Ferrata delle Guide alla Punta San Pietro, Joderhorn, Monte Moro.


Publiziert von paoloski Pro , 24. September 2018 um 16:45.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:23 September 2018
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Klettern Schwierigkeit: I (UIAA-Skala)
Klettersteig Schwierigkeit: WS
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-VS   I 
Zeitbedarf: 6:00
Aufstieg: 420 m
Abstieg: 1350 m
Strecke:4,6 Km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A26 per Gravellona Toce, uscita di Piedimulera, proseguire per la Valle Anzasca fino a Macugnaga, grande parcheggio alla partenza della funivia per il Passo di Monte Moro. Costo 4,00 euro per l'intera giornata. Funivia per il Passo di Monte Moro: 14,00 euro solo andata, 18,00 euro A/R
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Oberto-Maroli.
Kartennummer:CNS 1349 Monte Moro

Monica per questa domenica mi invita a salire in funivia al Passo di Monte Moro e da li raggiungere prima lo Joderhorn e poi il Monte Moro. Le propongo, visto lo scarso dislivello, di aggiungervi anche la Ferrata delle Guide alla Punta San Pietro. La mia proposta viene accettata per cui alle 7 ci troviamo ad Azzate, siamo in cinque più Lilo e Stitch, le due cagnoline di Nello.
Raggiungiamo Macugnaga e, fatti i biglietti, saliamo alla stazione superiore della funivia, facciamo una sosta caffè al bar e poi ci avviamo.
La giornata è splendida: calda e soleggiata, c'è giusto qualche nuvola che copre la Punta Dufour ma lascia comunque vedere le altre cime.
Scendiamo al rifugio Oberto - Maroli e risaliamo brevemente per aggirare la Punta San Pietro. Per accedere all'attacco della ferrata ci abbassiamo un po' per poi traversare in leggera ascesa. Ci imbraghiamo e partiamo, la ferrata sale dapprima verticalmente con una sequela di gradini, vista l'ottima qualità della roccia e il gran numero di fessure e appoggi forse qualche gradino potevano risparmiarselo. Arrivati alla prima torre si scende brevemente sul versante opposto e traversato un intaglio si arriva al passaggio più "ostico" della ferrata, una risalita di 5 - 6 metri leggermente strapiombante e con un paio di "cambi" in mezzo a complicare le cose.
Un breve tratto quasi orizzontale, una leggera discesa ed eccoci al breve ponte tibetano che permette di raggiungere la torre più alta. Un altro risalto strapiombante ma molto più breve del precedente, un traverso a destra, un'ulteriore corta risalita e...siamo in cima. Decisamente una ferrata veloce. La discesa è tranquilla ma comunque assicurata dal cavo, in un attimo ci ricongiungiamo a Nello che ci aveva aspettato con le due cagnoline. Decide di farla anche lui, si fa prestare imbrago, kit e casco da Ezio e parte insieme a Maurizio che stavolta la fa senza zaino.
Una ventina di minuti e sono di ritorno.
Ora affrontiamo la salita allo Joderhorn, da qui sembra proprio quello che è: un enorme pigna di sassi. Saliamo in ordine sparso cercando il percorso migliore, più che per noi per Lilo e Stitch che hanno qualche difficoltà ma se la cavano egregiamente. Vi sono diversi ometti e, a tratti, un sentierino, incontriamo una coppia con un grosso cane che ha qualche difficoltà a scendere, le nostre accomagnatrici canine se la cavano molto meglio. Eccoci in cima, il panorama è notevole, l'aria tiepida, decidiamo di fare qui  la sosta pranzo. È ora di scendere, il percorso ricalca più o meno quello di salita, in breve siamo alla base dello Joderhorn e ci avviamo alla non lontana Madonna delle Nevi dove, chiaramente vista la vicinanza all'arrivo della funivia, vi è una piccola folla, non ci fermiamo ma proseguiamo per il ben visibile attacco della cresta del Monte Moro. Il primo tratto è tranquillo, c'è qualche risalto roccioso ma anche una traccia che permette di salire agevolmente. La seconda parte è un po' più ostica: più erta, più stretta e con qualche passaggino più delicato per l'esposizione. Nello decide di non affrontarlo e di aspettarci insieme alle sue cagnette.
Saliamo lungo la cresta, divertente anche perchè la roccia è buona, lo è meno appena ci si sposta un po' a destra o a sinistra. Eccoci al grande ometto ben visibile dal passo, la cima è qualche metro sopra, lasciamo gli zaini e la raggiungiamo, un po' di foto al panorama che, benchè inficiato dalle nubi che risalgono dal fondovalle, è decisamente notevole. Possiamo vedere anche la Weissmies oltre a qualcuno dei 4000 della valle di Saas.
Scendiamo da dove siamo saliti per ricongiungerci con Nello, poi puntiamo direttamente al Lago Smeraldo trovandoci su un risalto verticale di qualche metro, è ben appigliato e quindi scendiamo senza grossi problemi, Lilo e Stitch però non sono molto dell'idea di disarrampicare per cui Nello ed Ezio sono costretti a passarsele l'un l'altro. 
Facciamo una sosta ai bagni della stazione d'arrivo della funivia e poi decidiamo di scendere a piedi fino all'Alpe Bill. Sono più di mille metri di dislivello che ci fanno passare dal deserto in quota apprezzato finora ai prati ed ai pascoli (oltre che alle piste da sci) delle quote più basse. All'Alpe Bill prendiamo la funivia per evitarci gli ultimi quattrocento metri decisamente in piedi, quindi cambio vestiti e sosta al bar per una birra, la Chiesa Vecchia di Macugnaga è a pochi metri per cui le facciamo un breve visita.

Gita breve ma intensa, con gran vista sulla Est del Monte Rosa, una ferrata breve ma divertente e due salite anch'esse brevi ma con gran panorama e, almeno quella al Monte Moro, non così banale.

Tourengänger: paoloski


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Kommentare (4)


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blepori Pro hat gesagt:
Gesendet am 25. September 2018 um 07:05
una fine estate di lusso, che bella gita. Brave le coagnoline, chissà in futuro fanno la ferrata anche loro :))

Ciao Benedetto

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 25. September 2018 um 11:13
Si, bella gita. Le cagnoline stanno pensando di iscriversi ad un corso di arrampicata perchè si sono accorte di avere qualche problema su certe difficoltà.
Ciao Paolo

irgi99 hat gesagt:
Gesendet am 26. September 2018 um 07:55
Che ambiente e roccia superrrrr
Bellissima gita!
Irene

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 26. September 2018 um 09:10
Si, era tanto che non andavo a Macugnaga, proprio bella. Ciao, buone gite, Paolo


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