Passo d'Orsirora e giro dei laghi del Gottardo


Publiziert von Angelo63 , 10. August 2018 um 18:08.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum: 5 August 2018
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Pizzo Lucendro   CH-TI   CH-UR 
Zeitbedarf: 6:15
Aufstieg: 600 m
Strecke:Parcheggio diga Lago di Lucendro - Cascina di Giacobbe - Laghi d'Orsino - Laghi d'Orsirora - Passo d'Orsirora - Laghi della Valletta - Cascina della Gana - Lago di Lucendro - Parcheggio diga Lago di Lucendro
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada da Chiasso direzione Gottardo, uscire ad Airolo e seguire le indicazioni Passo del San Gottardo. Arrivati al Passo prendere l'uscita dell'Ospizio e seguire, in direzione nord, la strada parallela a quella principale che porta verso la diga del lago di Lucendro.

Oggi, assieme a Danilo, siamo alla ricerca di una destinazione che ci consenta di sfuggire dal gran caldo che in pianura ed a basse quote caratterizza queste prime giornate agostane. L’itinerario che decidiamo di compiere è un classico della zona del Passo del San Gottardo, spartiacque tra il nord e il sud delle Alpi. Faremo un giro ad anello passando per i laghetti posti a monte del lago di Lucendro.
 
Attorno alle 9 raggiungiamo il passo percorrendo la bella strada che con ampi tornanti ci porta velocemente in quota. Lungo il percorso ammiriamo la caratteristica sinuosità dei tornanti della vecchia strada, la Tremola, ancora molto utilizzata da biker ed auto d’epoca. Parcheggiata l’auto in uno spiazzo nei pressi della vecchia strada che scende verso il lago di Rodont, ci incamminiamo quando sono le 9.15. Scendiamo leggermente per raggiungere la base della diga del lago Lucendro dove in effetti c’è un ampio ed affollato parcheggio anche se qui non sarebbe consentito arrivarci in auto. Attorno a noi, sui pendii circostanti, molte mucche al pascolo presenti anche sul camminamento della diga. Si inizia a salire su un tratto di strada asfaltato con alcune piccole tracce di sentiero che consentono di tagliare i tornanti. Raggiungiamo alle 9.40 la palina che indica la località di Mottolone dove abbandoniamo la strada che porta all’invaso del lago di Lucendro. Scendiamo infatti una breve e ripida traccia che raggiunge un sentiero che prosegue poi, pressoché in piano, in direzione nord passando sopra il lago di Rodont. Fa molto caldo e la ventilazione è praticamente assente. Numerose persone ci precedono lungo il sentiero ed anche alle nostre spalle ne arrivano molte altre. Superiamo due invasi che raccolgono e regolano il deflusso delle acque in uscita dai laghi d’Orsirora e Orsino e in corrispondenza del secondo invaso riprendiamo a salire. Sono le 10 quando transitiamo dalla Cascina di Giacobbe. Seguiamo il corso d’acqua che scende dalla sovrastante conca del lago d’Orsino che raggiungiamo alle 10.25. Qui sostiamo una decina di minuti senza scendere sulle rive del lago che è molto affollato. Le alte temperature di queste giornate e il percorso adatto anche a nuclei familiari con bambini hanno attratto molte persone. Finalmente da questo punto del percorso in poi si sente qualche brezza di vento, decisamente apprezzata. Procediamo in salita su prati per raggiungere alle 10.50 il piccolo lago Superiore d’Orsino. In realtà si tratta di uno specchio d’acqua veramente piccolo che però è circondato da una bella fioritura di eriofori e che ben si presta per qualche spunto fotografico. Continuiamo a procedere in senso antiorario per aggirare, sempre dall’alto, il lago d’Orsino. Si percorre un comodo sentiero lastricato che senza perdere