Tracce di dinosauri al Lac du Vieux Emosson


Publiziert von paoloski Pro , 5. April 2013 um 18:06.

Region: Welt » Schweiz » Wallis » Unterwallis
Tour Datum:16 August 1996
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-VS 
Zeitbedarf: 5:15
Aufstieg: 600 m
Abstieg: 600 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:La stazione di partenza della funicolare si raggiunge facilmente da Martigny prendendo la direzione di Chamonix. La stazione si trova prima della frontiera di Chatelard. Esiste anche un servizio di autopostali in partrenza da Martigny. All'arrivo della funicolare a Chateau d'Eau si prende un trenino che porta a Pied du Barrage da cui si sale su un'altra minifunicolare, quasi verticale, una sorta di ascensore, che porta alla corona della diga del Lago di Emosson.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata e ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:A Martigny e nella zona di Chamonix numerose possibilità d'alloggio. Al Col della Forclaz si mangia e dorme benissimo con una spesa decisamente modesta.

Quest'anno abbiamo comprato casa per cui, fra lavori di ristrutturazione e trasloco, le nostre ferie si limitano ad un lungo weekend, decidiamo comunque di fare qualcosa approfittando del bel tempo: andremo a Martigny per la mostra dedicata ad Eduard Manet alla Fondazione Gianadda e poi a vedere le tracce dei dinosauri che si trovano nei pressi del lago di Vieux Emosson.
Da Chatelard, prima della frontiera franco - svizzera, prendiamo la funicolare di Barberine che sale fino a le Chateau d'Eau da qui una sorta di trenino, detto Chemin de Fer d'Emosson, ci porta alla vicina partenza della minifunicolare che sale alla corona della diga, è tanto ripida da assomigliare ad un ascensore: in un attimo siamo sulla diga, ammiriamo il panorama e poi ci avviamo, seguendo la segnaletica, verso il lago di Vieux Emosson, la prima parte del percorso segue una strada di servizio pianeggiante e piuttosto monotona, poi dopo una leggera salita ed un paio di tunnel ecco il lago e, finalmente, la strada diviene un sentiero. Costeggiamo la sponda settentrionale, il paesaggio intorno è un vero deserto: a parte qualche raro fiore non c'è traccia di verde intorno.
Arriviamo all'estremità occidentale del bacino ed il sentiero per le traccie di dinosauri comincia a salire. Dopo una ventina di minuti eccoci arrivati, c'è una piccola folla, soprattutto bambini, che ascolta un paleontologo dell'Università di Grenoble che spiega come si sono formate le impronte. Le traccie non sono molto grandi, solo poche hanno la dimensione di una mano, la maggior parte sono decisamente più piccole, d'altronde, contrariamente ad una diffusa opinione, non tutti i dinosauri erano enormi come Brontosauri o Diplodochi, la maggior parte aveva le dimensioni di un tacchino!
Bellissime sono le ondulazioni della roccia identiche a quelle del bagnasciuga sulla riva del mare, dove in effetti si trovavano milioni di anni fa, quale enorme forza per sollevare queste roccie a più di 2000 metri di altezza!
Consultiamo la carta e decidiamo di seguire un'altra via per rientrare, ritorniamo nei pressi dell'estremità occidentale del lago e da qui prendiamo il sentiero che sale alla sommità della Sex Blanc, da qui assistiamo all'incredibile discesa di un prete in abito talare, con tanto di cappello a tesa larga, che con l'aiuto di un lungo bastone, discende velocemente un nevaio in scivolata; sembra di trovarsi nel mezzo di una di quelle stampe ottocentesche che documentavano le imprese di abati alpinisti.
Dalla sommità della Sex Blanc imbocchiamo il vallone che scorre a Sud della cima della Vaudale e, costeggiando il torrente, ritorniamo nei pressi della diga del lago di Emosson, dove riprendiamo le funicolari che ci riporteranno a valle.

Gita più che tranquilla fino alle traccie di dinosauri (difficoltà fra T1 e T2), un po' più di "difficoltà" per la discesa nella Gorge de la Vaudale: il sentiero non è molto frequentato e, anche in tarda estate, si trovano traccie di neve che richiedono un po' di attenzione.
Il panorama è comunque notevole e le traccie di dinosauri sono decisamente interessanti.

Tourengänger: paoloski, annna


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