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Cima di Lago (2833 m) - Skitour


Published by tapio , 16 February 2012, 09h22.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:14 February 2012
Ski grading: PD
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Cristallina 
Time: 6:30
Height gain: 1608 m 5274 ft.
Height loss: 1608 m 5274 ft.
Route:Ossasco (1313 m) - Leiunscia (1539 m) - Alpe di Cristallina (1800 m) – Val Torta – Passo di Cristallina (2568 m) - Capanna Cristallina (2575 m) – laghetto a q. 2512 – direzione WSW – cresta ESE della Cima di Lago – Cima di Lago, vetta (2833 m) – cresta ENE della Cima di Lago – Passo della Cima di Lago (2741 m) – Passo di Cristallina (2568 m) - ritorno per la stessa via
Access to start point:A 2 fino ad Airolo, prendere la strada della Valle Bedretto e parcheggiare a lato strada ad Ossasco.
Maps:CNS 265 T Nufenenpass

Dopo aver assaporato la polvere vera nella recente escursione al Pizzo del Narèt, il desiderio di risentire sotto i legni “quella sensazione” mi ha portato di nuovo in Val Torta. Però... ne bis in idem… è risaputo che la stessa neve a distanza di giorni non sarà uguale a sé stessa. E così è stato, anche se il giro odierno è da considerare (per i miei parametri scialpinistici) di totale soddisfazione, indipendentemente dalla qualità della neve.

Da Ossasco fino all’Alpe Torta (2214 m) rimando al già citato rapporto sul Pizzo del Narèt. Da qui continuo in modo “torto” la salita in Val Torta - cioè piegando verso SW - con obiettivo, sempre ben visibile, il passo di Cristallina e l’omonima capanna. Nessuna difficoltà sin qui. Dal Passo si comincia ad avere sott’occhio la meta odierna. Pur avendo scelto, in fase di preparazione della gita, la via più semplice, ancorché più lunga, inizialmente mi faccio tentare da una bella traccia che esce sulla destra senza perdere dislivello. Noto ben presto che questa continua sul ripido pendio in forma di traverso su neve molto lavorata dal vento. Non ho nessuna voglia di tirare fuori dallo zaino i rampanti, per cui torno sui miei passi e, dopo aver aggirato alcune evidenze, mi butto in discesa come da programma a tavolino (naturalmente senza togliere le pelli, si tratta solo di una settantina di metri di  dislivello…). Raggiunta la zona del laghetto a quota 2512 ricomincio la salita puntando al versante sinistro, cioè alla cresta ESE, della Cima di Lago. Nella zona sommitale un traverso mi fa maledire la mia pigrizia nell’estrarre i rampanti, ma, tra lamine degli sci e spinta con la forza della braccia, supero il punto in questione ed in breve raggiungo la cima. La giornata è stata fin qui molto fredda (anche se migliore, sul fronte meteo, di ciò che era stato annunciato); le mani hanno sofferto parecchio, ma qui in cima riesco a preparare l’assetto da discesa senza grossi problemi e senza congelamenti, riuscendo anche a gustarmi il fantastico panorama (specialmente sul Cristallina e sul Basodino; invece le magiche vette dall’altra parte della Val Bedretto, Pizzo Rotondo in testa, rimarranno per tutta la giornata offuscate da un’insistente nuvolaglia). Qualche foto e giù, stavolta dalla parte opposta a quella di salita, per poter raggiungere la Capanna Cristallina senza dover ripellare. In ogni caso, una quindicina di metri di dislivello mi tocca ugualmente riprenderli a scaletta anche da questo versante, ma in ogni caso arrivo alla capanna senza troppo sforzo. La neve però non è delle migliori. In questo tratto si presenta a volte dura e a volte con una crosta non portante, per cui l’attenzione è d’obbligo. Stesso discorso dalla Capanna fino all’Alpe Torta. Più in basso è leggermente meglio, ma permangono le caratteristiche appena enunciate. La sorpresa si materializza tra l’Alpe di Cristallina (1800 m) e Leiunscia (1539 m): rimanendo nel bosco di larici, cioè più in alto della traccia del sentiero ufficiale, la polvere si prende la rivincita sul cartone e io ne gioisco come un bambino. Senza storia invece l’ultimo tratto da Leiunscia ad Ossasco: la traccia nel bosco di abeti raramente supera il metro di larghezza: sembra una pista da bob e lo spazzaneve è d’obbligo. Poco prima dell’arrivo all’auto, su pendii nuovamente aperti, le ultime curve su neve dura.

Escursione consigliabilissima anche se un pochino lunga: auguro a chi la voglia intraprendere di trovare una neve migliore di quella odierna.

 

Tempo totale: 6 ore e 30’;   andata 5 ore  – ritorno 1 ora e 30’

 


Hike partners: tapio


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Comments (5)


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Francesco says: Complimenti.
Sent 16 February 2012, 17h47
Ti cukki 1600 m. di dislivello, per giunta in inverno, come fosse una passeggiata.

tapio says: RE: Complimenti.
Sent 16 February 2012, 18h03
Grazie Francesco,
qualche piccola fiacca sui piedi mi è venuta (come sempre del resto), però poi in discesa c'è il vantaggio che si scivola!

Ciao, Fabio

gbal says: RE: Complimenti.
Sent 16 February 2012, 22h09
Eh, sì! Oltre a fare i complementi a te, Fabio, concordo anche sul grosso vantaggio che intravedo (non per mia capacità ed esperienza diretta) di scendere con tempi nettamente inferiori a chi ciaspolasse o camminasse mentre in salita non sono forse così distanti: Quindi le 6.30 ore, smentiscimi se non è così, potrebbero essere distribuite in 4h30-5h per la salita e 2h-1h30 per la discesa che non è niente male oltre a dare sensazioni sicuramente più ripaganti che quelle provate da chi scende camminando.
Ciao
Giulio

tapio says: RE: Complimenti.
Sent 16 February 2012, 22h47
Come avrebbe detto il buon Mike...
"ahi ahi ahi, Giulio..., vedo che ti è sfuggita l'ultima riga della relazione!"
A parte la battuta (e comunque, anche se non l'avevi letta, hai comunque indovinato!) ti ringrazio per i complimenti. Aggiungo anche che, se non ci fosse lo sforzo della salita, i tempi in discesa
sarebbero ancora inferiori. Ma sai, con le gambe già indolenzite dallo sforzo precedente, meglio non esagerare e fare frequenti pause (almeno nel mio caso).

Ciao, Fabio

gbal says: RE: Complimenti.
Sent 17 February 2012, 18h20
Mea culpa, mea culpa! Hai ragione, che figura! E sì che l'avevi pure evidenziata ma sai com'è a volte sfuggono le cose che abbiamo sotto il naso!
Ciao
Giulio


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