Bivacco Grazzini, Monte Crestoso, Monte Colombine e Monte Dasdana


Published by cai56 , 10 July 2024, 10h45. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 5 July 2024
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 6:45
Height gain: 920 m 3018 ft.
Height loss: 921 m 3021 ft.
Route:Parzialmente circolare 18,83 km
Access to start point:Da Brescia si risale la Val Trompia fino al Passo del Maniva. Aui si volge a sinistra lungo la provinciale 345 fino al Passo Dasdana. Qualche piccolo piazzale a bordo strada; il più grande e conveniente poco oltre in corrispondenza del Goletto di Ravenola.

Questa volta l'escursione è in una zona completamente nuova e, a quanto si può vedere sulla mappa di HIKR, ben poco frequentata. Lo spunto, per la verità extra-escursionistico, me lo ha dato la curiosità di visitare nelle dirette vicinanze un sito urbex celebre per facilità di accesso e particolarità delle strutture: si tratta della dismessa base NATO IDGZ del Dosso dei Galli, destinata alla trasmissione in forma criptata di linee telefoniche, telegrafiche e dati tramite troposcatter e microonde.
Tornando alla gita principale, si tratta di un bellissimo percorso che, oltrepassata una conca lacustre, si porta a percorrere per intero una cresta punteggiata da cimette erbose di facile accesso e, nelle vicinanze del punto di partenza, con anche qualche residuo di strutture belliche della Grande Guerra; queste ultime, per la verità, non particolarmente rilevanti per stato di conservazione e grossolana fattura.
Apprezzabile il fatto che quasi tutte le numerose alpi che si incontrano o che si scorgono durante l'escursione siano rimesse a nuovo e siano tuttora fruibili, benchè il numero di capi caricati sia del tutto irrisorio.

