Rifugio Gugiatti m.2137: una ciaspolata...ciclopica!


Publiziert von Alberto , 19. Januar 2012 um 10:11. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 7 Januar 2012
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT3 - Anspruchsvolle Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 4:00
Aufstieg: 1285 m
Strecke: Santa Maria m.911 - Bedola m.1080 – Scessa m.1272 – Arcin m.1700 - Alpe Mara m.1749 – bivio quota 1780 - Alpeggio a quota m.1950 – rifugio Gugiatti Sertorelli m.2137
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Milano - S.S.n° 36 dello Spluga - Lecco - Colico - S.S.n° 38 dello Stelvio - Morbegno - Sondrio: seguire le indicazioni per Tirano,superare l'incrocio semaforico dove a destra vi è la stazione e al successivo incrocio con semaforo prendere a sinistra,per la strada panoramica dei castelli,giunti in territori di Montagna in Valtellina,prendere la stradina che sale a sinistra per il centro dove vi è la chiesa - seguire le indicazioni per S. Maria e poi per Alpe Mara
Unterkunftmöglichkeiten:rifugio Gugiatti previ ritiro chiavi
Kartennummer:kompass: Bernina - Sondrio / cns n° 278 monte Disgrazia

 

Vista da Alberto: Sono in ferie ma non posso fare ciò che desidero: il dovere mi trattiene,ma fortuna vuole arriva la buona notizia.

Mio fratello non può andare in bici ed essendo di riposo prenderà il mio posto...a casa!

Chiamo Max e gli riferisco che per sabato ho intenzione di "evadere" e che voglio fare un'escursione con ciaspole una di quelle "serie" con tanta bella neve: mi chiede se sono solo (ero disposto anche di andare solo,non mi ponevo il problema di provare fatica sul tracciato) e rispondo che al momento lo ero.

Max pensava di andare in val Biandino con Luca e Mauro,gli propongo qualcosa di nuovo,almeno per loro,ma prima mi devo interessare sul fattore neve (nel senso se era sufficiente per ciaspolare) e se il rifugio è aperto,dato che danno temperature rigide e vento,così dicono...Nel frattempo chiama Gabriele che mi propone un'escursione che Beppe gli aveva proposto: capanna Bardughè,dove vi sarebbe neve dai 1200 mt. in su. Gli spiego la mia scelta e ben capivo il suo grande piacere di avermi nel gruppo,cosa che io apprezzo molto in tutti Voi,cari amici: è giusto adattarsi nei momenti opportuni,come è giusto fare ciò che riteniamo più gradito. Come vi è chi non ripeterebbe un itinerario per condurre l'amico che non lo ha ancora fatto (in questo caso io la vedo diversamente), vi è invece chi lo fa volentieri e questa è amicizia vera,rinunciare a qualcosa di nuovo per un amico...fortuna che non siamo pochi a pensarla da altruisti! [C'è chi sa come la penso e altri no e quindi cerco di spiegarlo,in modo da poter essere capito senza dubbi: ogni uno di noi,che ama la montagna deve fare ciò che ama fare o che vorrebbe fare,anche se va a discapito di rinunciare ad andare con gli amici o parte di essi. Se io propongo un itinerario e un amico viene semplicemente per farmi compagnia,ma non è soddisfatto...farebbe un grave errore nei suoi e miei confronti e io sono sempre stato il primo a dire all'amico che si "scusava" per non partecipare ad una mia proposta,ciò che sopra ho descritto. Sarò un tipo di escursionista un po originale,che vede nell'amicizia,la pura e sincera lealtà,nel fare qualcosa se lo si desidera veramente.] Telefono a Nadia,gestore del rifugio Alpe Piazza,dove vi è la possibilità di salire al Monte Lago: mi risponde che attualmente nevischia la strada è possibile che sia ghiacciata e non mi assicurava che sarebbe salita sabato se la meteo non migliorava. Non posso rischiare,quindi chiamo il gestore del rifugio Alpe Granda e mi risponde che purtroppo ha chiuso anticipatamente causa mancanza d'acqua,mentre di solito è aperto fino al 6 gennaio. Chiamo Mario,secondo mio fratello che vive in Valtellina sul versante retico e chiedo com'è la situazione neve: mi dice che a quota 900 vi sono 11 cm....perfetto,ma mi voglio ulteriormente assicurare (un buon organizzatore deve saper pianificare al meglio l'eventuale gita) e chiamo il detentore delle chiavi del rifugio Gugiatti,che mi dice di vedere neve anche sugli alberi...questo potrebbe essere un buon segno.

