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Ferrata dei Campanili e Cimon del Latemar (2.856m)


Published by Simone86 , 21 August 2013, 19h00.

Region: World » Italy » Trentino-South Tirol
Date of the hike:15 August 2013
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Via ferrata grading: PD+
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days
Height gain: 1900 m 6232 ft.
Height loss: 1900 m 6232 ft.
Access to start point:Autostrada A22 del Brennero, prima di Bolzano uscire a Ora/Auer, prendere la SS48 per CAVALESE, seguire poi per PREDAZZO e prima di MOENA si passa per FORNO. Risalendo oltre il paesino è presente un piccolo parcheggio sterrato.
Accommodation:Rif. Torre di Pisa - Biv. Latemar A.Sieff - Biv. E. Rigatti

Oggi siamo in 4 (Andrea, Teo, Gabri ed io) pronti per una due giorni sul Latemar con pernottamento in Bivacco. Obiettivo di domani la Ferrata dei Campanili. Partenza alle 4:30 da Varese in direzione Dolomiti / Val di Fassa. Parcheggio a Forno alle 9 circa.



 
DAY 1


Partenza da Forno Q1165 per il chiaro e ben segnato sentiero 516. Inizialmente si tratta proprio di una strada sterrata un po’ monotona e dalla pendenza non indifferente. All’altezza di Malga Valsorda Q1676 (che intravediamo a un centinaio di metri da noi) il sentiero si restringe e si fa più selvaggio, portandosi a ridosso delle bastionate rocciose dette “i Burti”. Risalendo il ripido pendio a zig zag occorre superare un paio di facili punti attrezzati, mentre ci si accorge che la roccia in generale è abbastanza franosa.
Oggi fatico a star dietro ai miei compagni, stanchezza nelle gambe non ancora recuperata, va be..

Giunti al pianoro attorno a Q2300 troviamo alcuni cartelli indicatori che mostrano una piccola e debole sorgente d’acqua  sgorgante dal nulla! Una salvezza in questa giornata, non ne avremmo più trovata da qui in poi. Il Bivacco Latemar A.Sieff è posizionato proprio 2 minuti sopra la sorgente (comodissimo ogni rifornimento), ha una base in muratura  ed il restante della struttura in legno. Penso ci siamo tra i 12 e i 15 posti letto, un tavolino, una stufa, coperte e materassi (no cuscini).  Arriviamo in poco più di 3h al bivacco, saranno circa le 13 e vista la stanchezza del viaggio (e non solo) ci buttiamo tutti a dormire un paio d’orette.

Verso le 5 le poche persone presenti sono tutte andate via ed incredibilmente restiamo solo noi 4 a pernottare!  Cena a base di pane e salame collettivo, una buona bottiglia di rosso delle Marche e un po’ di rilassamento.. Vista la gelida temperatura del interna del bivacco optiamo per accendere un paio d’ore la stufa, di modo da scaldare un po’ l’ambiente per la notte e preparare un bel thè caldo.  Cose emplici che a queste quote e temperature diventano grandi piaceri!  Verso le 9 siamo comunque tutti a letto. La notte passa bene con qualche oretta gelida verso l’alba.
 


DAY 2

Il meteo è strano, densi nuvoloni scuri risalgono dalla ValSorda creando un ambiente tetro e inquietante. Iniziamo la salita verso la Forcella dei Campanili, posta a Q2685 raggiungibile in mezz’ora di facile sentiero. La zona “Lastei di Valsolda di Sopra” è un bellissimo pianoro strutturato ad anfiteatro. 
Arrivano in breve alcuni escursionisti dal vicino Rif. Torre di Pisa, fortunatamente non siamo soli. Si ingaggia, dopo essersi imbragati, il sentiero 511 che si trasformerà in ferrata dopo un centinaio di metri.

In realtà si tratta di un sentiero attrezzato, non vi sono difficoltà tecniche ne esposizione particolari. L’attenzione deve essere alta in quei piccoli tratti di sentiero libero non attrezzato, ma non è mai eccessivamente difficile. Si tratta di un lungo traverso (nel nostro caso da W a E) alternato da alcuni interessanti passaggi tra piccole golette e qualche facile salita arrampicosa (tant’è che ci hanno seguito un signore con due bambini di 8-9 anni…). Facilmente riconoscibile per la sua caratteristica rampa di salita, il Cimon del Latemar Q2846, o Torre Diamantidi, può essere facilmente risalita per tracce di sentiero e ometti nell’ordine del T4 e con qualche passaggio di I°.  Dicono che il panorama sia stupendo ma con i nuvoloni di oggi non possiamo confermarlo! Pare facile e bella anche la vicina Torre Christomannos, ma non ci siamo saliti.

