Monte Generoso da Salorino on the rail way
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Dopo numerosi rimandi, ecco la prima uscita del 2013. Vado sul Generoso, possibilmente per una via diversa dalle numerose già percorse, ma ho l'impressione di aver già salito questa bella montagna da tutte le vie possibili (a parte il canalone ovest, ma quello è un altro discorso). Scelgo dunque di salire da Salorino percorrendo nel modo più fedele possibile la strada ferrata della funicolare. Tale scelta è operabile solo nel periodo dicembre - febbraio, quando i treni sono completamente fermi. Negli altri periodi dell'anno è fortemente vietato (e sconsigliato) camminare sulla sede ferroviaria. Nelle gallerie la faccenda si potrebbe fare drammatica!
Lascio l'auto al parcheggio del paese che, di domenica, è libero e gratuito. Seguo dunque i cartelli per la stazione intermedia di San Nicolao che raggiungo in breve su strada prevalentemente asfaltata.
Alla stazione mi incammino dunque sulla via ferrata, a questa quota sgombra di neve. La prima galleria che incontro misura 90 metri e ha una semicurva al suo interno. Una torcia può essere d'aiuto. La salita presenta pendenze regolari e abbastanza dolci (direi 15/20%) ma i lunghi tratti diritti possono risultare un po' monotoni. D'altra parte camminare sulle vie delle funicolari mi è sempre piaciuto tanto: chissà perchè.
Presto la via si fa ingombra di neve ma la stessa è ben pestata e non ghiacciata, così la progressione ne trae vantaggio.
Breve sosta alla stazione della Bellavista e poi ancora su per binari a sbucare fuori dal bosco, con un bel sole e un panorama a rendere piacevole la camminata. Dai pendii scoscesi sopra di me, intere famiglie di camosci mi osservano.
Supero ancora qualche galleria, questa volta breve e con buona naturale visibilità e pervengo alla stazione capolinea della funicolare. Da qui, per la via selciata (in estate, oggi ci sono 50 cm di neve che non danno problemi) in quindici minuti sono in vetta. Qualche persona e un cane condividono lo spazio sommitale e il solito immenso panorama a trecentosessanta gradi.
Da Salorino in vetta in tre ore: la mancanza di allenamento si è fatta sentire, non tanto per i tempi, quanto per qualche inizio di crampo e l'andatura poco ritmica.
Scendo rapido di nuovo a Bellavista per la "normale" su traccia perfetta e da lì punto all'agriturismo La Grassa. Mi lascio tentare da due motti innevati che costeggiano la strada, collegati da ampia cresta e li risalgo ( 100 mt di dislivello, non più). Neve sempre perfetta e portante, le ciaspole non servono (e comunque non le ho).
Discesa verso la strada nel bosco dove invece le condizioni della neve sono cedevoli e, sebbene per un breve tratto, mi fanno sputare sangue.
Dall'Agiturismo, in breve, traverso e scendo a Cragno e da li', su ampia mulattiera a tornanti, prima su neve, poi sui soliti sassi e foglie, rientro a Salorino proprio mentre il meteo subisce una netta variazione.
Sviluppo: 21 km, SE: 35km circa. Il dislivello tiene conto della salita al motto senza nome.
Se qualcuno lo conosce (e se esiste), sarei felice di saperlo.
Lascio l'auto al parcheggio del paese che, di domenica, è libero e gratuito. Seguo dunque i cartelli per la stazione intermedia di San Nicolao che raggiungo in breve su strada prevalentemente asfaltata.
Alla stazione mi incammino dunque sulla via ferrata, a questa quota sgombra di neve. La prima galleria che incontro misura 90 metri e ha una semicurva al suo interno. Una torcia può essere d'aiuto. La salita presenta pendenze regolari e abbastanza dolci (direi 15/20%) ma i lunghi tratti diritti possono risultare un po' monotoni. D'altra parte camminare sulle vie delle funicolari mi è sempre piaciuto tanto: chissà perchè.
Presto la via si fa ingombra di neve ma la stessa è ben pestata e non ghiacciata, così la progressione ne trae vantaggio.
Breve sosta alla stazione della Bellavista e poi ancora su per binari a sbucare fuori dal bosco, con un bel sole e un panorama a rendere piacevole la camminata. Dai pendii scoscesi sopra di me, intere famiglie di camosci mi osservano.
Supero ancora qualche galleria, questa volta breve e con buona naturale visibilità e pervengo alla stazione capolinea della funicolare. Da qui, per la via selciata (in estate, oggi ci sono 50 cm di neve che non danno problemi) in quindici minuti sono in vetta. Qualche persona e un cane condividono lo spazio sommitale e il solito immenso panorama a trecentosessanta gradi.
Da Salorino in vetta in tre ore: la mancanza di allenamento si è fatta sentire, non tanto per i tempi, quanto per qualche inizio di crampo e l'andatura poco ritmica.
Scendo rapido di nuovo a Bellavista per la "normale" su traccia perfetta e da lì punto all'agriturismo La Grassa. Mi lascio tentare da due motti innevati che costeggiano la strada, collegati da ampia cresta e li risalgo ( 100 mt di dislivello, non più). Neve sempre perfetta e portante, le ciaspole non servono (e comunque non le ho).
Discesa verso la strada nel bosco dove invece le condizioni della neve sono cedevoli e, sebbene per un breve tratto, mi fanno sputare sangue.
Dall'Agiturismo, in breve, traverso e scendo a Cragno e da li', su ampia mulattiera a tornanti, prima su neve, poi sui soliti sassi e foglie, rientro a Salorino proprio mentre il meteo subisce una netta variazione.
Sviluppo: 21 km, SE: 35km circa. Il dislivello tiene conto della salita al motto senza nome.
Se qualcuno lo conosce (e se esiste), sarei felice di saperlo.
Tourengänger:
rochi

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