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Pizzoni di Valsolda da Cressogno (CO)


Published by rambaldi , 5 May 2017, 12h49.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:23 April 2017
Hiking grading: T4- - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:15
Height gain: 1050 m 3444 ft.

Escursione ad anello alla scoperta dei Pizzoni di Valsolda, cima panoramica che nonostante le mie molte escursioni in valle non ho mai avuto occasione di salire. Aspettavo una giornata limpida e fresca in cui fossi solo, temendo di poter trovare difficoltà superiori rispetto a quelle solite ai miei abituali compagni di avventura. L'occasione finalmente si presenta.

Decido di raggiungere la cima principale salendo da est, in modo da avere l'esposizione solare favorevole ed affrontare in salita i tratti che ritengo siano più impegnativi. La discesa lungo la cresta ovest pare più semplice e quando la percorrerò il sole sarà ormai alto.

Arrivo in Valsolda quando il sole è ancora dietro i monti. Inizio l'escursione da Cressogno raggiungendo Cima lungo le mulattiere che costeggiano il Lago. Una breve passeggiata alla scoperta dei vicoli del borgo mi consente di leggere un pannello dedicato ai percorsi partigiani fra i due laghi. Scopro che davanti al suggestivo cimitero di Cima, in località Campelò, all'alba del 21 gennaio 1945, vennero giustiziati sei partigiani che stazionavano fra l'alpe Vecchio (secondo il pannello posizionato a lago) e l'alpe di Cima (secondo il pannello posizionato a Campelò).

Leggo la loro storia e visito il piccolo camposanto ripensando a quei giorni. Dopo la breve pausa riprendo l'escursione vera e propria che parte poco a monte del cimitero. Dopo un tornante si trovano alcune vecchie indicazioni per l'alpe di Cima e Pradei.

Il sentiero sale subito deciso superando i terrazzi di una appezzamento agricolo dove pascolano, tra gli ulivi, alcune vacche e un gruppo di capre. Si cammina sui confini del terreno volgendo a sinistra dove ulteriori indicazioni indicano l'imbocco della valle che risale il versante sud-orientale dei Pizzoni, fino all'alpe Vecchio.

L'ascesa prosegue ripida, praticamente senza dare respiro, lungo un sentiero incassato fra le pareti della valle Musa, con belle viste sullo strapiombo meridionale del monte e sul Ceresio.

Dopo circa 1h 15 m di cammino si arriva, senza possibilità di errore, all'alpe: era da parecchio che non ci passavo. La trovo immutata anche se non ricordavo la caratteristica fontana con doppia erogazione dell'acqua. L'acqua, non molta, tende a sgorgare alternativamente prima da una e poi dall'altra delle due fonti.

Poco a monte dell'alpe alcuni vecchi cartelli gialli indicano le mete raggiungibili.

Mi suonano strani i toponimi alpe di Licima e La cima di Porlezza, che infatti non trovo sulla CNS. Suppongo siano rispettivamente l'alpe di Cima e la quota 1287, risalto roccioso panoramico che salendo da Porlezza si può facilmente raggiungere prima di arrivare al monte Bronzone.

Il mio obbiettivo comunque è dalla parte opposta e riparto deciso a raggiungerlo.

Arrivo in breve alla Forcola, lungo il sentiero 23, da dove mi aspetto inizi il tratto più impegnativo dell'escursione.

Trovo alcune indicazioni di pericolo, un poco allarmanti, dipinte su un paio di tronchi. Il sentiero che penso di seguire è segnato con il umero 30, raggiunge la vetta e scende a Drano. Però su una pianta è indicata un'alternativa per cresta che mi sembra migliore, almeno per evitare di camminare a mezza costa, sul ripido ed erboso versante nord, ancora ombreggiato.

Probabilmente però interpreto male come le diramazioni dei sentieri e mi incammino su una traccia intermedia, che prosegue, scomoda, sempre a mezzacosta, poche decine di metri sopra il sentiero 30. La traccia rimane sempre ben al di sotto della cresta. Proseguo in questa situazione di limbo pensando prima o poi di salire in cresta ma finendo per trovarmi ad immettermi di nuovo sul sentiero principale, molto più largo e comodo.

Un'inutile fatica, ma ormai non vale la pena tornare al bivio della Forcola visto che la sella fra la cima principale dei Pizzoni e quella Orientale è in vista.

Come al solito la vista della verticale pala di cima mi fa un po' impressione così, prima di affrontarla, salgo sul cocuzzolo orientale tanto per vedere di capire dove passerà il sentiero.

E' evidente che la cima verrà aggirata a nord e risalita da ovest, visto che la parete sud, per noi semplici escursionisti, appare impraticabile.

Torno alla sella e mi avvio lungo il sentiero aspettandomi chissà quali difficoltà. Il cammino invece procede su larghe cenge che aggirano la parete con passaggi suggestivi ma sicuri, fino ad arrivare ad un bivio dove il sentiero 30 devia in leggera discesa nel bosco. A monte si stacca una traccia, meno evidente ma ancora marcata bianco rossa, che invece continua, in leggera salita, ad aggirare la parete.