quota ci conduce verso la valletta dove sono presenti i laghi d’Orsirora. Quello Inferiore lo possiamo ammirare dall’alto quando sono le 11.10. Affrontata quindi una breve rampa tra massi, ma con traccia sempre ben segnalata, raggiungiamo alle 11.20 il lago d’Orsirora Superiore. La vista di questo bel lago tondeggiante è proprio appagante. Anche qui ci sono molte persone sulle sponde del lago e qualcuno è pure impegnato in una fresca nuotata. Alle spalle del lago è visibile tutta la cresta che conduce al Pizzo d’Orsirora, nostra possibile meta di giornata. Dopo una sosta di circa 20 minuti ci rimettiamo in cammino per scendere in prossimità delle rive del lago e poi risalire il sentiero in direzione del Passo d’Orsirora. Salendo verso il passo, alla nostra sinistra, ci appaiono i due laghi della Valletta che raggiungeremo sulla strada del ritorno. Alle 12 in punto siamo sull’ampia sella del Passo d’Orsirora. Siamo in marcia da circa 2 ore con 45 minuti di soste ed abbiamo percorso 6,5 km. Dal passo la vista si apre sulla vallata del Passo Furka con il Galenstock e il suo ghiacciaio che da questo punto di osservazione appare imponente. Peccato che alcuni annuvolamenti ci nascondono la vista sui più lontani Finsteraarhorn, Lauterarhorn ed altre cime delle alpi Bernesi. Alla nostra sinistra è invece visibile il più vicino Pizzo Rotondo. Decidiamo di fermarci qua per effettuare la nostra sosta pranzo mentre il tempo alterna momenti soleggiati al passaggio di alte nuvole che ci regalano un po’ di ombra. Sul versante che abbiamo percorso la vista spazia sui laghi della Valletta mentre il lago d’Orsirora è visibile solo parzialmente. In lontananza si distinguono gli specchi d’acqua in prossimità del Passo San Gottardo.
Alle 13 ci rimettiamo in cammino ripercorrendo un breve tratto del percorso di salita per poi svoltare a destra ad un bivio con indicazioni fissate a terra su un masso. In circa 15 minuti raggiungiamo il lago della Valletta Superiore e anche qui non mancano le persone impegnate in una nuotata rigenerante. Il sentiero corre alto lungo il lato orografico sinistro del lago e prima di raggiungere il lago della Valletta Inferiore c’è tempo per una divagazione, a sinistra, per ammirare un altro piccolo laghetto che sulle carte non ha nome. Dalle sponde di questo laghetto è anche possibile ammirare dall’alto il lago D’Orsirora. Raggiunta l’estremità meridionale del lago della Valletta Inferiore il sentiero scende avvicinandosi all’emissario che superiamo alle 10.45. Risaliamo un breve tratto che ci consente di ammirare il lago di Lucendro pressoché nella sua interezza, chiuso in direzione sud-est dal bordo della diga. Il sentiero adesso scende decisamente, dapprima sempre tra rocce di granito e poi su prati per puntare alla sterrata che costeggia il lago di Lucendro. Alle 14.35 transitiamo dalla Cascina della Gana e in circa 10 minuti siamo sulla sterrata che segue, stando sempre alta, il versante settentrionale del lago. Superata una brevissima galleria naturale arriviamo in prossimità del bordo della diga per immetterci nuovamente sulla strada che al mattino avevamo abbandonato in località Mottolone, dove giungiamo alle 15. Ripercorrendo a ritroso il percorso mattutino arriviamo alla nostra auto quando sono le 15.30.
Prima di intraprendere la strada verso casa e per beneficiare ancora un poco del clima alpino c’è ancora il tempo per una sosta in prossimità dell’Ospizio del Passo San Gottardo. Il termometro però segna ben 23 gradi e gli edifici commerciali del passo sono popolati all’inverosimile da gente di ogni nazionalità.
 
