Testa del Rutor (3486m)- Valle di La Thuile


Publiziert von morgan , 19. September 2011 um 22:52.

Region: Welt » Italien » Aostatal
Tour Datum:10 September 2011
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 2 Tage
Aufstieg: 2000 m
Abstieg: 2000 m
Strecke:1.giorno: La Jeux (1608)- 1.cascata- Parcet (1772)- 2.cascata (1990)- 3.cascata (2060)- Lac du Glacier (2150)- Colle della dignità- Rifugio Deffeyes (2494). 2. giorno: Rifugio Deffeyes- entrata sul ghiacciaio del Rutor quota 2750- Col del Rutor (3373)- Testa del Rutor (3486)- Col del Rutor- uscita dal ghiacciaio del Rutor a quota 2720- Rifugio Deffeyes- poi stesso sentiero di salita
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Dall'autostrada A4 Milano- Torino, deviare sulla A5, passare Aosta e uscire a Morgex prendere la direzione del Piccolo San Bernardo, A La Thuile deviare per La Joux
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Deffeyes

La Testa del Rutor è la cima più alta che sovrasta l'omonimo ghiacciaio, uno dei più grandi della Val d'Aosta. Situato sullo spartiacque fra la Valle di La Thuile e la Valgrisenche offre una spettacolare vista sulla catena del Monte Bianco. Organizzata dal CAI di Laveno e condotta da Paolo e Gianmarco, la gita prevede la salita dalla Valle di La Thuile, sul versante nord, via molto più lunga che quella dalla Valgrisence ma paesaggisticamente più remunerativa. Siamo 8 escursionisti e abbiamo prenotato per la cena e il pernottamento al rifugio Deffeyes. Sabato ce la prendiamo comoda, l'unico orario da rispettare è l'arrivo al rifugio per l'ora di cena. Arriviamo con le auto al parcheggio di Le Joux (1608), ci organizziamo con le attrezzature: ognuno deve portare picozza, ramponi, imbragatura personali mentre di corde ne servono 3 per comporre 2 cordate da 3 e 1 da 2. Sono le 13,15 e, dopo un breve spuntino, partiamo. Il comodo sentiero attraversa il torrente su un bel ponte di legno e prende a salire a tornanti nel bosco. Raggiungiamo la prima cascata dove ci fermiamo per le foto. Riprendiamo la salita, attraversiamo la piccola radura con la baita del Parcet (1772), quindi arriviamo alla seconda cascata (1990). Proseguiamo e arrivati ad un bivio, prendiamo una breve deviazione per andare a vedere la terza cascata (2060). Tornati al bivio, riprendiamo la salita e, in breve, raggiungiamo l'ampio pianoro del Plan de La Liere, con l'Alpage e il Lac du Glacier (2150). Il sentiero, ora in campo aperto, attraversa un ponticello e prende a salire il pendio erboso e, dopo varie svolte raggiungiamo un colle segnato su un cartello come Colle della dignità, da dove, finalmente ci appare il ghiacciaio del Rutor. Perdiamo una decina di metri di quota e, in breve arriviamo al Rifugio Deffeyes (2494). Sono le ore 16.00, abbiamo impiegato 2h45' per la salita, comprese le brevi deviazioni per vedere le cascate. Dopo esserci sistemati nelle camerate e aver mangiato una fetta di torta con una birra, abbiamo tempo prima di cena e ne approfittiamo per visitare la vicina chiesetta di San Grato e Santa Margherita. Durante la cena raccogliamo informazioni dal gestore e dagli altri alpinisti circa la via seguire la mattina dopo e ci accordiamo per gli orari : sveglia ore 5.00, colazione ore 5.30, partenza ore 6.00. La mattina successiva, rispettando gli orari, partiamo alle ore 6.00 con le pile frontali. E' ancora buio pesto, si comincerà a vedere qualcosa verso le 6.30. Dopo un breve tratto iniziale in discesa, prendiamo a salire lungo il sentiero dell'Alta Via che porta al Passo Planaval. Arriviamo ad un bivio dove abbandoniamo la direzione per Planaval prendendo a destra verso il ghiacciaio su un percorso  a saliscendi  segnalato con ometti di pietra, che aggira il Lago Verde (2543) e il Lago Grigio (2534) passando alla loro destra. Arriviamo sopra il lago dove finisce il ghiacciaio e con un lungo traverso riprendiamo quota fino a riprendere il sentiero per Planaval lungo la morena. Ci rendiamo conto di aver allungato il percorso sul sentiero del giro dei laghi del Rutor. Troviamo una palina conficcata tra le pietre che ci indica, secondo le informazioni raccolte la sera prima, il punto dove abbandonare il sentiero e scendere sul ghiacciaio. L'altra via di salita segue il sentiero per Planaval sugli sfasciumi, si incontrano tratti attrezzati con catene, poi si devia a destra per salire sul ghiacciaio a quota 3000. Scendiamo tra gli sfasciumi poi, in prossimità del ghiacciaio, decidiamo di risalire di qualche centinaio di metri lungo la morena instabile per evitare un tratto ripido del ghiacciaio. Poniamo piede sul ghiacciaio a quota 2750 e ci organizziamo per comporre le cordate. Sono le 8.20 e inizia il nostro percorso sul ghiacciaio. Il primo tratto è ripido e percorso da vari ruscelli, comunque è pulito e i crepacci sono ben visibili. Restiamo inizialmente sulla sinistra, zona meno crepacciata, poi ci portiamo verso il centro e proseguiamo la salita. Arriviamo in una zona crepacciata in cui occorre molta attenzione per trovare la giusta via tra i crepacci e per non sprofondare sui ponti di neve non sempre evidenti. Raggiungiamo un ampio pianoro coperto da pochi centimetri di neve ma privo di crepacci da cui individuiamo facilmente il percorso da seguire. Un ultimo ripido tratto ci conduce all'evidente Col del Rutor (3373) dove si vedono i ruderi della vecchia Capanna Deffeyes abbandonata da tempo. Arrivati al colle lasciamo corde e ramponi e affrontiamo la cresta. La cresta è ampia e sgombra da neve e facilmente ci conduce alla madonnina sulla cima della Testa del Rutor (3486). Sono le ore 11.00 e dalla cima ammiriamo la catena dominata dalla cima del Monte Bianco, mentre dal lato della Valgrisance la vista è nascosta dalle nuvole e nebbie. Dopo le foto di rito e un breve spuntino riprendiamo la via, ci aspettano 2000m di dislivello in discesa. Tornati al colle, indossiamo nuovamente i ramponi, ci leghiamo e riprendiamo il percorso su ghiaccio. In discesa seguiamo quasi fedelmente il tracciato di salita. Con l'aiuto del GPS individuiamo il percorso nella zona crepacciata e, raggiunto il punto di entrata del mattino, proseguiamo per un breve tratto uscendo dal ghiacciaio a quota 2720. Sono le 13.50 e risaliamo la morena raggiungendo il sentiero dell'Alta Via. Questa volta lo seguiamo fedelmente, costeggiando i vari laghi e alle 15.00 siamo al Rifugio Deffeyes. Paghiamo il conto (volevamo farlo la sera prima, ma il gestore ha detto che si paga al ritorno, altrimenti non ci vengono a cercare), prendiamo una birra e una fetta di torta e ripartiamo. La lunga discesa, questa volta senza deviazioni per le cascate, ci riporta a La Joux alle 17.30. 
Bella e panoramica escursione su un ghiacciaio percorribile senza grandi difficoltà. I punti più ostici riguardano l'individuazione del percorso di avvicinamento all'attacco del ghiacciaio, non ci sono vie segnate. Da non sottovalutare l'impegno fisico, data la lunghezza del percorso e l'orientamento in caso di scarsa visibilità.
Partecipanti: 8 (Dario, Paolo, Gianmarco, Roberto C., Emilio, Pere, Giuseppe, Roberto)
Tempi di percorrenza:
1.giorno. 2h45'.
2.giorno. salita alla Testa del Rutor 5h00' (effettivi 4h30'), discesa al rifugio 3h30' (effettivi 3h00') discesa a La Joux 1h45'. Tempo totale 11h30', tempo effettivo di cammino 9h15'
Dislivello: 1.giorno. 900m salita. 2.giorno. 1100m salita, 2000m discesa
Lunghezza del percorso: 1.giorno 7,3km, 2.giorno 23,1km
Meteo: bello

Tourengänger: morgan

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