Miniera "Gianna" di Prali (TO)


Publiziert von andrea62 , 18. Juli 2012 um 22:48.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum: 6 Juli 2012
Wandern Schwierigkeit: T1 - Wandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 3:00
Aufstieg: 80 m
Strecke:Dalla miniera "Gianna" alla miniera "Paola"
Zufahrt zum Ausgangspunkt:A Perosa Argentina (Val Chisone) si devia per la Val Germanasca seguendo le indicazioni "Scopriminiera". Ci si ferma dopo circa 15 km, qualche km prima di Prali, negli appositi parcheggi accanto alle miniere.
Unterkunftmöglichkeiten:Il bar-ristorante "Ristoro del minatore" vicino alla biglietteria offre cibo e bevande. Per l'alloggio varie strutture nelle valli Chisone e Germanasca.

La visita alle miniere di talco a Prali in Val Germanasca comprende la miniera “Gianna” e/o la miniera “Paola”. Ci occupiamo della prima perché è più escursionistica. La visita deve essere prenotata perché è programmata al raggiungimento del numero minimo di 8 persone (http://www.scopriminiera.it/).

Prima di entrare in galleria l’organizzazione fa indossare a tutti  il casco con la lampada frontale e il cinturone con la batteria. Consiglio scarponcini, necessarie comunque le scarpe chiuse perché ci sono acqua e un po’ di fango dappertutto. La visita dura 3 ore e percorre circa 3 km nelle gallerie di servizio, quelle da cui si diramano altre gallerie chiamate "rimonte" che vanno a intercettare i filoni di talco. Nel complesso minerario ci sono più gallerie di servizio a diversi livelli. Noi visitiamo una miniera attiva fino al 1995, messa in sicurezza e soggetta a continua revisione.  

Entrati in miniera dal versante di Prali, ad una quota di 1212 metri, la guida avvisa subito che “Non siamo a Gardaland ma in una miniera vera” quindi ci sono rugosità della roccia dappertutto e il casco non deve mai essere tolto. All'inizio la galleria è scavata nei micascisti, poi nel marmo, successivamente nei calcescisti. Questo però non è un semplice passaggio da una roccia ad un'altra perché qui c'è il contatto tra due enormi masse rocciose che i geologi definiscono Massiccio Cristallino Dora-Maira e Falda Piemontese. Il primo comprende rocce diverse tra loro ma di origine continentale europea, la seconda anch'essa rocce di varia tipologia ma di origine marina oceanica. Le due grandi strutture si sono accavallate durante la formazione delle Alpi.

Ne approfitto per dire che in ogni escursione in montagna sarebbe interessante documentarsi per sapere su cosa stiamo camminando, almeno se suolo di origine europea o marina o africana.      

Dove c’è un contatto di questo tipo è facile che una struttura inglobi elementi dell’altra e che si formino delle spaccature o filoni dove pressione, temperatura e composizione chimica delle rocce favoriscono la genesi di altre rocce e di minerali. Qui a Prali marmo e talco.  

Il talco trova ancora diversi impieghi industriali, soprattutto nella cosmetica e nella farmaceutica. Ma anche materiali che devono stare esposti al sole senza liquefarsi, come le carrozzerie delle automobili, hanno una componente di talco. Pur essendo facilmente scalfito, tra le sue proprietà c’è l’ottima resistenza alle alte temperature. 

Dopo una passeggiata di poco più di 2 km la galleria sbuca su un altro versante della montagna, quello di Salza. Nel frattempo abbiamo visto diverse "rimonte", il serbatoio dell'aria compressa, il pozzo di collegamento con la "Paola" per far salire/scendere il minerale, le draghe scavatrici e i vagoncini di trasporto, un laghetto artificiale riserva d'acqua e naturalmente blocchi di talco. Alla domanda "Si può prendere il talco?" la guida ha risposto 3 volte "Siamo in un museo, fate voi", alla 4a volta ha forse perso leggermente la pazienza.  

Nella zona c’è una miniera attiva, dalla quale esce il talco più puro del mondo. Questa miniera è più recente della “Gianna” ed è stata scavata con criteri moderni. In essa 30-35 minatori fanno il lavoro che prima facevano 300-350 uomini e vi entrano i camion (addio quindi ai caratteristici trenini). Nella storia delle miniere del luogo si è verificato qualche incidente ma mai una morte per crollo. Gli scricchiolii delle strutture in legno, chiamate “quadri”, che reggono pareti e soffitto sono degli ottimi indicatori di un crollo a breve e hanno sempre suggerito ai minatori di abbandonare le gallerie.    

Rientrati in galleria dal versante di Salza si percorre a ritroso parte del percorso fino a raggiungere la scala di raccordo con la galleria “Paola” ottanta metri più sopra. Salendo la scala si raggiunge la “Paola” dove un trenino porta i visitatori all’uscita. All’inizio della scala la guida chiede “L’ultimo mi dia una mano e chiuda i cancelletti” indispensabili perché se qualcuno cade si fermi prima della base. I cancelletti saranno almeno 10, i gradini 260, l’ultimo se non vuole restare indietro deve fare i gradini a due a due e dopo un po’ ha il fiatone. Poiché gli altri erano quasi tutti ragazzi “difficili” e loro accompagnatori, l’ultimo l’ho fatto io.  

Tourengänger: andrea62


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Kommentare (3)


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tignoelino hat gesagt: miniere
Gesendet am 19. Juli 2012 um 21:18
molto interessante e, ottimo rapporto.
roby

andrea62 hat gesagt: RE:miniere
Gesendet am 19. Juli 2012 um 22:04
Grazie. Ho scritto solo una parte delle informazioni che ha dato la guida. Se è servito a dare un'idea per un giro da quelle parti, magari abbinato ad una bella escursione, sono contento.
Ciao.
Andrea

tignoelino hat gesagt: RE:miniere
Gesendet am 19. Juli 2012 um 22:34
Grazie a Te. (ho fatto il militare nel glorioso
btg "susa" a Pinerolo) conosco i luoghi.


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