Era tanto tempo che avevamo nei programmi questo bel giro panoramico tra i laghetti della zona del Gottardo. Sapevamo di trovare paesaggi incantevoli e il percorso ce lo ha confermato. Siamo invece rimasti sorpresi dal gran numero di persone incontrate ma il periodo feriale e le alte temperature stagionali sono da considerate un più che valido motivo per intraprendere questa escursione.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 13,2;
Tempo marcia: 4h5m;
Tempo sosta: 2h10m;
Ascesa: mt. 600 circa;
Velocità media in marcia: 3,2 km/h;
Velocità media totale: 2,1 km/h.
 

Oggi, assieme a Danilo, siamo alla ricerca di una destinazione che ci consenta di sfuggire dal gran caldo che in pianura ed a basse quote caratterizza queste prime giornate agostane. L’itinerario che decidiamo di compiere è un classico della zona del Passo del San Gottardo, spartiacque tra il nord e il sud delle Alpi. Faremo un giro ad anello passando per i laghetti posti a monte del lago di Lucendro.
 
Attorno alle 9 raggiungiamo il passo percorrendo la bella strada che con ampi tornanti ci porta velocemente in quota. Lungo il percorso ammiriamo la caratteristica sinuosità dei tornanti della vecchia strada, la Tremola, ancora molto utilizzata da biker ed auto d’epoca. Parcheggiata l’auto in uno spiazzo nei pressi della vecchia strada che scende verso il lago di Rodont, ci incamminiamo quando sono le 9.15. Scendiamo leggermente per raggiungere la base della diga del lago Lucendro dove in effetti c’è un ampio ed affollato parcheggio anche se qui non sarebbe consentito arrivarci in auto. Attorno a noi, sui pendii circostanti, molte mucche al pascolo presenti anche sul camminamento della diga. Si inizia a salire su un tratto di strada asfaltato con alcune piccole tracce di sentiero che consentono di tagliare i tornanti. Raggiungiamo alle 9.40 la palina che indica la località di Mottolone e qui abbandoniamo la strada che porta all’invaso del lago di Lucendro per scendere una breve e ripida traccia che raggiunge un sentiero che prosegue, pressoché pianeggiante, in direzione nord passando sopra il lago di Rodont. Fa molto caldo e la ventilazione è praticamente assente. Molte persone ci precedono lungo il sentiero ed anche alle nostre spalle ne arrivano altre. Superiamo due invasi che raccolgono e regolano il deflusso delle acque in uscita dai laghi d’Orsirora e Orsino e in corrispondenza del secondo invaso riprendiamo a salire. Sono le 10 quanto transitiamo dalla Cascina di Giacobbe. Seguiamo il corso d’acqua che scende dalla sovrastante conca del lago d’Orsino che raggiungiamo quando sono le 10.25. Qui sostiamo una decina di minuti senza scendere sulle rive del lago che è molto affollato. Le altre temperature di queste giornate e il percorso adatto anche a nuclei familiari con bambini hanno attratto molte persone. Finalmente da questo punto del percorso si sente qualche brezza di vento che è decisamente apprezzata. Procediamo in salita su prati per raggiungere alle 10.50 il piccolo lago Superiore d’Orsino. In realtà si tratta di uno specchio d’acqua veramente piccolo che però è circondato da una bella fioritura di eriofori e che ben si presta per qualche spunto fotografico. Continuiamo a procedere in senso antiorario per aggirare, sempre dall’alto, il lago d’Orsino. Si percorre un comodo sentiero lastricato che senza perdere quota ci conduce verso la valletta dove sono presenti i laghi d’Orsirora. Quello Inferiore lo possiamo ammirare dall’alto quando sono le 11.10. Affrontata quindi una breve rampa tra massi, ma con traccia sempre ben segnalata, raggiungiamo alle 11.20 il lago d’Orsirora Superiore. La vista di questo bel lago tondeggiante è proprio appagante. Anche qui ci sono molte persone sulle sponde del lago e qualcuno è pure impegnato in una fresca nuotata. Alle spalle del lago è visibile tutta la cresta che conduce al Pizzo d’Orsirora, nostra possibile meta di giornata. Dopo una sosta di circa 20 minuti ci rimettiamo in cammino per scendere in prossimità delle rive del lago e poi risalire il sentiero in direzione del Passo d’Orsirora. Salendo verso il passo, alla nostra sinistra, ci appaiono i due laghi della Valletta che raggiungeremo sulla strada del ritorno. Alle 12 in punto siamo sull’ampia sella del Passo d’Orsirora. Siamo in marcia da circa 2 ore con 45 minuti di soste ed abbiamo percorso 6,5 km. Dal passo la vista si apre sulla vallata del Passo Furka con il Galenstock e il suo ghiacciaio che da questo punto di osservazione appare imponente. Peccato che alcuni annuvolamenti ci nascondono la vista sui più lontani Finsteraarhorn, Lauterarhorn ed altre cime delle alpi Bernesi. Alla nostra sinistra è invece visibile il più vicino Pizzo Rotondo. Decidiamo di fermarci qua per effettuare la nostra sosta pranzo mentre il tempo alterna momenti soleggiati al passaggio di alte nuvole che ci regalano un po’ di ombra. Sul versante che abbiamo percorso la vista spazia sui laghi della Valletta mentre il lago d’Orsirora è visibile solo parzialmente. In lontananza si distinguono gli specchi d’acqua in prossimità del Passo San Gottardo.
Alle 13 ci rimettiamo in cammino ripercorrendo un breve tratto del percorso di salita per poi svoltare a destra ad un bivio con indicazioni fissate a terra su un masso. In circa 15 minuti raggiungiamo il lago della Valletta Superiore e anche qui non mancano le persone che stanno facendo una nuotata rigenerante. Il sentiero corre alto lungo il lago e prima di raggiungere il lago della Valletta Inferiore c’è tempo per una divagazione a sinistra per ammirare un altro piccolo lago che non ha nome. Dalle sponde di questo laghetto è anche possibile ammirare dall’alto il lago D’Orsirora. Raggiunta l’estremità meridionale del lago della Valletta Inferiore il sentiero scende avvicinandosi al lago ed alle 10.45 ne superiamo l’emissario per poi risalire un breve tratto che ci consente di osservare il lago di Lucendro pressoché nella sua interezza, chiuso in direzione est dal bordo della diga. Il sentiero adesso scende decisamente, dapprima sempre tra rocce di granito e poi su prati per puntare alla sterrata che costeggia il lago di Lucendro. Alle 14.35 transitiamo dalla Cascina della Gana e in circa 10 minuti siamo sulla sterrata che segue, stando sempre alta, il versante settentrionale del lago. Superata una brevissima galleria naturale arriviamo in prossimità del bordo della diga per immetterci nuovamente sulla strada che al mattino avevamo abbandonato in località Mottolone, dove giungiamo alle 15. Ripercorrendo a ritroso il percorso mattutino arriviamo alla nostra auto quando sono le 15.30.
Prima di intraprendere la strada verso casa e per beneficiare ancora un poco del clima alpino c’è ancora il tempo per una sosta in prossimità dell’Ospizio del Passo San Gottardo. Il termometro però segna ben 23 gradi e gli edifici commerciali del passo sono popolati all’inverosimile da gente di ogni nazionalità.
 