Avviso Max che sceglievo come possibile meta,il rifugio Gugiatti: più tardi mi conferma che ci sono.

L'ideale sarebbe poter farci una bella pasta,lassù immersi nella più totale natura lontano dalla confusione dei rifugi gestiti e super affollati e quindi la proposta viene considerata,quindi si decide per l'orario di ritrovo...al posto delle 7 (molto tardi) propongo almeno alle 6,30 (avrei fatto anche le 6...ma per non perdere la simpatica presenza di Mauro:...mi devi un altro Tapaca he he he!).

Puntualmente ci troviamo a Bione,siamo: il bradipo,Luca,Mauro e Massimo e...speriamo nella signora fortuna,mentre si spera che la sfiga se ne stia lontana che già ne abbiamo abbastanza...!

Partiamo alla volta della Valtellina e alle 7,45 siamo al bar di Montagna dove ritiriamo le chiavi del rifugio e chi ne sente il bisogno,si gusta un buon caffè.

Proseguiamo sulla strada seguendo le indicazioni per S. Maria e nel frattempo la strada comincia ad essere innevata poi,dopo un tornante...ecco uno che intralcia la strada...scende...apre il bagagliaio...o m@@@@! Ma deve mettere le catene proprio lì,dove nessuno può passare: ma non si è accorto che già più in basso la strada era innevata? Poteva fermarsi al tornante precedente,bello largo...no,forse pensava che nessuno passasse da quelle parti a quell'ora! Va bene,ora vediamo se fa parte di quella categoria di imbranati che neppure leggendo le istruzioni con tanto di figure,riescono a montare le catene in un lasso di tempo "normale": ebbene nel giro di meno di 10 minuti vi riesce (la fortuna ci ha assistito) e si toglie di mezzo lasciandoci il passaggio libero e poco dopo,visto che per molti tratti la neve sulla strada era dura e che le gomme da neve non tenevano,(consiglio: avere le catene a bordo è una sicurezza in più) si decide di parcheggiare alla chiesa di S. Maria.

Ci incamminiamo prestando attenzione,camminando a lato strada dove la neve ci permetteva di non scivolare mentre ogni tanto ci superava qualche auto: chi parcheggiava prima per farsi una bella sciata al ritorno e chi voleva fare meno fatica parcheggiando più su dove oramai solo l'abilità dell'automobilista evitava di infilarsi in qualche casino come un tale con il suv (vedere in diretta questi geni...in panne,allieta la giornata: pretendono e sono sicuri di se...e sbagliano) pensare di avere un'auto potente...non vuol dire che possa andare ovunque!

Ad un tornante una palina segnala l'altitudine che rispetto l'altimetro del mio orologio è sfasata almeno di 120 metri e ci viene data la conferma quando giungiamo alla località di Bedola dove su un masso vi era segnata la quota di 1180.

Poi passiamo la località di Scessa e poco dopo decidiamo di lasciare la strada (battuta dalla motoslitta) per percorrere la mulattiera,è il tratto che passa vicino all'acquedotto,ben visibile dalla strada principale: la strada è molto lunga a causa della pendenza "morbida" e dai lunghi traversi,ma vi è la possibilità di tagliare con la vecchia mulattiera,ma attenzione...scarseggiano le indicazioni verticali ai bivi e la segnaletica a vernice quindi,per chi vi si recherà la prima volta,gli consiglio di seguire la strada principale (almeno fin dopo le 3 baite a quota 1450 circa).

Eventualmente giunti al tornante che piega a destra a circa 1450 m.,proseguendo sulla strada evitate di prendere le diramazioni di sinistra,fino a quando non avrete superato le 3 baite situate a destra della strada: poco dopo la terza vi è un albero a destra con segnaletica a vernice e a sinistra la mulattiera ben visibile che taglia varie volte la strada,sempre in direzione del rifugio e traversando delle belle abetaie si esce all'aperto ove a monte si vedono delle baite di Arcin che si devono raggiungere,dove ci si ricongiunge alla strada.

