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A "filo di morena" fino al lago delle Locce (m 2223)


Published by Alberto C. , 29 August 2014, 00h19.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:24 August 2014
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 4:15
Height gain: 407 m 1335 ft.
Height loss: 407 m 1335 ft.
Route:Belvedere di Macugnaga (1905) - Rifugio Zamboni-Zappa (2065) - Lago delle Locce (2223) - periplo del lago e ritorno per il medesimo percorso.
Access to start point:Da Milano. Si percorro le autostrada A8 e A 26 fino a Gravellona Toce; si prosegue sulla SS33 del Sempione fino a Piedimulera, dove si esce e, seguendo le indicazioni per Macugnaga, si imbocca la ex SS549, che risale la Valle Anzasca, fino al suo termine: Pecetto di Macugnaga.

Un piacevole e non impegnativo percorso sul filo della morena del ghiacciaio del Belvedere, ai piedi dell'imponente e incombente parete est del Monte Rosa.  Peccato per le formazioni nuvolose arroccate sulle creste che hanno disturbato il panorama.

DIFFICOLTÀ.            Fino al Rifugio Zamboni-Zappa è classificabile come normale percorso escursionistico (E); anche l'attraversamento della lingua di ghiacciaio non crea problema in quanto è completamente coperta di detriti e non ci si rende neppure conto di essere su ghiaccio. Dal Rifugio al Lago il percorsi è solo leggermente più impegnativo. Più impegnativo è il periplo del Lago, classificabile EE.

QUOTA MASSIMA:  m 2034 nel corso del periplo del Lago delle Locce.

QUOTA MINIMA:  m 1905 al Rifugio Belvedere (stazione a monte della seggiovia).

DISTANZA:  km 8,2

TEMPO TOTALE, comprese le soste:   4h 55'
TEMPO DI SALITA:     2h 10'
TEMPO DI DISCESA:  2h   

NOTE SUL PERCORSO.    Da Macugnaga - frazione Pecetto (1387) - in seggiovia il Belvedere  (1905), stazione a monte del secondo tronco della seggiovia. Superata una costruzione in legno, si prende a sinistra in direzione del Rifugio Zamboni -Zappa (cartello segnaletico). In breve si raggiunge la cresta della morena e, perdendo leggermente quota, ci si porta su quel che resta della lingua glaciale; credo che il ghiaccio sotto ci sia ancora, ma è totalmente ricoperto da detriti, tanto che in pratica si attraversa un ghiaione. Raggiunta la morena opposta, si risale in cresta e la si percorre fino a raggiungere il bivio con l'indicazione per il Rifugio Marinelli.  Si prosegue per il pendio della morena e, dopo avere attraversato un ponte su un torrente, si raggiunge il Rifugio Zamboni-Zappa (2065). Ci si riporta, attraversando un secondo torrente su di un ponte, sulla morena e sii prosegue in direzione della parete del Monte Rosa prendendo come riferimento una grossa croce (con tettuccio) che sorge su un enorme masso. A questo punto la morena diventa più ripida ed il sentiero prende a salire deciso fino a raggiungere la sommità dell'argine morenico; ancora poco e si giunge il Lago delle Locce (2223).
All'estremità opposta del lago il ghiaccio si unisce all'acqua attraverso una lingua pianeggiante che invita a raggiungerla e lo si fa percorrendo il lato destro del lago su una evidente traccia. Ora, non è un vero peccato lasciare perdere il completamento del periplo dello specchio d'acqua. La sponda opposta non presenta una traccia, ci sono alcuni ometti di scarsa utilità, e bisogna arrangiarsi a scegliere la via migliore districandosi fra grossi macigni fino a raggiungere l'estremità nord del lago.
Il ritorno è per la stessa via percorsa all'andata.
 
METEO.   Finalmente una bella giornata; nubi sulle creste. Temperatura mite.   

COMPAGNI:Andrea, Manuela, Sara, Francesco, Jacopo, Paola. 