Era tanto tempo che avevamo nei programmi questo bel giro panoramico tra i laghetti della zona del Gottardo. Sapevamo di trovare paesaggi incantevoli e il percorso ce lo ha confermato. Siamo invece rimasti sorpresi dal gran numero di persone incontrate ma il periodo feriale e le alte temperature stagionali sono da considerate un più che valido motivo per intraprendere questa escursione.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 13,2;
Tempo marcia: 4h5m;
Tempo sosta: 2h10m;
Ascesa: mt. 600 circa;
Velocità media in marcia: 3,2 km/h;
Velocità media totale: 2,1 km/h.
 
Oggi, assieme a Danilo, siamo alla ricerca di una destinazione che ci consenta di sfuggire dal gran caldo che in pianura ed a basse quote caratterizza queste prime giornate agostane. L’itinerario che decidiamo di compiere è un classico della zona del Passo del San Gottardo, spartiacque tra il nord e il sud delle Alpi. Faremo un giro ad anello passando per i laghetti posti a monte del lago di Lucendro.
 
Attorno alle 9 raggiungiamo il passo percorrendo la bella strada che con ampi tornanti ci porta velocemente in quota. Lungo il percorso ammiriamo la caratteristica sinuosità dei tornanti della vecchia strada, la Tremola, ancora molto utilizzata da biker ed auto d’epoca. Parcheggiata l’auto in uno spiazzo nei pressi della vecchia strada che scende verso il lago di Rodont, ci incamminiamo quando sono le 9.15. Scendiamo leggermente per raggiungere la base della diga del lago Lucendro dove in effetti c’è un ampio ed affollato parcheggio anche se qui non sarebbe consentito arrivarci in auto. Attorno a noi, sui pendii circostanti, molte mucche al pascolo presenti anche sul camminamento della diga. Si inizia a salire su un tratto di strada asfaltato con alcune piccole tracce di sentiero che consentono di tagliare i tornanti. Raggiungiamo alle 9.40 la palina che indica la località di Mottolone e qui abbandoniamo la strada che porta all’invaso del lago di Lucendro per scendere una breve e ripida traccia che raggiunge un sentiero che prosegue, pressoché pianeggiante, in direzione nord passando sopra il lago di Rodont. Fa molto caldo e la ventilazione è praticamente assente. Molte persone ci precedono lungo il sentiero ed anche alle nostre spalle ne arrivano altre. Superiamo due invasi che raccolgono e regolano il deflusso delle acque in uscita dai laghi d’Orsirora e Orsino e in corrispondenza del secondo invaso riprendiamo a salire. Sono le 10 quanto transitiamo dalla Cascina di Giacobbe. Seguiamo il corso d’acqua che scende dalla sovrastante conca del lago d’Orsino che raggiungiamo quando sono le 10.25. Qui sostiamo una decina di minuti senza scendere sulle rive del lago che è molto affollato. Le altre temperature di queste giornate e il percorso adatto anche a nuclei familiari con bambini hanno attratto molte persone. Finalmente da questo punto del percorso si sente qualche brezza di vento che è decisamente apprezzata. Procediamo in salita su prati per raggiungere alle 10.50 il piccolo lago Superiore d’Orsino. In realtà si tratta di uno specchio d’acqua veramente piccolo che però è circondato da una bella fioritura di eriofori e che ben si presta per qualche spunto fotografico. Continuiamo a procedere in senso antiorario per aggirare, sempre dall’alto, il lago d’Orsino. Si percorre un comodo sentiero lastricato che senza perdere quota ci conduce verso la valletta dove sono presenti i laghi d’Orsirora. Quello Inferiore lo possiamo ammirare dall’alto quando sono le 11.10. Affrontata quindi una breve rampa tra massi, ma con traccia sempre ben segnalata, raggiungiamo alle 11.20 il lago d’Orsirora Superiore. La vista di questo bel lago tondeggiante è proprio appagante. Anche qui ci sono molte persone sulle sponde del lago e qualcuno è pure impegnato in una fresca