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Pizzo di Nara 2231m - Poncione di Nara 2433m: cresta integrale + altro


Published by Cele , 21 July 2020, 10h44.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:18 July 2020
Hiking grading: T4+ - High-level Alpine hike
Climbing grading: III (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Molare 
Time: 7:45
Height gain: 1285 m 4215 ft.
Height loss: 1285 m 4215 ft.
Route:12.00 km
Access to start point:Gariva (o Ghiariva) in auto (seguire indicazioni per Piandios, GPS utile, posteggi relativamente limitati durante le ferie o i weekend). Alternativamente arrivare a Leontica in auto (posteggio enorme) o bus (fermata Leontica, Chiesa + 10 min. a piedi) e prendere la seggiovia fino a Cancorì (Nara.ch, perlomeno quest'estate operativa nei weekend dalle 9:00 alle 17:00).
Accommodation:Capanna Piandios o Capanna Gorda
Maps:https://map.geo.admin.ch/

L'itinerario di cresta tra il Pizzo di Nara e l'omonimo Poncione è un vero classico, ed è (quasi) senza dubbio il percorso più bello in tutta la zona. Davvero strano che finora su Hikr ci fosse solo il rapporto di Bombo, anche perché questa cresta, "esteticamente" parlando, non passa assolutamente inosservata.

Indipendentemente da dove si parta (sul lato bleniese), una visita alla Croce del Mottarone va a mio avviso fatta, non tanto per la bellezza di suddetta croce, quanto piuttosto per apprezzare al meglio la salita al Pizzo di Nara lungo la sua dorsale ESE. Bombo racconta di essere salito via la bocchetta a NW (709'780, 148'560), ma a mio parere non vi è nessun interesse a salire da lì.

Particolarità molto interessante di questo giro è che la difficoltà può quasi sempre essere adeguata alle proprie capacità con aggiramenti a destra e a manca (guai!!), premesso che il livello di T4+/I° deve essere padroneggiato (imbranati astenersi).


Fino al Pizzo di Nara la salita è tranquilla e gradevole (T2, anche se Gal Gadot in persona mi dice T3), in seguito la musica comincia a cambiare. Consiglio caldamente di gettarsi a capofitto su ogni difficoltà che si para davanti e cercare di complicarsi la vita il più possibile: un vero spasso! Fino al P.2247m si può aggirare (...) essenzialmente tutto con relativa facilità, tranne un passaggio non semplicissimo (foto 31); aggiramento forse T4+, ovviamente non testato, direttamente invece direi III grado (in discesa) ed esposto.

In caso che si noti che il livello non c'è proprio, si può tornare indietro o, alternativamente, una volta raggiunto il P.2247m (segnalato nelle vicinanze a SE con un evidente palo di legno), abbandonare sull'evidente traccia presente (difficoltà: gita per famiglie sul lato Blenio, forse qualcosina di più sul lato Leventina).


Dal P.2247m comincia una vera bomba di salita, anche qui adattabile bene alle proprie esigenze tecniche. I tratti di arrampicata non sono mai particolarmente lunghi, e si alternano a gradevole terreno di marcia T4+, con un'esposizione quasi sempre abbastanza bassa.

Restando sul filo di cresta si incontra un punto (suppongo ca. 709'420, 148'960) che mi è sembrato un II OBBLIGATO (non ricordo quanto lungo, forse 4m). Una volta che lo si ha davanti è chiaro di che punto parlo. Aggiramenti immediati sembrerebbero potenzialmente possibili, a sinistra (lato Leventina) facendo un traverso orizzontale, salire una specie di "caminetto" (1-2m) e per finire su erba, oppure a destra (lato Blenio) su una "cengia" erbosa ascendente. Questi aggiramenti non mi sembrano particolarmente più facili, quindi si fa prima ad essere a proprio agio su un po' di II grado.

In caso sia troppo difficile, pochi metri prima, più in basso, vi è un'evidente traccia sul lato bleniese che permette di bypassare completamente il Poncione di Nara ed arrivare alla Bocchetta di Sasso Bianco (foto 62, 709'460, 148'955).
Alternativamente, un'altra "traccia" sul lato leventinese (pochi metri più sopra rispetto a quella citata poc'anzi), permette di aggirare il tratto "difficile" e giungere comunque in vetta (foto 20). Quest'ultima traccia è probabilmente quella più d'interesse in ogni caso.
Una volta superato questo passaggio, si ritorna agli aggiramenti facili.

Da qualche parte ho incontrato anche un bellissimo passaggio di IV. Per chi vuole (?) lasciarci le penne si trova anche del VI abbondante, con dei passaggi davvero boulderosi (il crash pad si può posizionare solo 50m più in basso ;-)).

Bombo raccontava che la roccia è in basso ottima, mentre in cima è schifosa. In realtà la roccia è sempre buona ma decisamente tendente a mobilizzarsi, quindi bisogna perennemente testare gli appigli e avere un occhio molto vigile.

