Cima Scaravini per il Sasso di Capra (da Forno) - Valle Strona


Published by atal , 17 December 2018, 23h37.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:15 December 2018
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:30
Height gain: 1350 m 4428 ft.
Height loss: 1350 m 4428 ft.

Con Ferruccio ritorno dopo un'assenza di oltre un anno in Valle Strona, una valle che è ancora vissuta dai suoi abitanti, ripetendo gesti che altrove sono scomparsi.

In quest'occasione arriveremo sulla Cima Scaravini passando dalle rovine dell'Alpe Vazzo, un luogo che merita raggiungere per la splendida posizione panoramica verso le cime dell'alta valle. Saliremo poi, senza traccia, la dorsale soprastante, con la caratteristica formazione rocciosa del Sasso di Capra, per raccordarci con la via normale da Massiola, che percorre la lunga dorsale Sud. 

Andata
A Forno, con l'aiuto di alcune persone del posto, troviamo il sentiero evidente (ma non segnalato) che parte da un pollaio ai margini dell'abitato, pochi metri sopra la quota della chiesa, e porta ad un ponte sospeso. Superato il ponte, si oltrepassa un cancelletto, che dobbiamo richiudere alle nostre spalle, e si raggiunge la Piana Ostana, dove veniamo accolti da una popolazione di pecore e asini, incuriosita dalla nostra presenza. Il sentiero, dopo un tratto iniziale con numerosi tagli, diviene poco evidente. Poggiando a Nord, superiamo un canalino dal fondo ricoperto di foglie e raggiungiamo gli spettrali ruderi dell'Alpe Gatto (1024 m), dove troviamo un'incisione su pietra bianca con una croce e una data, tutt'altro che antica, che  - nell'intenzioni di chi la ha posta sul muro di pietre scure - avrebbe dovuto inaugurare una nuova era. Da segnalare una bella cantinetta con il soffitto a falsa volta nel rudere più a Nord.

Il sentiero sale alle spalle delle baite un ripido pendio boscoso, che in quest'occasione ha richiesto attenzione per il terreno gelato. Il sentiero risale l'ampia dorsale con alcuni cambi direzione fino alle baite in rovina dell'Alpe Ragià (1345 m). Traversiamo quindi in salita verso Sud in direzione di un'evidente radura sulla costa soprastante, dove troviamo i ruderi allineati dell'Alpe Vazzo (IGM Vezzo 1439 m), in splendida e aperta posizione panoramica, dove si ha l'impressione di essere al centro della Valle Strona, circondati da tutti i lati dalle sue cime.

Senza traccia, saliamo la facile dorsale boscosa alle spalle dell'alpe fino a portarci alla base di una zona rocciosa. Qui notiamo uno stretto e ripido canalino che presenta segni di passaggio di animali. Lo risaliamo senza incontrare particolari difficoltà e, alla sua uscita, proseguiamo sul ripido pendio che porta in cima al Sasso di Capra (senza nome, quotato 1644 m sulla carta IGM), dove un tempo passava il confine tra i comuni di Forno e di Massiola.

Il toponimo, che è riportato solo sulla recente carta Geo4Map, è stato confermato a Forno al termine del giro da persone del posto nella versione dialettale di Sass da Crava.

Da qui risaliamo il pendio innevato esposto a Ovest, su neve a tratti non portante, fino a raggiungere la dorsale sud della Cima Scaravini nei pressi della quota 1795 IGM, dove passa il sentiero che sale da Massiola. Percorrendo la dorsale verso Nord, da ultimo con i ramponi, raggiungiamo la Cima Scaravini. La neve sui pendii al sole è già trasformata e compatta, il che facilita notevolmente la progressione.

Il panorama è splendido in questa giornata eccezionalmente limpida, con visibilità fino al Monviso e alla dorsale appenninica, che emergono dal lago di smog della Pianura Padana.

Ritorno
Viste le poche ore di luce e il terreno gelato incontrato sui versanti esposti a Ovest, optiamo per il sentiero più sicuro - ma più lungo - che scende in direzione Sud verso Massiola. Nella parte alta il percorso non è ben segnalato ma l'orientamento è facilitato dall'orografia e il terreno non presenta difficoltà. Nel bosco sotto l'Alpe Pero si incontra una strada sterrata e un sentiero segnalato che permette di tagliare i tornanti. Alla cappella della Madonna delle Piane, lasciamo il sentiero che scende in paese a Massiola e, proseguendo lungo la strada, passiamo tra le baite dell'Alpe Crotta. Giunti alla sbarra posta all'inizio della strada, vogliamo a Ovest lungo la vecchia mulattiera che percorre la sinistra idrografica della Valle Strona tra Massiola e Forno. La mulattiera confluisce sulla strada asfaltata poco prima di Rosarolo. Ancora un tratto su asfalto e, quando è quasi buio, siamo di ritorno a Forno dove ha termine questa bella escursione.

Tempi
Forno - Cima Scaravini: 4 ore
Cima Scaravini - Madonna delle Piane: 2 ore
Madonna delle Piane - Forno: 1,5 ore


Hike partners: atal


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Comments (6)


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Sent 18 December 2018, 07h41
Complimenti! Una vera escursione natalizia! Quello che è diviso in tre fasi: ombra mattutina, sole accecante, ombra notturna.

Il passaggio tra le fasi è sempre particolare ed è raro che ce ne dimentichiamo. Alcuni lo vedrebbero come una cosa mistica, ma penso che siano i momenti chiave di una giornata di successo.

atal says: RE:
Sent 19 December 2018, 07h29
Grazie Christian. Come sempre hai colto nel segno! Il progetto era proprio quello di un’ascesa dal buio alla luce, secondo il modello canonico della gita in montagna.

Ma il meglio nel senso che dici tu, è stato il prolungato ritorno verso sud, che ci ha permesso di godere di tutte le evoluzioni della luce fino al progressivo sprofondare nelle tenebre...


wildfrog says: Auguri
Sent 18 December 2018, 09h25
ciao
Auguri agli infaticabili elfi esploratori che non si dimenticano mai durante l'anno di regalarci ottime chicche nonchè (im)possibili ma succulenti suggerimenti.
A

atal says: RE:Auguri
Sent 19 December 2018, 07h31
Grazie A e auguri anche a te. Speriamo che il prossimo anno si riesca a tirare fuori ancora qualcosa dal cappello...
Andrea

gbal says:
Sent 20 December 2018, 19h03
Complimenti per la scelta e l'esecuzione. Ricordo che un paio d'anni fa scrivesti della tua intenzione di visitare la Scaravini. Ora l'avete fatto con un bell'approccio inusuale.
Bravi.

atal says: RE:
Sent 20 December 2018, 22h36
Grazie. Ne è valsa la pena e abbiamo avuto fortuna. Le linee di salita che sembrano logiche non sempre lo sono, alla prova dei fatti. In questo caso invece è uscito un fuori-sentiero sorprendentemente lineare, panoramico e senza vere e proprie difficoltà.


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