Laghi Retico e Laiets da Alpe Pradasca


Publiziert von Angelo63 , 2. September 2017 um 20:30.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:26 August 2017
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Scopi   CH-TI   CH-GR 
Zeitbedarf: 7:45
Aufstieg: 820 m
Strecke:Alpe Pradasca - Capanna Bovarina - Lago Retico - Pass Cristallina - Laiets - ritorno stesso itineraro
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada per il Gottardo, uscire a Biasca e proseguire in direzione del Lucomagno. In uscita da Olivone svoltare a destra per Blenio. Dopo la galleria si incontra il paese di Campo Blenio dove entrati in paese si segue la stretta stradina per Pradasca (lunga quasi 7 chilomeri). In prossimità di Pradasca, arrivati ad una biforcazione, si tiene la destra e dopo qualche centinaio di metri si giunge ad un parcheggio.

Uscita con Danilo e Maria Teresa per andare a visitare qualche bel laghetto alpino. La nostra meta è la valle di Blenio dove già c’eravamo stati in inverno nei tentativi, non sempre riusciti, di raggiungere la capanna Bovarina. Poiché non dobbiamo ora calpestare neve il nostro obiettivo si sposta più in alto. Quello minimo è il lago Retico, se poi ci resteranno forza e tempo cercheremo di raggiungere la cima di Garina.
Arrivati a Campo Blenio cerchiamo la stretta stradina che sale in direzione dell’alpe Pradasca. In paese non ci sono indicazioni ma avendo come riferimento gli impianti di risalita della stazione sciistica si individua l’imbocco della strada. E’ bello passare e riconoscere punti di riferimento dove eravamo già transitati ciaspole ai piedi nella stagione invernale. Dopo quasi 7 chilometri lasciamo l’auto, ad una quota di 1.720 metri, nell’ampio slargo proprio davanti alla palina che indica il parcheggio dell’alpe Pradasca.
Qualche goccia d’acqua ci accoglie quando scendiamo dall’auto ma la leggera coltre di nuvole è ben presto destinata a dissolversi. Alle 9.15 ci mettiamo in cammino raggiungendo una costruzione nei pressi del ponte sul Ri di Stabbio Nuovo, luogo che in passato avevamo faticosamente raggiunto con le ciaspole rinunciando poi a proseguire. Passiamo sullo stretto ponte che ci consente di arrivare sotto il versante che conduce alla capanna Bovarina. Dopo un leggero tratto in discesa ci ricongiungiamo con il sentiero proveniente dalle baite di Ronco di Gualdo. Si sale ora nel bosco sino ad arrivare ad una prima baita e poi, aggirato il pendio erboso, raggiungiamo la capanna Bovarina quando sono le 9.45. E’ ancora presto per una sosta e pertanto proseguiamo sul sentiero per il lago Retico. Si procede in falsopiano e quindi si sale nel bel bosco di larici dove non mancano cespugli di rododendri e mirtilli. Abbandoniamo il bosco quando sono le 10.15 e raggiunta una altitudine di circa 1.960 metri attraversiamo il corso d’acqua che scende dalla valle dell’Inferno. Si procede quindi su sentiero scavato tra i prati che dopo qualche ampio tornante inizia a salire con decisione. Ora si fa sentire l’umidità che rende ancor più faticoso il procedere. Sopra di noi abbiamo sempre quale riferimento i paletti bianchi e rossi che segnano il tracciato per la stagione invernale. Il sentiero sembra non finire mai mentre l’aspro cucuzzolo della Cima di Garina – sempre visibile sin dalla partenza – è ancora molto lontano. Alle 11.30 finalmente raggiungiamo un primo piccolo laghetto e quindi l’ampia conca del lago Retico. Siamo in marcia da 1h35m ed abbiamo fatto soste per 40m dopo aver percorso solo 4,2 km. Sulle rive del lago Retico ci fermiamo per una sosta e per fare alcune foto. Bello il contrasto tra lo specchio d’acqua e la colorazione delle chiare rocce che lo circondano. Quando riprendiamo il cammino, non manca molto a mezzogiorno, decidiamo di abbandonare