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Piramide Vincent (4215 m)


Published by rochi , 24 July 2013, 22h16.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:24 July 2013
Mountaineering grading: F
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 6:00
Height gain: 940 m 3083 ft.
Height loss: 940 m 3083 ft.
Access to start point:Uscita Autostrada Ghemme - Romagnano Sesia, seguire le indicazioni per Varallo (prima) e Alagna(poi). Dall'uscita dell'autostrada ad Alagna, circa 60 km. In paese, possibilità di parcheggio gratuito e libero su sterrato, poi 5 min di strada segnalata verso gli impianti. Parcheggi più vicini, sono a pagamento.
Accommodation:Numerose strutture ad Alagna. Capanna Gnifetti. Rifugio Mantova. Bivacco Giordano al Cristo delle Vette.

La salita alla Piramide Vincent, forse il più facile tra i 4000 del Monte Rosa, era un obiettivo da tempo prefissato e doveva celebrare due "prime volte":
- la prima volta di Matteo (detto poli) su un 4000;
- la prima volta del sottoscritto facente funzione di "capocordata" su un alpinistica che, per quanto semplice, può sempre comportare difficoltà e complicazioni.
Proprio alcune complicazioni (che andrò in seguito elencando) hanno rischiato di inficiare la riuscita dell'impresa. Una certa determinazione e una buona quantità di fortuna, ci hanno comunque consentito di iscrivere la meta nella nostra personalissima hall of fame.
Alle 7.30 siamo pronti alla stazione della funivia di Alagna Valsesia e saliamo verso punta Indren cambiando tre impianti. Alle 8.45 siamo fuori dalla stazione di monte e partiamo, percorrendo con un ampio giro il ghiacciaio e tenendoci sulla traccia alta che adduce alle roccette. Superiamo queste con qualche passaggio di I grado, agevolati da canaponi e gradini metallici tipo ferrata. Usciamo sul ghiacciaio superiore e percorriamo l'evidente traccia che ci porta alla Capanna Gnifetti dove giungiamo alle 9.30 avendo progredito di buona lena.
Con i ramponi di Matteo (modello super vintage) le prime difficoltà: non sono a misura e la regolazione richiede chiave e cacciavite che naturalmente non abbiamo. I tentativi di adattamento si rivelano fallimentari, sicchè proviamo a far cambio ma anche a me la ferraglia dà problemi. Il metti e togli ci crea qualche nervosismo, il tempo passa (sono le 10.30) e la meteo peggiora visibilmente. Il ghiacciaio che era visibile per qualche centinaio di metri si oscura in un attimo. Il clima, non solo metereologico, si raffredda e per qualche momento pensiamo di desistere. Una folata di luce ci induce tuttavia a legarci e partire, seguendo le evidenti tracce che risalgono il ghiacciaio. Ben presto, la nebbia torna padrona e, ad ogni passo, penso che sarebbe più logico tornare indietro ma proseguo, sostenuto peraltro da un ottima condizione fisica che mi fa procedere svelto. 
Poco dopo la partenza, perdo un rampone, lo recupero, tento di rimetterlo ma non c'è verso. Contrariamente ad ogni buon senso, vista però la buona condizione del ghiaccaio, decido di proseguire con un attrezzo solo, il destro.
Alle 11.00, sul pendio del ghiacciaio che sale ripido verso il colle del Lys, proprio sotto il grande seracco scricchiolante, incontriamo l'amico Luca Colli, celebrato sky runner. Un saluto e un ammonimento a prestare attenzioni al meteo e proseguiamo.
alle 11.30 giungiamo al grande crepaccio che superiamo agevolmente su ponte di neve stabile (prestare comunque molta attenzione) e ci troviamo al bivio. Se si prosegue diritti si continua a salire verso il colle del Lys, se si va a destra, ci si incammina verso il colle Vincent e l'omonima piramide. Alziamo la testa e scopriamo, con somma gioia, che la nebbia si è diradata, il cielo è azzurro e fa un caldo micidiale.
La sensazione di essere a un passo dal successo ci fa mettere il turbo e, risalito il pendio ora dolce, ora molto ripido, ci troviamo sul panettone sommitale della Vincent.
Sono le 12.00, la disperazione iniziale ci ha permesso di compiere il tragitto Gnifett - Vetta in circa 1h30min.
Qualche foto e quattro chiacchiere con pervenuti alpinisti e giù a rotta di collo per la via di salita.
Un certo buon senso mi fa escludere la possibilità di salire il vicino e facile Balmerhorn (Cristo delle Vette) dove si trova il bivacco Giordano.
In discesa troviamo neve molle ma tutto sommato praticabile con crepacci piuttosto aperti ma di facile superabilità.
Nei pressi della capanna Gnifetti teniamo la sinistra, la evitiamo e scendiamo su neve (ora molto sfondosa) al rifugio Mantova. Sono le 13.15, ci concediamo finalmente un po' di riposo e la pausa pranzo.
Dal rifugio Mantova, su neve antipatica e scivolosa, alternata a rocce bagnate e infide (contiamo almeno un paio di tomoni a testa) torniamo alla stazione di Indren intorno alle 14.30.
I panorami magnifici che questa zona sa offrire, oggi sono stati molto celati dalle nuvole, mi si perdonerà pertanto una galleria fotografica ad personam.
Sviluppo: km 11 circa; SE: 20 Km circa.

Hike partners: rochi, POLI89


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Comments (2)


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gbal says:
Sent 25 July 2013, 14h17
Bravi, bravi, bravi! Come ho detto nell'SMS avevate anche la fortuna di essere in uno dei pochi posti freschi ma....mi sbagliavo.
Ed ora starete già pensando alla prossima poli-avventura !?

rochi says: RE:
Sent 25 July 2013, 15h46
Grazie Giulio,
rispetto ai nostri forni crematori, lassù era sicuramente fresco ma per la quota non faceva assolutamente freddo. Ciò ha giovato, soprattutto al polineofita del ghiacciaio (la prima volta i piedi ghiacciati spaventano).
Certo le idee non mancano, anche se per un po' dovremo accettare la poliassenza.
Ti terrò tuttavia aggiornato sulle prossime idee.
Ciao!


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