Rifugio Mezzalama (3009 m)


Published by siso , 8 September 2017, 20h40.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike: 5 September 2017
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:00
Height gain: 1320 m 4330 ft.
Route:Saint-Jacques-des-Allemands (1689 m) – Blanchard (1724 m) – Fiery (1875 m) – Alpe Belbosco (1892 m) – Alpe Pian di Verra Inferiore (2069 m) – Lago Blu ( 2215 m) – Vallone di Verra ¬– Pian di Verra Superiore (2382 m) – Rifugio Mezzalama (3009 m).
Access to start point:Autostrada A9 (Chiasso-Milano), A4 (Milano-Torino), A5 uscita Verrès, Val d’Ayas – Saint Jacques des Allemands.
Accommodation:Rifugio Ottorino Mezzalama (3009 m).
Maps:Istituto Geografico Centrale, No. 108 – Cervino, Matterhorn, Breuil Cervinia, Champoluc – Carta dei sentieri e dei rifugi con itinerari di sci alpinismo - 1:25000.

Per la prima volta in Val d’Ayas, una laterale di sinistra della Val d’Aosta, fino all’ultimo abitato, Saint Jacques des Allemands, sede della prima colonia Walser proveniente dal Vallese, insediatasi nelle terre del monastero di San Maurizio d’Agauno intorno all’anno mille. Per questo motivo la parte più alta della valle era denominata “Canton des Allemands”.

La lunga escursione mi ha portato ad un rifugio ubicato ai piedi del Grande Ghiacciaio di Verra, intitolato ad Ottorino Mezzalama (1888-1931), alpinista torinese travolto da una valanga, considerato il padre dello scialpinismo italiano.

 

Inizio dell’escursione: ore 8:20

Fine dell’escursione: ore 16:25

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1022 hPa

Temperatura alla partenza: 6,5°C

Isoterma di 0°C alle 9.00: 3600 m

Temperatura al rientro: 22,5°C

Velocità media del vento: 10 km/h NO

Umidità relativa alle 9:00: 80%

Sorgere del sole: 6.54

Tramonto del sole: 19.59

 

Come d’abitudine percorro di buon mattino la valle, alle prime luci dell’alba. Superato lo stretto imbocco, la valle si addolcisce e mi offre dei bellissimi scorci. Un fatto mi mette subito di buonumore: in un rettilineo pianeggiante, un capriolo mi attraversa la strada. È il segno evidente che mi trovo in un ambiente naturale ancora intatto. I numerosi turisti che frequentano la Val d’Ayas non hanno ancora scalfito la sua natura. Le abitazioni sono rispettose dell’ambiente e delle tradizioni architettoniche, a cominciare dai tetti, rigorosamente coperti con le “lose”, le lastre di pietra di ortogneiss scistoso, che qui hanno una bella tonalità di verde muschio.

All’altezza del Lago di Brusson si trova la deviazione per Estoul (1817 m), la località dove vive attualmente lo scrittore Paolo Cognetti, che mi ha appassionato con il suo romanzo “Le otto montagne”, vincitore del Premio Strega 2017. Mi viene la tentazione di visitare anche questo paesino, per incontrare magari lo scrittore e Bruno, il personaggio del suo romanzo, forse disperso.

Alle otto arrivo alla testata della valle, alla Place de la Grotte, di fianco alla chiesa di Saint Jacques des Allemands (1689 m), dove è possibile parcheggiare gratuitamente.

Il segnavia indica che la meta prevista richiede 4 h e 45 min di cammino lungo il sentiero 7. I meno allenati, oppure gli alpinisti che intendono proseguire fino al rifugio più in alto, ossia il Rifugio Guide Val d’Ayas (3394 m), possono fruire di un servizio di Taxi, che porta i clienti fino al Pian di Verra superiore (2340 m).

Alle 8:20 mi avvio, con il solito fardello da cammello, su un sentiero lastricato, sempre ottimamente marcato con delle frecce gialle. L’aria fresca e il profumo di larici non mi fanno pesare per niente la ripida salita, oltretutto, qui non ci sono le fastidiosissime zanzare.

Apprezzo molto i pannelli con lo sfondo marrone, che indicano il nome delle località che si toccano e la loro quota. È un’attenzione turistica purtroppo poco diffusa, che dà prestigio anche a questi piccoli insediamenti montani.

