo sportello degli impianti con la “Stubai Super Card”, gentilmente offerta dall’albergatore. Salgo su una cabinovia, che in due tratte mi conduce al ristorante Eisgrat, posto a 2850 m. Senza uscire dalla stazione d’arrivo mi imbarco su un’altra cabina, dalla quale posso ammirare e fotografare il sottostante Schaufelferner. Alle 9:55 mi ritrovo a ben 3165 m di quota, al colle Schaufeljoch.

Per la prima volta posso visitare la piattaforma panoramica “Top of Tyrol”, posta a 3210 m di quota, raggiungibile in pochi minuti grazie ad una comoda scala metallica. Mi cerco un posticino fra i numerosi turisti per ammirare e contemplare uno splendido panorama a 360°, favorito dalle ottime condizioni meteorologiche. Lo sguardo si spinge fino alla Marmolada (3343 m), a 83 km di distanza. È uno spettacolo della natura che condivido tramite MMS con i familiari e con i colleghi rimasti al lavoro… Da noi c’è la simpatica abitudine di farsi un po’ d’invidia, ovviamente non per cattiveria e nemmeno per ferire i più vittimisti, per poi trarne una patologica goduria psicologica. Dopo pochi secondi ricevo la pariglia con un MMS che ritrae la mia scrivania pullulante di documenti…

Alle 10:15 mi avvio dalla stazione a monte Schaufeljoch (3165 m), in discesa, verso lo Jochdohle (3149 m), dove sorge un modernissimo ristorante self-service, il più in alto del Tirolo.

Sul segnavia per la Hildesheimer Hütte si legge la seguente scritta: “Begehen des Gletschers auf eigene Gefahr!

In effetti, il Gaiskarferner non è privo di crepacci. Dopo alcune centinaia di metri di cammino mi ritrovo proprio ai margini di un evidente crepaccio, largo circa un metro e mezzo, che si sviluppa a cuneo per diversi metri di profondità. Poco avanti il percorso abbandona il ghiacciaio e si estende sulla sua morena laterale destra. Cammino ora su una cresta di macigni e sfasciumi, che mi conduce su un panoramico promontorio dal quale si gode uno splendido sguardo a picco sul laghetto e sulla capanna che desidero raggiungere. Delle funi di sicurezza e alcune zanche metalliche mi permettono di scendere lungo la parete rocciosa con la necessaria sicurezza.

Dopo circa 50 min di cammino posso affermare: Hildesheimer Hütte (2899 m) geschafft!

                                    Hildesheimer Hütte (2899 m) - DAV

Le gerenti mi invitano ad accomodarmi sulla terrazza: “le portiamo noi la tazza di caffè!”

Più volte ho sentito questa frase: i gestori desiderano tenere il refettorio pulito come se fosse un albergo. Insisto per entrare: desidero scattare qualche foto anche all’interno per avere il ricordo personale del rifugio.

Nel frattempo le due responsabili sbattono le coperte dei dormitori con grande cura. Riprendo l’operazione con un video; non sono azioni che si vedono frequentemente dalle nostre parti.

Inevitabilmente faccio il pieno di foto: una giornata così bella con una quantità tale di spunti fotografici non capita tutti i giorni.

Alle 11:25 riprendo la via del ritorno, seguendo il sentiero segnalato fino allo Jochdohle (3149 m), quindi scendo sullo Schaufelferner fino alla Stazione Eisgrat (2850 m).

 

Passeggiata ad alta quota in un bellissimo ambiente alpino caratterizzato da ghiacciai, morene, pareti rocciose e vette che superano i tremila metri con numerosi itinerari sia per escursionisti comuni sia per alpinisti esigenti.

 

Tempo per raggiungere la capanna: 50 min

Tempo totale: 3 h

Tempi parziali:

Schaufeljochbahn (3165 m) – Hildesheimer Hütte (2899 m): 50 min

Hildesheimer Hütte (2899 m) – Jochdohle (3149 m): 1 h 10 min

Jochdohle (3149 m) – Eisgrat (2850 m): 20 min

Dislivello in salita: 274 m

Dislivello in discesa: 574 m

Sviluppo complessivo: 6,2 km

Difficoltà: T3

Coordinate Hildesheimer Hütte: 46° 57′ 58″ N, 11° 7′ 8″ E

LWD (Lawinenwarndienst Tirol): 0

Copertura della rete cellulare: buona

Hike partners: siso


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