Si prosegue in leggera salita pervenendo al bivio di quota 1780,dove la strada per il rifugio scende (passando per le baite dell'Alpe Mara m.1749): la segnaletica invece indica a destra,si prosegue tramite una sterrata,poi avanti circa 100 m. la si abbandona e si prende a sinistra: con il 1° traverso si va in direzione del rifugio che già si vede e prima di giungere agli alberi,si piega a destra dove il 2° traverso ci conduce all'opposto del rifugio e prima di giungere agli alberi si prende a sinistra e con il 3° traverso in direzione del rifugio,si oltrepassano alcuni alberi di basso fusto pervenendo proprio sotto il maso a quota 1950 circa.

Qui la sofferenza degli amici era palpabile,(ma anche il bradipo soffriva) e qualcuno cominciava a mandare in quel tal paese l'ideatore di tale "gitarella" (il bradipo è vero che va piano,piano: ma nonostante ciò,sa organizzare escursioni toste che soddisfano e mettano a "tappeto" i più esosi,anche se a detta di qualcuno,oggi tarellavo...ma sono sensazioni dovute alla stanchezza hi hih hi).

Mauro propone la ferma qui all'alpe ma nessuno gli da retta: oramai lo conosciamo,ha bisogno solo che gli amici gli stiano vicino e lo confortino,gli facciano le "coccole" e che qualcuno gli racconti un po di balle per fargli credere che oramai manca poco (a quello già ci pensa Max,ma il bradipo mai si permetterebbe di ingannare qualcuno...etica professionale!).

Così Max ci dice di proseguire a me e Luca,poi ci raggiungeranno,aggiungendo che l'eventuale pasta...non si farà,causa il tardivo arrivo al rifugio...o meglio il rientro troppo a "rischio"...(va be,a quello ci penseremo una volta arrivati,cominciamo a pensare di arrivare al rifugio,poi si vedrà,pensavo!).

Io e Luca proseguiamo,sulla strada,evitando di tagliare per fare meno fatica,ma sfruttando il tracciato fatto dalla motoslitta mentre dietro di noi a poche decine di metri ecco Max e Mauro che ci tallonano. Avvicinandoci al rifugio,ecco la fumata del camino e giunti alla struttura...ha però,che bello,nel rifugio c'è gente,tutti sci alpinisti, (mentre noi eravamo gli unici ciaspolatori della giornata) ed è ben riscaldato e molto accogliente. Infatti alcuni locali vi avevano pernottato e altri partiti più in alto di noi avevano riattivato camino e stufa.

Si sono stupiti quando vengono a sapere da dove siamo partiti...e si,siamo tosti noi...facciamo anche... di più!

La motoslitta era parcheggiata a lato ed era invisibile fin che non si era arrivati: poi un gruppo di giovani riprendeva via del ritorno,chi scendeva con gli sci tramite la bella e morbida discesa che offriva la strada,chi in fuori pista e un paio con la motoslitta (che stando alle disposizioni non dovrebbe arrivare fin qui...ma ha aiutato la nostra camminata... saremmo arrivati comunque,siamo escursionisti di lunga...sofferenza!!! il bradipo in particolare che fa percorsi innevati anche in solitaria).

Max allora ci ripensa,facciamo la pasta allora? he he he,l'appetito fa cambiare idea visto il clima all'interno della struttura,poi vi era già dell'acqua,sfruttiamo quella e nel frattempo prendiamo neve e l'aggiungiamo all'acqua avanzata per il lavaggio pentole e...pavimento.

I tre ragazzi di Montagna si fanno gli spaghetti,noi i fusilli...già,ma il sale? Ed ecco che il bradipo sempre per evitare sorprese (e dato che conosco questo rifugio,so bene o male cosa posso non trovare) ha con se il sale grosso e lo zucchero (eventualmente per il caffè): il sale lo usano anche gli amici valtellinesi che cominciano a capire con che tipo di bradipo hanno a che fare...quello delle Alpi,capanat,fuochista,preparatore di focacce,torte e liquori,sempre attrezzato per questi uscite eno...un meno,ma + gastronomiche.

Al momento di scolare la pasta vi era il problema di non ustionarsi,quindi prendo i miei guanti ignifughi e il problemino è risolto e poi recupero un po di legna per alimentare camino e stufa.

A tavola mangiamo l'ottima pasta al sugo piccante,che il cuoco Max ha preparato,formaggini affumicati,salame,focacce e pizza: vino rosso e bianco,oltre al mitico liquore alla liquirizia e un assaggio di quello al cioccolato.