nuotata. Alle spalle del lago è visibile tutta la cresta che conduce al Pizzo d’Orsirora, nostra possibile meta di giornata. Dopo una sosta di circa 20 minuti ci rimettiamo in cammino per scendere in prossimità delle rive del lago e poi risalire il sentiero in direzione del Passo d’Orsirora. Salendo verso il passo, alla nostra sinistra, ci appaiono i due laghi della Valletta che raggiungeremo sulla strada del ritorno. Alle 12 in punto siamo sull’ampia sella del Passo d’Orsirora. Siamo in marcia da circa 2 ore con 45 minuti di soste ed abbiamo percorso 6,5 km. Dal passo la vista si apre sulla vallata del Passo Furka con il Galenstock e il suo ghiacciaio che da questo punto di osservazione appare imponente. Peccato che alcuni annuvolamenti ci nascondono la vista sui più lontani Finsteraarhorn, Lauterarhorn ed altre cime delle alpi Bernesi. Alla nostra sinistra è invece visibile il più vicino Pizzo Rotondo. Decidiamo di fermarci qua per effettuare la nostra sosta pranzo mentre il tempo alterna momenti soleggiati al passaggio di alte nuvole che ci regalano un po’ di ombra. Sul versante che abbiamo percorso la vista spazia sui laghi della Valletta mentre il lago d’Orsirora è visibile solo parzialmente. In lontananza si distinguono gli specchi d’acqua in prossimità del Passo San Gottardo.
Alle 13 ci rimettiamo in cammino ripercorrendo un breve tratto del percorso di salita per poi svoltare a destra ad un bivio con indicazioni fissate a terra su un masso. In circa 15 minuti raggiungiamo il lago della Valletta Superiore e anche qui non mancano le persone che stanno facendo una nuotata rigenerante. Il sentiero corre alto lungo il lago e prima di raggiungere il lago della Valletta Inferiore c’è tempo per una divagazione a sinistra per ammirare un altro piccolo lago che non ha nome. Dalle sponde di questo laghetto è anche possibile ammirare dall’alto il lago D’Orsirora. Raggiunta l’estremità meridionale del lago della Valletta Inferiore il sentiero scende avvicinandosi al lago ed alle 10.45 ne superiamo l’emissario per poi risalire un breve tratto che ci consente di osservare il lago di Lucendro pressoché nella sua interezza, chiuso in direzione est dal bordo della diga. Il sentiero adesso scende decisamente, dapprima sempre tra rocce di granito e poi su prati per puntare alla sterrata che costeggia il lago di Lucendro. Alle 14.35 transitiamo dalla Cascina della Gana e in circa 10 minuti siamo sulla sterrata che segue, stando sempre alta, il versante settentrionale del lago. Superata una brevissima galleria naturale arriviamo in prossimità del bordo della diga per immetterci nuovamente sulla strada che al mattino avevamo abbandonato in località Mottolone, dove giungiamo alle 15. Ripercorrendo a ritroso il percorso mattutino arriviamo alla nostra auto quando sono le 15.30.
Prima di intraprendere la strada verso casa e per beneficiare ancora un poco del clima alpino c’è ancora il tempo per una sosta in prossimità dell’Ospizio del Passo San Gottardo. Il termometro però segna ben 23 gradi e gli edifici commerciali del passo sono popolati all’inverosimile da gente di ogni nazionalità.
 
Era tanto tempo che avevamo nei programmi questo bel giro panoramico tra i laghetti della zona del Gottardo. Sapevamo di trovare paesaggi incantevoli e il percorso ce lo ha confermato. Siamo invece rimasti sorpresi dal gran numero di persone incontrate ma il periodo feriale e le alte temperature stagionali sono da considerate un più che valido motivo per intraprendere questa escursione.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 13,2;
Tempo marcia: 4h5m;
Tempo sosta: 2h10m;
Ascesa: mt. 600 circa;
Velocità media in marcia: 3,2 km/h;
Velocità media totale: 2,1 km/h.
 
 

Tourengänger: Angelo63, Danilo54


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