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Rifugio Tör


Published by paoloski Pro , 31 December 2016, 13h24.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:29 December 2016
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Poncione Rosso   CH-TI   Gruppo Madöm Gross 
Time: 5:30
Height gain: 900 m 2952 ft.
Height loss: 900 m 2952 ft.
Access to start point:Gaggiolo, autostrada A2, uscita di Biasca, proseguire veso Nord sulla cantonale, pasare Pollegio e poco oltre sulla sinistra si trova il bivio per Personico che si raggiunge attraversando il sottopassaggio della ferrovia.
Access to end point:Gita andata - ritorno con breve variante finale.

Oggi l'idea è di salire al bacino di Val d'Ambra e da lì esplorare la zona. Siamo io e Monica ed entrambi non siamo mai stati da queste parti. Entriamo in Personico e lo attraversiamo finchè non troviamo sulla destra i cartelli segnavia gialli indicanti il bacino, saliamo con l'auto seguendo l'intera strada asfaltata finchè giungiamo ad un grande spiazzo con un bivio: Val d'Ambra sponda destra o Val d'Ambra sponda sinistra? Consultiamo la cartina e decidiamo di scendere alla diga, attraversarla e parcheggiare nello spiazzo oltre il bacino dove vi è già un auto targata Zug.
Seguiamo i segnavia bianco - rossi in direzione di Badresc e Monda, poco oltre ecco un altro bivio con l'opzione per il Passo di Gagnone, decidiamo per Monda, raggiungiamo il nucleo di Badresc e quindi Monda poco più in alto. Sono entrambi alpeggi in una magnifica e panoramica posizione, con varie cime che fanno loro corona ed un grande spazio tutt'attorno, unico neo il rumore che sale dalla sottostante autostrada.
Potremmo da qui salire a Sprüch ma scegliamo invece di seguire un invitante segnavia bianco - rosso alla fine del grande prato di Monda.
Superiamo un varco in un muro di pietre. e continuiamo per un bel sentiero in saliscendi che attraversa senza grandi dislivelli il ripido versante della Leventina. Si sale e si scende in continuazione per evitare delle grandi placconate rocciose, se ne contornano alla base alcune altre invece le superiamo passandovi al di sopra.
Vi è uno strato di foglie secche di faggio superiore al mezzo metro così non vediamo un'indicazione che ci invita a salire ripidamente sulla destra e proseguiamo su quello che sembra un buon sentiero ma che presto diviene una labile traccia di animali su un fianco molto ripido ed esposto ed infine si affaccia su un vertiginoso salto roccioso. Un ripidissimo impluvio che attraversiamo è caratterizzato da un "doppio arco" formato da pietre qui franate.Di segnavia qui non c'è traccia, siamo decisamente fuori percorso per cui decidiamo per un opportuno dietro front e ritorniamo fino all'ultimo segnavia dove troviamo il segnavia che ci era sfuggito e possiamo riprendere il cammino sul percorso giusto..
Seguiamo quindi per un sentiero che zigzaga in salita per un buon tratto per poi continuare in saliscendi sul fianco della montagna, la ripidità del versante presto diminuisce e ci troviamo a salire verso destra su pendenze non eccessive, traversiamo un impluvio con una bella cascata ed una pozza d'acqua alla sua base, poi un grande macereto e, poco oltre, cominciamo a vedere i segni della presenza dell'uomo: cataste di legna tagliata e radi ma enormi castagni inframezzati ai faggi ed alle betulle.
Siamo a Pozzo, poco prima un cartello indica il rifugio Tör a cui decidiamo di salire.
Il sentiero si inerpica fra grandi faggi ed enormi castagni,un centinaio di metri di dislivello ed eccoci a Monte di Sopra che si rivela essere un autentico gioiello: una baita diroccata affiancata da due grandi massi somiglianti a dei menhir, un altra baita con il tetto in pietra ormai distrutto ma riparata da un grande telo in plastica e che, su una facciata, ha un affresco rappresentante una Crocefissione, poco più avanti sul pianoro ecco un laghetto ed una baita di fattura più moderna.
Breve sosta e proseguiamo la salita  verso il rifugio, il sentiero sale ripido fiancheggiando delle grandi rocce e percorrendo delle rampe di gradini decisamente alti ma che permettono di superare in breve questo ripido risalto, traversiamo un riale su una passerella formata da due assi, una breve risalita ed infine eccoci in vista della baita che funge da rifugio, la cartina indica un sentiero che sale alle spalle dell'edificio ma indicazioni non ve ne sono e tracce nemmeno, la via la si potrebbe intuire: a destra dell'impluvio e a sinistra della placconata rocciosa ma oggi, sarà forse per l'atmosfera festiva, non abbiamo una gran voglia di ravanare per cui decidiamo di fermarci qui.
Il rifugio è chiuso, la chiave nella bacheca accanto alla porta non c'è, ci sediamo quindi al tavolo prospiciente, c'è il sole ma fa un gran freddo, fortunatamente abbiamo un thermos di the caldo e qualche genere di conforto: torta alle noci e marrons glacès!
Scendiamo ripercorrendo il sentiero fatto in salita e a Monte di Sopra facciamo sosta di nuovo per qualche foto al laghetto ghiacciato, raggiungiamo Pozzo e poco oltre perdiamo il sentiero: basta distrarsi un attimo per trovarsi su una delle innumerevoli tracce che qui si trovano, quella su cui siamo però non è quella giusta: stiamo scendendo troppo. Risaliamo e troviamo il nostro segnavia, invero molto scolorito ed in posizione non molto visibile. Riattraversiamo il macereto e seguiamo quindi il sentiero con tutti i suoi saliscendi.
Eccoci di nuovo a Monda, ci abbassiamo a Badresc e poi ci spostiamo verso Lobia da cui scendiamo per un bel sentiero, ritroviamo il bivio di stamane ed in breve eccoci all'auto.

Bella gita in una zona per noi affatto sconosciuta, difficoltà: fra T2, la salita a Monda e i dintorni di Pozzo, e T3, il lungo traverso in saliscendi e i tratti ripidi e gradinati. Questo a patto di non perdere il sentiero, in tal caso ci si trova subito su pendii esposti, salti di roccia e tratti decisamente infidi che lo spesso strato di foglie rende ancora più insidiosi.

Hike partners: paoloski


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