Qualcuno dice: basta,basta e poi senza remole si versa da solo altro liquore...alla faccia!

Devo ammettere che i due vinelli dolci mi piacevano,ma,alla mia testa un po meno,non mi rendevo conto di aver esagerato: purtroppo non reggo bene la birra,figuriamoci il resto! Ma il percorso in discesa è sicuro,non ci sono problemi,si può sforare,ogni tanto...in sicurezza!

Ebbene arriva l'ora del rientro,anche gli amici valtellinesi devono ripartire e gli dico di andare tranquilli che do una pulita al pavimento: uno che è del cai di Sondrio mi dice di lasciare stare che arriverà su gente e con la neve si bagna...si,ma era nero e a me lasciare lo schifo non mi va e quindi prendo l'acqua calda,spazzolone e straccio...ramazzando ovunque,dando l'aspetto civile del nostro passaggio. Chissà dov'è andata a finire la sbarra di una imposta,mha!

Prima di ripartire foto e filmatino dove si viene a conoscenza che qualcuno (un certo Max hi hi hi) stava partendo senza zaino: il tasso alcolico stava dando il suo contributo!

Nel scendere non ci si poteva esimere dal praticare i classici taglioni,sicuri e divertenti (io non capisco una mazza di vini,ma il Mauro di neve: voleva scendere con i ramponcini...sulla neve fresca...ma non esiste!!!!!!) cosi nei fuori pista c'è chi da dimostrazione di squilibrio da paura,con rocambolesche cadute da spanciarsi dal ridere e chi faticava a stare in piedi anche da fermo.

Cammina e cammina,qualcuno cominciava a domandarsi com'era lunga la strada,interminabile,tutti indistintamente provati e distrutti: devo ammettere che nel sentire le lamentele inerente alla stanchezza fisica,dovuta alla "gitina" intrapresa con tanta neve fresca,tutta del giorno prima...mi faceva sorridere. Vuol dire che anche questa volta sono riuscito a soddisfare gli amici,che ringrazio per tutto ciò che hanno portato con loro (simpatia,amicizia e la voglia di trascorrere una serena giornata,con spensieratezza oltre a vini,salumi e formaggi vari),ma anche per la particolare fiducia posta in me nella scelta di un itinerario,sicuro posto sul versante solatio,che offre un grandioso e aperto panorama: questo era ciò che volevo,ovviamente in compagnia risulta tutto più ottimizzato!

Chi ama fare qualcosina in più,non ha che da scegliere: il Corna Mara per sci alpinisti,Dosso Liscio e Dosso Bruciato per i ciaspolatori e volendo con due auto a disposizione e pernottando al rifugio,scendere nella valle di Boirolo,compiendo un giro ad anello...ma vi assicuro che sarete già soddisfatti a giungere sin qui!

Escursione senza problemi sostanziali,visto che il tracciato si svolge su mulattiera e strada.
Resoconto escursioni anno 2011:  67 escursioni di cui 22 con ciaspole...purtroppo il lontano traguardo delle 100 fatto in passato è rimasto un sogno...ma va bene ugualmente!

Ciao a tutti e alla prossima...!

 

N.B. da S. Maria fino al parcheggio di quota 1780 (Alpe Mara) sono ben 8,6 km. di strada di cui 4,4 km. di asfalto fino al tornante che piega a sinistra a quota 1300 circa: dal parcheggio in località Alpe Mara il cartello indica ore 1,15 che mediamente equivale a circa 4,5 km.,quindi senza esagerare penso che abbiamo fatto almeno 11/12 km. di sola andata. Per chi interessa,il cellulare prende anche all'interno del rifugio,esattamente ponendolo sulla mensola posta sopra la cucina a gas,oppure all'esterno puntandolo in direzione del Dosso Bruciato (sono prove che ho fatto di persona nei fine settimana passati al rifugio).

MAX:
Che aggiungere se non un grazie agli amici per la bella giornata trascorsa in piacevole compagnia in un ambiente fiabesco merito della nevicata del giorno precedente.
Percorso privo di difficoltà tecniche ma moltoooo lungo e con un dislivello non indifferente, escursione impreziosita dalla componente enogastronomica che ha tenuto banco per buona parte della giornata


Tourengänger: Alberto, Massimo


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