Decido di non rinviare la salita incamminandomi verso questa seconda opzione. Dopo altri passaggi, sempre più suggestivi, sotto la parete rocciosa arrivo alla base di un ripido canale da risalire anche con l'aiuto di una corda fissa. Il terreno è asciutto e tiene bene, la corda appare usurata e non sarebbe indispensabile, ma, dopo averne saggiato la tenuta, la utilizzo per rendere meno faticosa l'ascesa.

Superato questo tratto si prosegue ancora per un po' incassati nel canale fino a scollinare in cresta dove il panorama si apre di nuovo su Ceresio e Valsolda e finalmente torna a splendere il sole.

Da qui a ritroso verso est il sentiero prosegue verso la vetta, districandosi in un piccolo labirinto di pareti rocciose dove è importante seguire i bolli, abbastanza frequenti, per non correre il rischio di incanalarsi verso qualche tratto pericoloso.

Ultimo ostacolo, superato con l'aiuto delle mani, un risalto roccioso verticale di un paio di metri, dove la direzione da tenere è ben indicata da un'evidente freccia rossa.

Dopo la sosta in cima, a contemplare la vista a 360°, torno sui miei passi fino alla bocchetta da dove riprende la discesa sulla cresta occidentale. Il percorso sarebbe piùsemplice ma il primo tratto di discesa e reso ostico dalla presenza di molte piccole piante sul sentiero, spesso poco evidente, che rendono difficile la progressione.

Terminato il tratto inselvatichito, dove è bene seguire con attenzione i bolli in vernice si proseguo su terreno più agevole dove però il paglione nasconde spesso segnavia e traccia.

Dall'alto vedo anche il punto dove sarei arrivato dalla Forcola se avessi sempre seguito il numero 30, senza fare la scorciatoia della corda fissa.

Sceso al limite del bosco il sentiero diventa più semplice da trovare e dopo un'opportuno controllo zecche, ne avevo imbarcate un paio, proseguo velocente fino al bivio per Cressogno.

Il sentiero inizialmente è segnato fino all'immisione su una forestale dove i bolli spariscono.

Ricordo che devo percorrere la forestale fino ad un tornante dove ripartono bolli e sentiero. Arrivato al tornate riprendo il sentiero, più rapido, che man mano si allarga diventando una bella mulattiera gradonata. Scendo fino ad un rudere dove un ulteriore bivio (marcato 31-32) dirama a monte il sentiero per Cima ed a valle quello verso Cressogno.


Hike partners: rambaldi


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Comments (9)


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Sent 5 May 2017, 16h41
Tutto molto bello: escursione.. relazione e foto.

Complimenti e continua a visitare in modo originale e ben dettagliato la bella Valsolda...

Ciao...

Angelo

rambaldi says: Valsolda
Sent 5 May 2017, 21h27
Grazie, pur essendo stato tante volte in Valsolda rimane sempre qualche angolo da esplorare

ciao
mauro

Angelo & Ele says: RE:Valsolda
Sent 5 May 2017, 22h19
Immagino...

Io ho appena iniziato a conoscerla e credo proprio che anche dopo altre 5-6 nuove camminate, per me rimarrebbe sempre da conoscere ancora tanto.. ancora il suo lato più selvaggio....

Sent 6 May 2017, 22h45
Bravo, bel giro e ottima descrizione... É poco frequentato ma per me merita!
Sai, dal Pizzoni anche noi la volta scorsa abbiamo portato a casa due zecche!

rambaldi says: Zecche
Sent 8 May 2017, 22h33
concordo, sono da anni un estimatore della Valsolda. Per chi ha poco tempo è un condensato di montagna a due passi da casa.

Purtroppo d'Estate è facile incappare nelle zecche. Un anno mi è saltato in mente di concatenare lungo la cresta le cime di Noga, il monte Pradè e il Torrione partendo dall'alpe di Dasio. Ho dovuto rinunciare per il gran numero di zecche che avevo imbarcato già prima di raggiungere il Pradè...

ciao
mauro

paolo aaeabe says: RE:Zecche
Sent 9 May 2017, 20h39
Urca... addirittura rinunciare per le zecche non l'avevo mai sentita!


rambaldi says: RE:Zecche
Sent 9 May 2017, 21h41
Prima e ultima volta. Comico ma è così: fermarsi ogni 5 minuti e togliere 2/3 zecche prima che si attacchino non è piacevole.
Sono sceso su sentiero verso l'alpe Noresso e tornato sul versante nord alla Fojorina, da li basta parassiti

Poncione says:
Sent 7 May 2017, 23h07
Cima stupenda ed emozionante, di cui serbo un ottimo ricordo.
Bravo ad avercela riproposta.
Ciao

rambaldi says: Ravò
Sent 8 May 2017, 22h28
complimenti anche per la vostra super escursione al Ravò e al Sasso Rosso: originale e intrigante.
Il Sasso Rosso nemmeno sapevo esistesse.

ciao
mauro


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