Dolomiti Extreme Trail - 53km (o 56..?)
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La gara della stagione è arrivata. Ancora ripenso a quel giorno (bello o maledetto?) in cui ho deciso di fare l'iscrizione. E' stato più o meno 7 mesi fa. A fatica e strisciando concludevo il mio primo trail da 28km e 600d+, anni luce dalle distanze della Dolomiti Extreme Trail. Ma si sa, gli obiettivi più pazzi e difficili da raggiungere sono belli per questo! Eh si perchè se non si prende l'impegno poi si rischia di mollare tutto durante i mesi preparativi e quindi bonifico e iscrizione fatta. Ed eccomi qui a Longarone in un BnB, in attesa della sveglia alle 3 di notte per spostarsi a Forno di Zoldo in macchina (20 minuti), scaldarsi, punzonare ed attendere la partenza della 53km alle 5.30 di mattina.
Descrivere nel dettaglio tutto il percorso sarebbe impossibile, anche perchè non ne sarei in grado vista l'estensione dell'itinerario. Accennerò ad alcuni punti chiave ed all'essenza di una gara di questo spessore (comunque "ridicola" rispetto a trail mastodontici da oltre 100km e 5000m di dislivello, ma li sono tutti altri ritmi e altre storie). Qui si deve correre. Se si cammina e basta non si arriva in fondo, i cancelli orari sono abbastanza severi. Basti pensare che su 600 partecipanti sono arrivati al traguardo solo in 382. Gli altri 200 e rotti concorrenti non hanno superato i cancelli orari oppure si sono ritirati.
Alla partenza è ancora buio e fresco, nuvoloso, oggi danno piogge sparse... ma nel pomeriggio uscirà il sole. Lo zaino è pesantino per il materiale obbligatorio e il cibo, parto tranquillo... per i primi 500m! Poi come il caprone di turno cedo al ritmo della gente e inizio a spingere per tutta la prima oretta. I primi 10km passano facili e veloci su ampie strade sterrate. Poi iniziano i single track e l'arrivo al primo ristoro, il Passo Duran (km14) Q1600. Dopo un bel tratto nel bosco inizia una graduale salita su strettissimo sentiero che andrà gradualmente ad impennarsi con tratti franosi e salti di roccia anche di II grado (mai esposti), uno spettacolo. Iniziano a formarsi le code, ma è bene non strafare e tenere un passo tranquillo. Lontano, lontanissimo si vede il Monte Pelmo... dovremo passarci tra qualche ora!
Raggiunto il bivacco Grisetti a Q 2050 ecco la prima discesa ripida e tecnica. Guadagno alcune posizioni e resto impressionato dall' "uomo cavalletta" che mi supera a velocità pazzesca con un agilità e un rimbalzo tra i sassi inumano, mai visto nulla del genere! Arrivati a Q1650 si risale alla Malga Grava (ristoro km20) e alla Forcella della Grava Q1784 da cui inizierà la lunghiiiiiiissima e faticosa salita su apertissimo ambiente dolomitico fino alla Busa del Zuiton Q2380. Passiamo sotto l'impressionante versante Est del Civetta. Iniziano a mancare le energie. Ho degli svarioni e le gambe si ghisano facilmente. Anche la quota fa il suo. Bevo e mangio.
La salita pare infinita, non se ne vede la fine. Nessuno mi supera, supero qualcuno a fatica. Si attraversa qualche nevaio ed un tratto esposto su cengette ben assistito da un soccorritore. Raggiunta la Busa, si deve scendere lungo una serie di non banali tratti attrezzati. Sono effettivamente facili ma fatti in discesa e con la stanchezza addosso non è stato proprio divertente. Alcuni punti sono classificati com EE+. Presenti numerose guide alpine per sicurezza. Passati questi punti, come accenna il video presentatore della gara, "una goduria per tutti i runner": un favoloso sentiero di rocce friabili scende dolcemente tra ampie curve fino al Rifugio Coldai, dove mi riposo 5 minuti per lo sfiancamento. Faccio stretching e scarico un po' la schiena. Per fortuna ancora discesa fino alla Malga Pioda, altro punto di ristoro al Km29. Riparto con calma, devo dosare le energie, siamo circa a 5h40' di gara e la metà più dura è ampiamente superata.
