Circuito Passi di Poiala e Scarpia con tentativo alla Punta della Valle


Published by rochi , 6 October 2019, 16h51.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 6 October 2019
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 6:30
Height gain: 1100 m 3608 ft.
Height loss: 1100 m 3608 ft.

Magnifica gita in quel dell'alpe Devero, piuttosto impegnativa, non tanto per dislivello (comunque discreto) ma per sviluppo. Il percorso transita due passi, cinque o sei Alpi e passa più o meno vicino a ben sette laghi. Visto oggi per la prima volta quello di Poiala, lo eleggo senza esitazioni al più bello del comprensorio.
Parto svelto per Crampiolo, camminando la stradina estiva. Grazie a qualche taglio vi giungo in mezz'ora e trovo il borgo assonnato. Mi sposto a destra e salgo alla Dighetta, poi qualche saliscendi a bordo lago sino ad intercettare la ben segnalata deviazione per l'Alpe della Valle.
Traccia dapprima gradevole, in seguito sempre più irta sino all'uscita all'alpe. Punto decisamente a Est e risalgo, sul lato sinistro, lo splendido e verdeggiante vallone che scende dal passo di Poiala. Sin qui, dell'autunno, nessuna traccia.
Supero l'Alpe Naga e in breve giungo al passo che, contrariamente alla maggior parte dei suoi fratelli, è un'ampissimo pianoro erboso.
Mi cade l'occhio sulla punta della Valle, ben inbiancata di fresco. Per salire questa cima non c'è sentiero, i pendii sono piuttosto erti e la parte sommitale pare complessa. Vado comunque, sebbene poco fiducioso, risalgo ripidi prati sino ad intercettare la cresta. Risalgo anche quella, poi ad un primo gendarme mi prende lo scoraggione: è tutto umido, la neve si fa abbondante e non so quello che troverò dopo. Faccio una foto all'Arbola e con cautela scendo. Col senno di poi, da un'osservazione attenta, quel gendarmino è probabilmente aggirabile ma avrei dovuto ravanare nella neve fresca e questa non è mai stata la mia specialità.
Poco male, sebbene giunto a quota 2600 circa (meno di cento metri dalla vetta), la rinuncia non mi pesa, sarà (forse) per un'altra volta.
Scendo allora rapido al lago, attratto dalla possibilità di una pausa sul suo ameno bordo e così è, in un ambiente di dolorosa bellezza. Il lago è mio, non c'è nessuno, mi vien voglia di gridare.
Dal lago scendo ancora in un altro vallone se possibile ancor più bello del precedente e pervengo all'alpe Poiala dopo aver superato il noto inghiottitoio che letteralmente fa sparire le acque provenienti dal lago.
All'alpe ricomincio a salire, mantenendomi sul lato destro della valle, verso la bocchetta di Scarpia che pare non arrivare mai. Per fortuna ad un certo punto appare il sottostante e azzurrissimo lago d'Agaro a dare un po' di conforto ai miei stanchi occhi.
Ed eccomi a Scarpia dove incontro i primi umani di giornata (prima avevo visto una marmotta e sentito i bramiti di un cervo).
Per una strada fatta tante volte, scendo lo sgangherato sentiero verso l'alpe Sangiatto ormai scarica e da lì, interamente per gippabile raggiungo la Corte d'Ardui.
Ancora un quarto d'ora di lento procedere e sono di nuovo al Devero piuttosto affollato. Due asini socievoli mi danno il benvenuto, mi siedo e guardo malinconico (perchè devo andare via) questa piana senza pari nell'universo creato prima di raggiungere l'auto che mi attende da sei ore e mezza.
Difficoltà T3 limitata al tentativo alla Punta della Valle, altrimenti percorso T2 su sentieri segnalati e mai esposti.
Tempi comprensivi di 30 minuti circa di pause, dislivello comprensivo di tentativo e risalita alla Bocchetta di Scarpia.
Sviluppo: 16 km circa; SE: 27 km circa

Hike partners: rochi


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