Adulajoch (3166 m)


Publiziert von Sky , 28. Dezember 2016 um 11:31.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:26 Dezember 2016
Wandern Schwierigkeit: T5- - anspruchsvolles Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT3 - Anspruchsvolle Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Rheinwaldhorn   Gruppo Cima di Pinadee   CH-TI   CH-GR 
Zeitbedarf: 2 Tage

È da tanto tempo che vorrei fare una due giorni d’inverno in un rifugio incustodito, ma ho paura del freddo, di non riuscire ad accendere il fuoco e così via. I miei ricordi tornano sempre al febbraio 2014, quando, in occasione del Tris Rotondo, dormii in tenda a 2400 metri... un’esperienza decisamente poco piacevole! Finalmente trovo un socio con cui provare di nuovo, ma stavolta in una struttura al chiuso, con la possibilità di accendere il fuoco ed un sacco a pelo da bivacco come si deve! L’obbiettivo ovviamente non è il rifugio in sé, ma una cima. Il rifugio permette di fare quello che in inverno, senza gli sci, sarebbe impossibile da fare in giornata. E la meta è l’Adula, la regina del Ticino, che ho sempre snobbato perché troppo frequentata, ma d’inverno le cose sono ben diverse! Così si parte. Qualche scambio di pensieri con Angelo circa l’accesso alla capanna (l’Adula CAS) e alla fine optiamo per la salita dalla Val Soi, sfruttando il fatto che quest’anno non c’è neve sotto i 2000, altrimenti il ripidissimo versante sotto il Passo di Piotta sarebbe assolutamente infattibile. Senza neve invece è un tranquillissimo T2.

Partiamo da Dangio a mattina inoltrata… oggi non c’è bisogno di alzarsi all’alba, si deve solo arrivare in capanna e prepararsi per la notte. Siamo ben carichi, anche se non abbiamo portato corde, imbrago e materiale per fare sicurezza, solo ciaspole, ramponi e piccozza. Finita la strada sterrata, il sentiero si inerpica con un’infinità di tornanti (in discesa ne conterò 77) fino alla capanna. Sono curioso di vedere cosa troviamo dentro! Entriamo e la prima cosa su cui butto l’occhio è il termometro nell’ingresso che segna 2°. Fa più caldo fuori, mi sa! Dentro c’è una cucina economica ed una a gas. Subito Angelo, esperto in materia, si mette alla ricerca di legna fine per accendere il fuoco. Essendoci poca neve attorno, ci sono arbusti da cui poter prendere rametti secchi e paglia, che, insieme a carta di giornale e ad un ceppo ridotto in pezzetti più piccoli, sono ideali per iniziare il fuoco. Accendiamo, ma il tiraggio non c’è, tutto il fumo rientra nella stanza. Proviamo a muovere la serranda nel condotto che porta alla canna fumaria, ma niente da fare. Rinunciamo. Fortunatamente c’è la cucina a gas. Incominciamo a fare tè a rotazione per scaldarci un po’ ed aumentare un po’ la temperatura dell’ambiente, che nel frattempo è salita a 8-9°. Con un piatto di penne “al tonno di Dangio e peperoncino dell’Adula”, crema densa di porcini, speck fritto e torta di pane alle arance caramellate, mi scaldo per bene, sono contento! Andiamo a dormire sui materassi che abbiamo preventivamente portato in cucina (mi ricordo di averlo letto su HIKR, forse da Ewuska..), il mio sacco a pelo è perfetto, stavolta dormo con piacere, anche se mi sveglio due o tre volte, ma per me in rifugio è la norma, anche d’estate…

