Ferrata Lipella alla Tofana di Rozes 3225m - Prova di resistenza
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Sono le 8 di mattina e il cielo è un po' nuvoloso ma pare si stia aprendo, così partiamo dal rifugio Dibona. Imbocchiamo il sentiero che risale alla base della Tofana, la salita si fa subito sentire, ma in un'ora esatta siamo all'attacco della ferrata sotto il castelletto.
Indossiamo l'imbrago e saliamo la prima scala, poi la lunghissima galleria. In breve siamo di nuovo all'aria aperta e ci attacchiamo al cavo. Siamo ancora freschi e teniamo un buon passo. Si alternano cenge leggermente digradanti a passaggi più o meno verticali sul cavo.
Fino al bivio per le tre dita la ferrata non è per niente difficile, poi comincia il tratto più verticale, sempre non difficile, se non fosse per alcuni punti in cui la roccia è bagnata e scivolosa. Anche il cavo è bagnato per cui bisogna stare attenti a non far scorrere la mano.
Arrivati alla fine della ferrata (quattro ore e mezza dalla partenza circa), si trova un tratto in piano con vista della parte finale prima della cima. E' un tratto non assicurato, a volte su sentiero stretto, con qualche roccetta. Non è difficile ma bisogna stare attenti e dopo tante ore l'attenzione comincia a calare. Inoltre abbiamo trovato anche un po' di neve, meglio avere con se bastoncini e ramponcini.
L'arrivo in vetta è fantastico, facciamo le foto di rito e mangiamo qualcosa. Poi ci attende la discesa, usciti dal tratto finale di vetta non ci sono più difficoltà e con calma passiamo davanti al Giussani e finalmente dopo nove ore facciamo ritorno al Dibona.
Indossiamo l'imbrago e saliamo la prima scala, poi la lunghissima galleria. In breve siamo di nuovo all'aria aperta e ci attacchiamo al cavo. Siamo ancora freschi e teniamo un buon passo. Si alternano cenge leggermente digradanti a passaggi più o meno verticali sul cavo.
Fino al bivio per le tre dita la ferrata non è per niente difficile, poi comincia il tratto più verticale, sempre non difficile, se non fosse per alcuni punti in cui la roccia è bagnata e scivolosa. Anche il cavo è bagnato per cui bisogna stare attenti a non far scorrere la mano.
Arrivati alla fine della ferrata (quattro ore e mezza dalla partenza circa), si trova un tratto in piano con vista della parte finale prima della cima. E' un tratto non assicurato, a volte su sentiero stretto, con qualche roccetta. Non è difficile ma bisogna stare attenti e dopo tante ore l'attenzione comincia a calare. Inoltre abbiamo trovato anche un po' di neve, meglio avere con se bastoncini e ramponcini.
L'arrivo in vetta è fantastico, facciamo le foto di rito e mangiamo qualcosa. Poi ci attende la discesa, usciti dal tratto finale di vetta non ci sono più difficoltà e con calma passiamo davanti al Giussani e finalmente dopo nove ore facciamo ritorno al Dibona.
Tourengänger:
zasf

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