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Grand Assaly e Point de Loydon


Published by Andrea! , 23 July 2014, 18h05.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:19 July 2014
Hiking grading: T4+ - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 1950 m 6396 ft.
Route:20,6 km a/r
Access to start point:La Joux, poco dopo La Thuile. Aosta, Morgex, Pre St. Didier, La Thuile.

Troppa voglia di terre-alte per resistere ancora.
Certo non sono i 4000 che avevamo in programma ma l'ambiente è sempre fantastico.

Anche in questo weekend il brutto tempo ci insegue, ma noi proviamo ad anticiparlo. Per partire presto decidiamo di dormire in zona. Troveremo posto al B&B Le Cloux, dove una simpatica signora ci accoglie molto gentilmente (chiedendoci tra l'altro di ripassare dopo la gita per dirle come è andata ... giusto almeno per farci offrire un caffè ... cosa non farei per un caffè!).

La prima parte del percorso porta in quota attraverso una prima zona di boschi e poi su prati, pietre. Oggi sono le cascate, laghi e i torrenti glaciali a farla da padrona in questa zona, solo per ammirarli o per riuscire a passarli.
Seguendo un sentiero marcato solo con qualche ometto riusciamo a stare sulla sinistra orografica del torrente principale, evitando così un passaggio su ponte tibetano che vorremmo fare al ritorno.

La vista sul ghiacciaio del Rutor è fantastica e il cielo, per il momento, è ancora blu. Non siamo sicuri su quale sia la cima del Rutor, fatta l'anno scorso con gli sci  .... va bè la vedremo dalla vetta.

Attraversiamo la piana per andare ad infilarci nel giusto pendio che porta sul Ghiacciaio Orientale del Grand Assaly. Non sempre gli ometti sono ben visibili ma uno sguardo alla cartina non lascia dubbi su quale sia la giusta direzione.
Si sale ripidamente su pietre, sfasciumi, blocchi fino a mettere piede sulla neve. Avevo letto che il ghiacciaio poteva essere crepacciato ma da qui sembra innocuo. Nel dubbio mettiamo l'imbrago ma aspettiamo a legarci.
In effetti di crepacci non se ne vedono neanche lontanamente, ormai il ghiacciaio sembra più un nevaio e ci permette di salire tranquillamente fino al Colle Assaly.

Da questo si segue il crestone, più o meno fedelmente, seguendo gli evidenti ometti. Subito poco dopo "l'attacco" si arrampica su una bellissima fessura che, sebbene un po' esposta, offre ottimi appigli e appoggi. Peccato che è breve. Poi, a parte qualche pietrone, non ci sono altre difficoltà e si arriva in cima tranquillamente.

Bella sensazione, su di una cima penso poco frequentata e nessuno in giro. I nuvoloni delle piogge pomeridiane sembrano aver anticipato il loro arrivo, quindi il panorama ne risulta un po' penalizzato ma dal lato Rutor si riescono ancora ad avere ampie visuali.

Ritorniamo al Colle Assaly per salire anche la Pointe de Loydon (già che siamo li!). Si arriva in cima tra brevi nevai e qualche roccetta. Da qui la Grand Assaly sembra molto più impervia di quel che è in realtà.
In discesa non torniamo al colle ma proviamo a scendere per un pendio di neve e tagliare più in basso per rientrare nel ghiacciaio da un altro colletto che avevamo visto salendo. Dopodiché facciamo lo stesso percorso a ritroso fino alla piana ai piedi del ghiacciaio e puntiamo al ponte tibetano.

Arrivati al ponte .... siamo molto perplessi. I due cavi del ponte sono veramente laschi ... troppo laschi per i miei gusti. Proviamo ad appenderci per farci un'idea ma ovviamente questi, con il mio peso, oscillano in maniera preoccupante. Nonostante abbiamo gli imbraghi e qualche fettuccia per assicurarci, non ci fidiamo ad attraversarlo. Già ci vediamo in mezzo al passaggio a dondolare paurosamente, sicuramente perdere l'equilibrio e ritrovarci appesi come salami per poi fare una fatica bestia per raggiungere l'altro lato. Ho avuto modo di fare questo tipo di passaggi in alcune ferrate ma la tensione dei cavi era tutta un'altra cosa.

Niente da fare, dobbiamo riuscire ad attraversare la piana del torrente in altro modo.

Iniziamo con qualche salto modello "camoscio", qualche salto modello "salto-con-l'asta", qualche salto fuori misura (meno male che gli scarponi sono impermeabili) ma poi l'ultimo ramo del torrente è troppo largo.
Quindi piano B ... togliamo scarponi e calze e passiamo a piedi nudi ... acqua gelata che blocca la circolazione ... ma forse un pediluvio ci fa solo bene.

Risistemati, torniamo sul sentiero e raggiungiamo il Rifugio Deffeyes. Mentre siamo in pausa al rifugio, inizia a piovere. Aspettiamo un pochino per vedere se smette e quando sembra diminuire ripartiamo. Lungo la discesa riinizia a piovere, ci copriamo ma, per fortuna, dura poco e ci ritogliamo le giacche.
Quando incrociamo il sentiero di salita decidiamo di seguire la variante parallela, lungo il sentiero del "centocinquantenario" (che poi risulterà un po' più lungo con qualche breve risalita).

Attraversiamo un ponte che passa proprio sotto la 3° cascata del Rutor .... qualcosa di incredibile la potenza che trasmette questa cascata, soprattutto in questi giorni in cui il torrente è particolarmente carico d'acqua.
Stiamo ad ammirarla per almeno 10 minuti, ha una forza attrattiva quasi meglio di una modella (quantomeno non bisogna spiegarle perché la guardiamo).

Poi il sentiero continua a scendere e regala scorci della cascata davvero unici. Per chi ha semplicemente voglia di fare una breve passeggiata potrebbe salire dal sentiero classico e scendere da questo, facendo così un anello che permette di ammirare tutte e tre le cascate del Rutor.

Senza ulteriore pioggia e con qualche breve risalita arriviamo alla macchina, molto contenti della gita e della giornata. Passiamo poi di nuovo dal B&B a raccontare a Paola la nostra avventura sul Grand Assaly ... e a bere un caffè!


Hike partners: Andrea!


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