Una volta in cima al Poncione di Nara, la discesa verso Nord è semplice (T2/T3), e il Sasso Bianco della Bocchetta si aggira facilmente sulla sinistra (Leventina). Il Sasso Bianco può anche essere salito da Sud senza particolari difficoltà (T4?), ma la discesa dal suo lato Nord è da escludere.

Una volta alla Bocchetta di Sasso Bianco comincia la salita per il Pizzo Molare, semplice ma relativamente ripida (T2/T3, ma Gal Gadot non mi ha fatto sapere la sua opinione). Di uguale difficoltà il proseguimento fino alla Punta di Stou.


Mi aggrego all'amarezza di Siso riguardo al Pizzo Molare: "[...] l’escursione odierna non mi ha entusiasmato.". Mi perdoneranno i fan del Pizzo Molare, ma la trovo, in veste estiva, davvero una cima da due soldi, ampiamente sopravvalutata. Sicuramente di grande impatto dal fondovalle, è decisamente più entusiasmante guardarlo dal basso che salirvici sopra. Il sentiero della via normale è a dir poco un obbrobrio (ok, ci salgono le greggi...), con per di più una bollatura che lascia decisamente sbalorditi (perché uno avrebbe bisogno di una miriade di bolli ravvicinati dove c'è letteralmente un sentiero solo, visibile a occhio nudo da Marte?). Come dicono gli anglofoni, to give credit where credit is due, d'inverno è tutta un'altra storia, e il Molare si presenta infatti come una cima di grande interesse. Un'alternativa estiva può essere la via seguita da Marco, un bel ravanello come si deve.


Dalla Punta di Stou, sia per evitare di fare lo stesso identico giro di Bombo, sia perché "già che son qui", decido di andare fino al Pizzo Bareta, una scelta pagante. Per scendere dalla Punta di Stou ci sono diverse possibilità, la più semplice ed evidente è dal canale a 709'515, 150'520, pieno di sfasciumi e quindi poco gradevole. Dalla cima del canale io ho tagliato "orizzontalmente" cercando di perdere meno quota possibile, seguendo una traccia in buona parte su detriti (T4). La via più gradevole sembrerebbe essere all'incirca a 709'525, 150'595, dato che si resta su erba. Una discesa direttissima verso Nord è da escludere.

Per andare al Pizzo Bareta ero indeciso se puntare al P.2434m della sua crestina SW, ma per finire sembrava un'inutile perdita di tempo quindi ho puntato per via più diretta verso una piccola placca che sembrava da fare in piacevole aderenza. Si è rivelata per finire decisamente più ripida del previsto ed estremamente friabile (II).
Il Pizzo Bareta è una cima senza nessuna difficoltà e con pendenze modestissime, ma nella sua semplicità l'ho trovato decisamente più gradevole del Pizzo Molare. Offre inoltre una gran bella vista verso Lucomagno e Olivone. Mi devo trattenere "già che son lì" di andare al Poncione di Mezzo o al Nido d'Aquila, scelta obbligata visto che l'acqua cominciava a farsi merce rara.
Potrebbe ev. essere d'interesse per gli utilizzatori dei mezzi pubblici scendere verso Campra via l'Alpe Ridéigra, o verso Olivone via Nido d'Aquila.

Per la discesa mi faccio "tirare" troppo verso il Nido d'Aquila e passo quindi dal Piano della Croce e mi ricongiungo al sentiero escursionistico ad Est del P.2222m. Meglio sarebbe stato tenersi il più possibile alla base della catena detta Sasso Bianco per risparmiare tempo. Da notare che il sentiero escursionistico ufficiale passa in prossimità della baita a ca. 2090m e non dall'evidentissima traccia che "continua dritto" (è segnalato malissimo). In ogni caso si arriva comunque a destinazione.





Per riassumere: un filo di cresta orgasmico tra il Pizzo e il Poncione di Nara, una perdita di tempo al Pizzo Molare, Punta di Stou un po' meglio, Pizzo Bareta semplice ma bel panorama.

Se dovessi rifarla, probabilmente mi affiderei alla seggiovia per Cancorì e farei solo fino al Poncione di Nara, o ev. allungarla un po' ma aggirando il Molare sul lato leventinese.

Per la cresta vale la pena avere dei guantini da ferrata.

Hike partners: Cele


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Comments (5)


Post a comment

beppe says:
Sent 21 July 2020, 18h28
Complimenti bella cavalcata
Ciao
Beppe

Cele says: RE:
Sent 21 July 2020, 20h54
Ciao Beppe, grazie, merita davvero...

Poncione says:
Sent 22 July 2020, 13h29
Molto bella, divertente ma tutt'altro che banale. Zona bellissima...

Cele says: RE:
Sent 22 July 2020, 14h28
Tu la faresti via in 5 minuti (scarsi) a testa in giù e con gli occhi bendati... Te la consiglio!

Poncione says: RE:
Sent 23 July 2020, 13h17
Esagerato... grazie per il consiglio, è uno dei Poncioni più attraenti del Ticino. ;)


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