Il primo che si incontra è Blanchard (1724 m), a seguire Fiery (1875 m), quindi la radura dell’Alpe Belbosco (1892 m) e la piana dell’Alpe Pian di Verra Inferiore (2069 m), dove rimango ammutolito di fronte ad un panorama di tale portata. Alla base si estende il pascolo dell’alpeggio, parzialmente illuminato dal sole, sullo sfondo incombono le lingue del Grande e del Piccolo Ghiacciaio di Verra. Più in alto ancora svettano le cime del Castore (4223 m), del Polluce (4092 m), della Roccia Nera (4075 m) e del Breithorn (4164 m).

Come sostiene Cognetti, la nostra ammirazione per le vette delle montagne non è in sintonia con la visione della montagna che hanno i montanari. La montagna dei montanari è molto pragmatica, molto economica, molto basata sul lavoro. I montanari non guardano alle cime delle montagne, ma guardano ai colli, ai passi, quelli che servono per andare da una valle all’altra per lavorare, per spostarsi: le cime delle montagne non servono a niente.

La mia visione della montagna, come quella di tutti gli appassionati di escursionismo, è invece piena di romanticismo, per questo non diventerò mai un montanaro.

Nei pressi di una mandria di mucche marroni, mi stupisco per la grande dedizione al lavoro e per l’efficacia del cane pastore. Rincorre le bestie che si distaccano brevemente dal gregge e le fa rientrare immediatamente con morsi al metatarso.

Aggiro un bellissimo monolito marrone e in breve raggiungo la fine della piana, dove riprende il bosco di larici. A circa 2088 m di quota arrivo ad un bivio: a sinistra si sale al rinomato Lago Blu (2215 m), a destra si sviluppa la più comoda strada poderale. Non posso perdere l’occasione per vedere il bacino lacustre, che in questo periodo ha delle tonalità turchesi piuttosto che blu. Sono al limite della vegetazione arborea; qui inizia il regno dei detriti di falda, dei macereti, dei massi erratici e delle morene. Il Vallone di Verra è percorso da un intreccio di torrenti con acque glaciali turchesi, che con la luce odierna sono molto piacevoli. Dopo un paio di ponticelli di recente costruzione, il sentiero segue dapprima il crinale di una morena, per poi scendere a ricongiungersi con la sterrata alla piazzola dove arrivano le jeep del servizio taxi, al Pian di Verra Superiore (2340 m), circa 500 m prima dell’alpeggio. Cammino da 2 h e 20 min: è il tempo che avrei risparmiato salendo con il fuoristrada (60.- € a tratta, da 1 a 4 persone).

Mi accodo ai tre alpinisti spagnoli giunti in jeep. Hanno degli zaini impressionanti, con corde, moschettoni, caschi, piccozza e persino gli scarponi legati allo zaino. Riguadagnata la cresta della morena, il percorso si fa meno ripido: mi prendo il tempo per osservare e fotografare lo spettacolare ambiente glaciale, oggi ancora più splendente grazie al cielo sereno.

Adoro queste giornate e non condivido l’idea di un noto fotografo, che preferisce al cielo azzurro le nuvole, in quanto offrirebbero un’immagine sempre diversa dello stesso paesaggio.

Dopo 4 h e 10 min di cammino posso affermare Rifugio Mezzalama (3009 m) geschafft!
 

                                               Rifugio Mezzalama (3009 m)

La capanna è aperta, ma il gestore è assente.

Condivido un pezzo di pecorino con Kif, un bastardone Labrador, quindi, come d’abitudine, scatto numerose foto alle cime circostanti. Il Rifugio Guide Val d’Ayas (3394 m) è a un tiro di schioppo; per raggiungerlo occorrono ancora 1 h e 30 min di cammino. È il punto d’appoggio per la salita al Polluce (4092 m).

Mi fermo sì e no una dozzina di minuti, quindi riprendo il lungo cammino di ritorno che si conclude a Saint Jacques des Allemands, dopo oltre 8 ore dalla partenza.

 

Il primo impatto con la Val d’Ayas mi ha pienamente soddisfatto. Le ottime condizioni meteorologiche mi hanno regalato delle visioni stupende sulle sagome del Castore e del Polluce, ammantati dal Grande Ghiacciaio di Verra (o Verraz). Questo ghiacciaio (uno dei 209 presenti in Valle d’Aosta), anche se molte fonti lo descrivono come in fase di forte contrazione, con i suoi 6 km2 ha ancora una dimensione notevole in confronto ad altri che ho visitato negli ultimi anni.

