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Punta del Talamone e Cima di Bo da Rassa


Published by Serzo , 22 March 2020, 15h08.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 8 July 2006
Hiking grading: T4- - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 9:00
Height gain: 1700 m 5576 ft.
Height loss: 1700 m 5576 ft.

Gita risalente all’8 Luglio 2006, che mi sembra poco presente su Hikr. L’Alto Bo notoriamente è una specie di totem per i biellesi, quindi non potevo farmi mancare la sua salita…dalla Valsesia!

Partito da Rassa (917m) con meteo buona, il primo obiettivo è l’A. Sorbella (1636m).

A parte il solito itinerario (spesso usato con gli sci scendendo dal Bo Valsesiano), che segue la Val Sorba e poi, attraversato il Ponte di Prabella, sale ripidamente all’alpeggio, da circa 10 anni per arrivare a Sorbella si può anche tirare dritti in Val Sorba fino al Dosso, e da lì seguire la nuova sterrata per mountain bike che taglia a mezzacosta tutto il lato valsesiano dello spartiacque Sorba-Dolca, arrivando poco a monte dell’alpe.

Dato che ai tempi questa pista non c’era, e che conoscevo già la via per Prabella, decisi di tagliare per l’A. Scandalorso dove ricordo ancora un cane pastore che non la smetteva più di farmi le feste; purtroppo ricordo anche gli urlacci del malgaro per richiamarlo… spero quindi sia finita bene.

Da Sorbella, facile sentiero dell’eretico Fra’ Dolcino fino all’evidente Bocchetta dei Fornei (1980m), punto di affaccio sulla Val Dolca (quindi versante biellese) e passaggio obbligato nella salita alle vicine Punte del Campanile e Scalaccia (belle alternative scialpinistiche, assieme al Testone Tre Alpi, all’ultra-frequentato Bo Valsesiano).

Dalla bocchetta inizia un lungo e selvaggio traverso sul versante biellese, pochissimo battuto ma comunque segnato, da evitare assolutamente con terreno bagnato, che con esposta traversata percorre tutta la testata del vallone della Dolca passando sotto le Punte del Campanile e Corteis, e raggiungendo la poco marcata elevazione della Punta Raja delle Marmotte (2223m).

Proprio qui, e non alla depressione della Bocchetta delle Vallette incontrata poco prima nel traverso, parte verso destra (Nord) il sentiero normale da Rassa, che in successione porta al visibile e cuoriforme Lago del Talamone, all’omonima alpe 300m più sotto, alla conca della Bosa e infine di nuovo a Sorbella. Nota: sulle cartine più moderne, questo sentiero è segnato come più complicato rispetto a una variante diretta che dal Lago Talamone punta secca a Sorbella, con la possibile opportunità di deviare ulteriormente e passare per Lago e Alpe Corteis.

Alla fine del traverso è ben visibile la bellissima “Schiena Piatta”, lunga e non troppo ripida pietraia che in circa 200m di dislivello ben spalmati conduce alla cresta di collegamento tra le punte del Talamone e di Bo:  a destra, in pochi minuti con percorso esposto ma sicuro su grossi blocchi chiari, raggiungo la Punta del Talamone (2488m). Poi rientro sui miei passi, supero il punto di uscita in cresta e in direzione Sud-Est aiutandosi un po’ con le mani (niente di critico) raggiungo la sella Q2454 a cui sale la normale biellese. Dal colletto salita al Bo per l’itinerario più utilizzato, comunque da non sottovalutare in presenza di ghiaccio perché piuttosto affilato.

La meteo si mette male e capisco che non sarebbe simpatico trovarsi sul traversone mentre piove, quindi alla Raja delle Marmotte decido di scendere verso il lato Bosa… e mi perdo. Forse è più intuitivo in veste invernale, fatto sta che dal Lago del Talamone non ricordo se presi la più comoda (e ai tempi più conosciuta) via per l’Alpe Talamone o la variante per  Corteis; probabilmente imboccai una versione ibrida di cui ricordo solo grandi scivolate, attraversamento di torrenti tenendomi appeso ai rami delle piante,  l’incombente minaccia dell’oscurità (il giro è davvero lunghissimo), persino la voglia a un certo punto di restare a dormire in un punto non meglio identificato tra i Deserti e la Selva di Sorbella per riprovarci con calma il giorno dopo. Per fortuna pian piano riuscii a tirarmi a casa, non ricordo se via Sorbella o via Dosso.

Gita in totale solitaria, a parte il cane, il pastore (anzi, la sua voce) e i cavalli selvatici che girano nelle valli di Rassa. Le valli laterali della Valsesia, ormai abitate permanentemente dai lupi, sono una miniera inesauribile di idee “fuori dalla norma”.

Hike partners: Serzo


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