CURISITA'.  (il testo riportato è stato in parte copiato dal sito www.aineva.it).
"Il ghiacciaio del Belvedere è la lingua terminale del complesso dei ghiacciai che scendono sul versante orientale del Monte Rosa e che coprono le pareti comprese fra la Cima Tre Amici (3516 m), la Punta Nordend (4612 m) e la Punta Dufour (4633 m). Si tratta quindi di un ghiacciaio vallivo composto la cui lingua, lunga oltre tre chilometri, è quasi interamente coperta da materiale detritico e si sviluppa tra le quote 2200 m e 1750 m circa, presso la morena boscosa del Rifugio Belvedere, dove si divide in due rami. La sua superficie complessiva è valutabile in circa 6 Kmq.
Dall’anno 2001 è soggetto ad una modificazione morfologica attualmente piuttosto rara tra i ghiacciai alpini; infatti il Belvedere risulta essere uno dei pochi ghiacciai alpini in fase di espansione.Molto probabilmente si tratta di un fenomeno di “surge” cioè una rapida e improvvisa avanzata della massa glaciale, non attribuibile tanto ad una variazione positiva del bilancio di massa, quanto ad una modificazione del comportamento meccanico del ghiaccio e dei depositi glaciali di fondo, dovuta ad un aumento della disponibilità di acqua all’interfaccia ghiaccio-substrato, e favorita dalle temperature elevate delle ultime estati. 
A partire dalla primavera 2001 la massa glaciale ha cominciato a mostrare una notevole crepacciatura ed un progressivo innalzamento della superficie di circa 20-30 m rispetto all’anno precedente. L’accelerazione dello scorrimento del ghiacciaio ha provocato la formazione nel settore superiore, situato a quota 2150 m, di una depressione topografica di elevate dimensioni; questa, è stata parzialmente e periodicamente colmata dalle acque di fusione dei ghiacciai e delle nevi soprastanti dando origine a laghi epiglaciali temporanei, soggetti comunque a spontaneo svuotamento.
Nell’estate 2002 il lago epiglaciale, detto “Effimero” in conseguenza della sua durata stagionale, ha raggiunto la massima estensione in corrispondenza del periodo di caldo del 15-25 giugno caratterizzato da un flusso di aria molto calda di origine subtropicale che ha invaso il bacino del Mediterraneo portando in Italia temperature massime molto superiori alla media stagionale. La conseguente ingente e rapida fusione del manto nevoso invernale e del ghiaccio di parete ha prodotto un considerevole apporto d’acqua verso il lago, il cui livello è considerevolmente aumentato; all’inizio dell’ultima decade di giugno l’innalzamento è risultato superiore a 1 m in sole 24 ore, mentre la superficie del lago ha raggiunto 150.000 mq con una profondità di oltre 40 m. In quel momento è stata effettuata la stima di un volume pari a circa 3 milioni di metri cubi. 
Si trattava di una quantità d’acqua ragguardevole che, qualora avesse trovato repentinamente vie di deflusso all’interno del ghiaccio o fosse tracimata dall’invaso naturale, sarebbe stata in grado di causare un’onda di piena in grado di trasportare a valle ingenti quantità di detriti rocciosi, con possibili gravi conseguenze per i nuclei abitati di Macugnaga e dei Comuni più a valle, le infrastrutture e i frequentatori della zona.
Nella storia recente del ghiacciaio del Belvedere si sono d’altronde verificati frequenti fenomeni di piena improvvisa, l’ultimo dei quali legato al cedimento di un settore della morena che conteneva il lago delle Locce nel 1979."
 
Ricordo che nell'estate del 2002 il lago Effimero, oggi scomparso, creò parecchia preoccupazione alla Protezione civile. La rapida crescita del suo livello faceva temere una tracimazione con disastrose conseguenze sui centri abitati a valle del ghiacciaio: si temeva un piccolo Vajont. Quindi con sollecitudine si è messa in moto la macchina per la gestione dell'emergenza, che è stata affrontata realizzando un impianto di pompaggio, che ha consentito un deciso abbassamento del livello del lago ed il superamento dell'emergenza.

Hike partners: Alberto C.


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