Monte San Giorgio


Publiziert von paoloski Pro , 22. Januar 2012 um 21:29.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Sottoceneri
Tour Datum:22 Januar 2012
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Lago Ceresio 
Zeitbedarf: 3:30
Aufstieg: 520 m
Abstieg: 520 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Meride si raggiunge da Varese portandosi a Viggiù e valicando la frontiera ad Arzo. Da qui si seguono le indicazioni per Meride. Parcheggi all'ingresso del paese.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata e ritorno
Unterkunftmöglichkeiten:A Meride c'è una locanda con alloggio ed un campeggio, nei dintorni anche dei B&B.
Kartennummer:Carta Turistico Escursionistica Lario Comasco 1:30000

Brutto tempo a Nord, poca neve a Sud ed un gran vento previsto... Daniela e Barbara vanno a Nara, francamente l'idea di svegliarmi alle 6 per risalire delle piste da sci sferzate da un vento micidiale non mi attira per nulla. Declino l'invito e decido con mia moglie Anna di andare al San Giorgio. L'ultima volta che ci siamo stati risale ad almeno 25 anni fa, allora eravamo saliti da Serpiano, una lettura della Guida delle prealpi Ticinesi del Brenna ci fa propendere per la partenza da Mèride. 
Parcheggiamo sotto l'abitato, facciamo un giro per il bellissimo paese, uno dei meglio conservati del Ticino, prendiamo nota degli orari del Museo Paleontologico e poi ci avviamo per la salita che porta alla chiesa di San Silvestro. Questa si trova di nei pressi del cimitero, in bellissima posizione panoramica nel luogo dove sorgeva un antico castello. Purtroppo è chiusa e non possiamo ammirare gli affreschi tardo seicenteschi di Francesco Antonio Giorgioli. Della vecchia chiesa romanica non è rimasto nulla, a parte forse alcuni dei capitelli che, curiosamente, sono stati usati, rovesciati, per fare da base alle colonne del protiro sul lato Sud aggiunto nel primo ottocento.
Proseguiamo, il sentiero è in realtà una carrareccia magnificamente lastricata con un lavoro incredibile che sale in un bel bosco di quercie inframezzato da numerosi esemplari di agrifogli, ciliegi e sorbi  .
Poco oltre passiamo di fianco ad un oratorio sconsacrato, degli affreschi non è rimasto molto: il volto di quello che dovrebbe essere un San Rocco o un Sant'Uberto e il mezzo busto di una santa, delle mani non è rimasto un granchè per cui è difficile attribuirle un'identità. Il resto dei muri è coperto dalle testimonianze di generazioni di grafomani di ogni nazionalità.
Arriviamo a Cassina, qui si trova una cappella dedicata a Sant'Uberto, il patrono dei cacciatori, un affresco lo raffigura armato di balestra, accompagnato dal cane e davanti al leggendario cervo con la croce fra i palchi. Accanto un piccolo rifugio dallo strano nome di Adenòfora, un fiore che si trova solo da queste parti.
Un ultimo strappo ed il sentiero, qui non più selciato, spiana per un lungo tratto. Il bosco si fa più rado ed alle quercie si aggiungono i faggi e le betulle. Quando la pendenza riprende ad accentuarsi il bosco lascia spazio al bosco - pascolo, non molto usuale dalle nostre parti. La vista qui comincia ad aprirsi: verso Sud Est riconosciamo il castello di Baradello, sopra Como, visitato due settimane fa; verso Ovest le Alpi Vallesane, il Monte Rosa però è completamente avvolto dalle nuvole.
In breve siamo ai ruderi di Forello, il grande, signorile edificio è ormai in completa rovina, tetto sfondato, imposte divelte, tutto quello che di asportabile c'era razziato... Sic transit gloria mundi.
Un ultimo breve strappo ed eccoci in cima, finora il versante della montagna ci aveva riparato dal vento che qui in cima invece è decisamente forte. Il panorama però è di prim'ordine: Lugano, Porto Ceresio, le cime sovrastanti, solo quelle più lontane sono imbiancate, strano inverno davvero.
Mangiamo riparati dalle mura della cappella rifugio e poi ridiscendiamo. A Forello facciamo una breve variante portandoci verso il versante occidentale per scendere a Cassina lungo il sentiero che passa di fianco agli scavi paleontologici. Oltre Cassina decidiamo per il Sentiero di Meriggio: in discesa il fatto di non essere lastricato rende il cammino più agevole.
Raggiungiamo Mèride all'estremità opposta a quella da cui eravamo partiti.
Visitiamo il piccolo Museo, ancora nella sua sede provvisoria, che illustra gli scavi ed i ritrovamenti del Monte San Giorgio: un filmato di 18 minuti, qualche cartina, dei disegni e alcuni piccoli, incredibili e bellissimi esemplari della fauna del Triassico che popolava il caldo mare tropicale che 230 milioni di anni fa qui si trovava. 

Piacevole ed interessante gita, nessuna difficoltà ma tante cose belle da vedere a pochi Km da casa. 

Tourengänger: paoloski, annna


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