 

Percorso in auto

Dogana Chiasso Brogeda – Milano – Tangenziale Ovest – Santhià – Ivrea – Uscita Verrès – SR45 – Val d’Ayas – Saint Jacques des Allemands; 22,70 € x 2 di pedaggio autostradale; 204 km dalla dogana di Chiasso Brogeda, 2 h 55 min, compresa una sosta.

 

Tempo totale: 8 h 05 min

Tempo di salita: 4 h 10 min

Coordinate Rifugio Mezzalama: 624.890 / 84.733

Dislivello in salita: 1320 m

Sviluppo complessivo: 15,6 km

Difficoltà: T2

Copertura della rete cellulare: Vodafone buona.


Hike partners: siso


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Comments (16)


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Sent 9 September 2017, 00h43
L' ho letta tutta: mi hai invogliato ad andarci. Sei un grande scrittore, siso.
roby

siso says: RE:
Sent 9 September 2017, 09h46
Grazie roby!
La valle è bella quanto la Val de Gressoney; merita più di una visita.
Ciao,
siso.

Simone86 says:
Sent 9 September 2017, 04h28
Valle fantastica, due rifugi (nezzalama e guide val d'Ayas) dalla posizione sublime per osservare da vicino i ghiacciai. Bellissime foto e racconto preciso!

siso says: RE:
Sent 9 September 2017, 09h50
Grazie Simone!
Per me è stata una piacevolissima scoperta. Suppongo che possa offrire molti itinerari anche con la neve.
Ciao,
siso.

Max64 says: Bravo!
Sent 9 September 2017, 08h18
Impeccabile,come sempre,nello stile e nella forma.
E' sempre un piacere leggere i tuoi report,si impara sempre qualcosa.
Ciao
Max

siso says: RE:Bravo!
Sent 9 September 2017, 09h52
Grazie Max, è un piacere descrivere e condividere con delle foto i luoghi che creano emozioni!
Ci ritornerò senz'altro.
Ciao,
siso.

GAQA says:
Sent 9 September 2017, 11h09
Ciao Siso. Unico e inimitabile nella maniera in cui scrivi e descrivi. Trasmettono molto i tuoi report. Complimenti per la camminata. Anche io ho letto con piacere il libro che hai citato.
Buon proseguimento:)
Alessandro

siso says: RE:
Sent 9 September 2017, 11h56
Grazie Alessandro, sei molto gentile!
Buone gite anche a te e buone letture.
Ciao,
siso.

Francesco says:
Sent 9 September 2017, 12h08
..Benvenuto in Italia amis, quella bella, la vera Italia...la nostra Italia, fatta di montagne, mare, cultura e storia-

siso says: RE:
Sent 9 September 2017, 13h54
Grazie Amis!
Alle tue parole aggiungerei ... Cultura gastronomica!
Ciao,
siso.

GIBI says:
Sent 9 September 2017, 21h25
Bei ricordi di fine agosto 2009 il Mezzalama e il Lago Blu ... e al ritorno ero passato anche dal Ferraro e dal Guide di Frachey prima di tornare a Saint Jacques ... che nostalgia della Valleee !

complimenti

Giorgio

siso says: RE:
Sent 10 September 2017, 10h51
Grazie Giorgio;
peccato che non sia proprio dietro l'angolo di casa, comunque merita sicuramente la lunga trasferta. Ovviamente, sarebbe ancora più interessante andarci con una cordata.
Ciao,
siso.

andrea62 says:
Sent 10 September 2017, 23h51
Ho iniziato il libro di Cognetti, farò sapere le mie impressioni.
Ciao

siso says: RE:
Sent 11 September 2017, 08h35
Bene!
Ciao,
siso.

danicomo says:
Sent 11 September 2017, 18h05
Mi unisco ai complimenti degli amici...
Quest'anno hai fatto un filotto valdostano.
Daniele

siso says: RE:
Sent 11 September 2017, 22h41
Grazie Daniele!
Era una lacuna inaccettabile per un amante dell'escursionismo. Fino al mese scorso avevo raggiunto il Monte Rosa molto raramente, compresa la cima più alta, ma in epoche remote e sempre dal versante svizzero.
Quest'anno, avendo più tempo a disposizione, ho deciso di visitare anche le vallate valdostane. Certo che raggiungere la lingua di questi meravigliosi ghiacciai, senza poterli percorrere, lascia un po' di amaro in bocca. D'altra parte, non si può avere tutto...
Ciao, a presto!
siso.


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