Il passaggio tra alcuni campanili è spesso caratterizzato dalla presenza di Melafiro, ovvero colate di scure lave che sono risalite nelle crepe fino al termine di queste alte creste. Esso contribuisce alla già elevata fragilità delle rocce del Latemar, composte  da semplice carbonato di calcio e per questo facilmente sgretolabili. Nell’ultimo tratto prima di raggiungere la Forcella Grande del Latemar Q2650 (e quindi il Bivacco Rigatti) sono presenti due tratti verticali in discesa per nulla semplici: è richiesta fermezza, forza fisica e controllo delle vertigini. Alcuni escursionisti hanno preferito tornare indietro. Purtroppo il solo cavo non è di grande aiuto nella discesa e bisogna avere una bella presa di mani e buona fiducia dei piedi.
Il primo tratto verticale è corto ma molto intenso, ricco di staffe. Si risale una facile paretina per poi scendere su un tratto verticale più lungo, più semplice ma senza staffe. Buoni appigli per i piedi. Diciamo solo che vista la difficoltà elementare di tutto il percorso non ci aspettavamo una botta di salute proprio negli ultimi metri, ma va bene cosi!

Il Bivacco Rigatti Q2620 (2h30’ dalla partenza, compresa la salita al Cimon) è un vero e proprio “scatolone” di salvataggio, molto grezzo, non presenta nulla se non l’essenziale, un tavolino, qualche candela e 9 posti letto molto ammassati. Di notte deve essere moooolto più freddo del Sieff!!
Dal Rigatti si scende per 40m circa ingaggiando il sentiero 18 che risalirà ripido e a tratti un po’ esposto fino al Col Cornon Q2757. La difficoltà media di questo tratto è T4, la traccia è segnata e ben visibile ma vi sono numerosi passaggi di I° di arrampicata e forse qualcosina in più. Giunti sul Col Cornon (un vero e proprio colle spianato) ci rifocilliamo un po’(45’ dal Rigatti).

Da qui si continua verso Est sempre con saliscendi (piu scendi che sali) passando per la zona “Gole Negre” dove sono onnipresenti tratti del melafiro precedentemente descritto. Molti passaggi sono franosi, altri senza appigli per i piedi (aderenza) e altri vanno disarrampicati. Il tutto sempre divertente e frizzante ma non banale (T4 – I°). Piegando verso nord si scende ripidi alla Forcella Piccola del Latemar Q2526 dove è presente un sacco di gente, risalita dal sottostante Passo di Costalunga. Abbandoniamo adesso il sentiero 18 ingaggiando verso Est il 517B e poi il 517 passando la Forcella Zacarogn ed entrando in Val de Cagnota. Qui la segnaletica lascia un po’ a desiderare e proseguiamo un po’ a naso con cartina e bussola. Ad un segnavia teniamo il 517 in direzione Forno.

Si risale una 50ina di metri vicino al dosso “El ColQ2022, lo si aggira e si inizia una lunga ed interminabile discesa tra conifere fino a Medil Q1363. Abbiamo tutti i piedi distrutti e la pesantezza dello zaino si fa sentire.  Curiosamente da “El Col” (ma che è, stiamo in messico?” cit.) in poi l’ambiente ha mutato verso una morfologia più “ticinese” se vogliamo: il granito ha sostituito la dolomia locale e cosi anche la vegetazione (conifere, formicai giganti ecc..). Raggiunto Medil e riforniti di acqua siamo in breve ridiscesi verso Forno senza mai mollare il 517 (circa 2h30 dal Col Cornon).


Interessante itinerario, abbastanza selvaggio, molto meno battuto del più famoso Gruppo Sella. I paesaggi in quota sono sempre bellissimi, un po’ noiosa la parte “valligiana”. Facile la ferrata, per neofiti necessario legare con corda sui due passaggi in discesa difficili. Oppure valutare di percorrerla al contrario (da E a W).

Hike partners: Simone86


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Comments (6)


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Amadeus says:
Sent 22 August 2013, 11h43
Che dire, gran bella galoppata, complimenti!

Simone86 says: RE:
Sent 25 August 2013, 10h50
Grazie, alla fin fine non è che sia stata un'impresa pesante, con zaini scarichi anche fattibile in giornata, probabilmente eravamo tutti un po' stanchi (io per primo), ma ogni tanto è bello prenderla comoda :'D
grazie comunque, buone uscite!

Sent 22 August 2013, 18h11
Finalmente un po' di Dolomiti....
Grazie ragazzi, mi state riportando sulle mie vecchie e indimenticate orme.

Ciao

Simone86 says: RE:
Sent 25 August 2013, 10h50
eheheh si, ho notato che su HIKR le Dolomiti appaiono poco in % rispetto a svizzera e Italia occidentale, peccato!

gbal says:
Sent 23 August 2013, 22h38
Ecco dove ti eri cacciato! Ti abbiamo scoperto, te ed i tuoi bravi amici.
Complimenti e ....."El" nei dialetti ladini et similia = articolo determinativo maschile come "Il", il Messico.....ci ha copiati :-):-)
Ciao Simo

Simone86 says: RE:
Sent 25 August 2013, 10h52
ahahahah ecco la spiegazione!! beh se alla fine tutto deriva dal latino di base ecco la spiegazione di questa apparente invasione messicana!!
grande Giulio, pozzo di conoscenza!


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