Alle 6 e mezza ci alziamo, la sera prima abbiamo deciso di partire con la luce del sole. La salita alla capanna Adula UTOE è critica, vogliamo farla con la luce. Prepariamo tutto, lasciando giù le cose che non servono, e partiamo. Sono le 8, il sole è sorto da un po’. Calziamo i ramponi fin dalla capanna. La neve è perfetta, dura come piace a me. Il pendio è ripido, tiro fuori la picca. Ad un certo punto ci accorgiamo di essere troppo alti, dobbiamo svoltare a destra. C’è un traverso un po’ critico da affrontare. Siamo alla UTOE. Calziamo le ciaspole. Io sbaglio strada e mi vado a infognare su un terreno insidioso, perdo una ciaspola... capisco che non è giornata. Proseguiamo sulla retta via, Angelo sempre davanti a me. Seguiamo la bella morena, ora con su i ramponi che non ci toglieremo più. Fortunatamente il passaggio critico è spelato e si vede perfettamente il sentiero estivo che si può seguire senza problemi. Proseguiamo ora su un piattone. Soffia un vento forte, a raffiche, ma non è quello a infastidirmi. La neve a tratti è trasformata e portante, a tratti è crostosa e fa sprofondare… l’avanzamento è quindi assai lento, nè io nè Angel oggi siamo particolarmente veloci, quindi quando il mio socio mi fa notare che non riusciremo mai a fare l’Adula, tornando alla macchina in tempo, gli propongo una meta di ripiego, ma comunque interessante: una forcella a cui fino al 2005 era stato attribuito il nome di Adulajoch. Il panorama non sarà quello della vetta, ma il nostro sguardo può spaziare sulla Läntatal e sulle cime grigionesi. E la nostra fame di bellezza può essere saziata…

In discesa siamo veloci, nel tratto ripido tra le due capanne ora seguiamo fedelmente il sentiero estivo. Fortunatamente la neve ha un po’ mollato, mi sento quasi a mio agio, io che non sono più abituato a discese su terreni insidiosi come una volta… Siamo in capanna. Riassettiamo il tutto e portiamo via le nostre cose. La discesa è ancora lunga, in totale sarà quasi 2400 metri di dislivello… Dobbiamo accendere la frontale, ma siamo sullo sterrato quando la luce del sole scompare del tutto.

È andata così. Forse avremmo dovuto andare alla capanna Adula UTOE, forse avremmo dovuto partire più presto, ma eravamo comunque lenti, troppo lenti, e la nostra meta era lontana 850 metri in linea d’aria. Però la cosa importante, almeno per me, è aver provato questa nuova esperienza del rifugio invernale, aver visto che “si può fare”… forse le condizioni in cui si trova non saranno sempre così, ma non è una cosa impossibile. Alla prossima, allora!


Tourengänger: Sky, angelo72


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Kommentare (12)


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Francesco hat gesagt:
Gesendet am 28. Dezember 2016 um 11:46
...Beh...dai....i "forse" sono un po tanti,la prox volta,con il bagaglio acquisito, andrai spedito come un fulmine-
Rimane comunque sempre una bella esperienza-..

Happy new Year !!!

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 28. Dezember 2016 um 12:02
l'esperienza, e gli errori di valutazione, è quello che ci fa crescere e raggiungere la nostra meta. La prossima volta andrà alla grande!
Buon anno anche a te

danicomo hat gesagt:
Gesendet am 28. Dezember 2016 um 12:01
Bella, bella.... ma ci vuole una gran voglia ad affrontare i disagi assortiti.....
Strana la faccenda del tiraggio della stufa.....
Auguri
Daniele

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 28. Dezember 2016 um 12:10
Sì, davvero strano il fatto che la stufa non tirasse.. specie in una capanna comunque assai frequentata come questa..
Non fermarmi di fronte agli ostacoli che incontro è il mio stile di andare in montagna..!
Auguri anche a te !
Luca

Barba43 hat gesagt:
Gesendet am 28. Dezember 2016 um 20:39
Grandi ragazzi, bravissimi, foto stupende
complimenti
Luciano

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 28. Dezember 2016 um 20:41
Grazie !
Tempo stupendo, posto stupendo, le foto sono una conseguenza :)
Ciao, Sky

Poncione hat gesagt:
Gesendet am 29. Dezember 2016 um 14:03
Bella esperienza e bella avventura comunque. L'Adula merita una due giorni così.... Buon Anno, Luca.

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 2. Januar 2017 um 18:56
Due giorni assolutamente goduta, l'esperienza in montagna è quello che conta, l'Adula mi aspetta !
Buon anno anche a te !

Daniele66 hat gesagt:
Gesendet am 29. Dezember 2016 um 20:20
Peccato x la cima però va bene così Auguri Daniele66

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 2. Januar 2017 um 18:53
Tanti auguri anche a te, quando sei in montagna va sempre bene !

Simone86 hat gesagt:
Gesendet am 2. Januar 2017 um 18:34
Grande Luca, forse l'Adula era un obiettivone ma comunque complimenti lo stesso per quanto fatto! buon 2017

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 2. Januar 2017 um 18:59
Grazie Simone, con una strategia diversa ed una condizione migliore ce la si poteva fare.. ma oggi è andata benone così !
Buon anno, buona montagna !


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