Percorro alcuni km con un signore che mi narra alcune sue esperienze sulle 100km, dice che ieri si è iscritto alla Dolomiti Extreme Trail per allenarsi, non ricordava nemmeno di quanti km fosse "ma si, la uso come allenamento..."....OOOK!
Ci sono 3 piccole montagnotte da circa 100/200m di dislivello da superare o aggirare(Col dei Baldi, Fertazza e Monte Crot) per giungere, finalmente, al plurinominato Passo Staulanza (km 37), ovvero il cancello orario malefico entro cui bisogna passare prima delle 9 ore, altrimenti si verrà squalificati. Io sono a 7h esatte della partenza, quindi me la prendo con calma e anche qui 5 minuti di pausa non me li toglie nessuno. Intanto molta gente arriva e mi supera. Non importa. I dolori ai piedi e alle gambe in generale iniziano ad essere insopportabili. Al passo Staulanza sono in 108° posizione, quasi incredulo!
Riparto sperando nel tratto successivo, un single track con saliscendi corricchiabili. Ed invece dopo un paio di km le gambe non vogliono piu saperne di girare... inzio a camminare parecchio e diverse persone mi superano. Anche la vista sul Pelmo non mi da energie..Ora l'obiettivo è solo quello di non mollare, arrivare in fondo! Salendo al Sass de Formendal mi rifaccio gli occhi sulla forma della montagna. Totalmente erbosa presenta dei pendii scoscesi a pendenze praticamente verticali! Alcuni cartelli con "attenzione" e "rallentare" precedono un difficile e verticale tratto su erba in discesa, munito di alcune corde, decisamente impegnativo vista la stanchezza psicofisica.
Dopo una lunga discesa, al Passo Tamai km 45 l'ultimo ristoro prima della legnata finale: la salita al Monte Punta.....è qualcosa di pazzesco, soprattutto in questo stato. Cartelli come "se vuoi piangere, fallo adesso" e simili ti avvertono all'inizio. E' un muro. Un muro di sentiero composto da terriccio rosso di quasi 200m di dislivello che porta via le ultime bricioline di energia. Ma quando arriviamo in cima sono tantissime le urla di gioia e di grinta che si sentono, le mie comprese! Ma più che gioia adesso viene l'ansia. Una discesa lunga, lunghissima, infinita.
Dolori ovunque, non ho piu sensazioni precise, non sento lo zaino, ne la sete ne il caldo. Sento solo un gran male ai piedi e alle ginocchia. Devo resistere. Alla fine l'arrivo non arriva mai. La gente che incontriamo dice sempre "2 chilometri...." "dai solo 2 chilometri".... "eeehm saranno 2 o 3 chilometri all'arrivo".... ALLORAAAAAAAA!!!!!!!
il Gps ovviamente è morto da un po' e quindi non resta che andare avanti e avanti. Finchè....... si sbuca su una strada..... La riconosco.... Vedi il campanile di Forno di Zoldo. E' vicino, molto vicino, meno di un Km. Aumento il ritmo, imbocco l'ultima salita per l'arrivo e.... ah no... riprendo a camminare, non ce la faccio più!! giusto uno scattino per il traguardo! Ed è fatta.... incredibile ma è fatta. Alla fine si contano quasi 56km e 3800 di dislivello a salire e 3710 a scendere, quasi una barzelleta a raccontarlo. E' proprio vero, sono solo numeri. Numeri che spaventano la mente ma possibili da raggiungere. Non ci sarà nessuna paura per un Pizzo di Claro da Claro. O per un Adula in giornata. O per altre "imprese" simili.
Perchè con un po' di allenamento e la testa pronta si va praticamente oltre la maggior parte dei limiti mentali.
Posizione finale: 126° su 382 arrivati e 600 partenti. Contentissimo!
Tempo finale: 9h42'
ho caricato qualche foto preso dal sito della DXT (con censure dei volti) per mostrare qualche scorcio di panorama.

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