il proposito di imboccare il sentiero degli stambecchi per poi salire alla Cima di Garina. Preferiamo prendercela comoda e percorrere la sponda orientale del lago fino ad arrivare al Pass Cristallina, punto di confine tra i cantoni Ticino e Grigioni. Alle 12.25 siamo nei pressi del Pass Cristallina e sull’altro versante grigionese ci appare il Laiets. Decidiamo di raggiungerlo proseguendo in leggera discesa su una vasta pietraia facilmente percorribile. All’estremità settentrionale del laghetto, in posizione panoramica, è posta una costruzione con delle comode panchine che fanno proprio al caso nostro. Ci arriviamo alle 13 e qui facciamo la nostra pausa pranzo. Tra il lago e il corso d’acqua che ne costituisce l’emissario c’è un altro piccolo laghetto che dall’alto ha la forma di cuore. Qui, a differenza dell’altro versante percorso in salita, c’è una bella arietta che attenua il calore che abbiamo patito in mattinata. Qualche scura nube però si addensa attorno alle più alte cime a noi sconosciute, eccezion fatta forse per la Cima della Bianca. Decidiamo così di rimetterci in cammino quando sono le 13.45 e in circa mezz’ora raggiungiamo la palina del Pass Cristallina. Anche qui, come del resto prima di lasciare il Laiets, facciamo una foto di gruppo prima di ripercorrere a ritroso il giro attorno al lago Retico. Alle 14.50 siamo nei pressi dell’emissario del lago e ci fermiamo ancora per una sosta di una quindicina di minuti prima di riprendere la discesa. Anche la ripida discesa, causa forse l’elevato tasso di umidità, ci sembra più faticosa del solito. Alle 16, appena attraversato nuovamente il corso d’acqua che scende la valle dell’Inferno, inizia a piovere leggermente. Allunghiamo il passo nella convinzione che appena raggiunto il bosco l’acqua non ci darà molto fastidio. In effetti in alcuni tratti dobbiamo però indossare la mantellina che togliamo non appena ci pare stia per cessare la pioggia. Alle 16.20 arriviamo alla capanna Bovarina dove ci fermiamo una decina di minuti per decidere cosa fare. Non sta piovendo con forte intensità ma la copertura nuvolosa sembra estesa. Valutando che il terreno non è ancora inzuppato d’acqua e che ci aspetta un tratto in discesa da percorrere prevalentemente nel bosco decidiamo di rimetterci subito in cammino rinviando per un’altra occasione la programmata sosta in capanna per una birretta. Abbiamo preso una buona decisione perché la pioggia non ci abbondonerà più fino al nostro arrivo all’auto, quando sono le 16.55.
 
Faticosa, causa caldo e umidità percepita, ma appagante escursione in una zona dove in condizioni di forma migliori non mancherebbero le alternative, ad altitudini più elevate, da raggiungere per ammirare panorami che spaziano su cime e vallate tra Ticino e Grigioni.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 12,1;
Tempo marcia: 4h30m;
Tempo sosta: 3h10m;
Ascesa: mt. 820 circa;
Velocità media in marcia: 2,7 km/h;
Velocità media totale: 1,6 km/h.
 


Tourengänger: Angelo63, Danilo54


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Kommentare (4)


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froloccone hat gesagt:
Gesendet am 2. September 2017 um 21:13
È uno dei posti più incredibili del Ticino!!
Ciao
ALE

Angelo63 hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 22:15
Grazie Ale!
Si, sono posti veramente molto belli
Buone montagne
angelo

GIBI hat gesagt:
Gesendet am 6. September 2017 um 13:32
Bel ricordo il Lago Laiets ... anni fa ci ho praticamente lasciato una caviglia !

ciao Giorgio

Angelo63 hat gesagt: RE:
Gesendet am 6. September 2017 um 21:32
In effetti la pietraia nei pressi del lago mette a dura prova la stabilità delle caviglie

ciao
angelo


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