Dal Goletto di Ravenola si inizia a scendere subito seguendo la sterrata chiusa al traffico pubblico che cala alla piana dei due Laghi di Ravenola (rispettivamente Basso e Alto); oltrepassata una proprietà privata, fra prati paludosi, ci si porta alla Malga Ravenola Vaga, dove la traccia carrabile termina. Il percorso, intuibile solo grazie alla pur non sempre esemplare bollatura bianco-rossa, volge ad angolo retto sempre attraverso pascoli intrisi d'acqua, per poi entrare marginalmente in un boschetto di conifere fra vallette e rii secondari; l'uscita dal livello degli alberi, in buona salita, conduce al dosso con i ruderi della Malga Craparo di Mezzo e, dopo un tratto con qualche affioramento roccioso, alla spianata della ex-Malga Craparo Alto, attualmente sede del Bivacco Grazzini. Il sentiero prosegue scendendo a guadare un piccolo torrente, dove si trova un bivio: lasciamo a sinistra la via di accesso più breve al bivacco (proveniente dalla strada militare del Pian delle Baste) per continuare sulla destra con una salita fra cespugli ed antiche frane fino a raggiungere la dorsale in corrispondenza del Goletto di Cludona. Qui si converge nella suddetta strada militare e la si segue verso destra: si incontrano due bivii in vicina successione e si procede prima a sinistra e poi a destra, sempre mantenendosi sul vertice della larga dorsale. In pochi passi la pista termina, continuandosi in un sentiero che procede con pendenza irregolare - quasi nulla -  fino alla Bocchetta delle Sette Crocette; sempre sulla larghissima dorsale si giunge alla base della cresta sud-est del Monte Crestoso: un cartello avverte che la salita per questa via è per esperti. Non è vero. La traccia, oltre che essere puntualmente bollata di bianco-azzurro, non presenta altra difficoltà che terreno lievemente ghiaioso su pendenza un poco accentuata; e questo solo per una prima metà, perchè successivamente si tratta di un normale sentiero nel pascolo di una larga cresta. La vetta è identificata da un cumulo di sassi con crocetta metallica, ma lungo la traversata della estesa sommità si possono distinguere altri due culmini: l'ultimo coincide col vertice di tre creste (Q 2202), di cui si va a discendere quella di ovest-sud-ovest; la larghissima dorsale, fra pascolo e terreni scoperti, si scende comodamente fino ad una bocchetta non cartografata, di apparente quota 2020 metri. Una brusca deviazione verso il vallone di destra - Val Rosellino - fa perdere dislivello rapidamente lungo un iniziale tratto di sentiero che risulterà essere il più sconnesso dell'intera escursione; dopodichè si va ad attraversare la testata della valle mantenendosi praticamente in piano su larghissime distensioni di lastroni di pietra rossa. All'altezza di una vaga dorsale erbosa terminale, la si rimonta per breve tratto a sinistra fino a raggiungere il capolinea convenzionale della nostra gita: un piccolo pinnacolo di rocce accumulate ospitante l'incavo della Nicchia di San Glisente, che deve presentare una qualche importanza devozionale vista la presenza di varie immagini commemorative infilate nelle fessure dei massi.
Ritornando, si percorre per intero la dorsale erbosa finchè, tornata di lastre di roccia rossa, va a risalire in linea retta il pendio di mezzacosta compreso fra il Monte Colombino (nord-est) ed un regolare fondovalle che si chiude al Passo Crestoso; dalla bocchetta, in lieve e continua salita, si percorre una linea basale parallela a tutta la dorsale del Monte Crestoso già percorsa all'andata, ritrovandosi sul medesimo sentiero nei pressi della Bocchetta delle Sette Crocette. Qui si presenta l'alternativa per poter trascurare la ripetizione della via: sulla destra si può seguire un camminamento militare che si mantiene di pochi metri/decine di metri a valle del crinale sul versante della Val Trompia e ritornare a convergere nella solita strada al Goletto di Cludona. Anche qui conviene trascurare la via di andata con la ripetizione del passaggio al Bivacco Grazzini per intraprendere la traversata completa della cresta delle Colombine: la traccia, sempre visibile e sempre bollata, non presenta alcuna difficoltà al di fuori da qualche brevissimo tratto di blanda esposizione. Un ripido pendio fra erba e sassi accompagna fin nei pressi dell'ometto di vetta della Quarta Colombina, richiedendo un'incomprensibile deviazione di pochi metri dal sentiero, poi si scende un poco per poter risalire all'indefinito crinale di vetta della Corna Rotonda, localizzata poco oltre l'incrocio con un secondo sentiero diretto al bivacco. La cresta prosegue senza differenze morfologiche fino alla base di blocchi accumulati, dove il sentiero si destreggia, che sorregge la Terza Colombina (nemmeno un ometto, la cima si localizza al termine della salita...); il prosieguo è su terreno erboso attraverso la larghissima dorsale raggiunta anche dai lunghi traversi di un sentiero militare ("Le Zete") e, con una breve deviazione si raggiunge la sommità spianata da una piazzola militare del Monte Colombina. Tornati al termine delle Zete, se ne discendono alcuni segmenti fino al quarto tornante (di cui due molto ravvicinati), dove, presso un tabernacolo di roccia, si distacca la traccia erbosa per la cima della Seconda Colombina, che si raggiunge dopo l'attraversamento della cresta da parte di un elettrodotto. Senza particolari caratteristiche, nel prato di crinale, si prosegue fino alla doppia vetta della Prima Colombina: la prima una cupola erbosa e la seconda altrettanto ma con una scheggia di sasso posta in verticale, circa della stessa quota. La penultima discesa della giornata, in direzione del Monte Dasdana al termine della cresta, permette di visitare i resti militari più cospicui della zona: alla base della vetta si posizionano due piazzole fortificate da muri a secco, un anello di trincee e l'imbocco quasi del tutto crollato (gravemente instabile) di un appostamento in galleria; inoltre la cima è raggiunta da due mulattiere ormai inerbate e trascurate a favore dell'attuale e più diretto sentiero turistico odierno. Quindi, scendendo fra macchie di rododendri in vista del sottostante Pian delle Baste con i ruderi del "Casermone", si arriva all'asfalto della provinciale 345 in corrispondenza del Passo Dasdana; in poche centinaia di metri verso sinistra si rientra al parcheggio del Goletto di Ravenola.

Hike partners: cai56, chiaraa
Communities: Hikr in italiano


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