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Dome de Tzan in traversata


Published by Andrea! , 30 April 2014, 19h25.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:26 April 2014
Ski grading: AD-
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 2100 m 6888 ft.
Route:25,7 km
Access to start point:Rifugio Prarayer. Alla fine del lago di Place Moulin, Val Pelline, Val d'Aosta
Access to end point:Diga di Place Moulin, Val Pelline, Val d'Aosta.

Eccoci all'ultima giornata vissuta in questa valle stupenda.

Oggi abbiamo in mente di salire il Dome de Tzan e, traversando dietro (versante della Valtournanche), risalire al Col de Bella Tza (proprio sotto lo Château des Dames). Molto probabilmente non troveremo tante tracce nella zona "dietro".

Partiamo presto perché oggi rientriamo a casa (domani prevedono proprio brutto senza possibilità di scamparla) e quindi dobbiamo anche mettere in conto l'ora di cammino per tornare alla macchina (oltre al viaggio).

Facciamo il primo tratto sci in spalla, in discesa, per andare a prendere un ponticello che passa sul torrente Buthier, superato il quale calziamo subito gli sci. Traversiamo brevemente nel bosco per poi risalire il ripido pendio che porta agli alpeggi di Valcournera. Da questo alpeggio inizia (tanto per cambiare) un lungo vallone semi pianeggiante che si inoltra nella Comba di Valcournera fino ad arrivare all'alpeggio di Chardonney, a quota 2360 (ma che io non ho visto).
Qui si svolta leggermente verso destra e si superano un paio di brevi pendii per raggiungere il ghiacciaio di Tzan, altra stupenda conca.

Si prosegue sul ghiacciaio e, una volta arrivati in fondo, si svolta a sinistra, lasciando sulla destra il Col Chavacour. Da qui si superano vari pendii, si affronta qualche traverso esposto e si giunge in vetta al Dome de Tzan.

Mentre aspetto i due amici cerco di individuare la seconda parte del percorso: dalla vetta si vede il canalone nei pressi di Punta Tzan che ci consentirà di scendere nel versante opposto (accidenti, sembra bello ripido), riesco ad intuire qual è il Col de Bella Tza (mi sembra senza neve l'ultimo tratto) e si intravede una casetta che potrebbe essere il rifugio (chiuso) da cui bisogna transitare: ok, qualcosa ho capito, ma non c'è la minima ombra di passaggio.

Arrivano in vetta anche Stefano e Vincenzo. Subito Stefano dice che preferisce scendere per la stessa via, Vincenzo mi sembra abbastanza stanco e non è contrario all'idea. Io ancora non mi esprimo, mi sento bene e mi dispiacerebbe non fare il giro.

Iniziamo a scendere su neve polverosa stupenda, incredibile trovarla a fine aprile. All'altezza del colle dico ai compagni che "vado a vedere come è l'attacco del canalino di discesa". Scaletto faticosamente fino al colletto e il primo impatto fa una certa impressione, non si vede l'inizio della discesa, poi faccio 4 passi più avanti e si capisce che le pendenze non sono così terribili come sembravano dalla cima.

Urlo ai compagni che si può scendere, Stefano decide comunque di ritornare per la via di salita mentre Vincenzo mi raggiunge (più o meno convinto di fare il giro).
Partiamo per la discesa su bella neve trasformata e subito siamo nella conca sottostante a rimettere le pelli sotto gli sci. Caldo allucinante e, nel dubbio, mettiamo subito un po' di sciolina sulle pelli. Se si dovesse riformare uno zoccolo come quello dell'altro ieri sarebbe veramente dura.

Non è semplice capire quale sia il percorso migliore da seguire, ci sono un sacco di vallettine, depressioni, piccoli pendii, quindi seguiamo tendenzialmente la direzione dello Château des Dames. Inizia un giochino di su e giù tra i dossi, c'è da batter traccia ma la neve tiene molto bene e non si sta formando lo zoccolo.

Ad un certo punto intravedo il rifugio e l'istinto mi suggerisce di raggiungerlo ma proprio in quel momento vedo delle tracce di discesa provenire da sinistra. Penso che queste arrivino quasi sicuramente dal colle e hanno tagliato alto, quindi le seguo iniziando a tracciare il pendio.
Man mano che salgo sono sempre meno convinto, siamo già troppo alti, quasi all'altezza del colle ma ancora molto distanti in linea d'aria, è impossibile un taglio così lungo.

Aspetto Vincenzo e una volta arrivato provo a vedere se si riesce a fare un traverso per raggiungere il rifugio dall'alto: niente da fare, una barriera rocciosa ci chiude la strada, dobbiamo per forzare ridiscendere.
Nella speranza che la discesa sia breve non tolgo neanche le pelli ma scendiamo, scendiamo, provo a cercare un altro passaggio ma la barriera rocciosa non è ancora terminata.
Alla fine ci ritroviamo dove ho iniziato a seguire il pendio con le tracce, mi "mando a quel paese" per non aver seguito l'intuito piuttosto che le tracce anche perché la discesa non è ancora finita.

Dobbiamo raggiungere un laghetto a quota 2740, praticamente la quota dalla quale siamo ripartiti, tutto il dislivello "annullato". Quindi invece di fare solo 300 metri, siamo riusciti a raddoppiarli!
C'è un attimo di sconforto ma le mie gambe oggi girano benissimo, quindi sono abbastanza sicuro di farcela, Vincenzo è un po' più cotto, quindi continuo a tracciare io. Guardiamo l'aspetto positivo, questa volta siamo sicuramente sulla strada giusta.

Risaliamo il primo pendio che ci porta all'altezza del rifugio Perucca e poi un secondo pendio che ci porta quasi ad altezza colle. Un ultimo traverso ed approdiamo sulle ultime roccette che precedono il colle.
Sci in spalla, affrontiamo le roccette e finalmente buttiamo giù gli zaini: la salita è finita!

Ci rilassiamo un attimo, da qui è solo discesa, molto più diretta e soprattutto non dovremmo perderci perché per un tratto è la stessa che scende dallo Château, fatto tre giorni prima. Quindi ci prepariamo con calma e ci buttiamo nella bellissima valletta formata dal Ghiacciaio di Bella Tza.

La neve è stupenda, morbida al punto giusto. Vincenzo sostiene che "...o sono in Paradiso o sto sognando...", talmente tanto ci godiamo questa discesa faticosamente guadagnata.

Arriviamo velocemente all'ormai stra-noto ponte da cui con qualche tratto sci ai piedi e poi in spalla ritorniamo felicemente al rifugio dove facciamo merenda, carichiamo gli zaini della nostra roba e torniamo un po' noiosamente alla macchina sulla strada del lungo lago che non si scappa .... ci vuole un'ora!


PS. nel conteggio dello sviluppo è incluso anche il ritorno alla macchina (circa 4,5 km).

Hike partners: Andrea!


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Comments (2)


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ciolly says: Dom de Tzan
Sent 2 May 2014, 19h17
Complimenti
Bellissimo Tour
C'ero stato anch'io al Prarayer qualche annetto fa e avevo fatto il Dome de Tzan con andata e ritorno al primo giorno e poi la Comba d' Oren al secondo...
Rifugio Hotel impeccabile...
è ancora così?
ciolly

Andrea! says: RE:Dom de Tzan
Sent 2 May 2014, 23h23
Grazie per i complimenti.
Si, il rifugio è ottimo. Confortevole, spazioso, si mangia bene (ci hanno sempre offerto il bis) e i gestori sono stati gentili ... tutto ciò ad un prezzo ragionevole.
Andrea


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